{"id":16482,"date":"2002-05-19T00:00:00","date_gmt":"2002-05-19T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/professione-solenne-di-suor-rosachiara.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"professione-solenne-di-suor-rosachiara","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/professione-solenne-di-suor-rosachiara.html","title":{"rendered":"Professione solenne di Suor Rosachiara"},"content":{"rendered":"<p><P>Carissime sorelle del monastero, cara suor Rosachiara, sorelle e fratelli tutti, <\/P><br \/>\n<P>questa santa liturgia di Pentecoste ha spalancato per noi le sue porte e, quasi prendendoci per mano come madre premurosa, attraverso le parole e i segni ci accompagna perch\u00e9 tutti noi possiamo comprendere e gustare la profondit\u00e0, l\u2019altezza e la bellezza dell\u2019amore del Signore. E per rendere ancor pi\u00f9 piena la nostra gioia questa liturgia si arricchisce della professione solenne di suor Rosachiara. Credo che tutti sentiamo forte l\u2019emozione di questo momento di grazia. Posso confessarvi che grande \u00e8 per me la commozione; non tanto perch\u00e9 \u00e8 la prima professione solenne che celebro, ma soprattutto perch\u00e9 dopo tanti anni la nostra chiesa diocesana pu\u00f2 finalmente offrire al suo Signore una sua figlia come frutto prezioso che Lui stesso ha generato. S\u00ec, felice \u00e8 oggi questa terra, felice \u00e8 Stroncone, che ha visto nascere Rossella! E felice sei oggi, chiesa di Terni che offri al tuo Dio questa figlia che qualche anno fa ha preso il nome di Rosa Chiara! E felice \u00e8 questa comunit\u00e0 monastica che oggi sente come sovrabbondare l\u2019amore di Dio nella professione solenne di una sua figlia!<\/P><br \/>\n<P>Il Vangelo che abbiamo ascoltato ci riporta alla sera della Pasqua, nel cenacolo, nel luogo cio\u00e8 dove i discepoli, tre giorni prima, avevano visto il loro maestro farsi pane spezzato e cibo versato per loro e per tutti; e, come se questa manifestazione d\u2019amore non bastasse, lo avevano visto, immediatamente dopo, chinarsi sino ai loro piedi per lavarglieli. Quale grande e incommensurabile mistero di amore! Eppure essi, ancora presi dalle loro paure e dal loro orgoglio, non compresero la profondit\u00e0 di quell\u2019amore. Passarono cinquanta lunghi giorni ed essi erano ancora nel cenacolo, in quella sala superiore, ma le porte di quel luogo erano chiuse per paura dei giudei. Si trattava forse della paura, pi\u00f9 che ragionevole, di perdere quell\u2019amicizia che si era creata tra loro, o anche del timore, ancor pi\u00f9 giustificabile, di dover rinunciare a quanto avevano imparato da Ges\u00f9. Insomma, avevano paura di allargare l\u2019amore e pensavano che era cosa saggia restare nel chiuso delle proprie abitudini. Ma ragionavano secondo gli uomini e non secondo Dio. Si lasciavano guidare pi\u00f9 dalla grettezza dei loro pensieri e dei loro ragionamenti che dalla larghezza dell\u2019amore del Signore. Dovevano ricevere ancora lo Spirito Santo che li avrebbe guidati alla verit\u00e0 tutt\u2019intera, come aveva detto loro Ges\u00f9 prima di morire. Essi avevano dimenticato quelle parole, come spesso capita anche a noi. Avevano bisogno di ricevere lo Spirito Santo &#8220;per crescere in modo da edificare loro stessi nella carit\u00e0&#8221;, come scrive Paolo agli Efesini (4,15). Tutta la loro persona doveva essere come avvolta e accesa da un fuoco nuovo. <\/P><br \/>\n<P>C\u2019era bisogno della Pentecoste, ossia di un terremoto spirituale, di un vento impetuoso e forte che spazzasse via ogni resistenza all\u2019amore che Dio voleva effondere nei loro cuori. Con il mistero della Pentecoste, con quel terremoto d\u2019amore, inizi\u00f2 la storia della chiesa, la storia dei discepoli e delle discepole di Ges\u00f9. E dobbiamo dire, care sorelle e cari fratelli, che solo cos\u00ec, solo con questi terremoti d\u2019amore la storia dei cristiani pu\u00f2 continuare lungo i secoli, di generazione in generazione. Potremmo dire che ogni generazione ha bisogno della propria Pentecoste, di questi terremoti d\u2019amore, per riprendere il cammino con la forza che lo Spirito Santo dona ai suoi figli e alle sue figlie. <\/P><br \/>\n<P>S\u00ec, cara Rosachiara, oggi per te \u00e8 Pentecoste, vorrei dire: \u00e8 per te un terremoto d\u2019amore. Perch\u00e9 chiamiamo questa celebrazione &#8220;professione solenne&#8221; se non per indicare che si tratta di un evento d\u2019amore assolutamente straordinario e forte, appunto, come un terremoto? Lo Spirito Santo, infatti, come una lingua di fuoco, o meglio come una corona di spine, si pogger\u00e0 sul tuo capo, per indicare la corona di gloria alla quale sei stata chiamata, mentre l\u2019anello