{"id":16506,"date":"2002-01-06T00:00:00","date_gmt":"2002-01-06T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/epifania-2002.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"epifania-2002","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/epifania-2002.html","title":{"rendered":"Epifania 2002"},"content":{"rendered":"<p><P>Care sorelle cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P>con la memoria dell&#8217;epifania del Signore che, in certo modo, apre l&#8217;anno 2002 iniziamo le celebrazioni domenicali di &#8220;preghiera per la nostra citt\u00e0&#8221; e per l&#8217;intera nostra diocesi. Nel Te Deum del 31 dicembre, sottolineando il bisogno di preghiera per la nostra citt\u00e0, ho proposto che la Messa delle ore 12 della domenica fosse celebrata, appunto, per Terni e per tutti coloro che la abitano, analogamente a quanto ogni parroco deve fare celebrando ogni domenica la &#8220;messa per il popolo&#8221;. Noi vogliamo essere una comunit\u00e0 che prega il Signore per la propria citt\u00e0, perch\u00e9 essa sia liberata da ogni angoscia e da ogni tristezza e perch\u00e9 tutti, anziani, giovani, bambini, poveri, stranieri, malati, uomini, donne, tutti possano guardare il futuro con maggiore speranza. La celebrazione per la citt\u00e0 non poteva forse trovare festa pi\u00f9 opportuna per muovere il suo primo passo dell&#8217;Epifania. Questa memoria significa la manifestazione di Dio al mondo, e quindi anche &#8220;la manifestazione di Dio a Terni&#8221;. Se a Natale sono stati i pastori ad accorrere attorno a Ges\u00f9, oggi il Vangelo ci presenta l&#8217;incontro di Ges\u00f9 con i &#8220;Magi&#8221;. Questi erano uomini sapienti, intellettuali, forse anche religiosi, i quali scrutavano il cielo della vicina Mesopotamia per scorgervi i segni di un tempo nuovo. Non facevano parte del popolo eletto; erano estranei al mondo ebraico. E per questo la tradizione della Chiesa vede simboleggiati in essi tutti i popoli della terra. L&#8217;Epifania \u00e8 quindi la prima manifestazione dell&#8217;amore di Dio a tutti i popoli. C&#8217;\u00e8 un senso forte di universalit\u00e0 in questa festa; c&#8217;\u00e8 come una tensione spirituale a non lasciar fuori nessuno dall&#8217;abbraccio del Signore. Il profeta Isaia lo aveva intuito quando scriveva: &#8220;Cammineranno i popoli alla tua luce, i re allo splendore del tuo sorgere. Alza gli occhi intorno e guarda: tutti costoro si sono radunati, vengono a te. I tuoi figli vengono da lontano&#8230;&#8221;, appunto, proprio come quei magi che venivano dalla lontana Mesopotamia. Come, da parte nostra, non sognare che tutta Terni accorra al Signore? Come non pregare perch\u00e9 tutti si lascino abbracciare da Dio? Cosa ha mosso questi tre personaggi verso Ges\u00f9? Certo, essi vedono una stella. Ma non la vedono per caso. Essi scrutavano il cielo: erano cio\u00e8 uomini non ripiegati su loro stessi, non appagati della piccola vita che conducevano, e neppure ritenevano che la salvezza e la felicit\u00e0 potessero venire dal regno assiro-babilonese. Essi guardavano oltre l&#8217;immediato, non si contentavano di soddisfare le loro voglie e i loro capricci. Sentivano prepotente il bisogno di andare oltre, di guardare oltre, di desiderare qualcosa di pi\u00f9 grande per tutti. Per questo alzarono gli occhi verso il cielo. E sembrano suggerire anche a noi: &#8220;Alzate lo sguardo da voi stessi e cercate di vedere oltre; riconoscete che la salvezza e la felicit\u00e0 non vengono da voi stessi e dai vostri sforzi&#8221;. Essi alzarono gli occhi e videro spuntare una stella. La seguirono anche se non sempre era tutto chiaro. Avevano intuito per\u00f2 che era l&#8217;unica luce davvero amica. Non smisero di cercare. Dovunque andavano, chiedevano: &#8220;Dove \u00e8 il re dei giudei che \u00e8 nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella e siamo venuti per adorarlo&#8221;. Quando si cerca il Signore non ci si ferma: la ricerca di Dio muove il cuore, muove i pensieri, muove i passi. Se constatiamo di essere sempre allo stesso punto \u00e8 perch\u00e9 la ricerca del Signore resta sepolta dalle tante, troppe, preoccupazioni egocentriche. E il mondo che ci circonda non ci aiuta a ricercare Dio, semmai cerca di affossare l&#8217;urgenza della domanda: &#8220;Dov&#8217;\u00e9 il re dei giudei che \u00e8 nato?