{"id":15889,"date":"2009-06-18T00:00:00","date_gmt":"2009-06-18T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/la-parola-di-dio-nella-vita-e-nella-missione-della-chiesa.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:34","slug":"la-parola-di-dio-nella-vita-e-nella-missione-della-chiesa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-parola-di-dio-nella-vita-e-nella-missione-della-chiesa.html","title":{"rendered":"La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><BR>Il Sinodo: evento provvidenziale <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Debbo dire anzitutto che l\u2019esperienza sinodale a cui ho avuto la grazia di partecipare \u00e8 stato un evento davvero straordinario per la Chiesa di questo inizio di millennio. Lo \u00e8 stato per la Chiesa cattolica con la partecipazione di circa 250 vescovi provenienti da tutte le Conferenze episcopali del mondo, e di numerosi religiosi, religiose e laici. E\u2019 stato importante anche per le altre Chiese e Comunit\u00e0 cristiane che hanno inviato i loro delegati a prendervi parte. Nel cammino ecumenico, dopo che la Bibbia \u2013 almeno per il mondo protestante \u2013 \u00e8 stato il motivo di profonde divisioni, oggi constatiamo che \u00e8 forse il campo pi\u00f9 propizio per intraprendere una nuova spinta verso l\u2019unit\u00e0 dei cristiani. E non si deve dimenticare l\u2019intervento del rabbino all\u2019assemblea sinodale. In quei giorni si \u00e8 respirato un clima nuovo circa l\u2019ecumenicit\u00e0 e l\u2019universalit\u00e0 della Parola di Dio. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il dibattito \u00e8 stato ampio e sereno anche se non sempre lineare. C\u2019\u00e8 stato anche chi, ad esempio, pensava che non fossimo sufficientemente preparati ad affrontare un tale tema (un vescovo mi diceva: \u201cIl tema \u00e8 ancora troppo acerbo, sono passati solo quaranta anni dal Concilio!\u201d), altri temevano il rischio di dare troppo peso alla Bibbia (un altro diceva: \u201cDobbiamo stare attenti a non enfatizzarla troppo\u201d). In verit\u00e0, il dibattito ha spazzato via queste difficolt\u00e0 iniziali e si \u00e8 sviluppato in maniera robusta chiarendo gli eventuali equivoci ma riponendo le Scritture nel cuore della Chiesa. Le proposizioni finali \u2013 ne sono state elaborate 55 \u2013 rappresentano il frutto di un lungo e appassionato dibattito sia assembleare che nei diversi gruppi di lavoro. Ed \u00e8 stato singolare che il Papa \u2013 diversamente dagli altri Sinodi \u2013 questa volta abbia voluto rendere pubbliche immediatamente, legandosi cos\u00ec ad esse per la stesura dell\u2019Esortazione Apostolica. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Sono passati ormai pi\u00f9 di quaranta anni dalla Dei Verbum ed era necessario porre una nuova attenzione alla Parola di Dio. Era logico che, dopo il Sinodo sulla Eucaristia, si affrontasse il tema della Parola di Dio. E\u2019 vero che negli ultimi quaranta anni del dopo Concilio sono stati compiuti straordinari progressi nel campo biblico, tuttavia si rendeva necessaria una verifica e un nuovo sprone. Un\u2019inchiesta internazionale su La lettura della Bibbia, consegnata ai vescovi durante il Sinodo, ed ora pubblicata nel volume Il fenomeno Bibbia, offre dati particolarmente significativi. Abbiamo rilevato anche dati relativi all\u2019Italia, a tre citt\u00e0 (Milano, Roma, Napoli) e all\u2019Umbria. Un primo dato mostra che l\u2019esortazione del Vaticano II a fare delle Sante Scritture l\u2019anima delle comunit\u00e0 ecclesiali non \u00e8 stata disattesa. Si \u00e8 avviato uno straordinario processo di riacquisizione delle Scritture da parte dell\u2019intera comunit\u00e0 ecclesiale. La riscoperta della Bibbia ha segnato profondamente la vita della Chiesa cattolica sviluppando un vero e proprio \u201cmovimento biblico\u201d che, rispetto a quello che ha preceduto il Concilio, ha interessato la vita della Chiesa in tutti i suoi ambiti. Lo stesso Magistero ha compiuto uno straordinario progresso in questo senso. