{"id":16510,"date":"2001-12-24T00:00:00","date_gmt":"2001-12-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/notte-di-natale-2001-a-terni.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"notte-di-natale-2001-a-terni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/notte-di-natale-2001-a-terni.html","title":{"rendered":"Notte di natale 2001 a Terni"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;Gloria a Dio nel pi\u00f9 alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama&#8221;. E&#8217; il canto che una moltitudine di angeli rivolse a Dio in quella notte di duemila anni fa dopo l&#8217;annuncio dato ai pastori. Uno \u00e8 stato l&#8217;angelo che ha annunciato la nascita del salvatore e una moltitudine di angeli accorre per innalzare a Dio un canto di lode. Quella nascita stup\u00ec i cieli al punto da raccogliere quella moltitudine festosa. Pochi se ne accorsero sulla terra, eppure quel bambino divideva in due la storia umana, in prima e dopo di lui. Oggi quel canto torna a risuonare, ed io vorrei, care sorelle e fratelli, che tutti ci associassimo a quella schiera innumerevole di angeli. Anche noi, come quei pastori, abbiamo ascoltato un angelo che ci ha annunciato la nascita di Ges\u00f9: il Vangelo di Natale e, in certo modo, ci siamo uniti alla schiera innumerevole di angeli per cantare il &#8220;gloria&#8221; mentre l&#8217;incenso, segno dell&#8217;amore di Dio, ci circondava con il suo profumo. E&#8217; bello far festa assieme, \u00e8 bello cantare a voce forte l&#8217;alleluia al Vangelo, \u00e8 bello radunarsi in tanti questa notte ed essere avvolti dalla luce che squarcia definitivamente il buio. S\u00ec, &#8220;il popolo che camminava nelle tenebre ha visto una grande luce&#8221;, dice il profeta Isaia. E noi, questa notte, la luce l&#8217;abbiamo vista. E&#8217; la luce del Vangelo che rischiara ogni tenebra e ogni tristezza. Lasciamoci vincere dal Vangelo, lasciamoci coinvolgere dalla gioia di quella moltitudine di angeli e, assieme ai pastori, andiamo a vedere quel bambino che \u00e8 nato. E&#8217; colui che ci salva; \u00e8 l&#8217;autore della pace, \u00e8 colui che ci libera da ogni male, \u00e8 colui che ci apre alla vita piena. &#8220;In nessun altro c&#8217;\u00e8 salvezza; non vi \u00e8 infatti altro nome dato agli uomini sotto il cielo nel quale \u00e8 stabilito che possiamo essere salvati&#8221; (At 4,12), dice Pietro allo storpio che stava seduto alla porta Bella del tempio. Ma non \u00e8 scontato n\u00e9 riconoscerlo n\u00e9 accoglierlo. L&#8217;evangelista Luca &#8211; lo abbiamo ascoltato &#8211; scrive che non c&#8217;era posto per lui nell&#8217;albergo. Betlemme, quella notte, non seppe fare spazio a Ges\u00f9 e lo lasci\u00f2 fuori delle sue mura. Non capita cos\u00ec anche a noi? Quante volte il nostro cuore resta chiuso come quelle mura di Betlemme? Ma l&#8217;amore di Dio per noi \u00e8 talmente grande che Ges\u00f9 non se ne va via e accetta anche una stalla pur di starci vicino. Questo \u00e8 il Vangelo di Natale: un Dio che si fa bambino pur di starci accanto. S\u00ec, \u00e8 davvero diverso da noi. Se fossimo stati noi al suo posto ce ne saremmo tornati in cielo. Del resto, cosa doveva fare di pi\u00f9? Si era gi\u00e0 abbassato tanto per stare con noi. No, non se ne \u00e8 tornato via. Si \u00e8 fermato in una stalla, pur di continuare a dirci il suo amore. E si \u00e8 fatto piccolo per essere trovato da tutti. S\u00ec, non dobbiamo essere grandi o potenti, saggi o geniali per poter incontrare il nostro salvatore. Egli giace, debole bambino, in una mangiatoia. Tutti possiamo vederlo, toccarlo. Anzi sono i piccoli e i poveri i primi ad accorrere per vederlo. Questa \u00e8 la &#8220;buona notizia&#8221; del Natale, la notizia di cui tutti abbiamo bisogno. Ne abbiamo bisogno noi; s\u00ec, ciascuno di noi. Siamo cos\u00ec spesso ripiegati su noi stessi da non riuscire a guardare oltre; siamo a tal punto presi dai nostri problemi o dai nostri affari da non accorgerci dei drammi di chi ci sta vicino. E ci rassegniamo ad una vita quotidiana triste e opaca. Del Vangelo di Natale ne ha bisogno anche Terni, questa nostra citt\u00e0 che fa fatica a trovare il suo volto, che stenta ad individuare i tratti del suo futuro, che non di rado resta schiava della propria pigrizia e delle liti interne che non le permettono di alzare lo sguardo. Ma soprattutto il mondo ha bisogno che il Vangelo di Natale risuoni in ogni cielo e su ogni popolo. S\u00ec, &#8220;Gloria a Dio nell&#8217;alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama&#8221;. Oggi sembra che anche i cieli, almeno quelli che noi conosciamo, siano privi di pace. E sulla terra di pace ce n&#8217;\u00e8 sempre meno. La stessa terra di Ges\u00f9 sembra aver completamente smarrito il canto di quella notte; quel cielo non \u00e8 pi\u00f9 traversato da angeli e quella terra raccoglie pi\u00f9 soldati che pastori. E quante altri cieli e quante altre terre sono