{"id":16476,"date":"2002-06-27T00:00:00","date_gmt":"2002-06-27T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/via-crucis-lourdes.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"via-crucis-lourdes","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/via-crucis-lourdes.html","title":{"rendered":"Via Crucis &#8211; Lourdes"},"content":{"rendered":"<p><P>Introduzione<BR>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>In questi giorni siamo diversi dagli altri giorni; non siamo noi a decidere cosa fare\u2026ci lasciamo come prendere per mano per essere guidati. E siamo pi\u00f9 contenti, pi\u00f9 felici dentro. Non \u00e8 vero che la felicit\u00e0 \u00e8 fare quel che vogliamo. La felicit\u00e0 \u00e8 seguire Ges\u00f9. Questa mattina ci lasciamo guidare \u2013 secondo un\u2019antica tradizione \u2013 della Via Crucis, dalla strada che Ges\u00f9 percorse dal pretorio di Pilato sino al Sepolcro.<\/P><br \/>\n<P>Non pensiamo a noi stessi oggi: pensiamo a Ges\u00f9 che va a morire per noi. Noi, che siamo ben lontani dal morire per lui, lasciamoci almeno commuovere un poco e seguiamolo.<\/P><br \/>\n<P>I stazione<\/P><br \/>\n<P>Ponzio Pilato condanna Ges\u00f9 <\/P><br \/>\n<P>Dal Getsemani, al palazzo dei Sommi Sacerdoti sino a quello di Pilato. Da una parte c\u2019\u00e8 Ges\u00f9 che insegna l\u2019amore e la mitezza (ogni giorno stava nel tempio ad insegnarlo) e dall\u2019altro un gruppo di uomini, diversi tra loro (c\u2019era anche un discepolo) i quali per\u00f2 hanno spade e bastoni\u2026e tutti uniti per eliminare l\u2019unico innocente. Ges\u00f9 per\u00f2 non si lascia trascinare dall\u2019ira: resta mite. Lo portano dai sacerdoti ma non si ribella. Poi da Pilato. Costui comprende che glielo hanno consegnato per invidia e tuttavia se ne lava le mani. No, non basta lavarsi le mani, non basta non far nulla, per dirsi buoni, non basta dire \u201cnon ho fatto nulla di male\u201d per non essere complici. Bisogna fare il bene, bisogna volere il bene\u2026Questo ha fatto Ges\u00f9. Pilato non lo ha fatto e Ges\u00f9 \u00e8 morto.<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>II stazione<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 condannato abbraccia la croce<BR>&nbsp;<BR>Ecco l\u2019agnello di Dio che ha preso su di s\u00e9 il peccato del mondo. Quel giorno Ges\u00f9 prendendo la croce si caricava i peccati di tutti sulle sue spalle\u2026e ancora oggi continua a prenderli. Beati siamo noi per questo: abbiamo uno che si prende i nostri peccati. S\u00ec, care sorelle e fratelli, non teniamoceli i peccati, portiamoli a Ges\u00f9. Abbiamo fatto bene a confessarci qui a Lourdes, continuiamo a farlo nelle nostre parrocchie o dove possiamo. Ges\u00f9 \u00e8 venuto per questo: non voglio la morte del peccatore, ma che egli si converta e viva.<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>III stazione<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 cade per la prima volta<BR>&nbsp;<BR>S\u00ec, la croce \u00e8 pesante. E\u2019 pesante quella di Ges\u00f9, non la nostra. Noi con una estrema facilit\u00e0 crediamo di essere quelli che pi\u00f9 soffrono, quelli che pi\u00f9 patiscono\u2026e cerchiamo cos\u00ec di suscitare compassione su di noi. Care sorelle e cari fratelli, guardiamo piuttosto la croce di Ges\u00f9, guardiamo le croci di tanta gente davvero distrutta e schiacciata. S\u00ec, sotto quella croce ci sono i popoli in guerra, ci sono quelli che muoiono davvero perch\u00e9 non hanno n\u00e9 cibo n\u00e9 acqua, ci sono quelli che muoiono per l\u2019AIDS perch\u00e9 non hanno soldi per curarsi, ci sono i perseguitati. Ges\u00f9 \u00e8 caduto per stare accanto a loro, perch\u00e9 anche noi alziamo un po\u2019 lo sguardo da noi stessi e ci commuoviamo un po\u2019 pi\u00f9 sui tanti condannati della terra.