{"id":15918,"date":"2011-08-29T00:00:00","date_gmt":"2011-08-29T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/consiglio-provinciale-aperto-in-seduta-congiunta-con-il-consiglio-comunale.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:34","slug":"consiglio-provinciale-aperto-in-seduta-congiunta-con-il-consiglio-comunale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/consiglio-provinciale-aperto-in-seduta-congiunta-con-il-consiglio-comunale.html","title":{"rendered":"Consiglio provinciale aperto in seduta congiunta con il consiglio comunale"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&#8220;E&#8217; importante questa occasione di incontro tra noi. E&#8217;  importante perch&eacute; ancora una volta vogliamo esprimere la nostra preoccupazione e  il nostro impegno per il futuro per il nostro territorio. Lo spunto nasce da una  decisione che Governo e Parlamento stanno prendendo in queste settimane, una  decisione ancora non definita e che i pi&ugrave; auspicano sia rivista e  sostanzialmente cambiata. E&#8217; in effetti una decisione che appare insufficiente e  non coerente con l&#8217;obiettivo che intende perseguire. Il paese &egrave; in un momento  difficilissimo e scelte dolorose sono necessarie. Queste scelte debbono per&ograve;  riguardare tutti e non possono essere ristrette a pochi con metodi irragionevoli  e forse anche di incerta compatibilit&agrave; con le regole  costituzionali.<\/p>\n<p>E&#8217; questo un mio personale giudizio: non sono un esperto  di diritto o un politologo. Io sono il Vescovo di Terni Narni Amelia, cio&egrave; di  quella porzione del popolo di Dio che &egrave; in Terni Narni Amelia. E&#8217; dunque dal  punto di vista del rapporto tra la Chiesa e la citt&agrave; che posso oggi  portare il contributo che mi &egrave; proprio. Essere Vescovo significa infatti anche  confrontarsi con la citt&agrave; e il suo futuro, anche con la citt&agrave; degli uomini e non  solo con la citt&agrave; di Dio. Tra la  Chiesa e la citt&agrave; c&#8217;&egrave; infatti distinzione, una distinzione  importante a salvaguardia della libert&agrave; religiosa, delle libert&agrave; della persona e  dei limiti del potere politico. Ma c&#8217;&egrave; anche un&#8217;intimit&agrave; per cui l&#8217;una &egrave; interna  all&#8217;altra, le preoccupazioni delle&nbsp;citt&agrave;, delle comunit&agrave;, le&nbsp;loro  ansie e speranze sono le ansie e le speranze della Chiesa.<\/p>\n<p>Il Vescovo, i laici credenti, i presbiteri, i religiosi e  le religiose della nostra Chiesa &#8211; chiamati al discernimento di questo tempo  storico &#8211; sono oggi preoccupati per il futuro delle nostre citt&agrave;, per la loro  capacit&agrave; di crescere, di contrastare l&#8217;ingiustizia e l&#8217;esclusione sociale, per  la loro capacit&agrave; di perseguire il bene comune. Ma il bene comune &egrave; una  responsabilit&agrave; comune, una responsabilit&agrave; di tutte le sfere sociali,  dell&#8217;economia come della politica, delle comunit&agrave; religiose come del mondo della  cultura, e cos&igrave; via. Senza supremazie o distinzioni tra ruoli centrali e ruoli  periferici. Quando si parla di bene comune siamo tutti centrali. E&#8217; un tema che  abbiamo affrontato pi&ugrave; volte in questi anni e che oggi torna vigorosamente alla  nostra attenzione. Solo con una visione poliarchica della citt&agrave; possiamo  affrontare con successo le sfide che abbiamo di fronte a  noi.<\/p>\n<p>Se dunque una visione poliarchica ci mette nella giusta  posizione per guardare al futuro dobbiamo cambiare molti dei nostri  atteggiamenti. Non possiamo, ad esempio, continuare a pensare che altri ci  debbano garantire status, condizioni sociali, qualit&agrave; della vita. Non abbiamo  pi&ugrave; uno stato che garantisce la provincia. Non abbiamo pi&ugrave; uno stato che crea  sviluppo e posti di lavoro. Non abbiamo pi&ugrave; uno stato che ci assicura contro la  povert&agrave;. E non possiamo neppure sostituire la regione allo stato, non &egrave; questo  il federalismo che pu&ograve; far crescere l&#8217;autonomia e la responsabilit&agrave; delle nostre  citt&agrave;. In altre parole non abbiamo pi&ugrave; alibi.