{"id":16480,"date":"2002-06-23T00:00:00","date_gmt":"2002-06-23T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/messa-pellegrinaggio-a-lourdes.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"messa-pellegrinaggio-a-lourdes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/messa-pellegrinaggio-a-lourdes.html","title":{"rendered":"Messa pellegrinaggio a Lourdes"},"content":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, mentre questo primo giorno del nostro pellegrinaggio sta per finire, noi, come i due discepoli di Emmaus, dopo essere stati lungamente con Ges\u00f9, dopo aver ricevuto il suo perdono, ci troviamo ora attorno alla tavola ove egli spezza il pane per noi. E anche noi apriremo gli occhi. S\u00ec, dopo che abbiamo sentito scaldarci il cuore nel petto mentre il perdono di Dio scendeva sulla nostra vita, ora sentiremo aprirsi i nostri occhi perch\u00e9 possiamo vedere quanto \u00e8 grande l\u2019amore del Signore. Egli, con le sue parole ci dice: \u201cNon abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l\u2019anima\u201d. E le dice a noi; a noi che siamo malati e noi che siamo meno malati. Lo dice a noi che siamo tutti malati dentro di egoismo, di avarizia, di maldicenza, di freddezza, di violenza e anche di odio. Certo, l\u2019evangelista Matteo, mentre riportava queste parole di Ges\u00f9, aveva forse davanti agli occhi non noi ma la sua comunit\u00e0 che stava subendo forti persecuzioni, al punto da dover abbandonare le case a volte anche la citt\u00e0 ove vivevano per non essere uccisi. E voleva indicare loro come dovevano comportarsi in questi momenti cos\u00ec difficili per la loro vita. Ma cosa vuol dire questo brano evangelico per noi che certo non stiamo sotto una persecuzione? Non \u00e8 mai stato semplice e lineare per i cristiani annunciare il Vangelo, ossia vivere da veri credenti. Non a caso, Sant\u2019Agostino scriveva che il discepolo \u201cdeve proseguire il suo pellegrinaggio tra le persecuzioni del mondo e le consolazioni di Dio\u201d. Ripeto, non \u00e8 che noi siamo perseguitati; a volte siamo anche corteggiati. L\u2019Evangelista suggerisce alla comunit\u00e0 cristiana che non siamo chiamati a starsene per conto nostro, a cercare la nostra tranquillit\u00e0, Noi siamo chiamati ad entrare dentro la vita di tutti i giorni anche se questo comporta rischi. Il discepolo di Ges\u00f9, infatti, non \u00e8 lasciato a se stesso, abbandonato e senza alcun aiuto. Il Signore ci esorta ad uscire da noi stessi e anche dalle nostre famiglie per essere servitori del suo Vangelo, per spendere la nostra vita per aiutare chiunque ha bisogno. Noi, invece, ci siamo come adagiati alla nostra tranquillit\u00e0; siamo diventati tiepidi di amore, sazi di egoismo e tranquilli nella nostra avarizia. Ma comportandoci in questo modo siamo diventati come tutti. Dov\u2019\u00e8 il sale del Vangelo? Dov\u2019\u00e8 quella luce da mettere sul candelabro? Il sale del Vangelo lo abbiamo fatto diventare scipito e la luce della Parola di Dio l\u2019abbiamo rinchiusa dentro le nostre chiese, se va bene, perch\u00e9 a volte neppure dentro risplende. Ma \u00e8 logico che questo accada. Se le nostre chiese non risplendono (e questo accade quando si ascolta poco il Vangelo e quando si ama poco perch\u00e9 ciascuno pensa solo a se stesso) le parrocchie diventano come un secchio rovesciato con sotto la candela: non solo non illuminano nulla di fuori, ma l\u2019assenza di aria e quante volte le nostre parrocchie sono senz\u2019aria!) fa spegnere pure quella poca luce. Guardate questi giorni: se siamo tutti pi\u00f9 contenti \u00e8 perch\u00e9 pensiamo anche agli altri: il sale dell\u2019amore ci fa sopportare anche la fatica e la luce dell\u2019amore ci riscalda il cuore. Insomma, il pellegrinaggio a Lourdes con i malati, \u00e8 l\u2019immagine di come deve essere la nostra vita: un lungo