cos\u00ec! Ma l&#8217;angelo torna. E torna a dire agli uomini e anzitutto a noi credenti: &#8220;Non abbiate timore, ecco vi annunzio una grande gioia, che sar\u00e0 di tutto il popolo: oggi vi \u00e8 nato nella citt\u00e0 di Davide un salvatore, che \u00e8 Cristo Signore&#8221;. Non abbiate timore! Care sorelle e cari fratelli, potremmo rispondere all&#8217;angelo: ma come non aver timore di fronte a quello che sta accadendo? Come non aver paura del terrorismo, delle guerre, delle minacce che sembrano venire da ogni parte? Eppure, il Vangelo di Natale invita ad una grande gioia perch\u00e9 un bambino \u00e8 nato. A nulla vale vivere se non accogliamo Ges\u00f9 nel nostro cuore. Un mistico di qualche secolo fa diceva: &#8220;Nascesse Cristo mille volte a Betlemme, ma non nel tuo cuore, saresti perduto in eterno&#8221;. Alla grande paura l&#8217;angelo risponde con una grande gioia. &#8220;Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sar\u00e0 di tutto il popolo&#8221;, ripete a noi l&#8217;angelo. Non restiamo perci\u00f2 bloccati nella cura delle nostre greggi, ossia non restiamo congelati nelle nostre abitudini di sempre, nei nostri piccoli egoismi, nelle nostre piccole cattiverie, e non lasciamoci prendere dalla sfiducia che nulla pu\u00f2 cambiare. Lo so bene, \u00e8 facile dire, di fronte a quanto accade, cosa possiamo fare noi a Terni? siamo troppo piccoli per poter cambiare il mondo, per dare un contributo positivo alla pace. No. Dire questo vuol dire restare nella tristezza di sempre. Il Vangelo di Natale non chiede gesti eroici o eccezionali. Chiede solo di andare a Betlemme per vedere e accogliere un bambino. &#8220;Andate a Betlemme e troverete un bambino avvolto in fasce&#8221;, disse l&#8217;angelo ai pastori. Anche i pastori avrebbero potuto chiedersi: &#8220;com&#8217;\u00e8 possibile che questo bambino deposto in una stalla di una provincia dell&#8217;impero romano sia il salvatore del mondo&#8221;? Beati loro che non se lo sono chiesto e hanno obbedito all&#8217;angelo! Sono andati, hanno visto e hanno accolto nel loro cuore quel bambino. Sono divenuti i primi credenti in Ges\u00f9. Ebbene, beati noi se andiamo a Betlemme come quei pastori, perch\u00e9 il Natale \u00e8 tutto qui: vedere e accogliere un bambino, vedere e accogliere il Vangelo, vedere e accogliere i poveri e i deboli. S\u00ec, il Natale \u00e8 accogliere il Vangelo, \u00e8 leggerlo, \u00e8 meditarlo, \u00e8 metterlo in pratica. Questa notte abbiamo ascoltato la prima pagina del Vangelo. Leggiamolo giorno dopo giorno, facciamolo crescere in noi e diminuisca il nostro egocentrismo. Facciamo crescere il Vangelo a Terni, come Ges\u00f9 cresceva a Betlemme e a Nazareth, e diminuiscano la cattiveria e l&#8217;indifferenza. S\u00ec, il Natale \u00e8 commuoversi sui deboli, \u00e8 consolare chi \u00e8 solo, \u00e8 curare chi \u00e8 malato, \u00e8 accogliere chi \u00e8 straniero. Natale \u00e8 allargare il cuore sino ai confini della terra per svuotarla della violenza e riempirla d&#8217;amore. All&#8217;offertorio porter\u00f2 sull&#8217;altare i nomi dei detenuti del carcere di Terni e quelli dei malati dell&#8217;ospedale S.Maria. Nei giorni scorsi li ho visitati tutti, uno ad uno, ed ho promesso loro che nella Messa di Mezzanotte avrei posto i loro nomi sull&#8217;altare, come per portarli il pi\u00f9 vicino possibile a Ges\u00f9. Ho visto la commozione nei loro occhi. Un carcerato ha persino pianto di fronte a questa piccola e semplice promessa. E quando qualcuno di loro mi ha ringraziato dicendo &#8220;ma allora non siamo il rifiuto della terra&#8221;, ho risposto che avrei comunicato anche a voi questo gesto. E subito hanno aggiunto: &#8220;porti i nostri auguri di buon Natale a tutti coloro che vengono a Messa&#8221;. S\u00ec, Buon Natale dai carcerati; Buon Natale dai malati. E domani ci sar\u00e0, alla mensa di San Valentino, il pranzo con i poveri. E&#8217; il pranzo della famiglia dei senza famiglia. Ed io star\u00f2 con loro. Sono nostri fratelli e sorelle, sono la nostra famiglia. E a ciascuno faremo un regalo, come appunto si usa fare in ogni famiglia nel giorno di Natale. S\u00ec, per tutti costoro questo Natale \u00e8 pi\u00f9 vero. Non hanno certo risolto i loro problemi, eppure un po&#8217; di consolazione \u00e8 entrata nella loro esistenza. E&#8217; Natale perch\u00e9 ai poveri \u00e8 annunciato il Vangelo, perch\u00e9 il freddo di tanti \u00e8 riscaldato dal nostro amore. E&#8217; Natale perch\u00e9 Dio si \u00e8 commosso su di noi e non ha esitato a mandarci il suo figlio Ges\u00f9, l&#8217;amico della nostra vita, il salvatore del mondo. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Gloria a Dio nel pi\u00f9 alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama&#8221;. E&#8217; il canto che una moltitudine di angeli rivolse a Dio in quella notte di duemila anni fa dopo l&#8217;annuncio dato ai pastori. 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