<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>IV stazione<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 incontra la madre<\/P><br \/>\n<P>Care sorelle e cari fratelli, immaginiamo l\u2019incontro tra quegli occhi, gli occhi del figlio che incrociano quelli della madre. Non possono dirsi nulla, si vedono solo. E si comprendono, perch\u00e9 si amano e soprattutto ambedue hanno detto \u201cs\u00ec\u201d al Padre che sta nei cieli.<\/P><br \/>\n<P>Quella volta, quand\u2019era ancora bambino, Maria lo prese e fugg\u00ec in Egitto per sottrarlo alla morte. Ora sta l\u00ec, certo straziata, ma piena d\u2019amore \u2026No non \u00e8 svenevole Maria, non fa scene\u2026e ancora una volta, straziata nel cuore, dice il suo \u201cfiat\u201d, dice il suo \u201cs\u00ec\u201d all\u2019amore di Ges\u00f9, un amore grande di cui tutti abbiamo bisogno, come sta \u201cnon c\u2019\u00e8 amore pi\u00f9 grande di colui che dona la vita per i suoi amici\u201d. Maria l\u2019ha capito e sta vicino a Ges\u00f9. Impariamo da lei a stare accanto a Ges\u00f9.<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>V stazione<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 aiutato da Simone di Cirene<\/P><br \/>\n<P>Simone era originario di Cirene, di una citt\u00e0 dell\u2019Africa del Nord, potremmo dire uno straniero. Care sorelle e cari fratelli, s\u00ec, \u00e8 uno straniero ad aiutare Ges\u00f9, a prendere la sua croce. Oggi, nel nostro paese, come anche negli altri paesi europei, siamo noi a mettere le croci addosso agli stranieri; siamo noi a sbarrare il loro ingresso, siamo noi ad accrescere la paura verso di loro perch\u00e9 si crei come una marea montante di odio. Ma Ges\u00f9, questa volta, sta con il cireneo. Ges\u00f9 questa volta prende lui la croce dei tanti stranieri, dei tanti cirenei, sui quali l\u2019abbiamo scaricata. Care sorelle e cari fratelli imitiamo Ges\u00f9 e non chi ha paura e chi condanna, magari vestendosi con i finti panni di volere il bene del paese.<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>VI stazione<\/P><br \/>\n<P>La Veronica asciuga il volto di Ges\u00f9<\/P><br \/>\n<P>Dopo Simone, lo straniero, \u00e8 una donna che si avvicina e con coraggio asciuga il volto di Ges\u00f9. E\u2019 strano, nella storia della passione, nessuna donna tradisce;gli uomini, anche i pi\u00f9 amici, o dormono, come al getsemani, o fuggono per paura. Eppure tutti, ricordiamo al cenacolo, avevano fatto con orgoglio professione di forza.<\/P><br \/>\n<P>No, care sorelle e fratelli, la fede non \u00e8 nella nostra forza; la fede \u00e8 nell\u2019amore. S\u00ec, la fede \u00e8 amare Ges\u00f9 e il Vangelo. La fede \u00e8 amare come la Maddalena che vers\u00f2 sui piedi di Ges\u00f9 tutto l\u2019unguento prezioso; la fede \u00e8 farsi largo, \u00e8 asciugare il volto sofferente di Ges\u00f9. La fede \u00e8 curare i malati, \u00e8 confortare i deboli, \u00e8 dare da mangiare ai poveri, \u00e8 lavare chi \u00e8 sporco, \u00e8 asciugare le lacrime di chi \u00e8 disperato. La fede \u00e8 amare. La fede \u00e8 lasciarsi imprimere nel cuore il volto di chi soffre, come si impresse il volto di Ges\u00f9 in quel sudario.