{"id":15935,"date":"2012-09-10T00:00:00","date_gmt":"2012-09-10T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/vivere-insieme-e-il-futuro.html"},"modified":"2014-04-10T18:42:44","modified_gmt":"2014-04-10T16:42:44","slug":"vivere-insieme-e-il-futuro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/vivere-insieme-e-il-futuro.html","title":{"rendered":"\u201cVivere insieme \u00e8 il futuro\u201d."},"content":{"rendered":"<p><em>Intervento al panel &#8220;Senza la Famiglia non c\u2019\u00e8 futuro&#8221;\u00a0\u00a0nell&#8217;ambito dell\u2019Incontro Internazionale di Preghiera per la Pace, promosso dalla Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio a Sarajevo (9-11 settembre 2012)\u00a0<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 un titolo che coglie anche il tema della famiglia: cos&#8217;\u00e8 infatti la famiglia se non il vivere insieme tra persone diverse e per sempre? Ed \u00e8 cos\u00ec fin dalle origini, secondo la Scrittura. Racconta il libro della Genesi che Dio, subito dopo aver creato l&#8217;uomo, disse: &#8220;Non \u00e8 bene che sia solo, gli voglio fare uno che gli sia simile&#8221;(Gn 2, 18). E nel capitolo precedente \u00e8 scritto: &#8220;maschio e femmina li cre\u00f2. Dio li benedisse e disse loro: &#8220;Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra&#8221;(Gn 1, 27-28). Nel disegno di Dio per l&#8217;intera umanit\u00e0 &#8211; gi\u00e0 al momento della creazione &#8211; la famiglia resta la prima e fondamentale manifestazione della comunione, la prima cellula &#8211; se cosi possiamo dire &#8211; del \u00a0&#8220;vivere insieme&#8221; tra diversi. Ovviamente, la difficolt\u00e0 a vivere insieme non appartiene solo ai popoli ma anche alle stesse famiglie. Esse tuttavia non attutiscono l&#8217;indispensabilit\u00e0 di questa prospettiva. Per questo tutte le religioni e le culture ritengono la famiglia un patrimonio originario del proprio bagaglio religioso. E&#8217; vero che nel corso dei secoli le modalit\u00e0 di realizzazione della famiglia sono state e sono tutt&#8217;ora molteplici, ma la sostanza del contenuto \u00e8 restata salda. Non \u00e8 questa la sede per tracciare anche solo brevemente tale itinerario storico.<\/p>\n<p>Quel che vorrei sottolineare \u00e8 che negli ultimi decenni \u00e8 intervenuto come uno iato. Viviamo in un momento storico che vede per la prima volta messo in discussione il matrimonio e la famiglia come tali. Non c&#8217;\u00e8 una data precisa che possa fare da spartiacque. Deve farci pensare un piccolo libro del 1970 dal titolo: La morte della famiglia. Lo ha scritto David Cooper, uno psichiatra sudafricano, per il quale la famiglia \u00e8 la cinghia di trasmissione in un sistema sociale che distrugge l&#8217;individuo. In un passaggio afferma: &#8220;La famiglia nelle sue metamorfosi sociali rende anonimi gli individui che lavorano o vivono insieme in una qualsiasi struttura istituzionale&#8221;. E poco pi\u00f9 avanti, riferendosi ad uno dei compiti pi\u00f9 alti della famiglia come quello dell&#8217;educazione, scrive: &#8220;Tirare su un bambino equivale in pratica a buttare gi\u00f9 una persona&#8221;. A questo testo se ne pu\u00f2 aggiungere un altro, quello di A. Mitscherlich, uno studioso di psicologia sociale, dal titolo Verso una societ\u00e0 senza padre.