{"id":16507,"date":"2001-12-31T00:00:00","date_gmt":"2001-12-31T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/te-deum-di-ringraziamento-2001.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"te-deum-di-ringraziamento-2001","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/te-deum-di-ringraziamento-2001.html","title":{"rendered":"Te Deum di ringraziamento 2001"},"content":{"rendered":"<p><P>Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P>ci ritroviamo assieme in questa liturgia che, mentre chiude questo anno 2001, ci consegna al successivo, il 2002. E noi vogliamo che questo passaggio avvenga cantando l&#8217;antico inno del Te Deum e sotto lo sguardo e la benedizione del Signore. Vogliamo cantarlo assieme con animo grato e pieno di fiducia a Dio che ha guidato i nostri passi lungo i dodici mesi che sono trascorsi. Ho voluto invitare anche le autorit\u00e0 e le istituzioni di questa citt\u00e0 per rendere anche pubblico questo momento. Grazie di cuore per la vostra presenza che sta a dire una ideale partecipazione dell&#8217;intera citt\u00e0 di Terni a questo momento di preghiera e di ringraziamento al Signore. Credo che l&#8217;intera nostra citt\u00e0, l&#8217;intera diocesi di Terni-Narni-Amelia, debba ringraziare il Signore per questo anno trascorso. Quando il 6 gennaio scorso abbiamo chiuso l&#8217;Anno Santo, partendo dalla Chiesa di San Francesco e dirigendoci in Cattedrale, sono risuonate nel nostro cuore le parole del Papa Giovanni Paolo II: &#8220;Duc in altum!&#8221;, &#8220;prendete il largo!&#8221; Sentivo particolarmente vere per me queste parole, dopo i primi mesi del mio lavoro pastorale nella diocesi, ma esse risuonavano per tutti noi, per i sacerdoti, i diaconi, i religiosi, le religiose, per tutti. Si trattava di riprendere il cammino della nostra Chiesa diocesana verso il nuovo millennio ripartendo dal Vangelo, dalla Parola del Signore. L&#8217;anno santo ci aveva come riempiti di gioia; non potevamo continuare a condurre come sempre, magari un po&#8217; tristi e stanchi, la vita nostra e delle parrocchie. E noi abbiamo &#8220;preso il largo&#8221;, e lo abbiamo preso a partire dalla Messa della Domenica. C&#8217;\u00e8 stato un lavoro diffuso in tutte le comunit\u00e0, nella prima parte dell&#8217;anno, con la riflessione sul documento su &#8220;La Domenica, il giorno che salva&#8221;. E&#8217; stato un grande esame di coscienza anzitutto sulle nostre Liturgie Eucaristiche, oltre che sugli altri aspetti del Giorno del Signore. Non ci ha lasciato tranquilli la bassa frequenza alle celebrazioni liturgiche, appena il 13 per cento, e neppure ci ha tranquillizzato la superficialit\u00e0 della partecipazione di molti. La Lettera Pastorale che ho consegnato all&#8217;inizio della ripresa dell&#8217;anno pastorale resta uno sprone e una indicazione chiara e decisa del cammino che l&#8217;intera diocesi deve compiere nei tempi che verranno. L&#8217;attenzione alla celebrazione della Liturgia domenicale resta il momento centrale della nostra vita diocesana. E non solo per l&#8217;anno che si apre. Ringraziamo il Signore per la favorevole accoglienza che la Lettera ha avuto in Diocesi. Debbo anche dirvi che molti vescovi italiani ed anche fuori del paese l&#8217;hanno chiesta facendomi giungere il loro apprezzamento. Ma quel che mi pare particolarmente bello \u00e8 che nella vita delle parrocchie si vedono i primi segni di un risveglio liturgico. E&#8217; appena l&#8217;alba di un giorno che vorrei fosse sempre pi\u00f9 luminoso. E se gi\u00e0 siamo lieti per i primi bagliori, quanto grande sar\u00e0 la nostra gioia man mano che il solo della Liturgia illuminer\u00e0 e scalder\u00e0 la nostra vita! Un esempio non poco significativo l&#8217;abbiamo avuto la Natale che ha visto le chiese riempirsi. Nei prossimi mesi verr\u00e0 consegnata a tutte le persone della una piccola guida spirituale per la Messa, dal titolo: Perch\u00e9 la domenica a Messa? Sono convinto, care sorelle e cari fratelli, che vivere bene la domenica significa salvarsi. Ed inoltre \u00e8 anche l&#8217;atto d&#8217;amore pi\u00f9 grande che possiamo fare per le nostre citt\u00e0. Non star\u00f2 mai tranquillo finch\u00e9 c&#8217;\u00e8 qualcuno che non partecipa. Il mio sogno? Veder crescere, in quantit\u00e0 e in qualit\u00e0, la partecipazione alla Messa. Tutto, nella diocesi, deve convergere in questa prospettiva pastorale. La catechesi, il canto, la pastorale familiare, la stessa architettura e le opere artistiche degli edifici di culto, tutto deve aiutare a rendere la liturgia domenicale l&#8217;incontro di ciascuno e dell&#8217;intera comunit\u00e0 cristiana con Ges\u00f9 risorto. Di qui sgorga la vita stessa della comunit\u00e0 cristiana della Diocesi. Certo, \u00e8 poi necessaria anche l&#8217;attenzione alla vita organizzata della comunit\u00e0. E in questo anno c&#8217;\u00e8 stato il riordino anche strutturale della vita della nostra Chiesa con la creazione delle sette &#8220;Vicarie pastorali&#8221;. Si