{"id":15868,"date":"2008-01-20T00:00:00","date_gmt":"2008-01-20T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/camminare-insieme-in-amore-e-verita.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:34","slug":"camminare-insieme-in-amore-e-verita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/camminare-insieme-in-amore-e-verita.html","title":{"rendered":"Camminare insieme in amore e verit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">La \u201csettimana di preghiera per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani\u201d compie quest\u2019anno cento anni di vita. L\u2019iniziativa nasce nel 1908 per opera di p. Wattson, un episcopaliano americano divenuto poi cattolico. Egli immagin\u00f2 otto giorni di preghiera che partissero, non a caso, dal 18 gennaio, festa della \u201ccattedra di san Pietro\u201d, e terminassero il 25 gennaio, memoria della conversione di san Paolo. L\u2019iniziativa si \u00e8 affermata via via in tutto il mondo cristiano. E oggi unisce la quasi totalit\u00e0 dei cristiani. Il titolo di questa centesima edizione, tratto dall\u2019esortazione di san Paolo ai Tessalonicesi: \u201cPregate continuamente\u201d(1Ts 5,17), ne sintetizza il senso. Ma quel che caratterizza in particolare questi giorni \u00e8 l\u2019unirsi in preghiera dei cristiani delle diverse tradizioni. Non \u00e8 stato facile raggiungere questo traguardo; per molto tempo era proibito e, in alcuni luoghi, lo \u00e8 ancora oggi. Questi giorni perci\u00f2 manifestano essi stessi i notevoli passi nel cammino ecumenico. Tutte le Chiese e comunit\u00e0 cristiane hanno ormai la chiara coscienza che la preghiera comune resta il momento pi\u00f9 alto della comunione fraterna. Ci si lega cos\u00ec in maniera diretta alla preghiera che Ges\u00f9 stesso fece nell\u2019ultima cena quando, vedendo quel piccolo gruppo di discepoli e quelli che sarebbero venuti dopo di loro, preg\u00f2 il Padre: \u201cperch\u00e9 tutti siano una cosa sola\u201d(Gv 17, 22). Si potrebbe dire che sta qui la radice dell\u2019ecumenismo. Per questo l\u2019ecumenismo non \u00e8 una questione che riguarda solo alcuni esperti, non \u00e8 un settore particolare accanto ad altri settori della vita della Chiesa. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">L\u2019impegno per l\u2019unit\u00e0 tra i cristiani appartiene alla struttura dello stesso atto di fede, appunto perch\u00e9 Ges\u00f9 \u00e8 venuto sulla terra per riunire i figli di Dio che erano dispersi. La caratteristica fondamentale dell\u2019ecumenismo \u00e8 dunque la disponibilit\u00e0 dei cristiani di stare e di camminare insieme anche se permangono le diversit\u00e0. Una regola pratica dell\u2019ecumenismo \u00e8, dunque, fare tutto ci\u00f2 che possiamo fare noi e lasciare al Signore quanto soltanto Lui pu\u00f2 fare. I cristiani hanno l\u2019obbligo di camminare insieme se vogliono essere discepoli di Ges\u00f9. Semmai il problema \u00e8 come camminare assieme mentre resistono ancora le differenze. Due sono i binari che delineano il cammino verso l\u2019unit\u00e0 dei cristiani. Il primo \u00e8 quello della ricerca della unit\u00e0 della fede, sapendo comunque che l\u2019unit\u00e0 resta sempre un dono gratuito di Dio ai suoi figli. Non va mai dimenticato. Nei decenni passati forse ci siamo illusi troppo facilmente che i colloqui teologici avrebbero potuto, in un tempo pi\u00f9 o meno breve, restaurare l\u2019unit\u00e0 della fede. E magari si scambiava la teologia con la politica, il dialogo sulla fede con la diplomazia, come se volessimo fare noi quel che solo Dio pu\u00f2 fare. Di qui \u00e8 venuta qualche disillusione, sino a