{"id":16485,"date":"2002-04-21T00:00:00","date_gmt":"2002-04-21T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-ad-assisi-con-il-rinnovamento-dello-spirito.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"messa-ad-assisi-con-il-rinnovamento-dello-spirito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-ad-assisi-con-il-rinnovamento-dello-spirito.html","title":{"rendered":"Messa ad Assisi con il Rinnovamento dello Spirito"},"content":{"rendered":"<p><P>Sono particolarmente lieto di celebrare con voi questa Santa Liturgia di Pasqua. E\u2019 la quarta volta che in questo 2002 annunciamo al mondo che Cristo \u00e8 risorto, che il male e la morte non hanno pi\u00f9 il potere assoluto su di noi. E con grande gioia lo proclamate voi, care sorelle e cari fratelli del Rinnovamento, mentre ricordate i trenta anni della presenza del vostro movimento in Italia. Pi\u00f9 volte, negli anni passati, ho incontrato i vostri amici a Roma rendendo insieme lode a Dio per dono che il Rinnovamento rappresenta per la Chiesa. Il Papa pi\u00f9 volte lo ha ripetuto. Lo scorso 14 marzo diceva: &#8220;Il Rinnovamento nello Spirito pu\u00f2 considerarsi un dono speciale dello Spirito Santo alla Chiesa in questo nostro tempo&#8221;. S\u00ec, voi siete un dono speciale alle nostre Chiese nell\u2019Umbria di questo tempo. <\/P><br \/>\n<P>Trenta anni. Non \u00e8 una data qualsiasi. In quell\u2019anno, ricorda Luca, Ges\u00f9 intraprese come una nuova missione. Ges\u00f9 lasci\u00f2 Nazareth, ricevette lo Spirito che si pos\u00f2 su di lui come una colomba si posa nel suo nido e inizi\u00f2 un nuovo tempo nella sua vita. Luca aggiunge che Ges\u00f9 in quei giorni fu spinto dallo Spirito nel deserto. L\u2019evangelista sembra sottolineare che non fu semplicemente una scelta di Ges\u00f9; fu piuttosto una violenza dello Spirito, una invasione dello Spirito di Dio che cambi\u00f2 profondamente la vita del giovane nazareno. Ges\u00f9, primo carismatico? Primo a lasciarsi spingere dallo Spirito? Cos\u00ec suggerisce Luca nella narrazione del Battesimo. Care sorelle e cari fratelli, potremmo dire che lo Spirito spinge anche noi, spinge voi che avete la stessa et\u00e0 di Ges\u00f9 al Giordano, perch\u00e9 entriate nel deserto di questo nostro mondo, nel deserto che tante volte \u00e8 questa nostra terra umbra. Non certo perch\u00e9 le manca il verde, che in realt\u00e0 la caratterizza come una splendida terra. Parlo del deserto dei cuori, del deserto dei sentimenti, del deserto che lascia sole e abbandonate tante persone: bambini, giovani, adulti e anziani. Parlo del deserto che provocano la violenza e l\u2019odio. E neppure accenno al deserto che creano la povert\u00e0, l\u2019ingiustizia e la guerra. Siamo chiamati dallo Spirito ad entrare in questo deserto perch\u00e9 rifiorisca, perch\u00e9 diventi un giardino come quello della risurrezione dove Maria abbracci\u00f2 Ges\u00f9 che la chiamava per nome. <\/P><br \/>\n<P>Noi, voi siete un dono appunto perch\u00e9 chiamati a rendere un giardino il cuore arido di questa nostra terra. In questo senso siete un dono alle nostre Chiese. E nessuno dono \u00e8 dato da Dio perch\u00e9 viva solo per se stesso. Anzi i donni vengono dati da Dio per il bene di tutti. Voi siete un dono alle Chiese perch\u00e9 sappiate aiutarle ad essere un dono per l\u2019intera Umbria. Tutti dobbiamo essere un dono per gli altri. Lo Spirito \u00e8 stato effuso sugli apostoli non perch\u00e9 restassero chiusi nel cenacolo a godersi la loro gioia o perch\u00e9 si beassero della loro comunione. Essi ricevettero lo Spirito, che si pos\u00f2 su di loro in forma di lingue di fuoco, perch\u00e9 il mondo sentisse nuovamente il calore dell\u2019amore e la lingua del Vangelo. S\u00ec, l\u2019Umbria ha bisogno di rivivere la Pasqua e la Pentecoste. E noi, e voi siete chiamati a far rifiorire l\u2019Umbria con il Vangelo, con la forza dell\u2019amore, con la gioia dello Spirito. Non possiamo pi\u00f9 attendere. Dobbiamo con forza far risuonare all\u2019Umbria intera le parole che l\u2019apostolo Pietro, unitamente agli altri Undici, disse nel giorno di Pentecoste a coloro che si erano accalcati alla porta del cenacolo: &#8220;Salvatevi da questa generazione perversa!