{"id":16495,"date":"2002-03-24T00:00:00","date_gmt":"2002-03-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/domenica-delle-palme-2002-a-narni.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"domenica-delle-palme-2002-a-narni","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/domenica-delle-palme-2002-a-narni.html","title":{"rendered":"Domenica delle Palme 2002 a Narni"},"content":{"rendered":"<p><P><BR>Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P>con la processione dalla chiesa di Sant\u2019Agostino fino in cattedrale, abbiamo voluto ripetere a Narni quel che accadde a Gerusalemme con Ges\u00f9. Quel giorno, attorniato dai discepoli, mont\u00f2 su un puledro d\u2019asina ed entr\u00f2 nella citt\u00e0 santa. Vi entrava come mai aveva fatto prima: come re. Ges\u00f9 ricord\u00f2 ai discepoli le parole del profeta: \u201cEcco, il tuo re viene a te, seduto su un\u2019asina\u201d. La gente lo intu\u00ec e si mise a stendere i mantelli lungo la strada e con rami di ulivo lo salutava gridando: \u201cOsanna\u201d. Finalmente arrivava il Salvatore. Oggi abbiamo voluto ripetere anche a Narni quell\u2019ingresso. Non \u00e8 un rito esteriore e vuoto. Anche Narni pu\u00f2 essere liberata dalla tristezza e dall\u2019angoscia, dalla solitudine e dalla violenza solo da Ges\u00f9. E intendo i cuori di ciascun narnese, dei piccoli e dei grandi, dei giovani e degli anziani, di chi sta male e di chi sta bene. Solo Ges\u00f9 pu\u00f2 dare senso vero e profondo alla vita. Ecco perch\u00e9 anche visibilmente abbiamo voluto aprirgli le strade. Ges\u00f9 non ha il volto di un potente, no, il suo volto \u00e8 quello di un uomo mite ed umile di cuore. E tutti abbiamo bisogno di un volto cos\u00ec; di un volto che ci guardi con amore e che ci venga in aiuto con generosit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P>Quell\u2019uomo che \u00e8 entrato e che abbiamo accolto, care sorelle e cari fratelli, ci ama a tal punto da non esitare ad andare incontro alla morte per salvarci, per starci vicino. Ed infatti proprio perch\u00e9 non vuole abbandonarci va a morire per noi. E\u2019 il paradosso di questa domenica delle Palme che ci fa vivere assieme il trionfo di Ges\u00f9 e subito anche la sua passione. Il Vangelo di Matteo ci ha fatto entrare con Ges\u00f9 in Gerusalemme, e subito, quasi a mostrarci la brevit\u00e0 dello spazio che separa l\u2019Osanna dal Crucifige, ci ha fatto uscire di nuovo dalla citt\u00e0 per accompagnarci sino al Golgota. Questa volta non c\u2019\u00e8 stata nessuna fuga in Egitto, come all\u2019inizio del Vangelo, ed \u201cErode\u201d, non lo stesso dell\u2019infanzia di Ges\u00f9 ma un suo discendente, ha condotto in porto il disegno omicida che aveva sin dall\u2019inizio del Vangelo. E dobbiamo dire con amarezza che ancora oggi entrano nelle case e nelle citt\u00e0 gli uomini dei tanti \u201cErode\u201d che continuano a uccidere vittime innocenti, e non penso solo al bambino di Cogne, ma anche al vescovo colombiano, Mons. Duarte, e ancora a Marco Biagi o a Luca il giovane poliziotto ucciso vicino Perugia, e a tanti altri che nelle numerose citt\u00e0 del mondo vengono barbaramente uccisi. Le strade delle nostre citt\u00e0 non debbono pi\u00f9 vedere volti pieni di violenza che seminano odio e morte, abbiamo bisogno di uomini miti e buoni, appunto com\u2019era Ges\u00f9, che aiutino a trasformare la vita, che operino per renderla pi\u00f9 bella. <\/P><br \/>\n<P>Ciascuno di noi \u00e8 chiamato a diventare come Ges\u00f9, ad essere pi\u00f9 mite, pi\u00f9 attento, pi\u00f9 generoso. Abbiamo ricevuto nelle mani un ramo di ulivo. E\u2019 segno della nostra vicinanza a Ges\u00f9, segno della nostra prontezza ad accoglierlo. Fecero cos\u00ec anche gli abitanti di Gerusalemme. Ma bastarono pochi giorni e quegli ulivi, nell\u2019orto, lo vedono prostrato a terra, sudare sangue per l\u2019angoscia della morte. Quella notte rest\u00f2 solo. Anche i pi\u00f9 amici lo abbandonarono. E tuttavia, per amore nostro, Ges\u00f9 non fugg\u00ec, non si allontan\u00f2, sub\u00ec la condanna, prese la croce e giunse sul Golgota ove fu crocifisso. La sua morte sembr\u00f2 a tutti una sconfitta. Del resto come poteva essere diversamente? In realt\u00e0 fu ed \u00e8 una vittoria. Su quella croce vinceva l\u2019amore. S\u00ec l\u2019egoismo veniva sconfitto e trionfava l\u2019amore per gli altri. Per la prima volta la legge ferrea dell\u2019amore per s\u00e9 sopra ogni cosa veniva sconfitto: Ges\u00f9 scelse di amarci sino alla fine, anche a costo della morte. Ecco chi \u00e8 entrato oggi a Narni, e chi accompagniamo nei giorni che verranno. Secondo una bella tradizione, ognuno di noi porter\u00e0 a casa il ramo di ulivo benedetto. E\u2019 un piccolo segno di questo giorno santo, il giorno dell\u2019ingresso di Ges\u00f9 a Gerusalemme. Questo ramo rester\u00e0 nelle nostre case come segno visibile della pace che nasce dalla presenza del Signore nel proprio cuore. Ma ci ricorda anche il bisogno che Ges\u00f9 ha della nostra compagnia, della nostra amicizia, del nostro affetto. Proprio sotto quei secolari ulivi nel Getsemani Ges\u00f9, preso dall\u2019angoscia della morte, volle che i suoi, quelli pi\u00f9 intimi sui quali forse poteva contare di pi\u00f9, gli stessero accanto. E quanto amare sono le parole rivolte a Pietro: \u201cCos\u00ec non siete stati capaci di vegliare un\u2019ora sola con me?\u201d(Mt 26, 40). Il ramo di ulivo sia segno del nostro impegno a stare accanto al Signore, soprattutto in questi giorni. E\u2019 un modo bello per consolare un uomo che va a morire per tutti. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, con la processione dalla chiesa di Sant\u2019Agostino fino in cattedrale, abbiamo voluto ripetere a Narni quel che accadde a Gerusalemme con Ges\u00f9. Quel giorno, attorniato dai discepoli, mont\u00f2 su un puledro d\u2019asina ed entr\u00f2 nella citt\u00e0 santa. Vi entrava come mai aveva fatto prima: come re. 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