{"id":16472,"date":"2002-09-22T00:00:00","date_gmt":"2002-09-22T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/celebrazione-consegna-mandato-ai-catechisti-della-diocesi.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"celebrazione-consegna-mandato-ai-catechisti-della-diocesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/celebrazione-consegna-mandato-ai-catechisti-della-diocesi.html","title":{"rendered":"Celebrazione consegna mandato ai catechisti della Diocesi"},"content":{"rendered":"<p><P>Care sorelle e cari fratelli,<\/P><br \/>\n<P>\u00e8 la festa del Vangelo. Al suo annuncio ci siamo alzati in piedi, l\u2019abbiamo circondato con il canto dell\u2019alleluia e abbiamo chinato il capo mentre venivamo benedetti. Ma, perch\u00e9 fare festa al Vangelo? La risposta \u00e8 semplice: perch\u00e9 \u00e8 un libro diverso da tutti gli altri. Il profeta Isaia riporta queste parole del Signore a Israele: \u201cI miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie vie\u2026Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri\u201d. Queste parole sono vere sempre. Ma oggi mi sembra siano ancora pi\u00f9 vere. I pensieri che dominano il pianeta, infatti, sono pensieri di conflitto e di scontro, e le vie che gli uomini sembrano percorrere sembrano essere quelle della vendetta e della guerra. Il Vangelo parla in un altro modo, e indica altre vie da queste. Parla di amore non di odio, di perdono non di vendetta. E indica la via della comprensione che avvicina gli uni gli altri non della vendetta che elimina l\u2019altro; illumina la via della pace perch\u00e9 ci si allontani da quella della guerra. S\u00ec, il Vangelo \u00e8 una parola rara ai nostri giorni, per questo \u00e8 preziosa, anzi preziosissima. E\u2019 una parola che scardina le catene del realismo, che blocca la rassegnazione di chi dice: \u201cle cose sono sempre andate cos\u00ec, non ci si pu\u00f2 fare nulla\u201d. E\u2019 una parola che non ci fa rassegnare al presente; anzi ci fa sognare la pace, ci fa desiderare l\u2019incontro tra i popoli sino a vedere, come gi\u00e0 Isaia, l\u2019unit\u00e0 della famiglia umana. Nel Vangelo \u00e8 racchiuso questo sogno di Dio sul mondo, ci sono date le parole e vi \u00e8 tracciata la via. Un antico e grande studioso della Bibbia, San Girolamo, diceva: \u201cL\u2019ignoranza delle Scritture \u00e8 ignoranza di Cristo\u201d. Aveva ragione. Eppure noi spesso lo dimentichiamo. Poniamo fiducia in tante cose: nelle nostre convinzioni, nei nostri programmi, nelle nostre strategie, nei numerosi mezzi umani. Ma crediamo poco al Vangelo. Eppure \u00e8 il libro che contiene l\u2019unica parola davvero chiara per la salvezza. <\/P><br \/>\n<P>Care catechiste e cari catechisti, oggi il Signore vi ha raccolti dalle tante piazze della nostra diocesi per mandarvi ad annunciate la parola del Vangelo e a percorrete la via che ci indica. Matteo ci parla di un padrone preoccupato per la sua vigna. Teme che, se non provvede in fretta, il raccolto vada perduto. Per questo esce di casa di buon mattino per chiamare operai per la sua vigna. Evidentemente non bastano. Esce di nuovo. E poi ancora, durante le ore del giorno, sino alle cinque del pomeriggio. Anche a quell\u2019ora chiama quelli che nessuno aveva chiamati a giornata. Il padrone ha fretta. E c\u2019\u00e8 oggi fretta di comunicare il Vangelo. Di comunicarlo a tutti, ai piccoli, ma anche ai grandi. Forse soprattutto ai grandi. Voi lo capite bene che la vigna non sono i nostri affari, n\u00e9 quelli privati, n\u00e9 quelli di gruppo, n\u00e9 quelli nazionali, n\u00e9 quelli di una determinata civilt\u00e0, fosse anche quella cosiddetta cristiana. La vigna, care sorelle e cari fratelli, \u00e8 ogni uomo e ogni donna, \u00e8 l\u2019intera famiglia umana. Il Signore \u00e8 preoccupato per tutti i popoli. E non ha nessuna intenzione di difendere una parte, fosse pure quella occidentale, per far fuori l\u2019altra. E il Signore non ha bisogno di strumentalizzare il crocifisso per affermare il Vangelo. Sono convinto che il crocifisso possa e debba stare ove sta. Ma non per affermare una civilt\u00e0. Il crocifisso, semmai, \u2013 