<\/p>\n<p>Non avere pi&ugrave; garanzie, o meglio non avere pi&ugrave; le forme  di garanzia che la storia recente ci aveva abituato a dare per scontate, ci  obbliga cos&igrave; ad un salutare ripensamento delle nostre responsabilit&agrave;, delle  nostre capacit&agrave; di far fruttare le risorse di cui siamo dotati e di lasciare  spazio ai nostri talenti. Non dobbiamo chiedere garanzie ad altri ma chiedere a  noi stessi di impegnarci di pi&ugrave;, di lavorare di pi&ugrave; e meglio, di avere pi&ugrave; cura  e di dedicare pi&ugrave; tempo a chi resta indietro.<\/p>\n<p>Abbiamo cio&egrave; di fronte una responsabilit&agrave; tutta nostra:  una responsabilit&agrave; comune&nbsp;per il futuro che ci deve aiutare a contrastare  il ripiegamento che rischia di attanagliarci e, accanto al ripiegamento, la  tentazione di sostituire la rivendicazione alla laboriosit&agrave;. Non &egrave; questa la  nostra storia: &egrave; la nostra tentazione ma non &egrave; la nostra storia. Al contrario  dobbiamo fare nostro l&#8217;invito di Paolo ai cristiani di Tessalonica: &#8220;vi  esortiamo a progredire ancora di pi&ugrave;, a fare tutto il possibile per vivere in  pace, occuparvi delle vostre cose e lavorare con le vostre mani&#8221; (1Ts  4,10-11).<\/p>\n<p>Impegno per la crescita, capacit&agrave; di far fronte alle  urgenze del tempo presente, liberazione dei talenti locali, ricerca di una  responsabile autonomia. Sono questi i pilastri di una visione per il futuro del  territorio. Su questi pilastri possiamo edificare una nuova fase della vita  della citt&agrave;, una fase &#8220;costituente&#8221;, una fase capace di porre nella giusta  prospettiva anche le questioni dei rapporti tra i diversi livelli territoriali  di esercizio del potere politico. Si tratta, volendo usare un&#8217;immagine, di  sottoporre la citt&agrave; come ad una torsione nella quale lo sforzo deve concentrarsi  nel restituire centralit&agrave; a tutte le sfere sociali, nel lasciare che il  protagonismo di tutti costruisca il futuro. Non si possono difendere forti  livelli di governo dove le altre sfere sociali sono deboli, avvilite, dipendenti  e non autonome, fiacche e non vigorose, dove c&#8217;&egrave; cooptazione e non sana  competizione.<\/p>\n<p>Gli strumenti per mettere in moto questo processo possono  essere diversi, non &egrave; certo mio compito cercare di definirli, ma la visione &egrave;  decisiva e occorre che sia una visione condivisa. Solo nella condivisione &egrave;  possibile cercare un rafforzamento delle possibilit&agrave;. Un futuro per il quale  questo territorio deve saper guardare in ogni direzione, deve saper stringere  alleanze senza preclusioni che non hanno pi&ugrave; ragione di essere coltivate, e  senza fedelt&agrave; che spesso non sono che il frutto di convenienze di breve periodo  o di sudditanze non pi&ugrave; giustificate.<\/p>\n<p>Il momento nazionale e internazionale di crisi pu&ograve;  tramutarsi in una grande opportunit&agrave;. Le risorse per privilegiare le garanzie e  le rivendicazioni a scapito della responsabilit&agrave; e dell&#8217;autonomia sono esaur<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &#8220;E&#8217; importante questa occasione di incontro tra noi. E&#8217; importante perch&eacute; ancora una volta vogliamo esprimere la nostra preoccupazione e il nostro impegno per il futuro per il nostro territorio. Lo spunto nasce da una decisione che Governo e Parlamento stanno prendendo in queste settimane, una decisione ancora non definita e che i pi&ugrave; [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":27566,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-15918","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/default.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15918","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15918"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15918\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15918"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15918"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15918"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}