{"id":15859,"date":"2006-10-04T00:00:00","date_gmt":"2006-10-04T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/pellegrinaggio-ad-assisi-della-comunita-di-santegidio.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:34","slug":"pellegrinaggio-ad-assisi-della-comunita-di-santegidio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/pellegrinaggio-ad-assisi-della-comunita-di-santegidio.html","title":{"rendered":"Pellegrinaggio ad Assisi della Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: center\" align=center>Pellegrinaggio Assisi 2006<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Pellegrini<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Siamo venuti come pellegrini ad Assisi, una citt\u00e0 che conserva la memoria di Francesco e che Giovanni Paolo II ha trasformato, sulla scia della testimonianza di Francesco, in luogo santo per invocare la pace. E\u2019 una santuario singolare. Non si viene qui per chiedere grazie e guarigioni. Si viene per incontrare Francesco, un uomo che ha vissuto il Vangelo alla lettera. Potremmo dire che \u00e8 un luogo ove si incontra un uomo divenuto \u201cicona\u201d del Vangelo. Sono passati esattamente 800 anni da quando Francesco ud\u00ec la voce del crocifisso e convert\u00ec il suo cuore alla vita evangelica. E sono 20 anni dallo storico incontro di preghiera per la pace che avvenne appunto il 26 ottobre di venti anni fa. Due eventi che vediamo strettamente legati: non ci sarebbe stato il secondo se Francesco non avesse ascoltato quella voce e non avesse obbedito. Ancora una volta vediamo realizzarsi il miracolo del Vangelo: la conversione del cuore di una persona pu\u00f2 provocare cambiamenti impensabili. Noi siamo qui per cogliere questo mistero e per cercare di viverlo come possiamo.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Veniamo tutti dall\u2019Italia ma apparteniamo a tanti paesi\u2026e ci unisce un legame con la Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio. Non \u00e8 un caso che siamo qui assieme accompagnati dalla Comunit\u00e0. E\u2019 un dono che il Signore ci fa e che vogliamo vivere assieme. Con vari di voi ci conosciamo, con alcuni siamo anche venuti gi\u00e0 altre volte pellegrini ad Assisi. Ci unisce comunque tutti il desiderio di vivere uno spirito di fraternit\u00e0 che ci aiuti a vivere secondo il Vangelo e a svolgere il ministero pastorale nello spirito che respiriamo nella vita della Comunit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Essere pellegrini vuol dire non solo uscire dalle proprie occupazioni di sempre, e non \u00e8 facile per noi preti allontanarcene. Ma \u00e8 soprattutto difficile uscire dal nostro cuore, dalle nostre preoccupazioni, dal nostro essere adulti sicuri che in genere perch\u00e9 adulti non ascoltiamo. Non solo non siamo abituati, ma poich\u00e9 spesso dobbiamo parlare agli altri noi abbiamo perso anche l\u2019abitudine ad ascoltare. Ma ecco il dono di questo pellegrinaggio, strappato alle abitudini, che ci porta verso un luogo santo che ci parla. S\u00ec, in queste poche ore ascolteremo, contempleremo luoghi santi. E solo dopo aver ascoltato e aver visto dovremo rientrare in noi stessi e confrontarci con quel che abbiamo visto e udito. Ed \u00e8 una cosa bella, vicina a quel che Ges\u00f9 diceva alle folle: \u201cBeati voi che vedete quel che vedete e udite\u2026molti\u2026.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Nella Comunit\u00e0 sono ben presenti questi due eventi: la testimonianza di Francesco e gli Incontri di preghiera per la pace. Questa sera vorremmo fermarci sulla vicenda di Francesco d\u2019Assisi e su come la Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio lo ha incrociato. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">L\u2019incontro con il lebbroso <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Due incontri segnano l\u2019inizio della vita nuova di Francesco: quello con il lebbroso e quello con il Crocifisso della piccola chiesa di San Damiano. Nel Testamento, scritto qualche ora prima della morte, Francesco ricostruisce cos\u00ec la storia della sua conversione: &#8220;Il Signore concesse a me, frate Francesco, di cominciare cos\u00ec a far penitenza, poich\u00e9, essendo io nei peccati, mi sembrava cosa troppo amara di vedere i lebbrosi. E il Signore mi condusse tra loro e usai con essi misericordia. E allontanandomi da essi, ci\u00f2 che mi sembrava amaro, mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo&#8221;.