{"id":15901,"date":"2010-04-10T00:00:00","date_gmt":"2010-04-10T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/lettera-aperta-sul-riposo-domenicale.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:34","slug":"lettera-aperta-sul-riposo-domenicale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/lettera-aperta-sul-riposo-domenicale.html","title":{"rendered":"Lettera aperta sul riposo domenicale"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Gentili Signore e  Signori,<\/p>\n<p>volentieri rispondo  a nome dei  vescovi umbri alla Lettera aperta del 15 gennaio 2010 relativa  al riposo domenicale. Non ne prendiamo solo atto, ma desideriamo offrire un  contributo positivo a quanto richiedete.<\/p>\n<p>Anche voi sapete  che, per il cristiano, le radici del riposo domenicale sono iscritte nell&#8217;atto  stesso della Creazione. Un&#8217;azione che non &egrave; compiuta una volta per sempre. Il  Signore chiede all&#8217;uomo e alla donna di continuare a rendere il mondo sempre pi&ugrave;  abitabile sino a che non verranno &#8220;cieli nuovi e terra nuova&#8221;. E la &#8220;Domenica&#8221; &egrave; parte  fondamentale di questa opera creatrice che continua nel corso dei secoli.<\/p>\n<p>&laquo;Sorretta e animata  dallo Spirito, la Chiesa, attraverso i secoli, ha conferito alla Domenica una  fisionomia assai viva e ben caratterizzata: giorno dell&acute;Eucaristia e della  preghiera, giorno della comunit&agrave; e della famiglia, giorno del riposo e della  festa, giorno della libert&agrave; dalle cure e dalle fatiche quotidiane (specie per i  pi&ugrave; poveri, i servi, gli schiavi) nell&acute;anticipazione della libert&agrave; ultima e  definitiva dalla servit&ugrave; e dal bisogno&raquo; (cfr. Conferenza Episcopale Italiana, Il  giorno del Signore, nn. 3-4, 1984).<\/p>\n<p>La Domenica, per i  cristiani, &egrave; divenuta il giorno in cui celebrare la vittoria di Ges&ugrave; sulla  morte, sul male, sull&#8217;oppressione, sulla solitudine e ricreare quell&#8217;armonia che  il peccato continua a minare e a indebolire. Questa centralit&agrave; del giorno del  Signore spinse alcuni cristiani a respingere l&#8217;accusa di violare la legge  radunandosi di Domenica. Si rivolsero al giudice dicendo: Sine Dominico vivere  non possumus (non possiamo vivere senza la Domenica). Si tratta di 49 cristiani del IV  secolo di Abitene (una citt&agrave; nell&#8217;attuale Nord Africa) i quali accettarono la  morte pur di non tradire la celebrazione della Domenica. S&igrave;, sono martiri della  Domenica!<\/p>\n<p>&Egrave; un grido che  dovremmo ripetere. Purtroppo non di rado tale grido si &egrave; affievolito. In verit&agrave;,  se ascoltiamo meglio, lo sentiamo risuonare anche oggi, magari con toni diversi  e forse pi&ugrave; sommessi, tra le commesse dei nostri centri storici e commerciali,  dove l&#8217;apertura domenicale di fatto ruba loro il giorno della festa. Il giorno  di riposo &egrave; assolutamente necessario per il bene e il benessere della famiglia,  sia per la coppia di sposi, in quanto coppia, che ha pur bisogno dell&#8217;esperienza  della gratuit&agrave; e della libert&agrave;, sia per i figli che hanno urgente e grave  bisogno d&#8217;un dialogo permanente con il loro pap&agrave; e la loro mamma. Sono loro  infatti che li hanno messi al mondo e li seguono nello sviluppo e nei processi  educativi e devono essere sempre disponibili per l&#8217;ascolto e il dialogo con i  loro figli: &egrave; un&#8217;esigenza educativa ineliminabile, che a loro solo compete e per  la quale anche gli educatori surrogati sono insufficienti ed impropri. Far  soffrire la famiglia, cellula primordiale della comunit&agrave;, &egrave; una grave offesa  alla societ&agrave;.<\/p>\n<p>La lotta per  ri-ottenere questi diritti gi&agrave; conquistati, anzi il diritto al riposo festivo &egrave;  il primo diritto conquistato dagli operai, tutti legati alla dignit&agrave; dell&#8217;uomo e  della donna, &egrave; un patrimonio storico dei movimenti sindacali ma anche della  Chiesa cattolica (si pensi al magistero di Leone XIII) e non possiamo non essere  accanto a tutti coloro che li rivendicano. Fatti salvi i servizi essenziali, che  naturalmente non possono conoscere sospensione ma solo equa turnazione, tutto  ci&ograve; che attiene alla sfera commerciale pu&ograve; e deve essere subordinato al diritto  divino e umano al riposo, alla riflessione, alla contemplazione delle cose  belle, per ri-creare e l&#8217;anima  e il corpo.<\/p>\n<p>Oltretutto, ci si  pu&ograve; interrogare, anche in sede scientifica ed economica e in termini di  organizzazione del lavoro, sulle curve di rendimento in rapporto alla mancata  interruzione domenicale. Il diritto ad un ritmo umano del lavoro, mentre  distingue la creatura umana per l&#8217;uso sapiente e intelligente di tutte le  risorse, la collega altres&igrave; a tutto ci&ograve; che, in natura, si presenta come ritmico  e ciclico.<\/p>\n<p>Se rubiamo la  Domenica a chi lavora, quali altri ritmi artificiosi di riposo potrebbero essere  inventati? Tanto pi&ugrave; che, notate giustamente, &#8220;l&#8217;accrescimento delle aperture  nei giorni festivi, lungi dal costituire un incentivo alla spesa, ha avuto, come  unico effetto, quello di diluire gli acquisti nell&#8217;arco della  settimana&#8221;.<\/p>\n<p>I negozi aperti la  Domenica nei centri storici sono sempre pi&ugrave; vuoti, mentre nei grandi centri  commerciali &#8211; nuove cattedrali del consumo &#8211; si assiste sia  allo sfruttamento di tanti giovani che vi lavorano con contratti spesso privi di  giustizia, sia alla mercificazione delle masse che vi si riversano senza ormai  pi&ugrave; distinguere, non solo tra giorni feriali e festivi, ma anche tra giorno e  notte, con ulteriore tributo all&#8217;appiattimento, all&#8217;alienazione, alla perdita di  ogni identit&agrave;.<\/p>\n<p>Chiediamo pertanto  il rispetto del giorno sacro della Domenica; chiediamo che nessuno sia obbligato  a lavorare di Domenica e che, se richiesto, possa rifiutarsi senza pericolo di  ritorsioni o di perdita del posto di lavoro. Anche agli sportivi chiediamo di  rispettare maggiormente questo giorno, organizzando le gare in modo diverso.<\/p>\n<p>Chiediamo agli  uomini e alle donne credenti e di buona volont&agrave;, ai sindacati, alle associazioni  di categoria di unirsi in un&#8217;azione comune volta alla salvaguardia dei valori  umani, cristiani, familiari, sociali, sui quali non pu&ograve; non fondarsi la vita di  ogni uomo e ogni donna e la salvaguardia dell&#8217;intero creato.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Gentili Signore e Signori, volentieri rispondo a nome dei vescovi umbri alla Lettera aperta del 15 gennaio 2010 relativa al riposo domenicale. Non ne prendiamo solo atto, ma desideriamo offrire un contributo positivo a quanto richiedete. Anche voi sapete che, per il cristiano, le radici del riposo domenicale sono iscritte nell&#8217;atto stesso della Creazione. 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