{"id":15891,"date":"2009-10-10T00:00:00","date_gmt":"2009-10-10T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/la-giusta-mercede.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:34","slug":"la-giusta-mercede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-giusta-mercede.html","title":{"rendered":"La giusta mercede"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><BR>Spunti di riflessione a partire dalla enciclica Caritas in veritate<BR>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">L\u2019enciclica nella crisi contemporanea <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Inizio la mia riflessione con un cenno alla enciclica Caritas in Veritate, un nuovo tassello alla moderna Dottrina Sociale della Chiesa che si fa risalire a Leone XIII. Con la Rerum novarum, papa Pecci auspicava l\u2019avvento della solidariet\u00e0 cristiana per contrastare l\u2019emergente cultura del conflitto propria della ideologia comunista, senza per\u00f2 sposare il liberismo prima maniera (quello del laissez-fair). Pio XI e Paolo VI hanno proseguito la riflessione su questi temi. Giovanni Paolo II \u2013 con la Centesimus annus \u2013 sostiene che il mercato \u00e8 uno strumento di crescita del benessere pi\u00f9 efficace degli aiuti di Stato e, per certi versi, del welfare. Poneva per\u00f2 due vincoli importanti alla logica interna del mercato: il rispetto del \u201cgiusto\u201d salario e il diritto per i paesi poveri di non rimborsare i debiti contratti per sopravvivere. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il nuovo fenomeno della globalizzazione ha fatto saltare i vecchi paradigmi ed ha aperto nuovi ed inediti scenari che richiedono una nuova visione, una nuova sintesi, un nuovo pensiero per orientare l\u2019azione umana negli orizzonti personali e sociali, culturali e politici, locali e planetari. Ratzinger lamenta che il mondo soffre \u201cper mancanza di pensiero\u201d. In effetti, siamo entrati nel nuovo secolo senza grandi sogni. Dopo il crollo delle ideologie non ci sono pi\u00f9 grandi visioni n\u00e9 all\u2019interno dei popoli n\u00e9 nel concerto delle nazioni. Singoli e popoli sono ripiegati a difendere o a promuovere per lo pi\u00f9 i propri interessi individuali o di parte, della propria civilt\u00e0 o della propria etnia, della propria regione o della propria area geografica, e cos\u00ec oltre. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il papa, consapevole della complessit\u00e0 della situazione in cui versano le societ\u00e0 contemporanee, non manca di chiamare per nome le grandi ferite che lacerano il tessuto della vita associata mondiale, dalla fame, alla sete, alle numerose ingiustizie, ai non pochi conflitti, ai grandi problemi che toccano la vita umana compresi quelli relativi alla biotecnologia e all\u2019ambiente. La globalizzazione \u2013 che si \u00e8 affermata soprattutto nel mercato pi\u00f9 che nella democrazia e nella libert\u00e0 \u2013 richiede un orizzonte di pensiero che ne eviti i danni e ne aiuti le potenzialit\u00e0 di sviluppo per tutti. Oggi molti si sentono come spaesati di fronte ad un mondo troppo vasto e cercano rifugio nel proprio \u201cparticolare\u201d.&nbsp; E, quel generale senso di paura e di insicurezza che traversa le societ\u00e0, spinge ancor pi\u00f9 verso la difesa di se stessi e dei propri interessi. Anche le scelte prese nei vari livelli decisionali, sia verticali che orizzontali, sono pensate per lo pi\u00f9 in orizzonti settoriali senza che lo sguardo sia rivolto al bene comune della polis e tanto meno dell\u2019intera famiglia umana. Ratzinger con l\u2019enciclica offre una prospettiva che aiuti a ripensare e a realizzare un effettivo sviluppo nell\u2019intero pianeta.