{"id":16471,"date":"2002-11-02T00:00:00","date_gmt":"2002-11-02T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/incontro-giovani-ad-assisi.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"incontro-giovani-ad-assisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/incontro-giovani-ad-assisi.html","title":{"rendered":"Incontro giovani ad Assisi"},"content":{"rendered":"<p><P>\u201cBeati gli afflitti perch\u00e9 saranno consolati!\u201d Questa beatitudine evangelica \u00e8 risuonata in questi giorni tra voi ad Assisi, ma oggi risuona soprattutto nel cielo. S\u00ec, oggi, gli afflitti, ossia i defunti, sono consolati: essi sono davanti a Dio e vivono la pienezza della felicit\u00e0. La Chiesa li pone oggi sono davanti a noi, assieme ai santi. Essi abitano su quel monte alto ove il Signore ha preparato un banchetto per tutti i popoli. E su quel monte, il velo \u201cche copre la faccia\u201d, ossia il velo dell\u2019egocentrismo che fa ripiegare su se stessi, \u00e8 stato strappato: i loro occhi contemplano il volto di Dio. S\u00ec, nessuno di loro versa pi\u00f9 lacrime di tristezza. E se nel cielo ci sono lacrime, sono lacrime di una dolce e tenera commozione. Essi sono tutti consolati, felici, beati!<\/P><br \/>\n<P>Come si pu\u00f2 intuire, la consolazione che Dio dona, non \u00e8 una pacca sulla spalla e neppure una semplice parola buona detta in momenti difficili. No, la consolazione che Dio non \u00e8 fatta di parole ma di realt\u00e0, di consolazione vera. Di questa consolazione abbiamo tutti bisogno, e ne ha soprattutto bisogno il mondo. Ne hanno bisogno quelle mamme che ieri hanno perso i figli piccoli schiacciati dalla scuola, l\u2019edificio pi\u00f9 recente costruito a San Giuliano di Puglia. Ne hanno bisogno i poveri che muoiono di fame in tanti paesi del mondo, ne hanno bisogno i malati di AIDS abbandonati a loro stessi, ne hanno bisogno i bambini palestinesi e i bambini israeliani vittime di giochi pi\u00f9 grandi di loro, ne hanno bisogno gli anziani abbandonati nella loro solitudine, ne hanno bisogno milioni di giovani che si stordiscono pur di sopravvivere. E la lista \u00e8 lunga, molto lunga. <\/P><br \/>\n<P>Ebbene, com\u2019\u00e8 possibile che tutti costoro siano \u201cbeati\u201d? Com\u2019\u00e8 possibile essere beati, quando si \u00e8 nella povert\u00e0, nel pianto, quando non si ha da mangiare e da bere, quando vieni lasciato solo e abbandonato? Ma che Vangelo \u00e8 questo? Che buona notizia \u00e8 questa? Care sorelle e cari fratelli, i poveri non&nbsp; sono beati perch\u00e9 sono poveri; e gli afflitti non sono consolati dalla loro afflizione. No, i poveri, i deboli, i malati, i perseguitati, sono beati perch\u00e9 Dio ha scelto di scendere dal cielo e di stare con loro. Lasciate che esageri: i poveri sono beati perch\u00e9 il Figlio ha scelto di \u201clasciare\u201d, se cos\u00ec posso dire, la vita beata e felice della Trinit\u00e0 nel Paradiso per scendere e stare accanto a quella prostituta e aiutarla, per venire accanto a quel giovane straziato dallo spirito immondo e liberarlo, per stare accanto a quel ladrone, magari anche andando in croce, pur di salvarlo. Leggiamo il Vangelo e capiremo perch\u00e9 i poveri, i deboli, i lebbrosi, i malati, gli affamati, gli accattoni di amore e i cercatori di un senso per la vita, accorrevano a quel giovane profeta di Nazareth. Costoro erano beati, felici, perch\u00e9 finalmente avevano trovato uno che li amava e si interessava di loro. <\/P><br \/>\n<P>S\u00ec, cari amici, senza Ges\u00f9 i poveri non sono beati, sono disperati. Saranno beati se saranno amati. Il Vangelo delle beatitudini, senza che sia messo in pratica, \u00e8 morto. E se viene letto in Chiesa e non applicato \u00e8 una terribile impostura. Ecco perch\u00e9 Ges\u00f9, dopo aver proclamato all\u2019inizio della vita pubblica le beatitudini, che ieri abbiamo ascoltato nella liturgia dei santi, alla fine proclama il Vangelo della misericordia: \u201cAvevo fame e mi avete dato da magiare!