&#8221;, ossia allontanatevi dalla mentalit\u00e0 triste di questo mondo e accogliete il Vangelo. Ed essi \u2013 notano gli Atti \u2013 al sentire il Vangelo della Risurrezione: &#8220;si sentirono trafiggere il cuore&#8221; e chiesero a Pietro: &#8220;Cosa dobbiamo fare ?&#8221; E\u2019 tutta qui la nostra vocazione. <\/P><br \/>\n<P>Ma chi annuncer\u00e0 agli umbri il Vangelo della risurrezione? Certo, nelle nostre parrocchie ogni domenica lo si annuncia. Ma quante gente non viene! La prima Lettera di Pietro dice di noi: &#8220;Eravate come pecore disperse, ma ora siete tornati al pastore e guardiano delle anime vostre&#8221; (2, 25). Quante sono ancora in Umbria le pecore disperse! Sono decine di migliaia i giovani che non sanno pi\u00f9 cosa significa vivere; sono molti gli adulti che vivono come se Dio non esistesse; e innumerevoli gli anziani che trascorrono nella tristezza gli ultimi anni che gli restano da vivere. E\u2019 un numero enorme di pecore senza pastore. Noi siamo un dono, voi siete un dono per tutti costoro. A tutti costoro deve accadere quel che a noi \u00e8 accaduto. S\u00ec, noi eravamo pecore disperse, ma siamo stati ricondotti al pastore. In questo anno, nel trentesimo vostro anno, Ges\u00f9 torna in mezzo a noi come pastore buono per associarci a lui nel compito di radunare, di raccogliere, di consolare, di perdonare, di amare. Noi pur restando gregge del Signore siamo in qualche modo tutti pastori, tutti dobbiamo operare perch\u00e9 gli uomini e le donne dell\u2019Umbria si raccolgano attorno al Vangelo. Molti sono dispersi perch\u00e9 non hanno avuto pastori attenti e premurosi. E badate bene, il Vangelo non parla qui dei sacerdoti, ma di tutti. Ricordiamolo bene, ciascun credente \u00e8 anche pastore degli altri. Ciascun credente deve preoccuparsi degli altri. Se non ci siamo noi, altri si insinuano e allontanano i cuori della gente da Ges\u00f9. Ce lo ricorda il Vangelo. Ges\u00f9 parla di ladri e di briganti che si portano via i cuori della gente. A noi \u00e8 chiesto di entrare, assieme a Ges\u00f9, ad entrare nei cuori della gente attraverso la porta dell\u2019amore. Ges\u00f9, pastore delle pecore, sa parlare con amore alla gente, sa chiamarla per nome, sa volerle bene. Per questo ha la porta aperta: il &#8220;guardiano gli apre e le pecore ascoltano la sua voce&#8221;. Nelle prime apparizioni Ges\u00f9 ha trovato le porte del cuore dei discepoli chiuse per paura e incredulit\u00e0. Come riesce ad aprire il cuore? Chiamando per nome, ossia volendo bene davvero. Chiam\u00f2 per nome Maria; chiam\u00f2 per nome Tommaso perch\u00e9 non fosse pi\u00f9 incredulo ma credente; chiam\u00f2 per nome Pietro; per tre volte gli chiese: &#8220;Simone di Giovanni, mi vuoi bene?&#8221;. E\u2019 una voce diretta che chiede una risposta altrettanto diretta.<\/P><br \/>\n<P>Non \u00e8 una voce estranea. E\u2019 la voce dell\u2019amico. Cos\u00ec deve essere la nostra voce per la gente che incontriamo. S\u00ec dobbiamo toccare il cuore. Ma riusciremo a toccare il cuore degli altri se prima abbiamo imparato ad ascoltare noi la voce di Ges\u00f9, se noi abbiamo imparato ad accogliere il Vangelo nel nostro cuore. Care sorelle e cari fratelli, Ges\u00f9 ci invita oggi ad uscire dal nostro recinto per allargarci il cuore, per annunciare a tanti che egli \u00e8 il salvatore, l\u2019amico della vita. Lui cammina innanzi a noi e ci porta verso pascolo belli e verdi: &#8220;Sono venuto perch\u00e9 abbiano la vita e l\u2019abbiano in abbondanza&#8221;. S\u00ec, Ges\u00f9 \u00e8 venuto per dare in abbondanza non per rubare qualcosa. Seguiamolo e saremo salvi; seguiamolo e salveremo tanti altri; seguiamolo e anche l\u2019Umbria, come scrive il Vangelo: &#8220;trover\u00e0 pascolo e non soffrir\u00e0 mai la fame&#8230;non soffrir\u00e0 mai la sete&#8221; (Gv 6,35).<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono particolarmente lieto di celebrare con voi questa Santa Liturgia di Pasqua. 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