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Caritas e Veritas<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Non \u00e8 questa la sede per una adeguata presentazione dell\u2019enciclica. Richiederebbe un esame attento da parte delle classi dirigenti sia nazionali che planetarie. Mi limito qui ad alcuni brevissimi cenni per poter comprendere meglio il tema sul giusto salario. Faccio una premessa che ricavo dalla stessa enciclica. Il papa afferma: \u201cLa Chiesa ritiene da sempre che l\u2019agire economico non sia da considerare antisociale. Il mercato non \u00e8 e non deve perci\u00f2 diventare, di per s\u00e9, il luogo della sopraffazione del forte sul debole. La societ\u00e0 non deve proteggersi dal mercato, come se lo sviluppo di quest\u2019ultimo comportasse ipso facto la morte dei rapporti autenticamente umani. E\u2019 certamente vero che il mercato pu\u00f2 essere orientato in modo negativo, non perch\u00e9 sia questa la sua natura, ma perch\u00e9 una certa ideologia lo pu\u00f2 indirizzare in tal senso\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">E continua: \u201cNon va dimenticato che il mercato non esiste allo stato puro. Esso trae forma nelle configurazioni culturali che lo specificano e lo orientano. Infatti, l\u2019economia e la finanza, in quanto strumenti, possono essere mal utilizzati quando chi li gestisce ha solo riferimenti egoistici. Cos\u00ec si pu\u00f2 riuscire a trasformare strumenti di per s\u00e9 buoni in strumenti dannosi. Ma \u00e8 la ragione oscurata dell\u2019uomo a produrre queste conseguenze, non lo strumento di per se stesso. Perci\u00f2 non \u00e8 lo strumento a dover essere chiamato in causa ma l\u2019uomo, la sua coscienza morale e la sua responsabilit\u00e0 personale e sociale\u201d (\u00a7 35). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Mi paiono affermazioni importanti che offrono il quadro nel quale continuare le nostre riflessioni. Due sono i pilastri che sorreggono l\u2019enciclica: la Caritas e la Veritas. L\u2019incipit delle encicliche papali offre in sintesi il motivo di fondo. La Caritas \u2013 secondo il pensiero biblico a cui Benedetto XVI si ispira \u2013 \u00e8 il nome stesso di Dio. Gli autori del Nuovo Testamento quando si trovarono nella necessit\u00e0 di descrivere l\u2019amore cristiano furono costretti a trovare un termine greco allora desueto, agape, perch\u00e9 le due parole allora in uso, eros e philia, non erano adeguate ad esprimere il senso di quanto dovevano dire. L\u2019amore cristiano infatti esprime uno scardinamento di ogni limite: \u00e8 un amore che non chiede reciprocit\u00e0, che giunge sino all\u2019amore per i nemici, anzi sino a dare la propria stessa vita per gli altri. Questa \u00e8 la \u201ccaritas\u201d, di cui parla Benedetto XVI. E\u2019 una energia divina che rende possibile quella \u201cmarcia in pi\u00f9\u201d che Giuliano Amato applica all\u2019amore cristiano. Non sempre i cristiani lo vivono. Ma \u00e8 tale amore che comunque deve qualificare le loro azioni in tutti i campi. La grande \u201cfatica\u201d della Chiesa nel suo rapporto con la societ\u00e0 \u00e8 appunto tradurre la forza di questa \u201ccaritas\u201d nella vita religiosa, civile, politica, economica. Il papa ricorda ai cristiani che il processo economico, nel suo iter completo, quindi dall\u2019inizio sino alla fine, deve essere segnato dalla \u201ccaritas\u201d, ossia da un amore definito dalla gratuit\u00e0 e dal dono che spinge perci\u00f2 ad andare oltre se stessi, il proprio gruppo, la propria nazione, e cos\u00ec via. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il mercato \u2013 afferma Ratzinger &#8211; non \u00e8 riducibile solo ad una tecnica. Vive all\u2019interno di un\u2019etica, e non di un\u2019etica qualsiasi. Qui c\u2019\u00e8 un passo avanti dell\u2019enciclica. Infatti, sia il primo capitalismo e che il socialismo richiedono una dimensione etica. Ma Benedetto aggiunge: \u201cL\u2019economia ha bisogno dell\u2019etica per il suo corretto funzionamento; non di un\u2019etica qualsiasi, bens\u00ec di un\u2019etica amica della persona\u201d(n.45). E l\u2019etica amica della persona sgorga dalla Caritas. Nota ancora il papa: \u201cLo sviluppo economico, sociale e politico ha bisogno, se vuole essere autenticamente umano, di fare spazio al principio di gratuit\u00e0 come espressione di fraternit\u00e0\u201d E ancora: \u201cSenza forme interne di solidariet\u00e0 e di fiducia reciproca, il mercato non pu\u00f2 pienamente espletare la propria funzione economica. Ed oggi \u00e8 questa fiducia che \u00e8 venuta a mancare, e la perdita di fiducia \u00e8 una perdita grave\u201d(35). Sulla scia della Caritas che spinge ad andare oltre se stessi si potrebbe porre la dimensione della \u201cresponsabilit\u00e0\u201d, una categoria che avvicina la prospettiva anche laica (la parola \u201cresponsabilit\u00e0\u201d ricorre ben 39 volte nell\u2019enciclica). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ma la caritas, continua il papa, richiede la presenza della veritas. Ratzinger avverte del pericolo di ridurre la \u201ccaritas\u201d a sentimenti ed emozioni. La \u201cverit\u00e0\u201d della \u201ccaritas\u201d \u00e8 nell\u2019avere davanti a s\u00e9 l\u2019orizzonte del \u201cbene comune\u201d sia delle societ\u00e0 locali che dei popoli. La veritas, si potrebbe dire, offre agli uomini \u2013 anche credenti &#8211; quella visione di cui tutti abbiamo bisogno, ossia il bene comune della polis, del Paese, della \u201cfamiglia dei popoli\u201d. Scrive Benedetto XVI: \u201cLo sviluppo dei popoli dipende soprattutto dal riconoscimento di essere un\u2019unica famiglia\u201d. In tale prospettiva, \u201ccaritas\u201d e \u201cveritas\u201d, due dimensioni inseparabili, trasformano l\u2019uomo e lo rendono artefice della vita sociale, politica, economica, culturale e religiosa della citt\u00e0, degli Stati e dell\u2019intero pianeta. Per dirla in estrema sintesi: Benedetto XVI propone un modello di sviluppo diverso, pi\u00f9 ricco e pi\u00f9 forte, di quelli passati, compreso quello che si fa comunemente risalire ad Adam Smith. Se quest\u2019ultimo sosteneva che La ricchezza delle nazioni \u00e8 creata dall\u2019uomo mosso dall\u2019egoismo \u2013 secondo la celebre affermazione sul perch\u00e9 il panettiere e il birraio ci forniscono ogni giorno il pane e la birra \u2013 papa Ratzinger, invece, afferma che \u00e8 l\u2019uomo spinto dalla forza dell\u2019altruismo solidaristico che crea La ricchezza e la grandezza delle nazioni. Il modello di sviluppo che Benedetto XVI propone ha perci\u00f2 come cardine ispiratore non la forza dell\u2019egoismo, che porta al ripiegamento sui propri interessi, ma quella della \u201ccaritas\u201d, dell\u2019altruismo che prevede l\u2019intervento del \u201cdono\u201d, del \u201cgratuito\u201d, e quindi la capacit\u00e0 di andare oltre se stessi per comprendere il bene dell\u2019intera famiglia umana.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Una societ\u00e0 poliarchica con al centro l\u2019uomo<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">L\u2019enciclica indica poi due binari sui quali restare saldi per uno sviluppo davvero umano: la nuova societ\u00e0 poliarchica e il primato della persona umana. Per la prima volta entra nel linguaggio papale il termine \u201cpoliarchico\u201d applicato alla governance globale oltre che alla politica e all\u2019economia. Nella globalizzazione il sistema dei poteri va pensato e attuato in modo \u00absussidiario e poliarchico\u00bb, come gi\u00e0 sosteneva la dottrina sociale cattolica. La polis non pu\u00f2 riferirsi ad un solo principio. Essa richiede l\u2019intervento di tutti i corpi che la compongono. Dare un valore positivo ad un assetto sociale poliarchico vuol dire sostenere che la vita sociale corre un grave rischio ogni qual volta \u00e8 posta sotto un solo potere, come avviene nelle moderne teorie dello Stato. Difendere le ragioni della poliarchia significa perci\u00f2 contrastare la tendenza del potere politico, o di quello economico, o di quello scientifico a farsi assoluto. E questo a tutti i livelli.