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Faccio qualche cenno a partire dai dati della citata inchiesta. Una cosa sorprende: in tutti i paesi intervistati (dagli Stati Uniti alla Russia europea, all\u2019Italia alla Spagna, alla Germania, all\u2019Africa del Sud, alle Filippine, ad Hong Kong\u2026) la Bibbia \u00e8 guardata con incredibile rispetto e spesso \u00e8 presente nelle case. In Umbria \u00e8 presente nell\u201980% delle case. E da essa si attendono parole importanti per la vita della societ\u00e0 umana. Fa riflettere che la maggioranza degli intervistati \u2013 in Umbria il 58% &#8211; vorrebbe che fosse spiegata nelle scuole. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un altro dato da tener in conto. La larga maggioranza della popolazione \u2013 in Umbria il 66% \u2013 ritiene la Bibbia difficile da capire, anche se viene comunque considerata sempre interessante (in Umbria la considerano interessante il 79%, mentre il 73% ne considera vero il contenuto). Una percentuale analoga risulta anche tra i \u201cpraticanti\u201d: il 66% la ritiene difficile, l\u201983% interessante e l\u201986% vera. Ma questo cosa vuol dire? Una riflessione semplice ci farebbe concludere che la \u201csola Scriptura\u201d non basta. Tutti chiedono che sia spiegata. A conferma l\u2019inchiesta rileva una notevole ignoranza. Basti un esempio: in Umbria il 32% della popolazione pensa che i Vangeli non facciamo parte della Bibbia (il 25% dei praticanti), mentre il 14% pensa che Ges\u00f9 abbia scritto qualche libro (il 12% dei praticanti); il 44% dei praticanti crede che Paolo abbia scritto un Vangelo e il 27% anche Pietro. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La gran parte degli intervistati, a livello planetario, continua a pensare che la Bibbia sia riservata al clero e non all\u2019intera comunit\u00e0 ecclesiale. Ma finch\u00e9 i laici e i preti non comprendono che le Scritture sono affidate ad ambedue, la vita delle comunit\u00e0 cristiane rester\u00e0 povera e poco efficace. Molti padri sinodali hanno sottolineato l\u2019urgenza di raccordare maggiormente la Bibbia ai laici cristiani, chiamati anch\u2019essi in prima persona a riscoprire il compito di annunciatori del Vangelo. E\u2019 stato singolare che nel dibattito sinodale si sia posta un\u2019attenzione particolare al compito delle donne in questo campo, sino a formulare una proposizione \u2013 da non pochi contrastata, ma che il Papa ha voluto che si lasciasse \u2013 circa il ministero del lettorato da dare anche alle donne. Non meraviglia questa decisone del Papa visto che gi\u00e0 da cardinale non ebbe timore a scrivere: \u201cIl popolo cristiano \u00e8 il vero proprietario della Bibbia e per ci\u00f2 il suo vero esegeta\u201d. E dobbiamo augurarci che dopo l\u2019Esortazione post-sinodale prenda avvio una nuova stagione che rimetta al centro della vita spirituale e pastorale la Parola di Dio.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La Chiesa la Bibbia e la Liturgia<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il rapporto tra la Bibbia e la Chiesa \u00e8 stato uno degli snodi teorici pi\u00f9 importanti affrontati dal Sinodo. L\u2019orizzonte nel quale vorrei proporre qualche riflessione su \u201cI laici e la Parola di Dio\u201d non pu\u00f2 non partire dal legame che c\u2019\u00e8 tra le Sante Scritture, la Chiesa e la Liturgia. La stessa Costituzione conciliare apre con l\u2019indispensabile rapporto tra la Chiesa e la Parola di Dio. La Dei Verbum inizia: \u201cIn religioso ascolto della Parola di Dio e proclamandola con ferma fiducia\u201d. L\u2019allora giovane teologo Joseph Ratzinger, commentava che in queste brevi parole si riassume l\u2019essenza stessa della Chiesa, ossia una comunit\u00e0 che ascolta religiosamente la Parola e con fiducia la proclama. Non si sarebbe potuta esprimere meglio \u2013 continua Ratzinger &#8211; \u201cla superiorit\u00e0 della Parola di Dio, il suo essere al di sopra di ogni discorso e di ogni azione degli uomini di Chiesa\u201d. La Chiesa non appare rinchiusa in se stessa e neppure fa di se stessa l\u2019oggetto centrale della sua proclamazione. Essa \u00e8 interamente schiusa \u201cverso l\u2019alto\u2026, la sua piena essenza \u00e8 riassunta nel gesto dell\u2019ascolto, unico gesto da cui pu\u00f2 derivare il suo annuncio\u201d. Per questo la Chiesa \u201cnon \u00e8 superiore alla Parola di Dio (non supra verbum Dei est) ma la serve, insegnando soltanto ci\u00f2 che \u00e8 stato trasmesso, in quanto, per divino mandato e con l\u2019assistenza dello Spirito Santo, piamente ascolta, santamente custodisce e fedelmente espone quella Parola, e da questo unico deposito della fede attinge tutto ci\u00f2 che propone a credere come rivelato da Dio\u201d(n.10). Durante il dibattito c\u2019\u00e8 stato qualche oscillazione su questo tema ma si \u00e8 chiarito l\u2019indispensabile legame tra Scrittura (il Libro) e Tradizione (la Chiesa intera e non solo il Magistero). