{"id":16494,"date":"2002-03-27T00:00:00","date_gmt":"2002-03-27T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-crismale-pasqua-2002.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"messa-crismale-pasqua-2002","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-crismale-pasqua-2002.html","title":{"rendered":"Messa Crismale &#8211; Pasqua 2002"},"content":{"rendered":"<p><P>Carissimi sorelle e fratelli tutti,<\/P><br \/>\n<P>permettetemi di rivolgermi anzitutto ai sacerdoti con le parole conclusive della Lettera del Papa: \u201cIo vi auguro di vivere nella pace del cuore, in profonda comunione tra voi, con il Vescovo e con le vostre comunit\u00e0, questo giorno santissimo in cui ricordiamo, con l\u2019istituzione dell\u2019Eucarestia, la nostra \u201cnascita\u201d sacerdotale\u201d. Con questo augurio viviamo, cari sacerdoti e diaconi, questa santa liturgia crismale che manifesta in modo cos\u00ec singolare la nostra comunione. L\u2019Ordine sacro ci coinvolge cos\u00ec profondamente da accomunarci in una singolare fraternit\u00e0. Certo \u00e8 possibile ferirla, questa fraternit\u00e0. Ferirla con le nostre doppiezze, le nostre ambiguit\u00e0, il nostro parlare sciocco, le nostre dimenticanze; mai, tuttavia, cancellarla. Vorrei dire che nei nostri stessi cromosomi c\u2019\u00e8 un bisogno di fraternit\u00e0 sacerdotale. Un vescovo pregava cos\u00ec per i suoi sacerdoti: \u201cSpirito del Signore, gonfia di passione la vita dei tuoi presbiteri. Riempi di amicizie discrete la loro solitudine. Rendili innamorati della terra e capaci di misericordia per tutte le debolezze. Confortali con la gratitudine della gente e con l\u2019olio della comunione fraterna. Ristora la loro stanchezza\u2026liberali dalla paura di non farcela pi\u00f9\u2026Dal loro cuore si sprigioni audacia di tenerezza. Dalle loro mani grondi il crisma su tutto ci\u00f2 che accarezzano. Fa risplendere di gioia i loro corpi\u201d. <\/P><br \/>\n<P>Cari sacerdoti, ringraziamo il Signore per tutti i suoi doni e per la nostra comunione. In questi due anni che sono qui l\u2019ho vista crescere, e prego perch\u00e9 si solidifichi e si irrobustisca. Tanta parte del nostro ministero e della nostra stessa vita dipende da come viviamo la fraternit\u00e0 tra noi. La rinnovazione delle promesse sacerdotali vorrei fosse carica di questa comunione. La Chiesa e il mondo hanno bisogno di sacerdoti santi. E la santit\u00e0 non \u00e8 definita dal corretto adempimento del proprio dovere, o da cose nuove da inventare; essa consiste nell\u2019audacia della perfezione, come dice Ges\u00f9: \u201csiate perfetti come \u00e8 perfetto il Padre vostro che sta nei cieli!\u201d <\/P><br \/>\n<P>Care sorelle e cari fratelli, che questa sera ci siamo radunati attorno all\u2019altare per questa celebrazione Crismale. Lasciate che la immagini come quella cena di Betania, narrata nei Vangeli di Matteo, Marco e Giovanni, quando quella donna si avvicin\u00f2 a Ges\u00f9 versando su di lui un olio profumato. I tre gli evangelisti pongono questo episodio immediatamente prima della Passione. Ebbene, vorrei che la nostra Chiesa fosse come quella donna la quale, prima dei tre giorni santi, esager\u00f2 nell\u2019amore. Forse dobbiamo comprendere cosa vuol dire per noi versare l\u2019olio sul corpo di Ges\u00f9 da un vaso prezioso. Tuttavia una cosa vedo con certezza: non possiamo pi\u00f9 indugiare nelle abitudini di sempre. Ci \u00e8 chiesto di sciogliere le nostre rigidit\u00e0 come quella donna scioglieva i suoi capelli, ci vien chiesto di abbracciare con calore il corpo di questa Chiesa diocesana superando quella naturale sclerosi pastorale, ci vien chiesto di servire con generosit\u00e0 e passione il Vangelo lasciandoci alle spalle quel modo scettico e sufficiente dei discepoli di quella sera. Lasciamoci travolgere almeno un poco dall\u2019amore esagerato di quella donna! <\/P><br \/>\n<P>Ho voluto che prendessero parte a questa celebrazione eucaristica i membri dei consigli pastorali parrocchiali perch\u00e9 fosse ancor pi\u00f9 manifesta la verit\u00e0, la bellezza e la ricchezza della Chiesa diocesana, di questa Chiesa che ho imparato ad amare sempre pi\u00f9 e che con passione, compresi anche i miei limiti, voglio servire sino in fondo. Sento rivolte a me, in prima persona, le parole di Paolo a Timoteo: \u201cannunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimit\u00e0 e dottrina\u201d(2 Tm 4, 2). <\/P><br \/>\n<P>Care sorelle e cari fratelli, vorrei comunicare a tutti quel