vuole, in tal modo, aiutare tutte le comunit\u00e0 a crescere nel comune sentire, a vivere un sogno comune, a operare per un comune futuro. Anche il rinnovo del Consiglio pastorale diocesano e di tutti i consigli pastorali parrocchiali ha significato il rimettersi in marcia per far crescere la comunione tra noi e farla come traboccare nelle nostre citt\u00e0 e nel mondo. Come allora non ricordare la realizzazione della &#8220;mensa di San Valentino&#8221; che ormai accoglie ogni giorno circa 40 poveri che qui trovano non solo il cibo ma anche amicizia e solidariet\u00e0! Essa \u00e8 strettamente legata alla mensa dell&#8217;Eucarestia, secondo il monito di san Giovanni Crisostomo: &#8220;Come puoi onorare il Cristo eucaristico con paramenti di seta, se poi lo lasci nudo fuori la porta nei poveri?&#8221; Cos\u00ec pure dobbiamo rendere grazie a Dio per il lavoro nella nostra Missione a Ntambue nella quale si \u00e8 recato anche don Sergio per prestare il suo servizio pastorale; e per il sostegno alla parrocchia di Derventa in Bosnia e al centro pastorale in Albania. Significativa, e molto, \u00e8 la collaborazione con tutti i sindaci dei comuni della Diocesi per l&#8217;aiuto al progetto per la cura dell&#8217;Aids in Mozambico che li ha visti in prima linea nel concedere l&#8217;otto per mille del loro bilancio. Tanti altri eventi, che hanno segnato la vita della nostra Chiesa, dovremmo ricordare! C&#8217;\u00e8 un elenco lungo delle iniziative sia della Diocesi che delle commissioni e delle parrocchie che non sto qui a elencare. Permettetemi per\u00f2 di comunicarvi l&#8217;emozione, sempre grande per me, nelle visite ai carcerati di Terni e ai malati dei tre ospedali della diocesi. Tocco ogni volta con mano quanta consolazione possiamo dare anche con una semplice visita! Il Vangelo di Luca che ci \u00e8 stato consegnato all&#8217;inizio del 2001 &#8211; continuo a ricevere commoventi testimonianze della forza delle parole evangeliche &#8211; esorta a vivere e a testimoniare la misericordia. S\u00ec, cresciamo nella misericordia e nell&#8217;amore. Sono in tanti che aspettano: penso agli anziani, ai piccoli e ai giovani. Come tacere la preoccupazione per quest&#8217;ultimi? E&#8217; una frontiera che deve vederci impegnati con ben pi\u00f9 audacia e intelligenza. La realizzazione che \u00e8 stata fatta di una scuola diocesana, che coinvolge anche l&#8217;universit\u00e0, \u00e8 solo un segno dell&#8217;impegno educativo che l&#8217;intera societ\u00e0 deve sentire con maggiore responsabilit\u00e0. Care sorelle e cari fratelli, in questo momento di passaggio &#8211; un passaggio particolarmente sofferto dopo i tremendi fatti dell&#8217;11 settembre &#8211; noi vogliamo accogliere il Vangelo di Natale. E&#8217; quel Bambino, infatti, che ha cambiato la storia e che rende felice e benedetta la vita. E&#8217; lui che dona speranza e sicurezza. Facciamo bene perci\u00f2 a stringerci attorno a Ges\u00f9, come fecero quegli antichi pastori. Lasciate, allora, che immagini le nostre chiese e in particolare questa nostra cattedrale come quella mangiatoia in cui \u00e8 deposto quel Bambino. Di qui vogliamo ripartire per questo 2002 affermando che Ges\u00f9 \u00e8 pi\u00f9 forte dell&#8217;odio e della vendetta; di qui vogliamo muovere i nostri passi per rendere pi\u00f9 viva la nostra Chiesa diocesana; e di qui vogliamo offrire un soffio nuovo, spirituale, anche per la nostra citt\u00e0. L&#8217;anno nuovo per la Chiesa e per Terni, inizia da Betlemme, da quella grotta, da quel bambino, da questa cattedrale. La nostra Chiesa diocesana si sente strettamente legata alla citt\u00e0, a questa citt\u00e0. Ad ambedue, per\u00f2, \u00e8 chiesta una nuova vitalit\u00e0, potrei dire una rinascita. Ambedue debbono riprendere un nuovo cammino e costruire un futuro per tutti. Ma un nuovo futuro pu\u00f2 iniziare solo a partire da quel bambino. Per questo vorrei che ci fosse un piccolo segno di questo nuovo inizio, del legame tra la nostra Chiesa e la nostra citt\u00e0. E il segno \u00e8 la celebrazione eucaristica della domenica delle ore 12, qui in cattedrale. Vorrei che fosse la &#8220;Messa per la citt\u00e0&#8221;, la celebrazione liturgica durante la quale si prega per l&#8217;intera Terni e per l&#8217;intera diocesi. Io stesso, per quanto possibile, la presieder\u00f2. Terni ha estremo bisogno della nostra preghiera, ha bisogno della nostra intercessione perch\u00e9 tutti possano guardare gli anni che verranno con maggiore speranza. Dio, Padre di misericordia e Signore della storia, da questo santo luogo, guardi la nostra citt\u00e0, la benedica e l&#8217;accompagni. <BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, ci ritroviamo assieme in questa liturgia che, mentre chiude questo anno 2001, ci consegna al successivo, il 2002. E noi vogliamo che questo passaggio avvenga cantando l&#8217;antico inno del Te Deum e sotto lo sguardo e la benedizione del Signore. 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