{"id":16481,"date":"2002-05-30T00:00:00","date_gmt":"2002-05-30T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/corpus-domini-2002.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"corpus-domini-2002","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/corpus-domini-2002.html","title":{"rendered":"Corpus Domini 2002"},"content":{"rendered":"<p><P>Omelia a San Francesco <\/P><br \/>\n<P><BR>Care sorelle e cari fratelli, <\/P><br \/>\n<P>\u00e8 il Corpus Domini, la festa del \u201ccorpo del Signore\u201d e noi ci siamo radunati qui a San Francesco per venerare il Santissimo corpo di Ges\u00f9 prima di accompagnarlo per le strade della nostra citt\u00e0 di Terni in un ideale pellegrinaggio per le strade di tutte le nostre citt\u00e0 e i nostri paesi. Quest\u2019anno stiamo riflettendo sull\u2019Eucarestia sollecitati dalla Lettera pastorale che vi ho inviato. Vorrei somigliare quel piccolo libretto, \u201cL\u2019Eucarestia salva il mondo\u201d, a quell\u2019uomo con una brocca d\u2019acqua di cui ha parlato il Vangelo. Quell\u2019uomo non \u00e8 il padrone di casa, \u00e8 solo il servo, \u00e8 colui che porta l\u2019acqua nella casa. Anche lui ha dovuto avviarsi e attingere l\u2019acqua dalla fontana sempre zampillante della Chiesa. Non l\u2019ha attinta solo per s\u00e9; suo compito \u00e8 portarla nella casa e per la casa. Ecco perch\u00e9 Ges\u00f9 pu\u00f2 dire di seguirlo, di stargli dietro. \u201cEgli \u2013 scrive il Vangelo &#8211; vi condurr\u00e0 alla grande sala con i tappeti gi\u00e0 pronta, al piano superiore\u201d ove tutti siamo chiamati a celebrare la Pasqua. Care sorelle e cari fratelli, abbiamo bisogno di leggere quelle parole \u2013 e le abbiamo lette &#8211; ma \u00e8 necessario meditarle ancora, approfondirle e seguirle, come sta scritto: \u201cSeguitelo\u201d. E Ges\u00f9 subito aggiunge: \u201ce l\u00e0 dove entrer\u00e0 dite al padrone di casa: il Maestro dice: dov\u2019\u00e8 la stanza perch\u00e9 io vi possa magiare la Pasqua?\u201d Siamo chiamati ad entrare in quella sala. Lo sto ripetendo da tempo, ancora troppo pochi andiamo a Messa e quindi \u00e8 difficile incontrare il \u201cpadrone di casa\u201d, il Signore, e parlare con lui e soprattutto vivere con lui la Pasqua. Quella sala, infatti, \u00e8 il luogo dove accade l\u2019evento centrale non solo della nostra vita ma della storia. E la celebrazione dell\u2019Eucarestia ci rende partecipi del mistero della Pasqua che segna la vittoria di Ges\u00f9 sulla morte e sul male. In questo senso la Messa salva il mondo, salva le nostre citt\u00e0, salva la nostra vita. E noi questa sera vogliamo dire a Ges\u00f9 di restare con noi vittorioso, di restare con noi mentre vince ogni male, ogni tristezza. E nell\u2019ostia Ges\u00f9 \u00e8 vittorioso sulla morte. \u201cResta con noi, perch\u00e9 si fa sera\u2026Resta con noi, poveri discepoli bisognosi di aiuto e di conforto; resta a Terni-Narni-Amelia, citt\u00e0 bisognose di un futuro pi\u00f9 sereno; resta accanto ai deboli bisognosi di forza; resta vicino ai soli bisognosi di compagnia; resta in questo nostro mondo su cui grava ancora il buio della violenza e della guerra, dell\u2019egoismo e della sopraffazione\u201d. E il Signore, amico buono, non va oltre. S\u00ec, egli non abbandona coloro che il Padre gli ha affidato, e continua a dire anche: \u201cEcco il mio corpo spezzato per voi\u2026ecco il mio sangue versato per voi \u2026Eccomi, sono qui, accanto a voi, accanto ad ogni uomo e ad ogni donna, con il mio corpo, con il mio stesso sangue\u2026Non sono lontano\u201d. Prima di salire al cielo disse ancora ai discepoli: \u201cEcco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo\u201d. Davvero \u00e8 un mistero della fede, come diciamo subito dopo la consacrazione. Ed \u00e8 un mistero grande. Non perch\u00e9 sia incomprensibile con la ragione; in verit\u00e0 quel che \u00e8 incomprensibile \u00e8 un amore cos\u00ec grande e cos\u00ec straordinario. Nessun