fuoco che sento bruciare dentro di me per questa nostra Chiesa. E\u2019 un fuoco \u2013 qualcuno potrebbe dire che \u00e8 un \u201cfuoco di paglia\u201d, e forse lo \u00e8, qualche altro un po\u2019 pi\u00f9 scettico potrebbe chiamarlo \u201cle fissazioni del vescovo\u201d &#8211; che tuttavia non mi rende n\u00e9 pago n\u00e9 tranquillo. C\u2019\u00e8 in me come una passione che non mi fa n\u00e9 tacere n\u00e9 fermare finch\u00e9 in tutte le parrocchie e in tutte le comunit\u00e0 ecclesiali, anzi nel cuore di ogni uomo e di ogni donna, Ges\u00f9 sia conosciuto e amato. E\u2019 questa la ragione profonda della Lettera Pastorale sulla Eucarestia. Vi confesso che sono assillato, potrei dire anche angosciato, perch\u00e9 la Messa, soprattutto la Messa della domenica, non sia una delle tante cose che facciamo. No, la Messa non \u00e8 uno degli impegni, non \u00e8 una delle azioni che siamo chiamati a fare, magari anche la pi\u00f9 importante. La Messa \u00e8 l\u2019unica cosa che dobbiamo fare. E mi spiego. Il Vaticano II, nella Costituzione sulla Liturgia, afferma che l\u2019essenza dell\u2019Eucaristica \u00e8, anzitutto e soprattutto, rendere presente in mezzo a noi il mistero della Pasqua, ossia la morte e la risurrezione del Signore. Questo mistero \u00e8 il centro della salvezza. E\u2019 il mistero che Ges\u00f9 aspettava, \u00e8 l\u2019ora per la quale \u00e8 venuto. Rendere presente quest\u2019ora, pertanto, \u00e8 la ragione stessa della Chiesa. E il Concilio pu\u00f2 dire: \u201cOgni celebrazione liturgica, appunto perch\u00e9 opera di Cristo sacerdote e del suo corpo che \u00e8 la Chiesa, \u00e8 azione sacra in senso eminente, la cui efficacia non \u00e8 raggiunta allo stesso titolo e allo stesso grado da nessun\u2019altra azione della Chiesa\u201d. <\/P><br \/>\n<P>La celebrazione dell\u2019eucarestia, quella domenicale soprattutto, \u00e8 \u201cl\u2019azione\u201d della Chiesa, quella che le consente di esprimersi al massimo della sua essenza, della sua forza, della sua missione. L\u2019Eucarestia \u00e8 il momento di congiunzione tra la terra e il cielo. E\u2019 l\u2019ultima azione della Chiesa sulla terra, \u00e8 il \u201cculmine\u201d della storia umana (e di quella personale di ciascuno di noi) e quindi la \u201cfonte\u201d del paradiso. Care sorelle e cari fratelli, dobbiamo tutti prendere sempre pi\u00f9 coscienza che oltre l\u2019assemblea eucaristica noi, intendo dire la Chiesa, non abbiamo null\u2019altro. So bene &#8211; e il Vaticano II ce lo ricorda &#8211; che l\u2019azione della Chiesa non si esaurisce nell\u2019assemblea liturgica della domenica. Ma quest\u2019affermazione \u00e8 intesa nel senso che tutto quel che precede deve prepararla, e tutto quel che segue, da essa deve come sgorgare. S\u00ec, l\u2019assemblea eucaristica non \u00e8 una delle azioni che dobbiamo compiere, \u00e8 il regno di Dio nel quale veniamo coinvolti. E il Paradiso cos\u2019\u00e8 se non una liturgia continua? Potremmo quindi dire: ciascuno vivr\u00e0 il Paradiso cos\u00ec come vive la liturgia eucaristica! Ecco. Ora comprendo cosa vuol dire per me, per te, per noi, versare l\u2019olio prezioso e cospargerlo sul corpo di Ges\u00f9! Vuol dire mettere tutto il nostro amore e tutte le nostre energie, tutta la nostra passione e tutta la nostra amorevole creativit\u00e0, per vivere appieno il mistero della Pasqua nelle assemblee eucaristiche domenicali. <\/P><br \/>\n<P>S\u00ec, l\u2019intera nostra vita \u00e8 dedicata a cospargere di olio profumato il corpo di Cristo, ossia a vivere l\u2019Eucarestia. Questa sera vorrei esprimere questa passione per il corpo di Cristo donando a ciascuna parrocchia un copri-leggio prezioso. E\u2019 un piccolo segno che vuole come sorreggere, in ogni parrocchia, quel \u201crotolo\u201d da cui Ges\u00f9 inizi\u00f2 la sua predicazione a Nazareth. E gli olii santi che questa sera benediremo e consegneremo siano di sostegno e di aiuto perch\u00e9 la nostra Chiesa continui il suo cammino verso la santit\u00e0. <BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissimi sorelle e fratelli tutti, permettetemi di rivolgermi anzitutto ai sacerdoti con le parole conclusive della Lettera del Papa: \u201cIo vi auguro di vivere nella pace del cuore, in profonda comunione tra voi, con il Vescovo e con le vostre comunit\u00e0, questo giorno santissimo in cui ricordiamo, con l\u2019istituzione dell\u2019Eucarestia, la nostra \u201cnascita\u201d sacerdotale\u201d. 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