{"id":16468,"date":"2002-11-24T00:00:00","date_gmt":"2002-11-24T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/xxxiv-domenica-del-tempo-ordinario.html"},"modified":"2013-05-10T23:52:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:52:34","slug":"xxxiv-domenica-del-tempo-ordinario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/xxxiv-domenica-del-tempo-ordinario.html","title":{"rendered":"XXXIV Domenica del Tempo Ordinario"},"content":{"rendered":"<p><P>Con questa domenica si chiude l\u2019anno liturgico. Per un intero anno, dall&#8217;inizio dell&#8217;Avvento, siamo stai accompagnati dalla Parola di Dio alla conoscenza e alla partecipazione a tutta la vicenda di Ges\u00f9. Il Vangelo di questa domenica ce lo presenta alla fine della storia, come re dell\u2019universo, nel momento del giudizio universale. La scena \u00e8 grandiosa. Ges\u00f9, sul trono regale, \u00e8 &#8220;accompagnato da tutti i suoi angeli&#8221;. E davanti a lui sono convocate &#8220;tutte le genti&#8221;. S\u00ec, tutti, cristiani e non cristiani, credenti e non credenti, appartenenti a questa e quella razza, vissuti prima e dopo Cristo. Tutti i popoli sono l\u00ec, senza distinzione alcuna. Davanti al trono di Dio non ci sono e distinzioni. L\u2019apostolo Pietro lo dice chiaramente in una delle sue prime prediche: \u201cDio non fa preferenze di persone, ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga, \u00e8 a lui accetto\u201d (At 10, 34). Sarebbe importante, care sorelle e cari fratelli, che noi tutti ricordassimo sempre queste parole e guardassimo pertanto gli uomini con gli occhi di Dio, non con i nostri spesso guidati dai limiti induriti della nazionalit\u00e0, dei confini, delle culture di appartenenza. Un po\u2019 pi\u00f9 di universalit\u00e0 nel cuore renderebbe tutti pi\u00f9 giusti e pi\u00f9 tolleranti.<\/P><br \/>\n<P>Ma almeno alla fine dei tempi, quando tutti staremo davanti a Dio, vedremo con i suoi occhi. Non saranno pi\u00f9 importanti le tante e a volte drammatiche divisioni createsi sulla terra: tutti siamo davanti al Signore. Una sola distinzione apparir\u00e0, e verr\u00e0 manifestata da Dio. C\u2019era, questa divisione, ma noi non la vedevamo, tanto era deconsiderata. Il Giudice di cui parla il Vangelo la vedeva da sempre, ed ora la manifesta. Il pastore, scrive Matteo, divide gli uni dagli altri, come il pastore divide le pecore dai capri. E metter\u00e0 gli uni a destra e gli altri a sinistra. La divisione non passa tra un popolo e l&#8217;altro, tra una cultura e l\u2019altra, tra un\u2019appartenenza e l\u2019altra; e neppure tra credenti e non credenti. No, la divisione passer\u00e0 all&#8217;interno degli stessi popoli, all\u2019interno delle stesse culture, all&#8217;interno delle stesse persone; per cui accade che una parte di noi stessi star\u00e0 a sinistra e un&#8217;altra parte a destra di Ges\u00f9. Il criterio della divisione non si basa sulle diversit\u00e0 ideologiche, culturali, e neppure religiose, ma sul rapporto che ognuno ha avuto con i poveri, potremmo dire con i \u201cpoveri-cristi\u201d. E di noi si salver\u00e0 quella parte e quel tempo di vita che ci hanno visti dare da mangiare a chi aveva fame, dare da bere a chi aveva sete, vestire chi era nudo, visitare chi era carcerato. Ecco perch\u00e9, care sorelle e cari fratelli, se aguzziamo bene lo sguardo vediamo tra coloro che sono alla destra di Ges\u00f9 anche Giunio Tinarelli e don Peppino. E non li vediamo soli. Essi sono accompagnati dai tanti piccoli e grandi che hanno aiutato, sostenuto, consigliato. E Ges\u00f9 stesso dice loro: &#8220;Avevo fame e mi hai dato da mangiare, avevo sete e mi hai dato da bere&#8230;&#8221;. <\/P><br \/>\n<P>Il dialogo tra il giudice e gli interlocutori dei due gruppi mette a fuoco quest&#8217;aspetto sconcertante: il giudice universale della fine dei tempi che ora tutti (buoni e cattivi, credenti e non credenti) riconoscono come Re e Signore, sulla terra aveva il volto di quel barbone, di quell&#8217;anziano, di quel bambino, di quei tanti profughi, di quel malato, di quel carcerato. E l&#8217;elenco ciascuno pu\u00f2 continuarlo; basta aprire un p\u00f2 gli occhi. Certo \u00e8 che il confronto decisivo tra noi e Dio, non avviene in una cornice di gesti eroici e straordinari, ma nella quotidianit\u00e0 e nella banalit\u00e0 degli incontri con i deboli e i poveri. Pertanto il criterio decisivo della salvezza \u00e8 l\u2019amore per i poveri, non importa se sai o non sai che in loro \u00e8 presente lo stesso Ges\u00f9. <\/P><br \/>\n<P>La presenza di Ges\u00f9, il suo identificarsi con loro, \u00e8 un fatto oggettivo. Essi sono sacramento di Cristo, non perch\u00e9 sono buoni e onesti, ma unicamente perch\u00e9 poveri, perch\u00e9 sono deboli, perch\u00e9 hanno bisogno di aiuto. Ad esempio. Don Peppino stava solo con chi era bravo? Si sceglieva quelli da accogliere e gli altri da buttare? Non stava forse con tutti i ragazzi, per il fatto che erano piccoli e che avevano bisogno? E&#8217; lontana dalla sensibilit\u00e0 evangelica la ricorrente pretesa di aiutare solo i poveri onesti. E&#8217; come se don Peppino avesse aiutato qualcuno perch\u00e9 era buono e avesse abbandonato un altro perch\u00e9 aveva problemi. Voi tutti comprendere la crudelt\u00e0 di un tale ragionamento. Eppure non \u00e8 difficile ritrovarlo. I piccoli e i poveri vanno amati perch\u00e9 sono deboli. E chiunque pu\u00f2 amarli. Non \u00e8 necessaria neppure la fede, sembra suggerire il Vangelo. Potremmo dire che \u00e8 il Vangelo che abbiamo ascoltato \u00e8 una parola che riguarda anche i &#8220;laici&#8221;. Quelli che stanno alla \u201cdestra\u201d dicono esplicitamente che non hanno riconosciuto il Cristo in quei poveri che hanno aiutato. Ma questo non conta; quel che conta \u00e8 la compassione e l&#8217;aiuto, si sappia o no che in quel povero c\u2019era lo stesso Ges\u00f9. Care sorelle e cari fratelli, Giunio Tinarelli e don Peppino, continuano anch\u2019essi a ricordarci che l&#8217;aiuto ai poveri e ai piccoli decide la nostra salvezza. Quella dei singoli, ma anche della nostra citt\u00e0, e sin da oggi.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con questa domenica si chiude l\u2019anno liturgico. 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