&#8221; Se solo un poco avvertissimo l&#8217;urgenza di questa domanda non resteremmo tranquilli. Se solo un poco Terni avvertisse il bisogno di Dio, se solo un poco le donne e gli uomini di Terni cercassero davvero un nuovo futuro, la citt\u00e0 non sarebbe cos\u00ec com&#8217;\u00e8 oggi. E&#8217;, infatti, quest&#8217;ansia di Dio che distingue i Magi da Erode e Gerusalemme. Scrive Matteo che quando i Magi posero la domanda su Ges\u00f9: &#8220;Erode rest\u00f2 turbato e con lui tutta Gerusalemme&#8221;. L&#8217;uno, Erode, aveva paura di perdere la poltrona, gli altri, gli abitanti di Gerusalemme, temevano di perdere la tranquillit\u00e0 del proprio vivere, che peraltro era piuttosto triste. Ma lo sappiamo bene anche noi: non di rado preferiamo rassegnarci ad una vita scialba piuttosto che rompere la tranquillit\u00e0. Tutta la citt\u00e0 si rattrist\u00f2. I Magi, invece, gioirono nel rivedere la stella. S\u00ec, il Signore viene incontro a chi lo cerca. E c&#8217;\u00e9 un sollievo, c&#8217;\u00e8 una pace nel vedere la luce, c&#8217;\u00e8 una pace nel sentirsi guidati. Mentre tutto attorno ci spinge a fare da noi stessi, a pensare a noi stessi e ad essere indipendenti, il Vangelo ci dice che c&#8217;\u00e8 una grande felicit\u00e0 nel dipendere dalla stella. E la stella, s\u00ec, \u00e8 la Parola di Dio. Scrive il Salmo 119: &#8220;La tua Parola \u00e8 luce sul mio cammino&#8221;. Il Vangelo, come la stella per i magi, ci conduce verso l&#8217;incontro con quel bambino. Non \u00e8 possibile incontrare il Signore senza questa stella, senza vederla, senza leggerla, senza seguirla. A volte \u00e8 faticoso starle dietro, talora magari non la vediamo con chiarezza, ma appena la si scorge di nuovo procura una grande gioia. La Parola di Dio \u00e8 una parola vicina che accompagna; \u00e8 una parola vera che conforta; \u00e8 una parola amica che sostiene e che conduce a scoprire quel bambino, Parola fattasi carne. Questa Parola ci tocca il cuore e ci fa partire verso una terra buona, verso il luogo ove troveremo e riconosceremo l&#8217;amico della nostra vita, il salvatore delle anime nostre. I tre magi, appena giunti davanti al bambino, si inginocchiarono. Era forse la prima volta che lo facevano, e resta un gesto che pu\u00f2 apparire strano: dei sapienti che si inginocchiano davanti a un bambino! Ma, forse, strano \u00e8 il nostro mondo che non capisce; mentre quei tre avevano capito che erano pi\u00f9 piccoli di quel bambino, o meglio, che quel bambino era Dio che si era fatto piccolo per star loro vicino. Lo accolsero nel cuore, gli donarono ci\u00f2 che avevano di pi\u00f9 prezioso. E poi vollero ad ogni costo difenderlo. Saputo delle intenzioni cattive di Erode, fecero ritorno per un&#8217;altra strada. Ancora oggi, care sorelle e cari fratelli, c&#8217;\u00e8 bisogno di difendere il bambino Ges\u00f9, c&#8217;\u00e8 bisogno di difendere i piccoli e i deboli, i poveri e i malati, dai tanti Erode che non amano la vita. S\u00ec, dobbiamo cambiare strada, prendere cio\u00e8 non la strada dell&#8217;egoismo di sempre, ma quella del Vangelo che continua ad indicare ai magi la via dell&#8217;amicizia, la via della vita. E&#8217; questo il primo grande servizio che noi possiamo rendere anche alla nostra citt\u00e0: mostrare ad essa quel bambino che ci \u00e8 stato donato.<BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle cari fratelli, con la memoria dell&#8217;epifania del Signore che, in certo modo, apre l&#8217;anno 2002 iniziamo le celebrazioni domenicali di &#8220;preghiera per la nostra citt\u00e0&#8221; e per l&#8217;intera nostra diocesi. 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