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La valorizzazione di un ordine sociale poliarchico \u00e8 strettamente collegata alla affermazione del principio di sussidiariet\u00e0. Scrive il papa: \u201cper non dar vita ad un pericoloso potere universale di tipo monocratico, il governo (la governance, come in altre versioni del testo, il sistema dei poteri, potremmo anche dire in italiano) deve essere di tipo sussidiario\u201d. Con tale riferimento alla poliarchia il papa auspica che si realizzi sia una sussidiariet\u00e0 orizzontale ( tra politica, economia, scienza, ecc.) che verticale (dal vertice alla base delle istituzioni). Insomma, \u00e8 necessario promuovere un ordine sociale poliarchico nel quale entrino &#8211; anche controllandosi e limitandosi reciprocamente \u2013 istituzioni, poteri e soggetti i pi\u00f9 diversi, comprese le religioni che l\u2019enciclica non manca di citare come nuovi attori sulla scena pubblica. In questa visione viene totalmente superata quella concezione di laicit\u00e0 che vede le istituzioni religiose relegate nel privato. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">L\u2019enciclica accoglie di fatto la relativizzazione del potere statuale provocato dalla globalizzazione (nn. 24 e 37), sebbene non manchi di richiamare anche l\u2019urgenza di promuovere governance larghe a misura anche planetaria. Quel che dobbiamo augurarci, sia sul piano locale che su quello universale, \u00e8 una pluralit\u00e0 di istituzioni le quali tutte responsabilmente intervengano, all\u2019interno delle regole istituzionali, al fine di costruire il bene comune dell\u2019intera famiglia umana. L\u2019enciclica raccomanda una poliarchia ricca, e avverte che il \u00abbinomio esclusivo mercato-stato corrode la socialit\u00e0\u00bb (39). Insomma, tanto pi\u00f9 la societ\u00e0 \u00e8 poliarchica tanto pi\u00f9 \u00e8 civile: \u00abimpegnarsi per il bene comune \u00e8 prendersi cura, da una parte, e avvalersi, dall\u2019altra, di quel complesso di istituzioni che strutturano giuridicamente, civilmente, politicamente, culturalmente il vivere sociale, che in tal modo prende forma di p\u00f3lis, di citt\u00e0\u00bb(7). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">L\u2019altro cardine \u00e8 l\u2019irriducibilit\u00e0 della persona umana a mero elemento delle dinamiche sociali. La persona umana \u00e8 il fine di ogni azione dell\u2019uomo, anche nella prospettiva sociale. Nessuna istituzione, a cominciare dallo Stato, pu\u00f2 pretendere un potere assoluto, pu\u00f2 esigere obbedienza incondizionata dalle coscienze o circoscrivere l\u2019orizzonte della vicenda umana entro uno spazio ed un tempo. La centralit\u00e0 dell\u2019uomo risponde alla convinzione che la persona umana \u00e8 il cuore di ogni vero sviluppo, di ogni salda architettura sociale, compresa la polis. Questa concezione dell\u2019uomo, come la creatura pi\u00f9 alta uscita dalle mani di Dio, spinge Benedetto XVI a ricordare anche la fragilit\u00e0 dell\u2019uomo e la sua radicale dipendenza da Dio e dagli altri. L\u2019uomo non \u00e8 ab-solutus, non \u00e8 sciolto da tutti e da tutto. La tentazione dell\u2019autosufficienza \u2013 \u00e8 la stessa che ebbero Adamo ed Eva: ossia mettersi al posto di Dio &#8211; porta l\u2019uomo ad assolutizzare le sue scelte e le sue decisioni con danni talora irreparabili. Va ricordato che la nascita di un \u201cproblema economico\u201d, che \u00e8 essenzialmente un problema di buon uso delle risorse scarse, \u00e8 proprio aver ceduto a questa tentazione causando ci\u00f2 che possiamo definire la \u201cfine dell\u2019abbondanza\u201d. La coscienza della libert\u00e0 come limite \u2013 indispensabile sia ai credenti che ai non credenti &#8211; \u00e8 la base che tiene uniti il rapporto dialettico tra la persona e la comunit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La dignit\u00e0 del lavoro <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 in questo orizzonte che si iscrive anche il tema del \u201cgiusto salario\u201d che Ratzinger lega al tema pi\u00f9 generale del lavoro e della sua dignit\u00e0. Non posso dilungarmi sul tema del lavoro, ma sarebbe quanto mai opportuno ridefinirne il senso, la dignit\u00e0, l\u2019inestimabile valore. Sono intervenuti infatti formidabili cambiamenti che richiedono una nuova pensosit\u00e0 al riguardo. Un esempio: cosa vuol dire che l\u2019et\u00e0 lavorativa di una persona sia ormai stretta tra un lunga giovinezza e un lunghissimo pensionamento? Non \u00e8 necessario ripensare il significato del lavoro e del cosiddetto \u201ctempo libero\u201d? Dobbiamo riconoscere a Benedetto XVI il coraggio di aver parlato nuovamente della dignit\u00e0 del lavoro: non basta qualsiasi lavoro e a qualunque condizione, perch\u00e9 si possa definire dignitoso. Il papa poi accenna al rapporto tra povert\u00e0 e disoccupazione: \u201cNella considerazione dei problemi dello sviluppo, non si pu\u00f2 non mettere in evidenza il nesso diretto tra povert\u00e0 e disoccupazione. I poveri in molti casi sono il risultato della violazione della dignit\u00e0 del lavoro umano, sia perch\u00e9 ne vengono limitate le possibilit\u00e0 (disoccupazione, sotto-occupazione), sia perch\u00e9 vengono svalutati \u2018i diritti che da esso scaturiscono, specialmente il diritto al giusto salario, alla sicurezza della persona del lavoratore e della sua famiglia\u2019. \u2026 il mio Predecessore Giovanni Paolo II \u2026 lanci\u00f2 un appello per una \u2018coalizione mondiale in favore del lavoro decente\u2019, incoraggiando la strategia dell\u2019Organizzazione Internazionale del Lavoro\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il papa spiega quindi che la parola \u2018decenza\u2019 applicata al lavoro: \u201csignifica un lavoro che, in ogni societ\u00e0, sia l\u2019espressione della dignit\u00e0 essenziale di ogni uomo e di ogni donna: un lavoro scelto liberamente, che associ efficacemente i lavoratori, uomini e donne, allo sviluppo delle loro comunit\u00e0; un lavoro che, in questo modo, permetta ai lavoratori di essere rispettati al di fuori di ogni discriminazione; un lavoro che consenta di soddisfare la necessit\u00e0 delle famiglie e di scolarizzare i figli, senza che questi siano costretti essi stessi a lavorare; un lavoro che permetta ai lavoratori di organizzarsi liberamente e di far sentire la loro voce; un lavoro che lasci uno spazio sufficiente per ritrovare le proprie radici a livello personale, familiare e spirituale; un lavoro che assicuri ai lavoratori giunti alla pensione una condizione dignitosa\u201d (\u00a7 63).<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il giusto salario<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il tema del giusto salario traversa l\u2019intera Bibbia<A title=\"\" style=\"mso-footnote-id: ftn1\" href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/ADMIN\/vescovo\/textbox.asp#_ftn1\" name=_ftnref1>[1]<\/A> e anche i venti secoli di tradizione cristiana<A title=\"\" style=\"mso-footnote-id: ftn2\" href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/ADMIN\/vescovo\/textbox.asp#_ftn2\" name=_ftnref2>[2]<\/A>. Ma \u00e8 con la Rerum novarum di Leone XIII, come ho gi\u00e0 accennato, che \u00e8 iniziata una sintesi organica della Dottrina Sociale della Chiesa. Per quel che concerne il giusto salario, Leone XIII afferma che \u201cprincipalissimo poi tra questi doveri (del datore di lavoro) \u00e8 dare a ciascuno il giusto salario\u201d aggiungendo che deve essere \u201csufficiente a mantenere se stesso e la sua famiglia\u201d(111-131). Il criterio per definire qual \u00e8 il giusto salario \u00e8 perci\u00f2 la vita dignitosa del lavoratore e della sua famiglia. Non basta il semplice accordo tra lavoratore e datore di lavoro per qualificare \u201cgiusta\u201d una retribuzione; essa infatti \u201cnon deve essere inferiore al sostentamento\u201d del lavoratore: la giustizia naturale \u00e8 anteriore e superiore alla libert\u00e0 di contratto. Pio XI nella Quadragesimo anno (del 1931) definisce la giusta paga il \u201csalario familiare\u201d, una paga appunto che permetta di vivere dignitosamente sia al lavoratore che alla sua famiglia (193-194). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Giovanni XXIII, riprende il tema nella Mater et magistra e ribadisce che la giustizia del salario non si misura solo con criteri quantitativi, ma in rapporto alla giustizia sociale e ad un insieme di fattori che garantiscano un tenore di vita dignitoso tale da favorire anche la promozione della specificit\u00e0 della donna e la rivalutazione sociale dei compiti materni. Roncalli nota che nel definire il salario si deve tener conto anche delle condizioni di maggiore o minore prosperit\u00e0 delle aziende al fine di non metterne a repentaglio l\u2019esistenza (418-419). Il Vaticano II allarga ancora il concetto di vita dignitosa: \u201cil lavoro va ricompensato in misura tale da garantire all\u2019uomo la possibilit\u00e0 di disporre dignitosamente la vita materiale, sociale, culturale e spirituale sua e dei suoi, in relazione ai compiti di ognuno, alla condizioni dell\u2019azienda e al bene comune\u201d(Gaudium et Spes, 67). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Giovanni Paolo II, nella Centesimus annus, fa salire la soglia del \u201cgiusto\u201d salario inserendo esplicitamente la garanzia della pensione. E amplia la visione ai paesi del Terzo Mondo facendo notare che \u201cconservano la loro validit\u00e0 (in certi casi \u00e8 ancora un traguardo da raggiungere) proprio quegli obiettivi indicati dalla Rerum novarum, per evitare la riduzione del lavoro dell\u2019uomo e dell\u2019uomo stesso al livello di una semplice merce: il salario sufficiente per la vita della famiglia; le assicurazioni sociali per la vecchiaia e la disoccupazione; la tutela adeguata delle condizioni di lavoro\u201d(836). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 costante, da Giovanni XXIII in poi, l\u2019avvertimento di evitare una eccessiva disuguaglianza dei salari tra i diversi componenti di un\u2019impresa. E non possiamo tacere l\u2019eccessivo aumento del divario tra le remunerazioni nei settori, a seconda che siano ad alta o a bassa tecnologia, nonch\u00e9 tra i lavoratori qualificati e non, nell\u2019attuale situazione di globalizzazione. Ancor pi\u00f9 grave poi \u00e8 il fatto che ci sia un numero troppo elevato di lavoratori che percepiscono retribuzioni insufficienti al mantenimento loro e della famiglia. Le sperequazioni nei trattamenti retributivi e previdenziali tra le diverse categorie di lavoratori sono davvero notevoli e spesso ingiustificate. Ratzinger, da parte sua, interviene aggiungendo l\u2019urgenza di sostenere anche lo sviluppo culturale del lavoratore: \u201cuna solidariet\u00e0 pi\u00f9 ampia a livello internazionale si esprime innanzitutto nel continuare a promuovere, anche in condizioni di crisi economica, un maggiore accesso all\u2019educazione, la quale, d\u2019altro canto, \u00e8 condizione essenziale per l\u2019efficacia della stessa cooperazione internazionale\u201d (\u00a7 61). Il salario \u201cgiusto\u201d \u00e8 quello che permette al lavoratore di soddisfare i suoi bisogni nell\u2019arco della sua intera vita. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Come determinare il giusto salario?