pellegrinaggio verso il cielo unendoci gli uni agli altri, aiutandoci tutti e particolarmente i malati. Questa e solo questa \u00e8 la via, pi\u00f9 che la via, la ferrovia della felicit\u00e0. Ecco perch\u00e9 non dobbiamo aver paura e timore di coloro che possono uccidere il corpo, anche perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 persecuzione per noi, ma di quelli che possono uccidere l\u2019anima. Oggi, in effetti, in Umbria, \u00e8 difficile che ci sia chi uccide la Chiesa o i cristiani, ma \u00e8 facile, molto facile, invece che ci sia chi uccida l\u2019anima, lo spirito, la forza del Vangelo. E questo possiamo farlo anche noi quando realizziamo un patto tra il nostro egoismo e il Vangelo, ossia quando cerchiamo un compromesso tra una vita intesa come servizio a Dio e agli uomini e la vita, invece, intesa come ripiegamento su noi stessi e sui nostri interessi. E se tante volte rimproveriamo alla nostra societ\u00e0 che non ci sono pi\u00f9 quei valori che dovrebbero sostenere la stessa vita civile, dobbiamo chiederci se anche noi cristiani non ci siamo fatti fiaccare da quello spirito individualista che sta minando la vita di tutti. Lo sappiamo bene tutti per esperienza diretta, la legge dell\u2019amore solo per se stessi e a qualunque costo, \u00e8 diventata la grande direttrice trasversale che abbraccia tutti, in alto e in basso, a Nord e a Sud, dell\u2019Umbria, dell\u2019Italia e dell\u2019intero pianeta. Oggi (parlo evidentemente dell\u2019Italia, non certo dei paesi in guerra, come la Terra Santa, dove ci sono tanti che continuano ad uccidere) oggi noi che non abbiamo chi ci uccide nel corpo, dobbiamo pi\u00f9 che mai temere tutto ci\u00f2 che fiacca l\u2019anima sino ad ucciderla, tutto ci\u00f2 che rende il Vangelo insipido e senza forza. Gli esempi di questo sarebbero numerosissimi. La Parola di questa domenica ci esorta a non aver paura di seguire il Signore e di testimoniarlo con i nostri pensieri e i nostri comportamenti. Talora \u00e8 facile pensare che il Vangelo ci chieda una vita in ribasso, fatta solo di rinunzie, di penitenze, senza un reale interesse per noi, e alla fine inefficace per la societ\u00e0. Non \u00e8 vero. Chi segue la via del Vangelo non si perde perch\u00e9 Dio lo sostiene: \u201cDue passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadr\u00e0 a terra senza che il Padre vostro lo voglia. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono contati; non abbiate dunque timore: voi valete pi\u00f9 di molti passeri!\u201d. Questa attenzione amorosa e compassionevole del Signore diviene compagnia preziosa nella battaglia per il Vangelo e per la felicit\u00e0 di tutti. Le parole di Geremia che abbiamo ascoltato stanno a testimoniare questa compagnia: \u201cIl Signore \u00e8 al mio fianco come un prode valoroso, per questo i miei persecutori cadranno e non potranno prevalere; saranno molto confusi perch\u00e9 non riusciranno\u201d. Ma la vittoria \u00e8 possibile unicamente se moriamo all\u2019amore per noi stessi per risorgere ad una nuova dimensione di vita, quella evangelica. E\u2019 la vittoria che Maria, la prima dei credenti, la prima tra noi, ha vissuto in tutta la sua vita. Ella ha potuto schiacciare il capo del serpente, del male, perch\u00e9 non ha creduto a se stessa, ma a Dio, non ha obbedito alla sua volont\u00e0 ma a Dio; per questo \u00e8 felice, ossia beata, come sta scritto: \u201cBeata perch\u00e9 ha creduto nell\u2019adempimento della Parola del Signore. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, mentre questo primo giorno del nostro pellegrinaggio sta per finire, noi, come i due discepoli di Emmaus, dopo essere stati lungamente con Ges\u00f9, dopo aver ricevuto il suo perdono, ci troviamo ora attorno alla tavola ove egli spezza il pane per noi. E anche noi apriremo gli occhi. 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