<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>VII stazione<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 cade la seconda volta<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 cade ancora, e cadr\u00e0 ancora. Eppure continua la sua Via Crucis. Ma egli continua non perch\u00e9 \u00e8 un eroe. No, Ges\u00f9 non \u00e8 un eroe, non \u00e8 un superuomo. Ges\u00f9, potremmo dire, \u00e8 uno che cade, che \u00e8 venuto per cadere, \u00e8 venuto per scendere sino ai nostri piedi, nel pi\u00f9 profondo degli abissi umani. La sua storia \u00e8 tutta in discesa verso di noi. Non lasci\u00f2 egli il paradiso per venire tra noi? Non spogli\u00f2 se stesso assumendo la condizione di schiavo? E quella sera del gioved\u00ec santo non si cinse i fianchi con l\u2019asciugatoio e come fanno gli schiavi con i loro padroni non lav\u00f2 e asciug\u00f2 i piedi ai discepoli, Giuda compreso che stava per tradirlo? Ecco chi \u00e8 il nostro Dio, uno che ci ama a tal punto da scendere fin nel pi\u00f9 basso pur di starci accanto. Come non commuoverci? Come possiamo lasciarlo solo? Come non dirgli: Signore, ti amo?<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>VIII stazione<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 incontra le pie donne<\/P><br \/>\n<P>L\u2019ho gi\u00e0 detto: non ci sono nemici tra le donne di Ges\u00f9. Anche queste non sono fuggite e si sono poste sulla sua strada per portargli un po\u2019 di consolazione. E hanno fatto bene. Ma Ges\u00f9 non \u00e8 come noi che amiamo lamentarci per attirare un po\u2019 di attenzione. Ges\u00f9, mentre cammina continua a pensare ai tanti che hanno bisogno di conforto, ai tanti figli, ai tanti piccoli e ai tanti giovani che chiedono di essere amati e sono invece abbandonati. \u201cFiglie di Gerusalemme non piangete su di me \u2013 dice loro Ges\u00f9 \u2013 ma piangete su voi stesse e sui vostri figli\u201d. S\u00ec piangiamo sui figli di Gerusalemme, sui figli degli ebrei e i figli dei palestinesi, che continuano a morire con violenza. E piangiamo, ossia preoccupiamoci dei bambini della nostra Umbria, dei giovani della nostra Umbria perch\u00e9 possiamo preparare per loro un futuro di pace e non di violenza. Perch\u00e9 crescano alla scuola del Vangelo e non a quella dell\u2019egoismo. Ascoltiamole le parole di Ges\u00f9 e conserviamole come un testamento. <\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>IX stazione<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 cade per la terza volta<\/P><br \/>\n<P>S\u00ec, quella croce gli \u00e8 letteralmente caduta addosso. Del resto non ha fatto nulla per evitarla. I discepoli pi\u00f9 volte l\u2019avevano esortato a stare attento, ad essere prudente, a non esagerare nell\u2019amore. Ce lo diciamo anche tra noi qui al pellegrinaggio se qualcuno si da troppo da fare. Ma stiamo attenti. Non \u00e8 che Ges\u00f9 volesse morire e tantomeno voleva fare l\u2019eroe come talora \u2013 in verit\u00e0 molto di rado \u2013 qualcuno di noi pensa di fare. Ges\u00f9 voleva vivere e aveva paura di morire. E l\u2019aveva anche detto al Padre: \u201cSe \u00e8 possibile allontana da me questo calice\u201d. Il problema \u00e8 un altro: Ges\u00f9 ci ama pi\u00f9 della sua stessa vita; egli ci ama a tal punto che se questo amore gli costa la sua vita, egli ama e non tradisce. E\u2019 la storia di Ges\u00f9 e dei tanti martiri che hanno preferito lasciarsi schiacciare. Alla croce piuttosto che tradire Ges\u00f9 e il suo Vangelo. E\u2019 di questo amore che abbiamo bisogno.