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Nell\u2019omelia di conclusione dell\u2019assemblea sinodale, Benedetto XVI ha chiarito che \u201cil luogo privilegiato in cui risuona la Parola di Dio, che edifica la Chiesa, come \u00e8 stato detto tante volte nel Sinodo, \u00e8 senza dubbio la liturgia. In essa appare che la Bibbia \u00e8 il libro di un popolo e per un popolo; un&#8217;eredit\u00e0, un testamento consegnato a lettori, perch\u00e9 attualizzino nella loro vita la storia di salvezza testimoniata nello scritto. Vi \u00e8 pertanto un rapporto di reciproca vitale appartenenza tra popolo e Libro: la Bibbia rimane un Libro vivo con il popolo, suo soggetto, che lo legge; il popolo non sussiste senza il Libro, perch\u00e9 in esso trova la sua ragion d&#8217;essere, la sua vocazione, la sua identit\u00e0. Questa mutua appartenenza fra popolo e Sacra Scrittura \u00e8 celebrata in ogni assemblea liturgica, la quale, grazie allo Spirito Santo, ascolta Cristo, poich\u00e9 \u00e8 Lui che parla quando nella Chiesa si legge la Scrittura e si accoglie l&#8217;alleanza che Dio rinnova con il suo popolo. Scrittura e liturgia convergono, dunque, nell&#8217;unico fine di portare il popolo al dialogo con il Signore e all\u2019obbedienza alla volont\u00e0 del Signore\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">L\u2019inchiesta citata \u2013 quasi a confermare nella pratica il circolo virtuoso tra Bibbia, Liturgia e Chiesa &#8211; ci dice che la maggior parte dei fedeli \u201cpraticanti\u201d ascolta la Parola di Dio solo durante la celebrazione della Messa domenicale. Alcuni dati: l\u201980% dei praticanti ascolta la Bibbia solo a durante la Messa della domenica, mentre solo il 3% la legge personalmente. Questo dato porterebbe a suggerire di fare della Domenica il cuore delle scelte pastorali. E all\u2019interno della Massa c\u2019\u00e8 da recuparere il valore della Liturgia della parola. Non dobbiamo dimenticare che nonostante il notevole progresso, il cammino che ci sta davanti \u00e8 enorme. Per aiutare questa coscienza sarebbe quanto mai opportuno che si riproponessero all\u2019attenzione di tutti, preti e fedeli, le introduzioni ai Lezionari e ai diversi Messali. Questi nuovi libri liturgici formano il corpus di letture bibliche pi\u00f9 completo che sia mai stato realizzato nella storia della liturgia. Purtroppo sono poco utilizzati e la loro ricchezza non \u00e8 n\u00e9 compresa n\u00e9 vissuta. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Se vogliamo comunque che i \u201cpraticanti\u201d si nutrano pi\u00f9 spesso e pi\u00f9 ampiamente della Parola del Signore \u00e8 indispensabile che si nutrano delle Sante Scritture anche al di fuori della Messa. Se \u00e8 vero che In Umbria solo il 29% ha letto un brano biblico negli ultimi 12 mesi, mentre il 71% mai, comprendete quale impegno ci venga chiesto. Insomma, non c\u2019\u00e8 l\u2019abitudine a leggere le Scritture al di fuori della Messa domenicale. Se immaginiamo un laico che frequenta ogni domenica e ascolta tutte e tre le letture, la Bibbia resterebbe ancora in gran parte sconosciuta. Infatti, i Lezionari delle domeniche propongono solo il 3,7% dell\u2019Antico Testamento e il 40,7% del Nuovo. E per quel che concerne i Vangeli si legge solo il 57,8%. Se poi si considerano anche i Lezionari feriali si arriva al 13,5% del Vecchio Testamento e al 71,4% del Nuovo Testamento. E\u2019 ovvio che non si pu\u00f2 \u2013 n\u00e9 si deve &#8211; chiedere al ciclo liturgico di esaurire la lettura della Bibbia. Ma possiamo trascurare il diritto e il dovere che i laici cristiani hanno di nutrirsi di \u201cogni parola che esce dalla bocca di Dio\u201d(Mt 4,4)? I livelli generalmente modesti di conoscenza biblica che i dati dell\u2019inchiesta riportano manifestano una situazione di gravissimo ritardo. Il percorso \u00e8 ancora lungo, molto lungo, per adempiere quel che Paolo scriveva a Timoteo: \u201cTutta la Scrittura \u00e8 ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perch\u00e9 l\u2019uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona\u201d(2Tm 3,16). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Uno dei nodi cruciali del dibattito sinodale \u00e8 stata l\u2019omelia. Sarebbe necessaria una riflessione a parte. E\u2019 interessante qualche dato. In Umbria il 77% dei praticanti apprezza l\u2019ultima omelia che ha sentito (\u00e8 una percentuale alta visto che a Napoli \u00e8 il 67%,&nbsp; il 63% a Roma e il 65% a Milano). C\u2019\u00e8 quindi un\u2019attenzione all\u2019omelia da parte dei fedeli, ed \u00e8 comunque la forma di comunicazione della fede da essi preferita. E questo nonostante che Carlo Bo abbia intitolato un apposito volumetto: \u201cLa predica, tormento dei fedeli\u201d. Non possiamo per\u00f2 tacere la crisi che coinvolge l\u2019omelia. Tra le prime cause della crisi delle omelie quella comunemente sottolineata \u00e8 l\u2019impreparazione del predicatore sia remota che prossima. Nelle proposizioni sinodali si chiede l\u2019istituzione di appositi corsi nel periodo della formazione seminaristica, mentre per la impreparazione prossima, tutti possiamo parlare anche in prima persona. Non di rado, poich\u00e9 presi da impegni cosiddetti pastorali, si tralascia la fatica di preparare l\u2019omelia ritenuta tutto sommato secondaria tra gli impegni. Ed \u00e8 una gravissimo errore. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Questo per\u00f2 non accade a caso. Vi \u00e8 una ragione. A mio avviso \u00e8 in questione il senso stesso dell\u2019omelia. Molti la scambiano per una esercitazione esegetica, altri per una catechesi, altri per una spiegazione delle verit\u00e0 della fede, altri per generiche esortazioni morali. Insomma, non si tiene in conto che lo scopo dell\u2019omelia \u00e8 portare la Parola di Dio sino alla soglia del cuore di chi ascolta perch\u00e9 ne resti toccato e si commuova. Compito dell\u2019omelia non \u00e8 perci\u00f2 l\u2019esposizione di una dottrina (questo spetta ad altri momenti, come la catechesi, le diverse modalit\u00e0 di insegnamento, e cos\u00ec oltre) ma appunto portare all\u2019incontro tra il Signore che parla e il fedele che ascolta. Il predicatore non deve stupire, ma commuovere. Potremmo continuare a lungo su questo tema, ma \u00e8 netta la convinzione di Gregorio Magno: \u201cResta senza frutto la parola di chi insegna se non riesce a suscitare un incendio di amore\u201d(In Ev 30,5). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ed si deve iscrivere in questo orizzonte anche la Messa quotidiana: mai dovrebbe mancare una breve omelia. E\u2019 una indicazione passata anche nelle proposizioni sinodali nonostante alcune difficolt\u00e0 frapposte da alcuni padri sinodali. Le Sante Scritture, per loro natura, richiedono sempre l\u2019aiuto di una spiegazione, anche breve, perch\u00e9 chi ascolta entri in dialogo diretto con il Signore. In tal senso \u00e8 un buon segno la moltiplicazione dei sussidi per aiutare questi brevi commenti spirituali al Vangelo del giorno. Si potrebbero consegnare anche ai fedeli che non partecipano alla Messa perch\u00e9 pratichino, magari in famiglia, una breve lectio divina quotidiana. E\u2019 quanto sto cercando di fare da alcuni anni nella diocesi di terni. E posso assicurare che \u00e8 davvero una seminagione con frutti impensati.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La Bibbia e la preghiera<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il legame virtuoso a cui pi\u00f9 volte ho fatto riferimento, ossia il rapporto tra \u201cSacra Scrittura, Chiesa e Liturgia\u201d, \u00e8 determinate che sia vissuto concretamente dalla comunit\u00e0 cristiana e dai singoli fedeli. Non \u00e8 possibile comprendere e vivere uno dei tre poli separatamente. Le Scritture vanno lette all\u2019interno di questo rapporto: la Liturgia Eucaristica, la cui prima mensa \u00e8 quella della Parola, resta il modello per la lettura delle Scritture. S\u00ec, le Scritture vanno lette e ascoltate come