{"id":16501,"date":"2002-02-10T00:00:00","date_gmt":"2002-02-10T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-per-la-citta-10-febbraio-2002.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"messa-per-la-citta-10-febbraio-2002","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-per-la-citta-10-febbraio-2002.html","title":{"rendered":"Messa per la Citt\u00e0 10 febbraio 2002"},"content":{"rendered":"<p><P><BR>&#8220;Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9, dopo aver proclamato il Vangelo delle beatitudini, si rivolge ai discepoli dicendo loro che essi sono sale della terra e luce del mondo. Certo, sembrano esagerate queste parole, viste che siamo appena agli inizi della predicazione, e i discepoli non \u00e8 che siano proprio degli esempi di \u201cuomini delle beatitudini\u201d. Ma Ges\u00f9 insiste: \u201cSe il sale perde il sapore, con che cosa lo si potr\u00e0 rendere salato?\u201d In queste parole di Ges\u00f9 c\u2019\u00e8 come una domanda di responsabilit\u00e0, una chiamata. E\u2019 come se Ges\u00f9 dicesse: \u201cnon ho altro che voi per l\u2019annuncio del Vangelo\u201d. Oppure: \u201cse la vostra funzione viene meno, se il vostro comportamento \u00e8 insipido e senza gusto, non ho altro rimedio per l\u2019annuncio evangelico\u201d. E\u2019 quel che accadrebbe se la lucerna accesa fosse posta sotto un secchio (a volte un secchio rovesciato faceva da mensola). Anche in questo caso non c\u2019\u00e8 rimedio, tutti si resta al buio. Tutto ci\u00f2 non era vero solo allora, lo \u00e8 altrettanto oggi. La funzione di essere sale della terra e luce del mondo non deve essere mai disattesa. Certo, se ci guardiamo, sappiamo di essere davvero poca cosa. Com\u2019\u00e8 possibile essere sale e luce? Pietro, in un momento di consapevolezza, disse a Ges\u00f9 che gli si avvicinava: \u201callontanati da me che sono un uomo peccatore!\u201d Questa frase, in verit\u00e0, dovremmo pronunciarla tutti, anche perch\u00e9 siamo ben al di sotto dell\u2019apostolo Pietro. E\u2019 vero che talora insistiamo sulla nostra modestia, ma pi\u00f9 che per un senso di vera umilt\u00e0 \u00e8 per un atteggiamento rinunciatario, quindi per non illuminare e per non salare. Insomma, la presunta indegnit\u00e0 \u00e8 solo passivit\u00e0, pigrizia e rinuncia. Il Vangelo di Matteo insiste nel dire che noi, pur essendo poveri uomini e povere donne, siamo sale e luce. Ma come? Ed \u00e8 qui che va posta la nostra attenzione. Certamente non siamo sale e luce da noi stessi, ma solo partecipando al vero sale e alla vera luce: Ges\u00f9 di Nazareth. Egli \u00e8 \u201cla luce vera, quella che illumina ogni uomo\u201d, come scrive Giovanni. La luce non viene dalle doti personali o dalle nostre virt\u00f9. Paolo, nella lettera ai Corinzi, ricorda che egli si present\u00f2 in mezzo a loro non con sublimit\u00e0 di parole, bens\u00ec \u201cin debolezza e con molto timore e trepidazione\u201d. Ma egli era forte del Vangelo, era forte dell\u2019amore del Signore. Anzi la sua debolezza fu come una prova che il Vangelo veniva da Dio e non da lui. E lo dice: vi ho predicato Ges\u00f9 crocifisso, \u201cperch\u00e9 la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana ma sulla sapienza di Dio\u201d. In queste parole c\u2019\u00e8 un profondo senso di liberazione. Noi cristiani, a differenza di quel che normalmente si pensa, non siamo condannati a nascondere la debolezza di cui siamo impastati. Essa non allontana da noi lo sguardo Dio. Cos\u00ec avviene tra gli uomini. Se sei debole nessuno ti guarda, nessuno ti cerca, nessuno ti considera. Non \u00e8 cos\u00ec con Dio che \u00e8 venuto a cercare i peccatori e a consolare i deboli. Il primo a non vergognarsi della nostra debolezza \u00e8 proprio il Signore. Non c\u2019\u00e8 alcun disprezzo per l\u2019uomo da parte del Vangelo; non c\u2019\u00e8 alcuna antipatia da parte del Signore, che a ragione i cristiani d\u2019Oriente chiamano: \u201cfilantropos\u201d, ossia \u201cl\u2019amico degli uomini\u201d. E\u2019 questo amico che si fa vicino a noi e ci dona la sua grazia, ossia la sua forza, il suo Vangelo, i suoi sacramenti, il suo amore. Chi si lascia amare da Dio, da debole che era diventa forte. Uno studioso protestante che \u00e8 stato ucciso nei capi di concentramento dalle SS, diceva: il Vangelo ci rende non solo buoni, anche forti. Care sorelle e acri fratelli, ecco il sale e la luce: essere in questo mondo uomini e donne buoni e forti. In questi giorni la nostra citt\u00e0 vive il mese di San Valentino. Dobbiamo apprendere da lui ad essere buoni e forti nell\u2019amore. E quel che il Vangelo dice di ciascun discepolo dovremmo applicarlo anche alla nostra citt\u00e0. Essa, \u00e8 vero, sta in una conca e non somiglia a quella citt\u00e0 di cui parla il Vangelo che \u00e8 posta sul monte: \u201cnon pu\u00f2 restare nascosta una citt\u00e0 collocata sopra un monte\u201d. Tanto pi\u00f9, potremmo aggiungere, non pu\u00f2 restare al buio una citt\u00e0 posta in una conca. A Natale, infatti, accendiamo la stella a Miranda perch\u00e9 faccia luce. Ma non dovrebbe essere cos\u00ec in ogni tempo, anzi in ogni giorno? Eppure spesso questa nostra citt\u00e0 \u00e8 senza sapore e senza luce per tanti. Scambiamo i sapori della vita con le nostre soddisfazioni passeggere e le luci con le luminarie. Altro \u00e8 la luce vera e il sale sapido. Terni. Ha bisogno del sale dell\u2019amore e della luce del Vangelo. Cos\u00ec Terni deve risplendere davanti agli uomini. Il Vangelo, non a caso, aggiunge: \u201ccos\u00ec risplenda la vostra luce davanti agli uomini, che vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che \u00e8 nei cieli\u201d. Le opere dell\u2019amore sono la luce vera che illumina e risplende. E tra esse, il profeta ne enumera alcune: \u201cspezza il tuo pane con l\u2019affamato, introduci in casa i senza tetto, vesti chi \u00e8 nudo senza distogliere gli occhi dalla tua gente\u201d. La carit\u00e0 \u00e8 la luce del Signore ed essa riesce a rendere fermentata e saporita la vita di questa nostra citt\u00e0. Care sorelle e cari fratelli, impariamo a voler bene e facciamo opere di amore. Solo \u201callora \u2013 cos\u00ec dice il profeta \u2013 la tua luce sorger\u00e0 come l\u2019aurora, la tua luce sar\u00e0 luce per tanti come un giorno pieno\u201d.<BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Care sorelle e cari fratelli, Ges\u00f9, dopo aver proclamato il Vangelo delle beatitudini, si rivolge ai discepoli dicendo loro che essi sono sale della terra e luce del mondo. 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