{"id":16486,"date":"2002-04-21T00:00:00","date_gmt":"2002-04-21T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/ii-anniversario-dellingresso-in-diocesi.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"ii-anniversario-dellingresso-in-diocesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/ii-anniversario-dellingresso-in-diocesi.html","title":{"rendered":"II anniversario dell&#8217;ingresso in Diocesi"},"content":{"rendered":"<p><P>Care sorelle e cari fratelli, autorit\u00e0,<\/P><br \/>\n<P>vorrei fare mie le parole che l\u2019apostolo Pietro rivolse alla prima comunit\u00e0 cristiana e rivolgerle a voi che oggi siete qui e a tutta la Chiesa di Terni, Narni, Amelia che questa cattedrale, in certo modo, simbolizza e riassume. Ebbene, con l\u2019apostolo Pietro dico ai fedeli della Diocesi: &#8220;Onore dunque a voi che credete&#8221;; onore a voi che &#8220;siete la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa, il popolo che Dio si \u00e8 acquistato perch\u00e9 proclami le opere meravigliose di lui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua luce ammirabile&#8221;. S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, la Chiesa \u00e8, in certo modo, il tesoro che il vescovo riceve nella sue mani il giorno della consacrazione o meglio, come l\u2019antica tradizione dice, \u00e8 la sua sposa. L\u2019anello che gli viene posto al dito in quel giorno sta ad indicare il rapporto sponsale tra la chiesa e il vescovo.<\/P><br \/>\n<P>Sono passati due anni dal mio ingresso in Diocesi e posso dire davanti a Dio non solo di amare questa Chiesa di Terni, Narni, Amelia, ma di essere cresciuto nell\u2019amore per essa. S\u00ec, questa nostra Chiesa \u00e8 divenuta la mia passione. Pur con tutti i miei limiti, non cesso di amarla, di guidarla, di esortarla, di farla crescere, di farla anche conoscere, anzi di farla risplendere davanti a Dio e davanti agli uomini. Ed \u00e8 attraverso questo amore che per me passa quello di Dio. Vorrei dire, anzi, che attraverso l\u2019amore per questa Chiesa passa anche il vostro amore per il Signore. No, non possiamo amare Dio in astratto, senza incontrare nel nostro cammino questa Chiesa diocesana. E\u2019 qui, infatti, che incontriamo il Signore, \u00e8 qui che troviamo il Vangelo, \u00e8 qui che riceviamo il perdono, \u00e8 qui che apprendiamo l\u2019arte di amarci e di incontrarci. Questa Chiesa diocesana \u00e8 la casa del Padre di cui parla Ges\u00f9 nel Vangelo. Ed \u00e8 una casa grande, ampia, fatta di molte dimore. C\u2019\u00e8 spazio per tutti, vorrei dire, No, non c\u2019\u00e8 crisi di alloggio, in diocesi. Semmai c\u2019\u00e8 crisi di conoscenza, crisi di frequenza, crisi di rispetto, e forse poco comprendiamo il dono grande che \u00e8 questa Chiesa per ciascuno di noi. La Chiesa, la comunit\u00e0 cristiana che tanto spesso poco comprendiamo e poco amiamo, un po\u2019 come talora dimentichiamo e trascuriamo questa cattedrale, \u00e8 in verit\u00e0 un grande dono gratuito di Dio. Ges\u00f9 ce lo dice: &#8220;Nella casa del Padre mio vi sono molti posti\u2026Io vado a prepararvi un posto\u2026ritorner\u00f2 e vi prender\u00f2 con me, perch\u00e9 siate anche voi dove sono io&#8221;. E\u2019 il Signore che ci raccoglie e che ci dona un posto perch\u00e9 vuole stare con noi, o meglio vuole che noi stiamo nel luogo ove lui abita per gustare la sua stessa pace e la sua stessa felicit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P>Non sto oggi a farvi lunghi discorsi sull\u2019importanza e sulla decisivit\u00e0 per la nostra vita della comunit\u00e0 cristiana. Desidero per\u00f2 mostrarvene il volto concreto, che \u00e8 la cattedrale. La cattedrale, infatti, \u00e8 il segno visibile di questa chiesa locale, di questa comunit\u00e0 di fede e di amore in cui si fa presente l\u2019intera Chiesa del Signore. Questa convinzione mi ha spinto fin dall\u2019inizio del mio ministero pastorale a prestare grande attenzione alla cattedrale perch\u00e9 divenisse luogo sempre pi\u00f9 accogliente e sempre pi\u00f9 luminoso, sempre