{"id":15934,"date":"2012-09-14T00:00:00","date_gmt":"2012-09-14T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/sarajevo-2012-meditazione.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:33","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:33","slug":"sarajevo-2012-meditazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/sarajevo-2012-meditazione.html","title":{"rendered":"Sarajevo 2012 &#8211; meditazione"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"\/_images\/generali\/IMG_9994-2.jpg\" height=\"122\" width=\"441\" \/><\/p>\n<p>In  questo passaggio della prima lettera di Giovanni l&#8217;autore ricorda ai  discepoli che le prime parole che essi hanno udito sono sull&#8217;amore,  sull&#8217; &#8220;amarsi gli uni gli altri&#8221;. Esse non stanno solo all&#8217;inizio della  predicazione ma al fondamento stesso della fede. Solo a motivo  dell&#8217;amore fraterno i discepoli saranno riconosciuti come tali e solo  nell&#8217;amore vicendevole gli uomini possono trovare la salvezza. L&#8217;esempio  di Caino &egrave; particolarmente eloquente. Potrebbe sembrarci  un&#8217;esagerazione. In verit&agrave; chi lascia crescere nel suo cuore le erbe  amare dell&#8217;orgoglio e dell&#8217;egocentrismo cade nella spirale  dell&#8217;inimicizia che porta sino alla violenza omicida. E&#8217; appunto quel  che accadde a Caino &#8220;che era dal maligno&#8221;, come sottolinea la lettera.  Ges&ugrave; non manca di avvertire i suoi discepoli dal pericolo: &#8220;Avete inteso  che fu detto agli antichi: non ucciderai; infatti chi uccide &egrave;  sottoposto al giudizio. Io invece vi dico: chiunque s&#8217;adira con il suo  fratello sar&agrave; sottoposto al giudizio. Chi dice al suo fratello: stupido,  sar&agrave; sottoposto al sinedrio. Chi dice: pazzo, sar&agrave; sottoposto al fuoco  della Geenna&#8221; (Mt 5, 21-22).<\/p>\n<p>L&#8217;amore  di Ges&ugrave;, un amore che non conosce limiti, &egrave; il principio ispiratore  dell&#8217;intera vita del discepolo. Chi non accoglie l&#8217;amore di Ges&ugrave; cade  nelle spire violente del principe di questo mondo. Non ci sono termini  mediani tra l&#8217;amore e l&#8217;odio: o si sceglie il primo, oppure si diviene  schiavi del secondo. Solo l&#8217;amore ci libera e ci salva. E&#8217; la verit&agrave; che  siamo chiamati a vivere e il Vangelo che dobbiamo testimoniare a questo  nostro mondo che fa fatica a trovare la pace, la giustizia e la  concordia. E&#8217; un Vangelo inconciliabile con quella cultura  materialistica che sempre pi&ugrave; soggioga i cuori degli uomini. Per questo  l&#8217;apostolo avverte i cristiani: &#8220;non vi meravigliate se il mondo vi  odia&#8221;. Ges&ugrave; stesso ha vissuto per primo l&#8217;opposizione del mondo. E  ancora oggi continua ad allungarsi la catena dei testimoni che vivono la  loro fede sino all&#8217;effusione del sangue. Essi &#8211; alcuni di loro li  abbiamo conosciuti personalmente &#8211; riprendendo le parole dell&#8217;apostolo  possono dirci: &#8220;In questo abbiamo conosciuto l&#8217;amore: Egli ha dato la  sua vita per noi; quindi anche noi dobbiamo dare la vita per i  fratelli&#8221;. S&igrave;, questi nuovi martiri sono davanti a noi come coloro che  hanno amato &#8220;non a parole n&eacute; con la lingua, ma coi fatti e nella  verit&agrave;&#8221;. Mons. Romero, arcivescovo di San Salvador, &#8211; nell&#8217;omelia al  funerale di un suo prete ucciso dagli squadroni della morte &#8211; diceva:  &#8220;Il Concilio Vaticano II chiede a tutti i cristiani di essere martiri,  ossia di dare la propria vita per i fratelli, ad alcuni lo chiede sino  all&#8217;effusione del sangue, a tutti con la testimonianza dell&#8217;amore&#8221;.  Pochi mesi dopo veniva ucciso sull&#8217;altare.<\/p>\n<p>La  via del martirio, ossia dare la propria vita per il Vangelo, &egrave; quella  che ci viene indicata mentre questo nuovo millennio sta muovendo i suoi  primi passi. Ascoltiamo queste parole a Sarajevo, in una citt&agrave; che nel  secolo scorso ha vissuto il dramma della guerra e della morte. Al  termine di questi giorni, mentre siamo raccolti assieme in preghiera,  vogliamo ringraziare il Signore per averci donato sogni di pace. In  certo modo siamo stati accolti nello stesso sguardo di Dio che &egrave; ben pi&ugrave;  largo del nostro. Egli, che si &egrave; commosso sulla tristezza della  condizione umana sino ad inviare il suo Figlio, ci dona il suo sguardo  di amore. E noi ora guardiamo questa terra e tutte le terre del mondo,  soprattutto quelle segnate dalla violenza, con lo sguardo stesso di Dio.  E&#8217; il suo amore che deve vivere nel nostro cuore. Non importa quanto il  nostro cuore possa rimproverarci. Quel che ci &egrave; chiesto &egrave; liberare e  non ostacolare l&#8217;amore che ci &egrave; stato riversato nei cuori. Per questo  l&#8217;apostolo ci avverte: &#8220;Se uno ha ricchezze di questo mondo e vedendo il  suo fratello in necessit&agrave; gli chiude il proprio cuore, come dimora in  lui l&#8217;amore di Dio?&#8221; Lasciamo vivere in noi la visione di pace che ci &egrave;  stata donata, lasciamo che l&#8217;amore di Dio operi attraverso di noi. E  cammineremo sulla via dell&#8217;amore. Su di essa incontreremo i pi&ugrave; poveri.  Siano gli amici pi&ugrave; cari per tutti noi, i nostri compagni di viaggio.  Essi ci assicurano che stiamo sulla via di Dio e che partecipiamo al  grande sogno di Dio sul mondo: fare di tutti i popoli della terra la  grande famiglia dei figli di Dio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In questo passaggio della prima lettera di Giovanni l&#8217;autore ricorda ai discepoli che le prime parole che essi hanno udito sono sull&#8217;amore, sull&#8217; &#8220;amarsi gli uni gli altri&#8221;. Esse non stanno solo all&#8217;inizio della predicazione ma al fondamento stesso della fede. Solo a motivo dell&#8217;amore fraterno i discepoli saranno riconosciuti come tali e solo nell&#8217;amore [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":27566,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-15934","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/default.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15934","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15934"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15934\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15934"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15934"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15934"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}