<\/p>\n<p>L&#8217;autore sostiene che la societ\u00e0 deve emanciparsi da gerarchie rigide e ingombranti per esaltare il soggetto e la sua autonoma libert\u00e0. La conclusione \u00e8 la realizzazione una societ\u00e0 fatta di individui ove l&#8217;io prevale sul noi, l&#8217;individuo sulla societ\u00e0, mentre la solitudine guadagna sempre pi\u00f9 terreno rispetto alla comunione, e i diritti dell&#8217;individuo prevalgono sui diritti della famiglia. Si potrebbe dire &#8211; in una sintesi finale &#8211; che siamo tutti pi\u00f9 liberi, ma anche tutti pi\u00f9 soli.<\/p>\n<p>In tale contesto culturale la famiglia, come \u00e8 stata concepita per secoli, non trova pi\u00f9 un orizzonte nel quale iscriversi ed essere quindi considerata nella sua effettiva forza e dignit\u00e0. Ovviamente, non si deve sottovalutare la conquista dei diritti individuali che in questi ultimi decenni \u00e8 stata ottenuta, ma questo non dovrebbe avvenire a scapito della dignit\u00e0 dei diritti della famiglia e del suo ruolo nella societ\u00e0. Purtroppo stiamo assistendo alla perdita delle protezioni che la famiglia aveva nel passato mentre &#8211; anche a livello legislativo &#8211; si \u00e8 sempre pi\u00f9 attenti a sostenere i diritti degli individui. Se pensiamo a quanto affermava Cicerone a proposito della famiglia: &#8220;principium urbis e quasi seminarium rei pubblicae&#8221;, vediamo sia grande la distanza rispetto alla considerazione che la cultura contemporanea ha di essa.<\/p>\n<p>Di qui scaturisce il compito urgente di ridare dignit\u00e0 culturale alla famiglia, di riportarla nel cuore del dibattito sociale, di proporla al centro della vita politica e della stessa economia, come pure nella vita delle comunit\u00e0 cristiane. La preoccupazione predominante dell&#8217;io e della propria soddisfazione individuale sta, di fatto, tradendo la famiglia e quindi la stessa societ\u00e0. Si tratta di un tradimento teorico oltre che pratico. Anche perch\u00e9 la famiglia resta nei fatti la risorsa pi\u00f9 importante della societ\u00e0. Nei sondaggi, ovunque sono stati realizzati, la famiglia resta al primo posto come luogo di sicurezza, di rifugio, di sostegno per la propria vita. E resta l&#8217;obiettivo della vita da parte della maggioranza. In Francia, per fare un solo esempio, i sondaggi ci dicono che il 77% dei francesi desidera costruire la propria vita di famiglia, rimanendo con la stessa persona per tutta la vita. La percentuale arriva all&#8217;84% per i giovani dai 18 a 24 anni. La stabilit\u00e0 coniugale resta perci\u00f2 un valore importante e si tratta di un&#8217;aspirazione profonda. E tuttavia dire che si vuole stare insieme &#8220;per sempre&#8221; ha sempre meno dignit\u00e0 culturale, anzi si ritiene sia impossibile. Perdonatemi la battuta: perch\u00e9 si pu\u00f2 dire tranquillamente il &#8220;per sempre&#8221; per la propria squadra del cuore e non per la propria moglie o per il proprio marito? Ovviamente qualcosa non funziona.<\/p>\n<p>La famiglia non \u00e8 un residuo del passato, non \u00e8 una sopravvivenza di una realt\u00e0 tramontata, non \u00e8 un luogo che ostacola l&#8217;emancipazione degli individui, particolarmente della donna, per favorire magari una societ\u00e0 pi\u00f9 libera, pi\u00f9 egualitaria, pi\u00f9 felice. Al contrario &#8211; e sono molte le indagini che lo dimostrano nei fatti &#8211; la famiglia resta la risorsa pi\u00f9 preziosa della societ\u00e0, il luogo ove si apprende la decisivit\u00e0 del noi per l&#8217;edificazione e il sostegno di una societ\u00e0 pi\u00f9 giusta e pi\u00f9 solidale. E&#8217; nella famiglia &#8211; per