<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>X stazione<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 spogliato delle vesti<\/P><br \/>\n<P>E\u2019 giunto sul Golgota. Il triste corteo si ferma. Ges\u00f9, con incredibile umiliazione viene spogliato di tutto. In verit\u00e0, gi\u00e0 33 anni prima Ges\u00f9 si era spogliato dei panni della divinit\u00e0 per farsi schiavo dell\u2019amore per tutti. Scrive Paolo nella Lettera ai Filippesi: \u201cSpogli\u00f2 se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umili\u00f2 se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce\u201d. Per noi che siamo soliti vestirci degli abiti dell\u2019orgoglio, per noi che crediamo che la dignit\u00e0 sia avere una posizione onorevole, per noi che ci affanniamo per la cura del vestire, Ges\u00f9 ci dice che la vera dignit\u00e0 sta nel cuore, sta nei sentimenti, sta nell\u2019amore. Per questo Paolo con sapienza ci esorta: \u201cRivestitevi di sentimenti, di misericordia, di bont\u00e0, di umilt\u00e0, di mansuetudine, di pazienza; sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente\u2026 come il Signore ci ha perdonato, cos\u00ec fate anche voi. Al di sopra di tutto poi vi sia la carit\u00e0\u201d.<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>XI stazione<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 viene inchiodato sulla croce<\/P><br \/>\n<P>Lo inchiodano. Quei soldati non sanno quanto vale un uomo. Come tanta gente non sa quanto vale un anziano, un malato, un bambino che deve nascere, un malato terminale, una donna, un bambino. In genere sappiamo solo quanto valiamo noi stessi; s\u00ec, ognuno considera se stesso come un grande valore. O magari sappiamo quanto valgono i forti, i potenti \u2026 Un uomo non vale nulla di fronte ad una folla impazzita e viene inchiodato sulla croce. Quanta sofferenza in quest\u2019uomo! Lo inchiodano sulla croce e con lui altri due. S\u00ec, Ges\u00f9 non sta mai crocifisso da solo, egli sta accanto a tutti i crocifissi della terra. Cos\u00ec egli regna. E\u2019 un re strano il nostro. Ma Ges\u00f9 esercita il suo regno tra i malati, tra i deboli, tra i torturati, tra gli oppressi, tra i condannati a morte, Costoro sono il suo popolo, la sua vera \u201cpassione\u201d, ossia coloro per i quali egli si appassione. E\u2019 bello sentirci dire da qualcuno: per me \u00e8 una malattia accompagnare i malati!<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>XII stazione<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 muore in croce<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 sta appeso sulla croce dove lo ha portato il suo testardo amore per tutti. La gente che passa scuote il capo, i sacerdoti lo sbeffeggiano, certi, ormai, della loro vittoria. Da quel momento saranno solo loro a parlare. Ges\u00f9 \u00e8 sconfitto, incapace di salvare se stesso.. Tutti glielo urlano ridendo: \u201cSalva te stesso e ti crederemo\u201d. E\u2019 la legge ferrea per tutti: \u201cSalvare se stessi\u201d. Ma Ges\u00f9 \u00e8 venuto per salvare gli altri. Ha sempre vissuto per questo. L\u2019amore per gli altri \u00e8 la legge nuova portata da Ges\u00f9; \u00e8 la legge, l\u2019unico che d\u00e0 la vita. Sulla croce \u00e8 sconfitto l\u2019amore per se stessi e regna l\u2019amore per gli altri. Ecco perch\u00e9 noi cristiani ci gloriamo della croce, di questo terribile strumento di supplizio\u2026 \u00e8 un po\u2019 la sedia elettrica di oggi. Chi la porterebbe al collo? Chi la metterebbe sull\u2019altare? Eppure noi lo facciamo, perch\u00e9 su quella croce noi vediamo l\u2019unico che ha preferito la morte piuttosto che tradire Dio e noi.