\u201d Anzi, lo mette come regola di salvezza, come via della felicit\u00e0. S\u00ec, la via della felicit\u00e0 e della salvezza \u00e8 dare un pezzo di pane a chi ha fame, dare un bicchiere d\u2019acqua a chi ha sete, dare un vestito a chi \u00e8 nudo, andare a trovare i carcerati, accogliere uno straniero. E l\u2019amore \u00e8 sempre grande, anche se si manifesta come un bicchiere d\u2019acqua, come un pezzo di pane, come una visita, come una mano che stringe un\u2019altra. L\u2019amore \u00e8 grande, \u00e8 forte, \u00e8 irresistibile perch\u00e9 \u00e8 sempre una scintilla di Dio che infuoca la terra e che scalda i nostri cuori. <\/P><br \/>\n<P>La consolazione, allora, non \u00e8 una parola. La consolazione siamo noi che amiamo i deboli e che scegliamo di stare accanto ai poveri. E se il mondo oggi \u00e8 triste e sconsolato \u00e8 perch\u00e9 manca questo amore. E se noi siamo tristi e sconsolati \u00e8 perch\u00e9 amiamo poco i deboli, \u00e8 perch\u00e9 amiamo senza limiti noi stessi e a risparmio i poveri, \u00e8 perch\u00e9 pensiamo troppo al nostro benessere e alla nostra tranquillit\u00e0 e poco al bene degli altri. San Francesco, non ha detto \u201cpace e benessere\u201d, ma \u201cpace e bene\u201d. Si, la pace \u00e8 legata al bene dei deboli, al bene dei poveri, al bene del mondo. Purtroppo per\u00f2 noi tutti siamo cos\u00ec convinti che la felicit\u00e0 consista nella soddisfazione personale che facciamo ovviamente di tutto per soddisfarci. E se ci riuscissimo, andrebbe anche bene. Il problema \u00e8 che viviamo in una continua illusione. I mass media ci convincono che la felicit\u00e0 sta nell\u2019avere le \u201cnike\u201d? tutti corriamo a prenderle, ma la felicit\u00e0 non sta nelle \u201cnike\u201d. La felicit\u00e0 \u00e8 la discoteca? tutti corriamo in discoteca, ma la felicit\u00e0 non la troviamo in discoteca, e allora \u201csballiamo\u201d e ci ammaziamo. Cari amici, la felicit\u00e0 \u00e8 nell\u2019amare il Signore, \u00e8 nel volersi bene davvero, \u00e8 nel voler cambiare il mondo, \u00e8 nel non rassegnarsi ad una vita triste, \u00e8 nel volere la felicit\u00e0 di tutti. <\/P><br \/>\n<P>Oggi ci viene messo davanti il paradiso. E ci vien detto che comincia qui, che \u00e8 iniziato o continuato in questi giorni di incontro tra voi. S\u00ec, il paradiso, come anche l\u2019inferno, iniziano gi\u00e0 sulla terra. E siamo noi a costruirli. I mattoni dell\u2019egoismo e del risparmio costruiscono l\u2019inferno. Pensate alla scuola crollata ieri a san Giuliano delle Puglie. Probabilmente \u00e8 stata costruita a risparmio, per guadagnare di pi\u00f9. Cosa&nbsp; importava a quel costruttore che non fosse pienamente stabile? A lui interessava guadagnare il pi\u00f9 possibile. Ebbene, questa voglia di guadagnare per s\u00e9 risparmiando per gli altri ha creato l\u2019inferno. Quanti inferni noi creiamo ragionando come quel costruttore! No, non amiamo a risparmio, non pensiamo solo al nostro benessere. Noi siamo stati chiamati a costruire il Paradiso, ch\u2019\u00e8 una casa grande e larga quanto il mondo. Fu la prima cosa che Francesco cap\u00ec. Si mise