far parlare di inverno ecumenico o addirittura di passi indietro. Certo, non vanno disattesi i colpevoli rallentamenti dovuti anche al clima di ripiegamento su di s\u00e9 che coinvolge anche i cristiani. Ma non c\u2019\u00e8 dubbio che il cammino verso l\u2019unit\u00e0 della fede deve continuare con decisione, direi con audacia, ma senza scorciatoie e cedimenti. Il documento di Ravenna tra cattolici e ortodossi, come la dichiarazione congiunta sulla giustificazione tra cattolici e luterani, mostrano l\u2019indispensabilit\u00e0 del percorso verso la verit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Ma c\u2019\u00e8 una altro binario, quello dell\u2019amore, che non solo non \u00e8 disgiunto dal primo ma addirittura lo sostanzia. Riprendo alcune parole dell\u2019allora cardinale Ratzinger in una riflessione sull\u2019ecumenismo a trenta anni dal Vaticano II: \u201cDovremmo sottometterci sempre al criterio dell\u2019amore di Dio e del prossimo e cercare di venire incontro, a partire da esso, alle grandi sfide del nostro tempo\u2026 La fede deve essere un\u2019educazione costante all\u2019amore, al timore reverenziale di fronte alla fede dell\u2019altro, alla tolleranza, alla collaborazione nella diversit\u00e0, alla rinuncia, alla disponibilit\u00e0 attiva per la pace. La fede deve essere esercitata e vissuta come una simile pratica del bene\u2026 Pi\u00f9 importante di tutti i fini immediati di politica ecclesiale \u00e8 la maturazione quotidiana di ci\u00f2 che \u00e8 essenziale: di una fede che opera per mezzo dell\u2019amore\u201d. L\u2019invito all\u2019ecumenismo coincide con l\u2019esortazione a vivere in profondit\u00e0 la propria fede, senza mai staccare lo sguardo dal Signore e camminando con amore accanto ai fratelli. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Appena divenuto Papa, Benedetto XVI, ha voluto sottolineare il suo personale impegno: \u201cvorrei ribadire \u2013 affermava a Bari &#8211; la mia volont\u00e0 di assumere come impegno fondamentale quello di lavorare con tutte le energie alla ricostituzione della piena e visibile unit\u00e0 di tutti i seguaci di Cristo. Sono cosciente che per questo non bastano le manifestazioni di buoni sentimenti. Occorrono gesti concreti che entrino negli animi e smuovano le coscienze, sollecitando ciascuno a quella conversione interiore che \u00e8 il presupposto di ogni progresso sulla via dell\u2019ecumenismo. Chiedo a voi tutti di prendere con decisione la strada di quell\u2019ecumenismo spirituale, che nella preghiera apre le porte allo Spirito Santo, che solo pu\u00f2 creare l\u2019unit\u00e0\u201d. Benedetti sono questi giorni di preghiera che ci permettono di gustare sin da ora, sebbene in speculum et in enigmate, il mistero dell\u2019amore che \u00e8 la sostanza della verit\u00e0. Con Giovanni Paolo II possiamo continuare a sperimentare quel che scriveva nell\u2019enciclica Ut unum sint: \u201cSe i cristiani, nonostante le loro divisioni, sapranno sempre di pi\u00f9 unirsi in preghiera comune attorno a Cristo, crescer\u00e0 la loro consapevolezza di quanto sia limitato ci\u00f2 che li divide a paragone di ci\u00f2 che li unisce\u201d.&nbsp; <\/P><br \/>\n<P style=\"TEXT-ALIGN: justify\">(<A href=\"http:\/\/www.sanpaolo.org\/fc\/0803fc\/0803fc03.htm\">da FAMIGLIA CRISTIANA<\/A>)<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La \u201csettimana di preghiera per l\u2019unit\u00e0 dei cristiani\u201d compie quest\u2019anno cento anni di vita. L\u2019iniziativa nasce nel 1908 per opera di p. Wattson, un episcopaliano americano divenuto poi cattolico. 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