fare un primo esempio che qualifica la famiglia nella sua sostanza &#8211; che la societ\u00e0 trova il suo proseguimento attraverso la nascita dei figli. A tale proposito \u00e8 davvero poco lungimirante la tendenza &#8211; che in Italia sembra solidificarsi &#8211; di avere un solo figlio. Andando avanti in questa prospettiva che ne sar\u00e0 tra qualche anno del termine &#8220;fratello&#8221;? E non si pu\u00f2 dimenticare che la famiglia resta il luogo ove i pi\u00f9 deboli possono essere pi\u00f9 facilmente aiutati: penso ai bambini, agli anziani, ai malati, ai soli. Per quest&#8217;ultimi la famiglia resta l&#8217;ambito ove possono trovare protezione.<\/p>\n<p>Mi pare opportuno &#8211; all&#8217;interno di questo nostro incontro internazionale sulla pace &#8211; ricordare quanto Benedetto XVI scrive nel suo messaggio per la celebrazione della giornata della pace del 1 gennaio del 2006: &#8220;La famiglia naturale, quale intima comunione di vita e d&#8217;amore, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, costituisce \u00abil luogo primario dell'&#8221;umanizzazione&#8221; della persona e della societ\u00e0\u00bb, la \u00abculla della vita e dell&#8217;amore\u00bb. A ragione, pertanto, la famiglia \u00e8 qualificata come la prima societ\u00e0 naturale, \u00ab un&#8217;istituzione divina che sta a fondamento della vita delle persone, come prototipo di ogni ordinamento sociale\u00bb. E aggiunge: &#8220;In effetti, in una sana vita familiare si fa esperienza di alcune componenti fondamentali della pace: la giustizia e l&#8217;amore tra fratelli e sorelle, la funzione dell&#8217;autorit\u00e0 espressa dai genitori, il servizio amorevole ai membri pi\u00f9 deboli perch\u00e9 piccoli o malati o anziani, l&#8217;aiuto vicendevole nelle necessit\u00e0 della vita, la disponibilit\u00e0 ad accogliere l&#8217;altro e, se necessario, a perdonarlo. Per questo la famiglia \u00e8 la prima e insostituibile educatrice alla pace. Non meraviglia quindi che la violenza, se perpetrata in famiglia, sia percepita come particolarmente intollerabile. Pertanto, quando si afferma che la famiglia \u00e8 \u00abla prima e vitale cellula della societ\u00e0\u00bb, si dice qualcosa di essenziale. La famiglia \u00e8 fondamento della societ\u00e0 anche per questo: perch\u00e9 permette di fare determinanti esperienze di pace. Ne consegue che la comunit\u00e0 umana non pu\u00f2 fare a meno del servizio che la famiglia svolge. Dove mai l&#8217;essere umano in formazione potrebbe imparare a gustare il \u00ab sapore \u00bb genuino della pace meglio che nel \u00abnido \u00bb originario che la natura gli prepara? Il lessico familiare \u00e8 un lessico di pace; l\u00ec \u00e8 necessario attingere sempre per non perdere l&#8217;uso del vocabolario della pace. Nell&#8217;inflazione dei linguaggi, la societ\u00e0 non pu\u00f2 perdere il riferimento a quella \u00abgrammatica\u00bb che ogni bimbo apprende dai gesti e dagli sguardi della mamma e del pap\u00e0, prima ancora che dalle loro parole&#8221;.