uomo riuscirebbe a inventarsi una presenza cos\u00ec straordinaria. Ges\u00f9, con l\u2019Eucarestia, non solo ci sta accanto, ci viene dentro, scende nel nostro cuore, diviene carne della nostra carne. E noi possiamo dirci con verit\u00e0 quasi fisica: \u201cSiamo il corpo di Cristo\u201d. Paolo lo dice espressamente: \u201cVoi siete le membra di Cristo\u201d. Come non commuoversi? Come non restare affascinati e colpiti da un amore cos\u00ec grande? E quel che appare ancor pi\u00f9 incomprensibile \u00e8 che Ges\u00f9 non ci chiede nulla in cambio. Egli neppure condiziona la sua presenza alla nostra accoglienza. Lo sappiamo bene: ogni volta che nella santa liturgia il pane e il vino vengono consacrati, Ges\u00f9 scende in mezzo a noi. E non importa se noi ci siamo o no (e tante volte non ci siamo, preferendo i nostri comodi). Ges\u00f9 viene ugualmente anche se magari ci accorgiamo poco di quel che sta accadendo durante la Messa (quante volte siamo distratti e svagati!). Ges\u00f9 viene ugualmente in mezzo a noi. Quale amore! Oggi, con la processione del Corpus Domini, vogliamo come vedere con gli occhi questa presenza di Ges\u00f9 dentro le nostre citt\u00e0. Ma non solo vedere, vogliamo anche seguirlo. E non solo seguirlo, ma anche imparare da lui come camminare per le strade delle nostre citt\u00e0. S\u00ec, vogliamo vivere come lui viveva, camminare come lui camminava, amare come lui amava, guardare come lui guardava, soccorrere come lui soccorreva, consolare come lui consolava. Cos\u00ec vogliamo seguire l\u2019Eucarestia che traversa le nostre strade. <\/P><br \/>\n<P><BR>A Piazza Europa <\/P><br \/>\n<P>L\u2019altra domenica dal monte della Croce ho visto Terni, l\u2019intera citt\u00e0 si stendeva lungo la conca sino a lambire Narni e, sullo sfondo, all\u2019orizzonte Amelia. Con i presenti abbiamo pregato per le nostre citt\u00e0 e i nostri paesi e dall\u2019alto del monte, sotto quella enorme croce di acciaio, abbiamo invocato da Dio la benedizione su tutti, sulle nostre famiglie, sui piccoli, sui giovani, sugli adulti, sugli anziani. Care sorelle cari fratelli, potremmo dire, che oggi quella croce \u00e8 come scesa in basso. No, non la croce \u00e8 scesa ma il crocifisso stesso; non la citt\u00e0 \u00e8 scesa dal cielo, come abbiamo ascoltato; \u00e8 Ges\u00f9 che oggi \u00e8 sceso dall\u2019alto per traversare le nostre strade, o meglio per rendere questa nostra citt\u00e0 come una terra nuova. Oggi a Terni abbiamo ascoltato l\u2019Apocalisse, il libro del compimento dei tempi. Abbiamo udito anche noi una voce dal cielo che dice: \u201cEcco la dimora di Dio con gli uomini! Egli dimorer\u00e0 tra di loro ed essi saranno il suo popolo ed egli sar\u00e0 il Dio-con loro\u201d. S\u00ec, abbiamo bisogno di un Dio con noi. Noi bastiamo pi\u00f9 a noi stessi. C\u2019\u00e8 troppa violenza, troppo odio, troppa indifferenza, troppa ingiustizia. La notte \u00e8 ancora alta nel mondo. E\u2019 buio anche a Terni, Narni e Amelia. E\u2019 il buio degli anziani lasciati soli; il buio delle ragazze sfruttate sulla strada; il buio di quei due giovani che ad Arrone hanno trovato la morte da settanta metri; \u00e8 il buio dei tanti, anche dei giovanissimi, venduti come merce alla droga (due di Narni sono tristemente scomparsi); \u00e8 il buio di tante donne tradite, di tanti bambini lasciati soli anche dentro casa; il buio di tanti uomini che si lasciano andare, rassegnati ad una vita scontata e triste; il buio di tanti deboli che non trovano n\u00e9 aiuto n\u00e9 consolazione. Abbiamo bisogno di un Dio con noi. E Tu Signore Ges\u00f9 sei la luce che pu\u00f2 vincere il buio. Tu che non hai risparmiato nulla di te stesso per metterti al servizio di tutti; tu che ancora oggi non hai dove posare il capo pur di starci dietro. Signore, tu solo hai per noi parole di vita. Questa sera ti vediamo traversare le nostre strade. E ti facciamo festa. Abbiamo bisogno di te. Ne ha bisogno Terni e tutte le