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Quell\u2019incontro segna l\u2019inizio di una vita nuova per Francesco, figlio di un ricco mercante di Assisi. Egli viveva una vita tranquilla, come tanti giovani di allora. Ma un\u2019ansia di felicit\u00e0 gli bruciava nel cuore. Dovette uscire da Assisi, anche solo di poco, appena fuori le mura, e l\u00ec un giorno si imbatt\u00e9 in un lebbroso. I lebbrosi erano tanti a quel tempo. Erano poveri e deformi; si pensava che la lebbra fosse contagiosa e per questo i malati dove&shy;vano vivere fuori delle citt\u00e0. Nei loro confronti veniva applicato quel che si dice nel libro del Levitico (Lv.13, 45-46): &#8220;Il lebbroso colpito dalla lebbra porter\u00e0 vesti strappate e il capo scoperto, si coprir\u00e0 la barba e andr\u00e0 gridando: Immondo! Immondo! Sar\u00e0 immondo fin&shy;ch\u00e9 avr\u00e0 la piaga; \u00e8. immondo, se ne star\u00e0 solo, abiter\u00e0 fuori dell&#8217;accampamento&#8221;, cio\u00e8 fuori della citt\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Francesco appena vede il lebbroso istintivamente vuole evitare l\u2019incontro, vince la paura, scende da cavallo, fa l&#8217;elemosina al lebbroso e lo bacia. L&#8217;elemosina non era infatti sufficiente, bisognava compiere un gesto d&#8217;a&shy;more, un gesto d&#8217;affetto personale. Questo gesto compiuto nei confronti di un uomo cos\u00ec malato e cos\u00ec disprezzato segna un cambiamento radicale dei suoi gusti di vita. Lo rivela lo stesso Francesco nel Testamento: &#8220;Quello che pri&shy;ma era amaro mi divent\u00f2 dolce&#8221;. E&#8217; come dire che a Francesco quell\u2019incontro cambi\u00f2 il gusto, il sapore della vita. Comin&shy;ci\u00f2 infatti a frequentarli, vin&shy;cendo sempre pi\u00f9 se stesso fino ad avere piacere di stare con loro. Scrive il Celano: \u201cIl Santo si reca tra i lebbrosi e vive con essi, per servirli in ogni necessit\u00e0 per amore di Dio. Lava loro i corpi in decomposizione e ne cura le piaghe virulenti\u2026La vista dei lebbrosi, infatti, come egli attesta, gli era prima cos\u00ec insopportabile, che non appena scorgeva a due miglia di distanza i loro ricoveri, si turava il naso con le mani\u201d. Insomma, stando accanto ai lebbrosi inizia una nuova vita per Francesco, una vita pi\u00f9 &#8220;dolce&#8221;. E\u2019 un esempio che a Sant\u2019Egidio cerchiamo di vivere. E chi di voi ne \u00e8 partecipe se ne rende conto personalmente. L\u2019incontro con i poveri cambia non solo il cuore ma anche il modo e il gusto di vivere. E\u2019 il senso di quel detto di Ges\u00f9 che Paolo riporta nel suo discorso agli anziani di Efeso: \u201cC\u2019\u00e8 pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">L\u2019incontro con i poveri allarga e affina gli occhi del cuore. Ci libera dalla cecit\u00e0 del cuore del sacerdote e del levita della parabola e ci apre alla compassione del buon samaritano. E\u2019 purtroppo sempre pi\u00f9 normale per la nostra societ\u00e0, ed anche per noi stessi che di essa siamo figli, essere guidati dall\u2019istinto ad andare oltre, a passare dall\u2019altra parte, quando vediamo un povero. Ma se ci fermiamo vuol dire scendere dal cavallo del nostro egocentrismo e avvicinarci al Signore. E\u2019 una legge evangelica chiarissima, come stesso dice: \u201cCi\u00f2 che avete fatto ad uno solo di questi piccoli, l\u2019avete fatto a me\u201d. E Francesco, affinato dall\u2019incontro con il Signore, pot\u00e9 contemplare il suo volto nel Crocifisso di san Damiano e ascoltare la sua voce. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Il Crocifisso di san Damiano<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-layout-grid-align: none\">Nella Vita seconda si narra: \u201cEra gi\u00e0 del tutto mutato nel cuore e prossimo a divenirlo anche nel corpo, quando, un giorno, pass\u00f2 accanto alla chiesa di San Damiano, quasi in rovina e abbandonata da tutti. Condotto dallo Spirito, entra a pregare, si prostra supplice e devoto davanti al Crocifisso e, toccato in modo straordinario dalla grazia divina, si ritrova totalmente cambiato. Mentre egli \u00e8 cos\u00ec profondamente commosso, all\u2019improvviso \u2013 cosa da sempre inaudita!