<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Delineate cos\u00ec le linee per definire \u201cgiusto\u201d il salario, c\u2019\u00e8 per\u00f2 da chiedersi come determinarlo in rapporto alle concrete situazioni odierne da sempre presenti sui mercati nazionali e oggi rese ancor pi\u00f9 difficili dagli sviluppi del mercato globale. Questa osservazione la debbo all\u2019amico Paolo Savona, il quale pensa che la determinazione del \u201cgiusto salario\u201d non possa sganciarsi dal buon funzionamento dei mercati competitivi. C\u2019\u00e8 per\u00f2 da dire che i mercati non possono essere perfetti se non in via di ipotesi e comunque non garantiscono l\u2019uso migliore delle risorse, ivi inclusa quella pi\u00f9 importante che \u00e8 l\u2019occupazione della forza lavoro. Il paradigma keynesiano, in contrasto con l\u2019idea della rivoluzione comunista contro il capitalismo, chiama lo Stato a darsi carico della piena occupazione. Ma non \u00e8 un\u2019illusione pensare che lo Stato sconfigga la scarsit\u00e0 e, ancor pi\u00f9, che ispiri le sue scelte su basi \u201caltruistiche\u201d per tutti sostituendosi alla societ\u00e0 civile come indicato da Papa Ratzinger? <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La Caritas in veritate, prendendo atto delle due gravi \u201cinsufficienze\u201d (se non proprio \u201cfallimenti\u201d) sopra ricordate, lancia la proposta di affidare alla societ\u00e0 civile il compito di integrare sia il mercato che lo Stato nel compito di guidare lo sviluppo, e cita il terzo settore, le iniziative a favore delle microimprese e la banca etica, come forme pi\u00f9 vicine all\u2019attuazione del suo disegno di buon funzionamento dell\u2019economia, ma anche indica che esso non basta. L\u2019idea che la societ\u00e0 civile possa muoversi su questa strada indicata da Benedetto XVI, come anche dai Suoi predecessori, ha molti punti in comune con la convinzione che una buona democrazia pluralistica possa consentire uno sviluppo sostenibile ed equo. Ci\u00f2 implica un livello di preparazione politica ed economica da parte di ciascun cittadino tale da consentirgli di fare scelte corrette, che per ora mancano. Questo livello deve comunque essere migliorato \u2013 e, non a caso, rispetto alla definizione di giusto salario data da Giovanni Paolo II, Benedetto XVI aggiunge la formazione, tema ripreso dall\u2019Enciclica unitamente al ruolo che dovrebbero svolgere i media a questo scopo \u2013 ma mai potr\u00e0 raggiungere la misura necessaria per guidare la politica verso il progresso civile dei popoli secondo le direttrici indicate. Lo dimostra il calore con cui il Papa insiste sulla necessit\u00e0 di un governo globale dello sviluppo prima ancora di quanto non chieda alla societ\u00e0 civile di assumerne il controllo; ma afferma subito che sarebbe pericoloso attuarlo se non fosse guidato da \u201cuomini retti\u201d. Finch\u00e9 il mondo \u00e8 organizzato in Stati-nazione prevarranno gli egoismi nazionali. E l\u2019idea che la societ\u00e0 civile possa prendere la guida del processo di sviluppo globale rischia di essere un\u2019altra illusione che viene ad aggiungersi a quella che questo ruolo sia svolto dal mercato o dallo Stato. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il modello proposto da Benedetto XVI, che fissa la giustezza del salario prescindendo dal mercato, richiede una esplicitazione \u2018economica\u2019, ossia tenga conto che la scarsit\u00e0 delle risorse non possa essere sconfitta ma solo attenuata. Solo cos\u00ec si pu\u00f2 incidere sulla realt\u00e0 nazionale e globale che \u00e8 solidamente dominata dall\u2019egoismo e dai raggiri di legge. Va difesa la forza ideale nello stabilire il \u201cgiusto\u201d salario sul piano etico pi\u00f9 che su quello economico (\u00e8 il parametro della vita dignitosa e di una educazione culturale adeguata). Ma si deve anche riconoscere che \u00e8 necessario stare in linea con i dati del sistema economico, che hanno nella produttivit\u00e0 del lavoro un riferimento ineludibile. La definizione del \u201cgiusto\u201d salario va quindi cercata nell\u2019incontro tra l\u2019istanza etica \u2013 come Benedetto XVI afferma &#8211; e la reale condizione dei mercati, tenendo conto anche della scarsit\u00e0 delle risorse del pianeta. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Certamente una giustezza economica che diventa etica applicando le regole di buon funzionamento dei mercati, di una buona politica e, ovviamente, sfruttando al meglio i vantaggi della redistribuzione del reddito \u00e8 la via da seguire. Il problema si complica per la non concordanza tra poteri nazionali e forze del mercato globale, la cui soluzione l\u2019Enciclica affronta con lucidit\u00e0, avanzando precise indicazioni per la nuova architettura istituzionale globale. Per l\u2019attuazione di questa nuova architettura esistono ovviamente gravi difficolt\u00e0, ma non problemi di coerenza logica come per la fissazione dei salari a partire dalla qualit\u00e0 della vita del lavoratore. Mi auguro che il dibattito, anche a seguito dell\u2019enciclica, aiuti a superare la dissonanza che potrebbe emergere tra dottrina sociale della Chiesa e dottrina economica. E\u2019 una sfida aperta. E comunque l\u2019enciclica \u2013 che mi pare il documento pi\u00f9 alto della politica globale oggi \u2013 \u00e8 un testo indispensabile per individuare percorsi adeguati per uno sviluppo a misura umana delle nostre societ\u00e0 e dell\u2019intero pianeta. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<BR clear=all><\/p>\n<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 14.2pt; TEXT-ALIGN: justify\"><A title=\"\" style=\"mso-footnote-id: ftn1\" href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/ADMIN\/vescovo\/textbox.asp#_ftnref1\" name=_ftn1>[1]<\/A> Sia nell\u2019Antico Testamento che nel Nuovo numerose sono le affermazioni al riguardo. Luca dice chiaramente: \u201cL\u2019operaio \u00e8 degno della sua mercede\u201d(10,7). E il Levitico avverte di non tardare a consegnare la paga: \u201cNon tratterrai il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo\u201d(Lv 19,13). Durissima \u00e8 poi la condanna di chi sfrutta gli operai: \u201cGuai a chi fa lavorare il prossimo senza dargli la paga\u201d, dice Geremia (22,13). E numerosi sono gli avvertimenti a coloro che \u201cfrodano il salario all\u2019operaio\u201d(Ml 3,5). La Lettera di Giacomo scrive: \u201cEcco, il salario dei lavoratori che hanno mietuto sulle vostre terre, e che voi non avete pagato grida, e le proteste dei mietitori sono giunte agli orecchi del Signore onnipotente\u201d(Gc 5,4). Ci sono anche passaggi che esortano gli operai a non cadere nella cupidigia del denaro: \u201cContentatevi delle vostre paghe\u201d(Lc 3,14), risponde il Battista ai soldati che lo interrogavano sul comportamento da avere. <\/P><br \/>\n<P class=MsoFootnoteText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><\/p>\n<p><P class=MsoFootnoteText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><A title=\"\" style=\"mso-footnote-id: ftn2\" href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/ADMIN\/vescovo\/textbox.asp#_ftnref2\" name=_ftn2>[2]<\/A> Si pu\u00f2 vedere il Compendio della dottrina sociale della Chiesa, Citt\u00e0 del Vaticano 2005<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Spunti di riflessione a partire dalla enciclica Caritas in veritate&nbsp; L\u2019enciclica nella crisi contemporanea &nbsp; Inizio la mia riflessione con un cenno alla enciclica Caritas in Veritate, un nuovo tassello alla moderna Dottrina Sociale della Chiesa che si fa risalire a Leone XIII. Con la Rerum novarum, papa Pecci auspicava l\u2019avvento della solidariet\u00e0 cristiana per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":27566,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-15891","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/default.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15891","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15891"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15891\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15891"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15891"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15891"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}