{"id":16493,"date":"2002-03-28T00:00:00","date_gmt":"2002-03-28T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-giovedi-santo-pasqua-2002.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"messa-giovedi-santo-pasqua-2002","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-giovedi-santo-pasqua-2002.html","title":{"rendered":"Messa Gioved\u00ec Santo &#8211; Pasqua 2002"},"content":{"rendered":"<p><P>\u201cHo desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi\u201d, disse Ges\u00f9 ai suoi discepoli all\u2019inizio della sua ultima cena, prima di morire. Quest\u2019anno la coincidenza della Pasqua ebraica con quella cattolica ci fa sentire ancor pi\u00f9 profondamente questo desiderio di Ges\u00f9 di stare con i suoi. In verit\u00e0, per Ges\u00f9, \u00e8 un desiderio di sempre; vorrei dire un bisogno di sempre: egli vuole stare con i suoi. Lo desiderava allora e lo desidera anche questa sera. Forse \u00e8 bene chiederci se noi desideriamo stargli vicino, almeno un poco; se sappiamo offrirgli quel poco di compagnia e di affetto di cui \u00e8 ancora capace il nostro cuore. Se ci guardiamo indietro vediamo sempre lui fare di tutto per starci vicino, per legarci al Vangelo.<\/P><br \/>\n<P>Quante volte &#8211; come canta un antico inno &#8211; \u201cquaerens me, sedisti lassus?\u201d (\u201cQuante volte, Signore, ti sei seduto stanco, a forza di rincorrermi?\u201d). Questa sera \u2013 \u00e8 l\u2019ultima della sua vita &#8211; Ges\u00f9 continua, in un supremo slancio di amore, a legarsi definitivamente ai discepoli. Abbiamo ascoltato dalla prima Lettera di san Paolo ai Corinzi che, mentre stava a tavola con i Dodici, prese il pane e lo distribu\u00ec dicendo: \u201cQuesto \u00e8 il mio corpo spezzato per voi\u201d. La stessa cosa fece con il calice: \u201cQuesto \u00e8 il mio sangue, sparso per voi\u201d. Sono le parole che ripeteremo tra poco sull\u2019altare, e sar\u00e0 lo stesso Signore ad invitare ciascuno di noi a nutrirsi del pane e del vino consacrati. Ges\u00f9 ha \u201cinventato\u201d l\u2019impossibile (del resto l\u2019amore vero non sa creare cose impossibili?) per restarci accanto, per essere vicino ai discepoli di ogni tempo. Non solo vicino, addirittura dentro di loro: si fa cibo per diventare carne della nostra carne. Quel pane e quel vino sono il nutrimento disceso dal cielo per noi, uomini e donne pellegrini per le vie di questo mondo. Quel pane e quel vino sono medicina e sostegno per la nostra povera vita: curano le malattie, liberano dai peccati, sollevano dall\u2019angoscia, liberano dalla tristezza. Non solo. Rendono simili a Ges\u00f9, aiutano a vivere come lui viveva, a desiderare le cose che lui desiderava. Quel pane e quel vino fanno sorgere in chi li riceve sentimenti di bont\u00e0, di servizio, di affetto, di tenerezza, di amore, di perdono. <\/P><br \/>\n<P>Appunto, i sentimenti di Ges\u00f9. La scena evangelica della lavanda dei piedi che questa sera ci \u00e8 stata annunciata, continua a mostrare che cosa significa per Ges\u00f9 essere pane spezzato e vino versato per noi e per tutti. A cena inoltrata \u2013 abbiamo ascoltato dal Vangelo &#8211; Ges\u00f9 si alza da tavola, depone le vesti e si cinge i fianchi con un asciugatoio, poi prende un bacile con dell\u2019acqua, si dirige verso uno dei dodici, si inginocchia davanti a loro e gli lava i piedi. E fa cos\u00ec con ogni discepolo, anche con Giuda che sta per tradirlo; Ges\u00f9 lo sa, ma si inginocchia ugualmente e gli lava i piedi. Pietro, forse \u00e8 l\u2019ultimo, appena vede avvicinarsi Ges\u00f9, reagisce: \u201cSignore, tu lavi i piedi a me?