e forse dobbiamo spiegarlo \u2013 sta per superare i confini di ogni civilt\u00e0, sta per mostrare che o si aprono le braccia sulla croce per tutti o lo si tradisce. Non ci fa dire la Liturgia: \u201cquesto \u00e8 il sangue versato per voi e per tutti\u201d? Se ci fermiamo solo al \u201cvoi\u201d dividiamo il Cristo. Quella croce non \u00e8 una spada contro. Quella croce \u00e8 un monito per noi perch\u00e9 spalanchiamo le braccia a tutti, ai poveri, ai deboli, agli uomini e alle donne di altre confessioni e di altre fedi. E\u2019 esattamente l\u2019opposto di quel che in questi giorni si va ripetendo. Il crocifisso vuole la salvezza di tutti, nessuno escluso. Questo \u00e8 il Vangelo di Dio. Ed \u00e8 un Vangelo che suona estraneo al nostro mondo occidentale che cerca di chiudersi per difendere le proprie sicurezze e soprattutto le proprie ricchezze, magari brandendo il crocifisso, ed uscire solo per attaccare e umiliare chi non \u00e8 come noi. Il Signore vuole salvare tutta la vigna; vuole impedire alle erbe amare, ovunque esse siano, di diffondersi e di distruggere, vuole impedire che le ingiustizie si abbattano soprattutto sui pi\u00f9 deboli, e soprattutto vuole coltivare piante che portino frutti di amore e di fraternit\u00e0. E chiama operai per questo lavoro. A tutte le ore del giorno. E a ciascuno chiede una cosa sola: comunicare il Vangelo. <\/P><br \/>\n<P>Care catechiste e cari catechisti, ha chiamato anche voi a lavorare per la sua vigna, a comunicare cio\u00e8 il Vangelo. Ma badate bene non si tratta semplicemente di un libro. E\u2019 una persona che dobbiamo comunicare: Ges\u00f9 di Nazareth. Il vostro compito, esaltante e terribile, \u00e8 far conoscere e far amare Ges\u00f9. S\u00ec, tutto qui \u00e8 il lavoro del catechista: far conoscere e far amare Ges\u00f9. Non \u00e8 questione perci\u00f2 di fare schemi e proporre lezioni, non si tratta di inventare strategie nuove o applicare metodi originali. No, dovete fare una sola cosa: far conoscere Ges\u00f9 e ci\u00f2 che lo riguarda, perch\u00e9 venga amato. Le spiegazioni hanno senso solo se aiutano ad amare Ges\u00f9. Non si tratta di spiegare, ma di far amare. Permettetemi un\u2019immagine per chiarire cosa voglio dire. A chi ha fame non devi spiegare cos\u2019\u00e8 il pane ma dare il pane. Ebbene, coloro ai quali vi rivolgete con la catechesi non hanno bisogno tanto di spiegazioni, hanno bisogno di pane, ossia hanno bisogno di essere condotti ad amare Ges\u00f9, ad accorgersi di quanto sono amati da Lui. La conoscenza \u00e8 in funzione dell\u2019amore. Il Vangelo \u00e8 la via per questo. Questa mattina vi consegno \u2013 voi siete i primi \u2013 il Vangelo di Marco da me commentato. Nei mesi prossimi sar\u00e0 dato a tutte le persone della diocesi, piccoli e grandi, credenti e non credenti, come gi\u00e0 abbiamo fatto l\u2019altra volta con il Vangelo di Luca. Dopo di voi spero di consegnarlo ai giovani nelle scuole superiori. Lo ripeto, non \u00e8 semplicemente un libro. Vi ho aggiunto un mio piccolo commento, brano dopo brano. E\u2019 un po\u2019 come spezzare il pane perch\u00e9 tutti se ne possano nutrire. Lo consegno a voi per primi, quasi foste gli operai della prima ora. Nutritevi anzitutto voi di questa parola. S\u00ec, non passate giorno senza averne letto almeno un brano! Vi aiuta a vivere, vi aiuta a sperare, vi aiuta a guarire dalla tristezza, vi da forza per superare le difficolt\u00e0, vi scalda il cuore, vi illumina gli occhi, vi suggerisce parole e pensieri. <BR>Amate il Vangelo, lodatelo, comunicatelo; sia il vostro pane quotidiano, sia la vostra vita. Permettetemi, prima di consegnarvi il mandato, di esortarvi con le parole di Paolo: \u201cComportatevi da cittadini degni del vangelo\u201d. Il \u201cmandato\u201d \u00e8 tutto qui: comunicate il Vangelo e comportatevi in maniera degna delle parole che annunciate. E\u2019 una missione alta e dolce. E\u2019 questa la paga che il Signore vi concede: la gioia di stare con lui, di amarlo e di farlo conoscere. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, \u00e8 la festa del Vangelo. 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