che ti porr\u00f2 al dito ti legher\u00e0 per sempre a Ges\u00f9, tuo sposo. E tu parlerai una lingua nuova, la lingua dell\u2019amore senza limiti, la lingua dell\u2019amore radicale: \u00e8 il senso della professione solenne che fra poco farai davanti alla comunit\u00e0 delle sorelle e davanti all\u2019intera chiesa. E la farai a voce alta, cos\u00ec come fece Pietro nel giorno di Pentecoste quando a voce alta parl\u00f2 dell\u2019amore di Ges\u00f9 a coloro che si erano radunati davanti alla porta del cenacolo. Leggo nei tuoi occhi la gioia di donarti al Signore. E dal tuo volto appare la decisione \u2013 come tra poco dirai &#8211; di &#8220;abbracciare la forma di vita del Vangelo di nostro Signore Ges\u00f9 Cristo&#8221; secondo la tradizione di Chiara e di Francesco. Chiss\u00e0, se ci fossero qui uomini e donne che ragionano secondo il mondo direbbero ancora, come lo dissero per i discepoli quel giorno, e certamente qualcuno lo ha anche detto a te, che ti &#8220;sei ubriaca di mosto&#8221;, che sei impazzita. E, in certo senso, \u00e8 vero. La Pentecoste \u00e8 come una ubriacatura d\u2019amore che non lascia pi\u00f9 come si era prima, che fa lasciare tutto dietro di s\u00e9 per prendere l\u2019unica cosa che conta: Ges\u00f9. Lo Spirito realizza in noi quello squilibrio di amore che \u00e8 proprio di Ges\u00f9, &#8220;il quale, pur essendo di natura divina, non consider\u00f2 un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogli\u00f2 se stesso, assumendo la condizione di servo\u2026facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce&#8221;. Non si disse anche di lui che era folle e uscito di senno? Ed era vero. Come fu vero per Chiara e per le sue sorelle. Essere come Ges\u00f9, avere il cuore e la mente simili a quelli di Ges\u00f9, questo fu l\u2019ideale di Chiara. Fra Stefano di Narni dice che Francesco chiamava Chiara semplicemente: &#8220;la cristiana&#8221;, appunto, l\u2019amante di Cristo che poteva dire: &#8220;non sono pi\u00f9 io che vivo, ma \u00e8 Cristo che vive in me&#8221;. <\/P><br \/>\n<P>Il mondo ha bisogno di questa follia d\u2019amore. Per questo la Pentecoste che stiamo celebrando con te, cara Rosachiara, non \u00e8 un fatto che pu\u00f2 restare chiuso tra queste mura, quasi fosse un fatto privato. La tua professione solenne riguarda l\u2019intera nostra chiesa diocesana. E non solo per oggi. In verit\u00e0 il tuo amore, assieme a quello delle tue sorelle, \u00e8 come quella lingua di fuoco che si \u00e8 posata nella nostra chiesa diocesana e che l\u2019accompagna tutti i giorni e tutti gli anni. S\u00ec, mi piace immaginare il vostro monastero come una di quelle lingue di fuoco che scese nel giorno di Pentecoste continuano ad illuminare il cammino di tanti e a scaldare d\u2019amore il cuore di questa nostra chiesa diocesana e di chiunque si avvicina a voi. Come non scrivere di te, Rosachiara, e di voi care sorelle del monastero, quel che la bolla di canonizzazione scriveva per Chiara? Ripercorrendo l\u2019episodio evangelico di Maria che rompe il vaso prezioso del profumo per ungere i piedi del Signore, la Bolla dice: &#8220;Chiara si nascondeva, ma la sua vita era nota a tutti. Taceva: ma la sua fama gridava. Si teneva nascosta nella sua cella: eppure nella citt\u00e0 si predicava di lei. Nulla di strano in questo: perch\u00e9 non poteva avvenire che una lampada tanto vivida, tanto splendente, rimanesse occulta senza diffondere luce ed emanare chiaro lume nella casa del Signore; n\u00e9 poteva rimanere nascosto un vaso di aromi, senza emanare fragranza e cospargere di soave profumo la casa del Signore. Ch\u00e9 anzi, spezzando duramente nell\u2019angusta solitudine della sua cella l\u2019alabastro del suo corpo, riempiva degli aromi della sua santit\u00e0 l\u2019intero edificio della chiesa&#8221;. E\u2019 l\u2019augurio che faccio a te, Rosachiara e che allargo a tutto il monastero. E con grande affetto e tenerezza vi accompagno con la benedizione stessa di Santa Chiara: &#8220;Siate sempre amanti di Dio e delle anime vostre e di tutte le vostre sorelle, e siate sempre sollecite di osservare quanto avete promesso al Signore. Il Signore sia sempre con voi, ed Egli faccia che voi siate sempre con Lui. Amen&#8221;. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carissime sorelle del monastero, cara suor Rosachiara, sorelle e fratelli tutti, questa santa liturgia di Pentecoste ha spalancato per noi le sue porte e, quasi prendendoci per mano come madre premurosa, attraverso le parole e i segni ci accompagna perch\u00e9 tutti noi possiamo comprendere e gustare la profondit\u00e0, l\u2019altezza e la bellezza dell\u2019amore del Signore. 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