\u201d. Povero Pietro, non ha ancora capito nulla! Non ha compreso che a Ges\u00f9 non interessa quel tipo di dignit\u00e0 che il mondo desidera e spasmodicamente cerca. Ges\u00f9, ancora una volta, spiega: \u201cChi \u00e8 pi\u00f9 grande, chi sta a tavola o chi serve? Non \u00e8 forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come uno che serve\u201d. Ges\u00f9 ama i suoi discepoli e ognuno di noi con un amore sconfinato, nel senso letterale del termine, davvero senza fine. La dignit\u00e0 di Ges\u00f9 non risiede nel restare in piedi, diritto, davanti ai suoi; la sua dignit\u00e0 \u00e8 tutta nell\u2019amare i discepoli sino alla fine, nell\u2019inginocchiarsi sino ai loro piedi. E\u2019 la sua ultima grande lezione da vivo: \u201cSapete ci\u00f2 che vi ho fatto? &#8211; dice alla fine della lavanda &#8211; Voi mi chiamate Maestro e Signore, e dite bene, perch\u00e9 lo sono. Se dunque io, il Signore e il Maestro, ho lavato i vostri piedi, anche voi dovete lavarvi i piedi gli uni gli altri. Vi ho dato l\u2019esempio perch\u00e9 come ho fatto io, facciate anche voi\u201d. Il mondo educa a stare in piedi ed esorta tutti a restarci. E se manca lo spazio, giustifica spinte ed esclusioni. <\/P><br \/>\n<P>Il Vangelo del Gioved\u00ec Santo esorta i discepoli a chinarsi e a lavarsi i piedi gli uni gli altri. E\u2019 un comando nuovo. Non lo troviamo tra gli uomini. Non nasce dalle nostre tradizioni, tutte ben solidamente contrarie. Tale comando viene da Dio; ed \u00e8 un grande dono che questa sera riceviamo. Ges\u00f9 l\u2019ha applicato per primo. Beati noi se lo comprendiamo! Nella santa Liturgia di questa sera la lavanda dei piedi \u00e8 solo un segno, una indicazione della via da seguire: lavarci i piedi gli uni gli altri, a partire dai pi\u00f9 deboli, dai malati, dagli anziani, dai carcerati, dai pi\u00f9 poveri, dai pi\u00f9 indifesi. Il Gioved\u00ec Santo ci insegna come vivere e da dove iniziare a vivere: la vita vera non \u00e8 quella di stare diritti nel proprio orgoglio; la vita secondo il Vangelo \u00e8 piegarsi verso i fratelli e le sorelle, iniziando dai pi\u00f9 deboli. E\u2019 una via che viene dal cielo, eppure \u00e8 la via pi\u00f9 umana che possiamo desiderare. Tutti, infatti, abbiamo bisogno di amicizia, di affetto, di comprensione, di accoglienza, di aiuto. Tutti abbiamo bisogno di qualcuno che si chini verso di noi, come anche noi di chinarci verso i fratelli e le sorelle. Il Gioved\u00ec Santo, \u00e8 davvero un giorno umano: il giorno dell\u2019amore di Ges\u00f9 che scende in basso, sino ai piedi dei suoi amici. E tutti sono suoi amici, anche chi lo sta per tradire. Da parte di Ges\u00f9 nessuno \u00e8 nemico, tutto per lui \u00e8 amore. Lavare i piedi non \u00e8 un gesto \u00e8 un modo di vivere. <\/P><br \/>\n<P>Terminata la cena, Ges\u00f9 si incammina verso l\u2019orto degli ulivi. Da questo momento non solo si inginocchia sino ai piedi dei discepoli, scende ancora pi\u00f9 in basso, se \u00e8 possibile, per dimostrare il suo amore. Nell\u2019orto degli ulivi si inginocchia ancora, anzi si stende a terra e suda sangue, per il dolore e l\u2019angoscia. Lasciamoci coinvolgere almeno un poco da quest\u2019uomo che ci ama di un amore mai visto sulla terra. E mentre ci fermiamo davanti al sepolcro, diciamogli il nostro affetto e la nostra amicizia. Quanto sono amare quelle parole che disse ai tre che stavano con lui nell\u2019orto: \u201cCos\u00ec non siete stati capaci di vegliare un\u2019ora sola con me?\u201d Oggi, pi\u00f9 che noi, \u00e8 il Signore ad aver bisogno di compagnia e di affetto. Ascoltiamo la sua implorazione: \u201cL\u2019anima mia \u00e8 triste sino alla morte; restate qui e vegliate con me\u201d. Chiniamoci su di lui e non facciamogli mancare la consolazione della nostra vicinanza.<\/P><br \/>\n<P>Signore, in quest\u2019ora, non ti daremo il bacio di Giuda, ma come poveri peccatori ci chiniamo ai tuoi piedi e, imitando la Maddalena, continuiamo a baciarli con affetto. <BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cHo desiderato ardentemente di mangiare questa Pasqua con voi\u201d, disse Ges\u00f9 ai suoi discepoli all\u2019inizio della sua ultima cena, prima di morire. Quest\u2019anno la coincidenza della Pasqua ebraica con quella cattolica ci fa sentire ancor pi\u00f9 profondamente questo desiderio di Ges\u00f9 di stare con i suoi. 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