pi\u00f9 significativo e sempre pi\u00f9 bello. Non \u00e8 questione di ambizioni esteriori. E\u2019 piuttosto l\u2019amore per voi, che siete stirpe eletta, sacerdozio regale, nazione santa, che mi costringe a rendere sempre pi\u00f9 evidente la centralit\u00e0 di questo luogo. Quanto vorrei che fosse vera per tutti quella frase del profeta che fu applicata a Ges\u00f9: &#8220;Lo zelo per la tua casa mi divora&#8221;. Questa Chiesa diocesana che Ges\u00f9, non noi, si \u00e8 acquistata a caro prezzo, ha diritto ad un luogo santo e bello. La cattedrale \u00e8 la sua prima casa, il suo primo luogo. Qui, particolarmente nella Santa Liturgia, come ho scritto nella Lettera Pastorale, celebriamo l\u2019amore del Padre per tutti noi suoi figli e noi tutti veniamo costruiti in un edificio santo e spirituale. E\u2019 nella cattedrale che si crea anzitutto la comunit\u00e0 cristiana. Attorno all\u2019altare tutti partecipiamo al medesimo pane per formare, bench\u00e9 molti, un unico corpo. E a questo altare si collegano idealmente tutti gli altri altari. E\u2019 qui che c\u2019\u00e8 la cattedra, dalla quale, l\u2019unico maestro, il Cristo continua a parlare attraverso la voce del vescovo e dei presbiteri. E a questa cattedra si ricollegano idealmente tutte le altre &#8220;sedi&#8221; che sono nelle diverse chiese della diocesi. Come di qui sono partiti, nella messa crismale, tutti gli oli santi che accompagnano la vita quotidiana dei credenti. Questa cattedrale, inoltre, sta anche a significare la continuit\u00e0 e la storicit\u00e0 della comunit\u00e0 dei credenti, operante da secoli in questa terra. E nelle sue stesse mura vediamo i segni della fede di questa comunit\u00e0 nel corso della sua lunga storia.<\/P><br \/>\n<P>Qui, sorelle e fratelli, ieri, oggi e domani, tutti veniamo aiutati a conoscere e ad amare Ges\u00f9 e attraverso di lui, il Padre. Nel Vangelo di Giovanni Ges\u00f9 dice che questa \u00e8 la vita eterna, ossia &#8220;che conoscano te, l\u2019unico vero Dio, e colui che hai mandato, Ges\u00f9 Cristo&#8221;. Qui si gioca la nostra felicit\u00e0 e la nostra salvezza. Anzi la felicit\u00e0 stessa della citt\u00e0. E\u2019 qui, infatti, che con la maggiore evidenza, si pu\u00f2 vedere il volto di Ges\u00f9 e quindi del Padre. Giovanni, nella sua prima Lettera, dice : &#8220;Dio nessuno l\u2019ha mai visto&#8221;, \u00e8 Ges\u00f9 che ce lo ha rivelato. Ebbene, qui, in questa cattedrale noi lo vediamo. Ecco perch\u00e9 tutto deve parlare di Ges\u00f9, tutto deve mostrare il suo volto. I cristiani, infatti, non hanno altra immagine di Dio che quella di Ges\u00f9. Il suo volto \u00e8 il nostro Paradiso. E di questo volto ha bisogno Terni e l\u2019intera nostra terra. <\/P><br \/>\n<P>Abbiamo inaugurato la piazza. Permettetemi di immaginarla come la vita di tutti i giorni, la vita della citt\u00e0 intesa in tutti i suoi aspetti. Abbiamo voluto renderla bella, come a partire dalla cattedrale. S\u00ec, se il volto del Signore si riflette sulla vita di tutti i giorni, anche questa sar\u00e0 pi\u00f9 bella. Ma una cosa vorrei sottolineare. Vedete non ci sono gradini tra la cattedrale e la piazza, come per dire che non c\u2019\u00e8 separazione, non c\u2019\u00e8 distanza. La Chiesa diocesana vuole entrare immediatamente nella vita di tutti i giorni, nella vita della citt\u00e0. No, noi vogliamo costruire una Chiesa ripiegata su se stessa, una Chiesa che pensa al suo benessere. La Chiesa che vogliamo \u00e8 una comunit\u00e0 che serva la citt\u00e0, che aiuti gli uomini e le donne ad essere felici a partire dai pi\u00f9 deboli. Vorrei che questa cattedrale divenisse per la nostra citt\u00e0, ci\u00f2 che l\u2019anima \u00e8 per il corpo.<BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, autorit\u00e0, vorrei fare mie le parole che l\u2019apostolo Pietro rivolse alla prima comunit\u00e0 cristiana e rivolgerle a voi che oggi siete qui e a tutta la Chiesa di Terni, Narni, Amelia che questa cattedrale, in certo modo, simbolizza e riassume. 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