<\/p>\n<p>Queste parole di Benedetto XVI ci spingono a promuovere tra i credenti delle diverse religioni e gli uomini di buona volont\u00e0 una convergenza di attenzione per riportare la famiglia al centro dell&#8217;attenzione della societ\u00e0, sia civile che politica. In tutti i credo religiosi \u00e8 depositata la convinzione della centralit\u00e0 della famiglia per la vita sia delle persone che della societ\u00e0 oltre che per le stesse comunit\u00e0 dei credenti. E in tutte le religioni la tensione verso il noi, ossia alla comunione tra gli uomini, resta una dimensione fondamentale. Per i cristiani &#8211; come per gli ebrei &#8211; resta un punto di riferimento saldo la narrazione biblica a cui ho fatto riferimento all&#8217;inizio. L&#8217;affermazione fatta da Dio stesso, ossia &#8220;Non \u00e8 bene che l&#8217;uomo sia solo&#8221; \u00e8 la pietra che sta a fondamento inamovibile del disegno di Dio sull&#8217;umanit\u00e0. L&#8217;affermazione biblica \u00e8 l&#8217;esatto opposto di quanto afferma la cultura dominante che pone l&#8217;io, l&#8217;individuo, al di sopra del noi. Potremmo dire che la tensione al noi \u00e8 il filo rosso che regge la storia e la salva. Certo, non dobbiamo dimenticare che la tentazione all&#8217;egocentrismo che \u00e8 il veleno che indebolisce la famiglia e ogni anelito alla comunione, \u00e8 alle porte del cuore di ciascuno, anche credente. Benedetto XVI stigmatizza una concezione individualista della salvezza tra i cristiani. Si chiede come sia stato possibile che il cristiano moderno abbia potuto concepire la salvezza in maniera individuale. Il Signore &#8211; ricorda all&#8217;inizio la Costituzione conciliare sulla Chiesa, Lumen Gentium &#8211; ha voluto salvare gli uomini non singolarmente ma radunandoli in un popolo.<\/p>\n<p>Ebbene, la famiglia cristiana si iscrive all&#8217;interno di questo grande disegno di amore e di comunione di Dio sul mondo. E&#8217; la visione che le Sante Scritture ci manifestano e che il Concilio Vaticano II ha riproposto con forza all&#8217;attenzione dei credenti e di tutti gli uomini. La Bibbia apre la storia umana con la famiglia dei progenitori, Adamo ed Eva e i loro figli, e fa terminare la vicenda umana &#8211; lo hanno indicato prima i profeti e manifestato l&#8217;Apocalisse &#8211; con la famiglia dei popoli radunata attorno all&#8217;unico Padre nella celeste Gerusalemme. E&#8217; in questa storia di comunione che si iscrive in maniera originalissima il matrimonio e la famiglia cristiana. Nella Chiesa, la famiglia viene elevata a Sacramento perch\u00e9 sia iscritta in maniera pi\u00f9 robusta nel primato del noi, ossia nella realizzazione del grande disegno di Dio sul mondo. Non ne possiamo parlare in questa occasione della grandezza del matrimonio e della famiglia cristiana. Basti solo rimandare alle parole dell&#8217;apostolo Paolo che parla di un &#8220;grande mistero&#8221;, quello stesso del legame tra Cristo e la Chiesa. Cos\u00ec arricchita e irrobustita la famiglia cristiana non solo \u00e8 aiutata a non chiudersi in se stessa &#8211; come il ricorrente virus individualista spinge a fare &#8211; ma \u00e8 esortata e sostenuta nell&#8217;allargamento degli orizzonti per partecipare, come famiglia, alla missione stessa della Chiesa &#8220;segno e strumento dell&#8217;intima unione con Dio e dell&#8217;unit\u00e0 della famiglia umana&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervento al panel &#8220;Senza la Famiglia non c\u2019\u00e8 futuro&#8221;\u00a0\u00a0nell&#8217;ambito dell\u2019Incontro Internazionale di Preghiera per la Pace, promosso dalla Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio a Sarajevo (9-11 settembre 2012)\u00a0 \u00c8 un titolo che coglie anche il tema della famiglia: cos&#8217;\u00e8 infatti la famiglia se non il vivere insieme tra persone diverse e per sempre? 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