citt\u00e0 e i paesi della nostra diocesi. Abbiamo bisogno che continui a visitare le nostre piazze e le nostre case; soprattutto i nostri cuori. Sei l\u2019unico capace di parlarci quando siamo tristi; l\u2019unico in grado di accompagnare i giovani verso un nuovo futuro; l\u2019unico che sa commuoversi sugli anziani abbandonati; l\u2019unico che sa prendersi cura di noi quando ci lasciamo abbrutire dal lavoro; l\u2019unico capace di consolarci davvero e di confortarci; l\u2019unico che si fa carico di correggerci e di spronarci alla creativit\u00e0 dell\u2019amore. Con l\u2019Ostia, non hai bisogno di moltiplicare le parole. Parli cos\u00ec, come un pane che si lascia spezzare e un sangue che si lascia versare. Non ti sei risparmiato in nulla. Ci ami senza porti alcun limite. Ecco perch\u00e9 puoi tergere ogni lacrima dai nostri occhi. Ecco perch\u00e9 puoi sconfiggere la morte; perch\u00e9 togli ogni lutto, ogni lamento, ogni affanno. Con te le cose di prima, quelle tristi, passano e si apre un cielo nuovo e una terra nuova, una Terni nuova, una Narni nuova, una Amelia nuova. Care sorelle e cari fratelli, vorrei dire che qualche luce nuova si \u00e8 accesa e questa citt\u00e0 vede gi\u00e0 lacrime asciugate e affanni accompagnati e lutti consolati. E\u2019 passato un anno dall\u2019inizio della mensa dei poveri qui a Terni e sono stati distribuiti diecimila pasti. S\u00ec, per diecimila volte alcuni fratelli e alcune sorelle in difficolt\u00e0 sono stati consolati e rifocillati, custoditi e amati. S\u00ec, Terni diventa come il cielo quando questo accade. Ed \u00e8 bello che anche ad Amelia sia iniziata un piccola mensa per i poveri. Ricordiamo bene infatti quanto diceva il grande vescovo, Giovanni Crisostomo: \u201cSe volete onorare il corpo di Cristo, non disdegnatelo quando \u00e8 ignudo. Non onorate il Cristo eucaristico con paramenti di seta, mentre fuori del tempio trascurate quest\u2019altro Cristo che \u00e8 afflitto dal freddo e dalla nudit\u00e0\u201d. Questo santo vescovo di Costantinopoli, esiliato dalla sua citt\u00e0 per la strenua difesa dei poveri, non teme di \u201cidentificare\u201d poveri ed eucarestia. Sa bene che il Cristo non \u00e8 diviso e il suo corpo va sempre custodito e amato, soprattutto quando \u00e8 debole. Cos\u00ec \u00e8 stato significativo a Narni, nella festa di San Giovanele, decidere di impegnarsi in questo anno per liberare i carcerati africani che non possono uscire dal carcere perch\u00e9 poveri senza che nessuno li aiuti. Ed \u00e8 pieno di valore umano che 20 ragazze siano state liberate, in poco pi\u00f9 di un anno, dalla schiavit\u00f9 della prostituzione nella nostra casa Firmina. E si sta aprendo una casa per bambini abbandonati. Sono segni di amore che si aggiungono ai tanti altri segni che gi\u00e0 si compiono nelle nostre citt\u00e0. Ma debbono crescere e allargarsi perch\u00e9 sia affrettino i cieli nuovi e la terra nuova che abbiamo ascoltato dall\u2019Apocalisse. Stringiamoci allora attorno all\u2019unico \u201ccorpo di Cristo\u201d; quest\u2019unico corpo \u00e8 l\u2019Eucarestia assieme ai fratelli e ai poveri. Questo corpo dobbiamo amare e curare. E iniziando ad amare questo corpo ameremo anche le nostre citt\u00e0 e i nostri paesi e li renderemo nuovi perch\u00e9 saranno pi\u00f9 simili al cielo. La sosta in questa piazza non \u00e8 casuale: l\u2019amore di Ges\u00f9 vuole scendere nel cuore di Terni e allargarlo. Allargarlo all\u2019Europa di cui questa piazza porta il nome, per giungere sino ai confini estremi della terra. Care sorelle e cari fratelli, non allontaniamoci da Dio, ci allontaneremo inevitabilmente anche tra di noi. Dio lo sa, per questo si \u00e8 fatto pane, per questo si \u00e8 fatto Dio-con-noi. Cha mai Terni dimentichi Dio, che mai sia senza Dio! <\/P><br \/>\n<P><BR>In cattedrale <\/P><br \/>\n<P>Care sorelle e cari fratelli, questa sera abbiamo seguito Ges\u00f9 nell\u2019ostia consacrata. L\u2019abbiamo visto passare