a mendicare pietre per ricostruire San Damiano. Le uniche pietre che resistono al terremoto di questo mondo sono i gesti di amore e di misericordia: \u00e8 quel bicchiere d\u2019acqua, quel pezzo di pane, quella visita a chi \u00e8 malato o carcerato, quella parola piena d\u2019amore detta a chi \u00e8 triste, quella mano tesa a chi \u00e8 nel bisogno, quel sorriso a chi ti sta accanto. Ai nostri occhi questi gesti sembrano piccoli e insignificanti; agli occhi di Dio sono eterni. Sono pietre indistruttibili. Il mondo ha bisogno di case salde nell\u2019amore e nella misericordia. Cari amici, amiamoci gli uni gli altri, amiamo i poveri, e il Paradiso inizia gi\u00e0 da Assisi.&nbsp; <\/P><br \/>\n<P>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P><BR>Preghiera del \u201cdies irae\u201d (traduzione adattata)<\/P><br \/>\n<P><BR>Giorno d\u2019ira sar\u00e0 quello: il fuoco distrugger\u00e0 il mondo, la tromba suoner\u00e0 dovunque e tutti saranno radunati attorno al trono. Il giudice verr\u00e0 a giudicare con giustizia. Sar\u00e0 aperto il libro dove tutto \u00e8 scritto e ci\u00f2 ch\u2019\u00e8 occulto sar\u00e0 svelato; niente rester\u00e0 segreto.<\/P><br \/>\n<P>Misero peccatore che sono! Che dir\u00f2 in quel giorno? A chi mi raccomander\u00f2 se appena il giusto sar\u00e0 sicuro? O Re di tremenda maest\u00e0, che salvi gratuitamente gli eletti, salvami, tu che sei la fonte di ogni piet\u00e0.<\/P><br \/>\n<P>Ricorda, Ges\u00f9 buono, che io son la causa della tua venuta: non mi condannare in quel giorno. Ti sei affaticato a forza di cercarmi; per salvarmi hai accettato la croce; non sia vano tanto tuo dolore. Giusto giudice, donami la grazia del perdono prima del giudizio. Io arrossisco di vergogna per le mie colpe. O Dio perdonami, ti supplico.<\/P><br \/>\n<P>Tu che assolvesti la Maddalena ed esaudisti il ladrone, dona anche a me la speranza. Le mie preghiere sono povere e poco degne. Ma tu, che sei buono e pietoso, salvami dalla dannazione eterna. Mettimi alla tua destra con le pecore e separami dai capri. Chiamami tra i benedetti e allontanami da chi \u00e8 maledetto.<\/P><br \/>\n<P>Ti prego, con il cuore prostrato e contrito come la cenere, abbi cura di me in quel giorno, o Signore. Fa che non sia giorno di lacrime e di rovina, ma giorno di conforto e di gioia piena. Fa che questa cenere che sono sia perdonata e trasformata come il corpo glorioso del tuo Figlio. Tu, o Signore, amico buono degli uomini, abbi piet\u00e0 di me e salvami! Amen.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cBeati gli afflitti perch\u00e9 saranno consolati!\u201d Questa beatitudine evangelica \u00e8 risuonata in questi giorni tra voi ad Assisi, ma oggi risuona soprattutto nel cielo. S\u00ec, oggi, gli afflitti, ossia i defunti, sono consolati: essi sono davanti a Dio e vivono la pienezza della felicit\u00e0. La Chiesa li pone oggi sono davanti a noi, assieme ai [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":27566,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-16471","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-omelie"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/default.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16471","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16471"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16471\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16471"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16471"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16471"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}