{"id":16496,"date":"2002-03-17T00:00:00","date_gmt":"2002-03-17T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/accolitato-di-andrea-piccioni.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"accolitato-di-andrea-piccioni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/accolitato-di-andrea-piccioni.html","title":{"rendered":"Accolitato di Andrea Piccioni"},"content":{"rendered":"<p><P>Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P>il Vangelo della risurrezione di Lazzaro che ci \u00e8 stato annunciato in questa ultima domenica di quaresima, potremmo dire che ci introduce nella settimana santa, nei giorni nei quali contempleremo fin dove giunge l\u2019amore del Signore per noi. Ed \u00e8 in questo contesto che tu, Andrea, ricevi il ministero dell\u2019accolitato. Come sai, questo ministero ti avvicina all\u2019altare, sia per aiutare i sacerdoti nella celebrazione che per distribuire, come ministro straordinario, l\u2019Eucarestia. Sei pertanto chiamato a vivere sempre pi\u00f9 intensamente del mistero dell\u2019altare, ossia a conformarti a Ges\u00f9, venuto per offrire la sua vita per la salvezza di tutti. Il suoi amore per il Padre e la sua passione per gli uomini siano davanti ai tuoi occhi, caro Andrea, come anche davanti ai nostri occhi, care sorelle e cari fratelli.<\/P><br \/>\n<P>Lo vediamo accorrere accanto all\u2019amico malato. Non voleva stargli lontano, anche se questo poteva significare per lui la morte. I discepoli glielo fanno notare. E tentano di fermarlo, una volta saputo che Lazzaro era morto. Che senso aveva rischiare per nulla? I discepoli non comprendono l\u2019amore del Signore. Essi volevano tenerlo lontano da quell\u2019uomo su cui ormai tutti avevano posto una pietra sopra. Come non pensare ai tanti uomini e alle tante donne la cui vita ancora oggi \u00e8 schiacciata da una lastra pesante? E\u2019 la lastra della guerra, della fame, della solitudine, della tristezza, della disgrazia, del pregiudizio. Talora sono popoli interi ad essere oppressi. <\/P><br \/>\n<P>Ma i discepoli di Ges\u00f9, anche oggi, spesso vogliono tenersi lontano dai tanti Lazzaro sepolti e oppressi. Penso ai venti milioni di italiani appiccicati al televisore durante Sanremo, mentre si moriva a Gerusalemme, a Lampedusa, in Afghanistan. Pu\u00f2 anche capitare di essere rassegnati come Marta e Maria, e dire che non c\u2019\u00e8 nulla da fare e che non possiamo rattristarci troppo. E se proprio insiste rinfacciamo a Ges\u00f9: \u201cSe tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto!\u201d E\u2019 come dire: \u201cSe tu fossi stato vicino, non sarebbero accadute quelle disgrazie\u201d, e cos\u00ec via. Il Vangelo, in verit\u00e0, ci dice che non \u00e8 Ges\u00f9 a stare lontano, ma gli uomini. Non dovremmo chiederci dove siamo noi, mentre milioni di persone muoiono di fame? dove siamo noi mentre migliaia di persone sono sole e abbandonate negli ospedali? dove siamo noi mentre vicino e lontano da noi c\u2019\u00e8 gente che muore senza nessuno, che soffre senza che alcuno se ne accorga? e si potrebbe continuare. Ebbene, vicino a costoro troviamo Ges\u00f9. Solo lui sta l\u00ec accanto, e piange su questi suoi amici abbandonati, come pianse su Lazzaro. Accadr\u00e0 anche a lui tra qualche giorno, al Getsemani, quando rester\u00e0 solo e, per l\u2019angoscia, suder\u00e0 lacrime di sangue. <\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 sta da solo davanti a Lazzaro, a sperare contro tutto e tutti. Persino le sorelle cercano di dissuaderlo mentre egli vuol far aprire la tomba: \u201cSignore, gi\u00e0 manda cattivo odore, poich\u00e9 \u00e8 di quattro giorni\u201d, gli dice Marta. Si ! gi\u00e0 puzza. Come puzzano i poveri; come puzzano i campi profughi con centinaia di migliaia di persone; come puzzano tutti coloro sui quali si abbatte la cattiveria degli uomini. Ma Ges\u00f9 non si ferma. Il suo affetto per Lazzaro \u00e8 molto pi\u00f9 forte della rassegnazione delle sorelle; \u00e8 molto pi\u00f9 saggio della stessa ragionevolezza, e della stessa evidenza delle cose. L\u2019amore del Signore non conosce confini, neppure quelli della morte; vuole l\u2019impossibile. Quella tomba non \u00e8 l\u2019abitazione definitiva degli amici di Ges\u00f9. Per questo Ges\u00f9 grida: \u201cLazzaro, vieni fuori!\u201d L\u2019amico sente la voce di Ges\u00f9, appunto, come sta scritto: \u201cle pecore conoscono la sua voce\u201d. Lazzaro ascolta ed esce. Ges\u00f9 non parla ad un morto, ma ad un vivo, semmai ad uno che dorme, per questo forse grida. E invita gli altri a sciogliere le bende all\u2019amico. Ma sciogliendo Lazzaro \u201cmorto\u201d, Ges\u00f9 in verit\u00e0 scioglie ciascuno di noi dal proprio egoismo, dalla propria freddezza, dalla propria indifferenza, dalla morte dei sentimenti. Racconta un\u2019antica tradizione orientale che Lazzaro, una volta risuscitato, non mangiasse altro che dolci, per sottolineare che la vita donata dal Signore \u00e8 dolce, bella; e per dire che i sentimenti che egli deposita nel nostro cuore sono forti e teneri, robusti e amorevoli, e sconfiggono ogni amarezza e asprezza.<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 \u00e8 la vita, \u00e8 la nostra vita. Marta con delusione risponde a Ges\u00f9 che Lazzaro resusciter\u00e0 l\u2019ultimo giorno. Ma \u00e8 lontano, quel giorno, pensa Marta. E Ges\u00f9, che forse comprende questa delusione, le risponde: \u201cIo sono la resurrezione e la vita!\u201d In queste parole \u00e8 raccolto il segreto di questa pagina evangelica. Ges\u00f9 non viene a prolungare la nostra vita fisica. Viene a comunicarci la \u201cvita\u201d, ossia Lui stesso. Chi lo accoglie, accoglie in s\u00e9 la vita. \u201cChi crede in me, anche se muore, vivr\u00e0; chiunque vive e crede in me, non morir\u00e0 mai\u201d, dice Ges\u00f9. E ancora: \u201cChi ascolta la mia parola e crede in colui che mi ha mandato, ha la vita eterna; \u00e8 ormai passato dalla morte alla vita\u201d (Gv 5,24). Per questo, sorelle e fratelli, ancora oggi \u00e8 possibile il miracolo di Lazzaro, ancora oggi \u00e8 possibile che i morti risorgano, che i cuori freddi come una lastra di ghiaccio si sciolgano e riprendano la vita divenendo dolci, teneri, amorevoli, come fu per Lazzaro, amico del Signore.<BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, il Vangelo della risurrezione di Lazzaro che ci \u00e8 stato annunciato in questa ultima domenica di quaresima, potremmo dire che ci introduce nella settimana santa, nei giorni nei quali contempleremo fin dove giunge l\u2019amore del Signore per noi. Ed \u00e8 in questo contesto che tu, Andrea, ricevi il ministero dell\u2019accolitato. 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