avviene durante la Liturgia Eucaristica. Purtroppo questa prospettiva \u00e8 ancora lontana dalla coscienza dei fedeli. E siamo in notevole ritardo. La stragrande maggioranza dei credenti non solo non \u00e8 abituata a leggere la Bibbia e tanto meno a leggerla pregando. Talora accade anche a noi del clero: siamo abituati a leggere la Bibbia per predicare agli altri ma dimentichiamo di leggerla anche per noi stessi. E noi che dovremmo essere esemplari nell\u2019ascolto, siamo lontani da questa testimonianza che sola pu\u00f2 renderci cedibili. Nella citata inchiesta, quando si chiede ai praticanti come pregano, solo il 9% risponde di farlo con la Bibbia, la maggior parte (in Umbria circa il 70%) prega recitando preghiere imparate a memoria oppure usando parole proprie. Qui tocchiamo uno dei nodi centrali della vita spirituale: ossia la concezione della preghiera cristiana, ridotta spesso solo a preghiere devozionali o comunque a pratiche rituali. E siamo poco attenti all\u2019esortazione di Ges\u00f9: \u201cPregando non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perch\u00e9 il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate\u201d(Mt6,7). Ed \u00e8 per lo pi\u00f9 assente la dimensione della preghiera come ascolto di Dio. E\u2019 quel che Ges\u00f9 disse a Marta invidiosa di Maria che stava ai piedi del Maestro per ascoltarlo: \u201cDi una cosa sola c\u2019\u00e8 bisogno. Maria ha scelto la parte migliore\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 indispensabile un impegno pastorale ben pi\u00f9 sollecito e chiaro per fare della Bibbia \u201cil\u201d libro della preghiera di ogni credente. Su questa prospettiva si sono di fatto dilungati gli interventi di molti padri sinodali. Tra i modi privilegiati di preghiera con la Bibbia \u00e8 stata sottolineata la lectio divina che \u00e8 senza dubbio diffusa anche tra noi, ma che richiede un\u2019attenzione rinnovata. Benedetto XVI ha raccomandato pi\u00f9 volte questa dimensione della preghiera cristiana con la Bibbia: \u00abVorrei soprattutto evocare e raccomandare l&#8217;antica tradizione della lectio divi&shy;na: la lettura assidua della Scrittura santa, accompagnata dalla preghiera, realizza il colloquio intimo con Dio, che noi ascoltiamo quando leggiamo e a cui rispondia&shy;mo nella preghiera con un cuore aperto e fiducioso (cf Dei Verbum, 25). Questa prassi, se efficacemente promossa, apporter\u00e0 alla Chiesa &#8211; ne sono convinto &#8211; &shy;una nuova primavera spirituale. Non si deve comunque dimenticare \u2013 il dato emerge chiarissimo dall\u2019inchiesta \u2013 che legge la Bibbia chi legge anche altri libri soprattutto se di natura religiosa. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La Bibbia e la vita dei cristiani <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Qui si apre il vasto e disatteso campo della promozione culturale anche da parte del clero e dei nostri gruppi. A me pare particolarmente debole. E i frutti negativi sono sotto gli occhi di tutti. Il progetto culturale che avrebbe dovuto declinarsi anche in questa prospettiva mi pare latitante. D\u2019altra parte \u00e8 anche evidente dall\u2019inchiesta che la lettura della Bibbia spinge il credente verso una vita evangelica pi\u00f9 chiara. E\u2019 facile che il lettore della Bibbia sia spinto ad una vita vissuta pi\u00f9 in fraternit\u00e0. E\u2019 come se dalle pagine della Scrittura si sprigionasse una forza di comunione che allontana da quell\u2019individualismo devozionale che caratterizza la religiosit\u00e0 di molti credenti, anche \u201cpraticanti\u201d. L\u2019esortazione di Benedetto XVI a superare la concezione individualista del cristianesimo trova qui uno dei suoi punti di forza. L\u2019assenza della lettura spirituale delle Scritture da parte dei fedeli nell\u2019et\u00e0 moderna ha senza dubbio favorito quel devozionalismo individualista che \u00e8 quanto mai urgente superare. Erano sferzanti le osservazioni del vescovo di Laval, mons. Geay, all\u2019inizio del Novecento: \u201cCi\u00f2 che oggi ci manca \u00e8 il Vangelo! La nostra decadenza cristiana non ha altra causa. Non leggiamo pi\u00f9 il Vangelo, il Vangelo non \u00e8 pi\u00f9 conosciuto\u2026Questo libro \u00e8 scomparso dalle nostre