per le nostre strade e per le nostre piazze senza mai distrarsi, senza mai rinchiudersi, senza mai fermarsi a contemplare se stesso o piangere su di s\u00e9 e sui propri problemi. Per tutto il tragitto \u00e8 stato \u201costia\u201d, ossia pane spezzato e sangue versato. E\u2019 la sua silenziosa contestazione al nostro egoismo, al nostro modo gretto e avaro di vivere, alle nostre meticolose attenzioni per il nostro corpo, al nostro istinto a risparmiare fatiche ed energie, alla nostra abitudine nel trattenere tutto per noi. S\u00ec, mentre noi cerchiamo di calcolare, di misurare, di risparmiare noi stessi, quest\u2019Ostia continua a non risparmiarsi, continua a dirci: \u201cnon sono venuto per essere servito, ma per servire\u201d. Quale grande lezione per tutti noi! Lezione per me, vescovo di questa diocesi, lezione per noi sacerdoti chiamati solo a servire e non a servirci, lezione per tutti noi cos\u00ec spesso ripiegati sulla difesa della nostra tranquillit\u00e0. Questa sera noi non abbiamo seguito noi stessi, come abitualmente facciamo. Questa sera abbiamo seguito Ges\u00f9 per prendere esempio da lui su come camminare per le vie di Terni, su come guardarci intorno, su come amare la gente che incontriamo. Siamo giunti nella cattedrale, nella sala bella e alta della diocesi, e il Signore, forse stanco come quel giorno al pozzo di Giacobbe, ci guarda, uno per uno, e, ne sono certo, ci vede nel cuore e ci ama, come am\u00f2 quel giovane. Non importa come siamo e neppure importano i sentimenti che abbiamo. Egli ci ama ugualmente. Quel che conta questa sera \u00e8 guardare Ges\u00f9, contemplarlo nell\u2019ostia, lasciarsi coinvolgere almeno un poco dal suo amore. Non difendiamoci. Non crediamo che ci voglia rubare qualcosa. Non fuggiamo. Egli vuole amarci con tutto se stesso, potremmo dire con tutto il suo corpo e con tutto il suo sangue. Per rendere visibile questo amore totale di Ges\u00f9 per noi, per manifestare il suo completo abbandono a noi, desidero che dall\u2019anno pastorale che sta per iniziare, nella nostra diocesi la comunione eucaristica si faccia sotto le due specie eucaristiche, con il pane consacrato e con il vino consacrato. Sia questo il modo ordinario di fare la comunione. Ges\u00f9 si dona tutto perch\u00e9 noi ci lasciamo coinvolgere dal suo amore senza limiti. Studieremo come realizzare questo modo di fare la comunione, ma resta deciso che la maniera ordinaria, comune, di fare la comunione \u00e8 di accostarsi al pane e al vino consacrati. Si, desidero che sia ancor pi\u00f9 chiaro che partecipiamo alla vita di uno che si \u00e8 spezzato per tutti e che ha versato per tutti tutto il suo sangue sino all\u2019ultima goccia per la nostra salvarci. Questa decisione, care sorelle e cari fratelli, che richiede attenzione e cura grande nella sua applicazione, \u00e8 un dono prezioso per noi. S\u00ec, attraverso la comunione sotto le due specie, possiamo toccare ancor pi\u00f9 con mano fin dove giunge l\u2019amore di Ges\u00f9 per noi, sperando di lasciarci amare da lui. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Omelia a San Francesco Care sorelle e cari fratelli, \u00e8 il Corpus Domini, la festa del \u201ccorpo del Signore\u201d e noi ci siamo radunati qui a San Francesco per venerare il Santissimo corpo di Ges\u00f9 prima di accompagnarlo per le strade della nostra citt\u00e0 di Terni in un ideale pellegrinaggio per le strade di tutte [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-16481","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-omelie"],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16481","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16481"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16481\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16481"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16481"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16481"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}