{"id":16469,"date":"2002-11-16T00:00:00","date_gmt":"2002-11-16T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/33a-domenica-del-tempo-ordinario.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"33a-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/33a-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"33a domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p><P>&#8220;Tutti abbiamo ricevuto dei talenti&#8221;<\/P><br \/>\n<P>La parabola dei talenti (Mt 25,14-30), che ci viene narrata in questa domenica, segue immediatamente quella delle dieci vergini, continuando la predicazione di Ges\u00f9 sul regno dei cieli. L\u2019evangelista vuole sottolineare quanto sia decisiva tale predicazione. Cos\u2019\u00e8 il regno dei cieli? Come si entra in esso? Cosa bisogna fare? Sono alcuni degli interrogativi che l\u2019evengelista Matteo vuole chiarire. Il linguaggio, tratto dalla vita quotidiana e fatto di immagini e avvenimenti che a tutti pu\u00f2 essere capitato di vedere, \u00e8 teso non solo a far comprendere cos\u2019\u00e8 il regno dei cieli, ma anche a far sgorgare dal cuore di chi ascolta la decisione per il regno.<\/P><br \/>\n<P>La parabola inizia narrando di un uomo che sta per lasciare la sua casa per andare in un paese lontano. Prima della partenza, convoca i tre dipendenti e consegna loro i suoi beni. La sua fiducia in loro \u00e8 assoluta, tanto che a ognuno affida una grossa somma di talenti.<\/P><br \/>\n<P>Il talento era una somma enorme: corrispondeva a circa cinquanta chili d\u2019oro (\u00e8 quanto chiesero i tedeschi agli ebrei romani pochi giorni prima di quel tragico 16 ottobre 1943, quando furono deportati). La consistenza del patrimonio fa comprendere l\u2019importanza dell\u2019incarico dato dal padrone ai tre dipendenti. Al primo affida in gestione cinque talenti, al secondo due e al terzo uno. La consegna, come si vede, \u00e8 personale. Non siamo di fronte a una piatta omologazione: il padrone rispetta che capacit\u00e0 di ognuno (capacit\u00e0 sempre notevoli, se si tiene presente l\u2019enormit\u00e0 della cifra).<\/P><br \/>\n<P>Tra la partenza e il ritorno del padrone, i tre dipendenti debbono far fruttare quanto \u00e8 stato consegnato loro. E\u2019 chiaro che essi non ne sono padroni, ma amministratori. Infatti, al suo ritorno il padrone chieder\u00e0 loro come hanno amministrato quello che hanno ricevuto. Il primo dipendente raddoppia il capitale \u201coperando con esso\u201d (v.16), fa altrettanto il secondo (v.17). Il terzo,invece, fa una buca nel terreno e vi nasconde il talento ricevuto. C\u2019\u00e8 da notare che il sotterramento del talento no \u00e8 poi cos\u00ec strano; corrisponde a un dettato della giurisprudenza rabbinica secondo la quale chi, dopo la consegna, sotterra un pegno o un deposito, \u00e8 liberato da ogni responsabilit\u00e0.<\/P><br \/>\n<P>Al ritorno dal padrone, il primo servo si presenta e riceve la lode e la ricompensa. Il secondo di avvicina e anche lui presenta il doppio di quanto aveva ricevuto, ottenendo una ricompensa. Il terzo si accosta e riconsegna al padrone quell\u2019unico talento che aveva ricevuto. Premette anche il motivo del suo gesto: aveva paura di un padrone cattivo e voleva quindi mettersi al sicuro secondo la pi\u00f9 stretta consuetudine giuridica.<\/P><br \/>\n<P>Quel talento, quei talenti, sono la vita, non quella astratta ma quella concreta, di tutti i giorni, fatta del rapporto tra noi e il mondo. Tutto ci\u00f2 \u00e8 consegnato alla responsabilit\u00e0 di ognuno perch\u00e9 lo faccia fruttare. E a ciascuno \u00e8 dato secondo le sue capacit\u00e0. Questo vuol dire che non c\u2019\u00e8 uguale misura di vita per tutti, ma anche che nessuno \u00e8 incapace di far fruttare la vita; nessuno pu\u00f2 avanzare scuse (la mentalit\u00e0, l carattere, la stessa malattia e l\u2019indebolimento\u2026) per sottrarsi alla responsabilit\u00e0 di impiegare la propria vita facendola fruttare. Semmai \u00e8 frequente che la si faccia fruttare solo per s\u00e9 stessi, che la si impieghi solo per il proprio tornaconto, per la propria particolare sicurezza, per la propria tranquillit\u00e0 e basta.<\/P><br \/>\n<P>E\u2019 quanto ha fatto il terzo servo: ha sotterrato il talento per avere \u201cpace e sicurezza\u201d, come scrive l\u2019apostolo Paolo nella prima lettera ai Tessalonicesi. Il terzo servo aveva dalla parte sua la legge che lo liberava da ogni responsabilit\u00e0&nbsp; e soprattutto dai rischi dell\u2019impegno. La parabola avverte che questo servo, in realt\u00e0, ha preferito nascondere la sua vita in una buca, in una avara ed egoistica tranquillit\u00e0. Forse \u00e8 orario qui la paura. Paura non tanto nei riguardi del padrone quanto di perdere la sua tranquillit\u00e0 avara. Ges\u00f9, con questa parabola, da una parte svela l\u2019ambiguit\u00e0 di colui che si contenta di come \u00e8, senza avere nessun desiderio di cambiare, senza nessuna aspirazione di trasformare la vita e, perch\u00e9 no, senza alcuna ambizione perch\u00e9 la vita di tutti sia pi\u00f9 felice. Dall\u2019altra mostra che il regno dei cieli inizia quando ognuno di noi, piccolo o grande che sia, forte o debole, non si chiude nell\u2019avarizia e nella grettezza del ripiegamento su s\u00e9 stessi, ma si apre alla vita, all\u2019impegno per cambiare il proprio cuore, al desiderio operoso che la vita dei pi\u00f9 deboli sia sollevata, che questo nostro mondo sia pi\u00f9 vicino al vangelo.<\/P><br \/>\n<P>Sar\u00e0 cos\u00ec che la nostra vita sar\u00e0 moltiplicata, la nostra debolezza sar\u00e0 resa forza, la nostra povert\u00e0 ricchezza,, la nostra gioia sar\u00e0 piena: \u201cBene, servo buono e fedele, sei stato fedele nel poco, ti dar\u00f2 autorit\u00e0 sul molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone\u201d (vv.21.23).<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Tutti abbiamo ricevuto dei talenti&#8221; La parabola dei talenti (Mt 25,14-30), che ci viene narrata in questa domenica, segue immediatamente quella delle dieci vergini, continuando la predicazione di Ges\u00f9 sul regno dei cieli. 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