mani\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Fortunatamente dopo il Vaticano II non \u00e8 pi\u00f9 cos\u00ec. Ma quanta strada resta da fare! In questo orizzonte mi pare decisivo promuovere la lettura comune delle Scritture sia in parrocchia che in famiglia, come per passare dalla mensa dell\u2019Eucarestia a quella di casa. Lo suggeriva, nel IV secolo, san Giovanni Crisostomo ai suoi fedeli di Costantinopoli. Egli protestava quando sentiva dire che la Bibbia era riservata ai monaci: \u201cSi dir\u00e0 da parte di qualcuno: Io non sono n\u00e9 monaco, n\u00e9 anacoreta, ho moglie e figli e mi prendo cura della mia famiglia. Ecco la grande piaga dei nostri tempi, credere che la lettura del Vangelo sia riservata soltanto ai religiosi e ai monaci\u2026 E\u2019 un grande male non leggere i libri che recano la parola di Dio, ma ve n\u2019\u00e8 uno peggiore, credere che questa lettura sia inutile\u2026 Non ascoltare la parola di Dio \u00e8 causa di fame e di morte\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 necessario affermare con costanza che ogni credente deve nutrirsi della Parola di Dio ogni giorno. Questo porta a dire che ciascun cristiano dovrebbe avere la sua Bibbia personale, non semplicemente quella grande e illustrata della famiglia, ma quella personale \u201cda tavolo\u201d, \u201cda borsa\u201d, insomma quella che ci accompagna sempre, anche quando andiamo in vacanza. In verit\u00e0 c\u2019\u00e8 poca consuetudine ad avere la propria Bibbia e pochissima pratica di donare la Bibbia come regalo per gli amici. In verit\u00e0, tutta la nostra vita, quantitativamente e qualitativamente, dovrebbe dipendere dalla Sacra Scrittura, sino a parlare di una sua egemonia. Egemonia, ovviamente, non esclusivismo. Egemonia vuol dire che tutto nel credente (come pure della Comunit\u00e0 cristiana) dovrebbe essere dominato da un contatto diretto con la Parola di Dio. La cultura, le scienze, la psicologia, la sociologia, la pastorale, la vita spirituale, la stessa politica, e cos\u00ec gli altri campi della vita; come pure i ruoli o le funzioni o i ministeri, sia dentro la Chiesa che fuori di essa, tutti debbono subire un influsso ben pi\u00f9 determinante della Parola di Dio. Cos\u00ec che non solo il pastore, il teologo, il sacerdote, il seminarista, il religioso, ma ogni laico cristiano deve nascere e formarsi con il seme incorruttibile della Parola di Dio. Non dovremmo sfuggire a questa domanda: \u201cQuanto tempo dedico alla lettura e all\u2019ascolto della Bibbia? E quanti libri della Bibbia ho letto? Ho letto almeno una volta l\u2019intera Bibbia?\u201d <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Leggevo qualche giorno fa che Demetrio Staniloe, un teologo ortodosso rumeno del secolo scorso, a dieci anni lesse tuta la Bibbia. E ricorda che era piena di immagini e questo lo affascinava. Cosa ne \u00e8 della lettura della Bibbia per i nostri ragazzi. E si narra nei Racconti di un pellegrino russo che un monaco fece guarire diverse persone dal vizio di bere grazie al proposito, ovviamente mantenuto, di leggere un capitolo dei Vangeli ogni volta che sentivano impellente il bisogno di bere. E aggiunge un consiglio di cui possiamo tutti far tesoro: \u201cNelle parole stesse del Vangelo c\u2019\u00e8 una potenza vivificante, perch\u00e9 in esse sta scritto ci\u00f2 che Dio stesso ha pronunciato. Non importa se non capisci tutto; basta che tu legga con attenzione. Se tu non capisci la Parola di Dio, i demoni tuttavia capiscono quello che leggi e tremano\u201d. Insomma la fedelt\u00e0 all\u2019ascolto della Parola, anche senza comprendere tutto, salva la vita dall\u2019abbrutimento. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ecco perch\u00e9 \u00e8 indispensabile fare delle scelte precise circa le priorit\u00e0 nella propria giornata. C\u2019\u00e8 anzitutto una questione temporale, ossia il tempo da dedicare alla lettura e rilettura della Bibbia, sino ad apprenderla a memoria. E se non c\u2019\u00e8 tempo per tutto, \u00e8 una parte di questo tutto che deve essere sacrificato, non certo l\u2019ascolto della Bibbia. Il declino del primato della Bibbia nella vita dei fedeli e delle nostre comunit\u00e0 \u00e8 all\u2019origine della fiacchezza della stessa Chiesa di fronte al mondo. Senza una rinnovata egemonia della Scrittura anche la profezia langue. E la Chiesa diventa debole nella testimonianza. L\u2019impegno per una nuova apologetica che sta assorbendo giustamente tante forze pu\u00f2 rischiare di rendere inefficace l\u2019azione della Chiesa se non \u00e8 illuminata dalla testimonianza effettiva di una vita evangelica. La lettura della Bibbia favorisce un umanesimo cristiano. La citata inchiesta mostra, ad esempio, che il credente che legge le Scritture informa la proprio coscienza morale anche con l\u2019ascolto delle Scritture; e chi ha una buona frequenza biblica ha anche una pi\u00f9 chiara coscienza della risurrezione della carne, del paradiso, come pure ha un senso pi\u00f9 santo della vita (\u00e8 pi\u00f9 in disaccordo con la pratica abortiva, con l\u2019eutanasia, con la pena di morte). Un dato che in Umbria raggiunge un livello pari se non addirittura superiore a quello nazionale \u00e8 il seguente: il fondamentalismo biblico, ovvero l\u2019idea che la Bibbia vada interpretata alla lettera \u2013 \u201cparola per parola\u201d \u2013, \u00e8 significativamente pi\u00f9 diffuso tra coloro che hanno livelli bassi o minimi di conoscenza biblica. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La Bibbia, una parola per il mondo<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La Bibbia non \u00e8 solo per i credenti. Essa pu\u00f2 aiutare gli uomini e le donne di questo mondo ad affrontare con maggior sapienza questo inizio di millennio segnato dalla crisi, dai conflitti e dalla paura. Si sente parlare di \u201cconflitto tra civilt\u00e0\u201d, di inevitabile scontro. In effetti, da una parte la globalizzazione rende spaesati e dall\u2019altra la ricerca identitaria \u00e8 quasi un\u2019ossessione. In questo clima complesso e difficile c\u2019\u00e8 chi pensa che il cristianesimo debba acquisire i tratti della durezza e dello scontro per non essere travolto, come se la difesa dell\u2019identit\u00e0 escluda l\u2019incontro e il dialogo con chi \u00e8 diverso da s\u00e9. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ma \u00e8 proprio questo che dalla Bibbia viene contestato. Essa infatti muove i cuori verso il vero e il bene, mette al centro Dio come padre di tutti i popoli. Ogni sua pagina \u00e8 traversata da una tensione morale che coinvolge chiunque vi si accosta con cuore sincero: propone la radicale uguaglianza di tutti gli uomini e l\u2019incancellabile dignit\u00e0 di ogni persona, la fondamentale unit\u00e0 della famiglia umana e l\u2019insopprimibile universalit\u00e0 della salvezza. La lettura della Bibbia aiuta pertanto a comprendere la proprie radici e nello stesso tempo impegna al dialogo con l\u2019Altro. Queste considerazioni hanno spinto alcuni \u2013 anche del mondo laico \u2013 a suggerire che la Bibbia venga studiata in tutte le scuole come testo che ha sostenuto in passato la nostra storia e che pu\u00f2 ispirare anche il nostro futuro. Il cardinale Martini, anche da studioso del testo biblico oltre che da credente, afferma: \u201cTutta la Scrittura \u00e8 pervasa da un clima di dialogo, perch\u00e9 racconta la storia del Popolo di Dio che \u00e8 entrato via via in contatto con nuove culture e correnti di pensiero e in parte le ha assorbite, in parte ha operato su di esse un discernimento illuminante\u201d(Martini a camaldoli 481). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Anche per chi non \u00e8 cristiano la Bibbia resta un libro di grande sapienza spirituale che pu\u00f2 cambiare il cuore. Dalle sue pagine appare una ricerca appassionata, esaltante ed a volte anche drammatica da parte degli uomini (pensiamo a Giobbe) per incontrare Dio. Ma nello stesso tempo un\u2019altrettanto drammatica ricerca da parte di Dio che si abbassa fino a morire per cercare e incontrare l\u2019uomo. La Sacra Scrittura \u00e8 testimone dell\u2019incrociarsi di questi due movimenti, quello di Dio verso l\u2019uomo e quello dell\u2019uomo verso Dio. Scrive un sapiente ebreo, Abraham J. Heschel: \u201cLa Bibbia parla non solo di ricerca di Dio da parte dell\u2019uomo, ma anche di ricerca dell\u2019uomo da parte di Dio. \u201cTu mi dai la caccia come ad un leone\u201d, esclam\u00f2 Giobbe (10,16)\u2026Questo \u00e8 il misterioso paradosso della fede biblica: Dio insegue l\u2019uomo. E\u2019 come se Dio non volesse rimanere solo e avesse scelto l\u2019uomo per servirlo\u201d(Dio alla ricerca dell\u2019uomo, Roma 1983,p 156). Chi incontra la Bibbia con cuore sincero intercetta questo doppio movimento che \u00e8 la sostanza dell\u2019intera storia umana. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Oggi, forse pi\u00f9 di ieri, il mondo ha bisogno della sapienza della Bibbia. E noi cristiani dobbiamo entrare nelle vicende del tempo avendo con noi la Parola di Dio. Lo spazio del dialogo, sia con i credenti in altre fedi che con i non credenti, dobbiamo tesserlo con le parole e la sapienza della Bibbia. Non dobbiamo pensare che l\u2019incontro possa avvenire semplicemente sul piano dei \u201cvalori\u201d o della \u201cCarta dei diritti umani\u201d, ritenuti in genere una piattaforma comune tra tutti. In verit\u00e0 il messaggio biblico, mentre impegna direttamente noi cristiani, offre anche notevoli spunti nel confronto e nel dialogo per una visione che sia davvero universale. Dalla Bibbia i cristiani ricevono non solo la fede ma anche quella sapienza e quella misericordia proprie di Dio che \u00e8 padre di tutti e non solo dei credenti. E c\u2019\u00e8 fame di questa saggezza; c\u2019\u00e8 bisogno della Bibbia. Dobbiamo meditare con attenzione quanto il Signore stesso dice per bocca del profeta Amos: \u201cMander\u00f2 la fame sulla terra, non la fame di pane, n\u00e9 la sete di acqua, ma la fame dell\u2019ascolto della Parola di Dio\u201d(Am 8,11). Sappiamo che non \u00e8 Dio ma gli uomini che continuano ad affamare milioni e milioni di persone; che non \u00e8 Dio ma gli uomini che fanno mancare acqua a interi popoli. Dio, invece, invia oggi la fame della sua Parola: \u00e8 la fame di salvezza dei tanti popoli dilaniati dalla guerra; \u00e8 la fame di compassione dei milioni e milioni di poveri sparsi nel mondo; \u00e8 la fame di amore dei tanti abbandonati sparsi sia nei paesi ricchi che nei paesi poveri; \u00e8 la fame di un futuro di speranza per interi continenti. Questa fame la Bibbia ci aiuta a comprenderla e ci spinge a trovare la risposta. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Un nuovo entusiasmo per le Scritture <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Come non augurarsi allora che nell\u2019intero mondo cristiano (cattolico, ortodosso e protestante) nasca un nuovo entusiasmo per la Bibbia? Lo aveva intuito gi\u00e0 il cardinale Angelo Giuseppe Roncalli nella lettera pastorale rivolta ai suoi fedeli di Venezia per la quaresima del 1956. Scriveva: \u201cSe tutte le sollecitudini del ministero pastorale ci sono care e ne avvertiamo l&#8217;urgenza, soprattutto sentiamo di dover sollevare da per tutto e con continuit\u00e0 di azione l&#8217;entusiasmo per ogni manifestazione del libro divino, che \u00e8 fatto per illuminare dall&#8217;infanzia alla pi\u00f9 tarda et\u00e0 il cammino della vita\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Credo sia giunto il tempo di avviare una nuova \u201cdevotio\u201d, una vera e propria \u201cdevozione\u201d alle Sante Scritture. Esse sono il tabernacolo della Parola di Dio o, per riprendere l\u2019latra immagine cara ai padri della Chiesa, la Lettera di amore di Dio per gli uomini. E l\u2019invito che potrebbe aprire una nuova stagione dello Spirito. Lo faceva Giovanni Paolo II: \u201cuomini e donne di tutto il mondo accogliamo questo invito, accostiamoci alla mensa della Parola di Dio per nutrirci e vivere, non soltanto di pane ma anche di quanto esce dalla bocca del Signore. La Sacra Scrittura ha passi adatti a consolare tutte le condizioni umane e passi adatti a intimorire in tutte le condizioni. La Parola di Dio infatti \u00e8 pi\u00f9 dolce del miele di un favo stillante, \u00e8 lampada per i passi e luce sul cammino, ma \u00e8 anche fuoco ardente come un martello che spacca la roccia\u201d.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Sinodo: evento provvidenziale &nbsp; Debbo dire anzitutto che l\u2019esperienza sinodale a cui ho avuto la grazia di partecipare \u00e8 stato un evento davvero straordinario per la Chiesa di questo inizio di millennio. 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