<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>XIII stazione<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 deposto dalla croce<\/P><br \/>\n<P>Tutto sembrava ormai finito. Restava solo un piccolo gruppetto di donne e qualche discepolo. Si aggiunse a loro Giuseppe D\u2019Arimatea, un uomo giusto il quale si present\u00f2 a Pilato e chiese il corpo di Ges\u00f9. Un altro Giuseppe. All\u2019inizio fu lo sposo di Maria che salv\u00f2 Ges\u00f9 dalla morte, ora \u00e8 un altro Giuseppe che ne chiede il corpo a Pilato. La giustizia da sola non basta, c\u2019\u00e8 bisogno di uno scatto d\u2019amore. Ed ecco che Ges\u00f9 viene calato dalla croce e messo in un lenzuolo. E\u2019 un corpo morto, ma quanta cura! Care sorelle e cari fratelli, se questo piccolo gruppo ha tanta cura del corpo morto di Ges\u00f9, quanta noi ne dobbiamo avere per Ges\u00f9 vivo? Quanta cura per accogliere l\u2019Eucarestia? Quanta cura per accogliere i poveri? Quanta cura per aiutare i malati? Con un amore cos\u00ec inizia la vittoria sulla morte. S\u00ec, con quel gruppetto che si prende cura di un corpo debole inizia a risorgere la vita.<\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>XIV stazione<\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 deposto nella tomba<\/P><br \/>\n<P>Qualcuno potrebbe dire finalmente Ges\u00f9 prende un po\u2019 di riposo. Almeno da morto lo lasceranno in pace. No, care sorelle e cari fratelli, quel giorno al sepolcro, quel Sabato Santo, Ges\u00f9 non rest\u00f2 nel sepolcro. La tradizione ci dice che \u201cscese agli inferi\u201d. S\u00ec! Ges\u00f9 non si dette pace, scese gi\u00f9 nel pi\u00f9 profondo degli uomini, nell\u2019inferno per salvare tutti, per chiamare Adamo e tutti i morti. E Ges\u00f9 continua a scendere negli inferni di oggi; scende l\u00e0 dove sono solo tristezze e torture, l\u00e0 dove regna solo il dolore e la morte. A noi \u00e8 chiesto di accompagnarlo con la nostra preghiera. Come quelle donne, due o tre, rechiamoci con l\u2019unguento della compassione e della preghiera negli inferni del mondo, quelli che solo qualche volta ci appaiono nei teleschermi, e preghiamo per i dimenticati della terra, perch\u00e9 il Signore li faccia risorgere. <\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>XV stazione<\/P><br \/>\n<P>La Risurrezione<\/P><br \/>\n<P>S\u00ec la Pasqua inizia davanti a una tomba; davanti alle tante tombe. E inizia quando un gruppetto di credenti si raduna insieme per amare Ges\u00f9, per amare chi \u00e8 debole. Cos\u00ec inizia la Chiesa; potremmo dire che inizia l\u00e0 dove la vita sembra schiacciata. C\u2019\u00e8 un terremoto che rotola via la pietra pesante della tomba. E il terremoto \u00e8 provocato dalla forza di Dio, \u00e8 provocato dalla forza del Vangelo che rovescia anche le pietre pi\u00f9 pesanti e libera i cuori. Ges\u00f9 ci ha tanto amato che ha vinto anche la morte, il bene ha sconfitto il male. E noi siamo figli di questa vittoria, siamo i figli della risurrezione. Noi possiamo cambiare il mondo, noi possiamo ridare speranza a chi non l\u2019ha, noi possiamo rendere pi\u00f9 felice la vita. Quel che conta \u00e8 ascoltare l\u2019angelo e in fretta, come quelle donne, dire a tutti che Ges\u00f9 \u00e8 risorto.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Introduzione&nbsp; In questi giorni siamo diversi dagli altri giorni; non siamo noi a decidere cosa fare\u2026ci lasciamo come prendere per mano per essere guidati. E siamo pi\u00f9 contenti, pi\u00f9 felici dentro. Non \u00e8 vero che la felicit\u00e0 \u00e8 fare quel che vogliamo. La felicit\u00e0 \u00e8 seguire Ges\u00f9. 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