(Gv 9,32) \u2013 l\u2019immagine di Cristo crocifisso, dal dipinto gli parla, movendo le labbra. \u00abFrancesco, \u2013 gli dice chiamandolo per nome (Cfr Is 40,26) \u2013 va\u2019, ripara la mia casa che, come vedi, \u00e8 tutta in rovina\u00bb. Francesco \u00e8 tremante e pieno di stupore, e quasi perde i sensi a queste parole. Ma subito si dispone ad obbedire e si concentra tutto su questo invito. Ma, a dir vero, poich\u00e9 neppure lui riusc\u00ec mai ad esprimere la ineffabile trasformazione che percep\u00ec in se stesso, conviene anche a noi coprirla con un velo di silenzio.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Da quel momento si fiss\u00f2 nella sua anima santa la compassione del Crocifisso e, come si pu\u00f2 piamente ritenere, le venerande stimmate della Passione, quantunque non ancora nella carne, gli si impressero profondamente nel cuore. Cosa meravigliosa, mai udita! chi non \u00e8 colpito da meraviglia? E chi, o quando mai ha udito qualcosa di simile? Nessuno potr\u00e0 dubitare che Francesco, prossimo a tornare alla sua patria, sia apparso realmente crocifisso, visto che con nuovo e incredibile miracolo Cristo gli ha parlato dal legno della Croce, quando \u2013 almeno all\u2019esterno \u2013 non aveva ancora del tutto rinunciato al mondo! Da quel momento, appena gli giunsero le parole del Diletto, il suo animo venne meno (Cfr. Ct 5,6). Pi\u00f9 tardi, l\u2019amore del cuore si rese palese mediante le piaghe del corpo\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Questo episodio accadde esattamente 800 anni fa. E noi ci accostiamo ad esso con l\u2019attenzione del cuore per accogliere nel nostro cuore quella compassione che entr\u00f2 nel cuore di Francesco: \u201cDa quel momento si fiss\u00f2 nella sua anima santa la compassione del Crocifisso\u201d. L\u2019ascolto della voce di Ges\u00f9, l\u2019ascolto del Vangelo, ci dona la sua stessa compassione che diviene come una energia che guida i nostri passi. Quel che conta \u00e8 accoglierla e metterla in pratica. E\u2019 quel che avvenne in quel lontano giorno di 800 anni fa. Francesco aveva capito che doveva restaurare quella chiesetta e inizi\u00f2 a farlo. S\u00ec, part\u00ec dal restauro delle mura: prese i soldi del padre e si mise a siste&shy;mare quella piccola chiesa. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Ma man mano che metteva in pratica quel che aveva ascoltato comprese che la casa del Signore era pi\u00f9 grande: era la Chiesa, la famiglia di Dio. Questa era la casa che bisognava restaurare. Francesco comprese che quelle parole di Ges\u00f9 erano un ap&shy;pello a vivere in modo rinnovato la Chiesa di quel tempo che minacciava di cadere in rovina per colpa degli uomini. Ed \u00e8 questo il senso del sogno che fece il Papa la notte prima di ricevere Francesco. Si narra in alcune biografie che il papa sogn\u00f2 che si trovava nel palazzo del Laterano, accanto alla cattedrale di Roma, e vide che stava crollando poco a poco: le mura si crepavano ma lui, il papa, non riusciva a far nulla. All&#8217;improv&shy;viso apparve sulla piazza un uomo piccolo e minuto, vestito malamente, che si appoggi\u00f2 al muro e con le sue spalle riusc\u00ec a sostenere la basilica in rovina. Era Francesco, chiamato a restaurare la piccola chiesa di San Damiano, ma anche altre chiese, come quella pi\u00f9 grande a Roma.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Il giovane ricco, figlio di un mercante, dopo avere incon&shy;trato il lebbroso e i poveri, aveva incominciato il restauro della casa del Signore. Aveva, cio\u00e8, trovato finalmente la sua strada. Il padre, Bernardone, ormai stanco delle &#8220;stra&shy;nezze&#8221; del figlio, intent\u00f2 un processo contro il figlio Francesco. La Leggenda dei Tre Compagni racconta che &#8220;Il vescovo gli disse: \u00abTuo padre \u00e8 arrabbiato con te ed \u00e8 molto alterato per causa tua. Se vuoi esse&shy;re servo di Dio, restituiscigli i soldi che hai, oltretutto \u00e8 ric&shy;chezza forse di mal acquisto, e Dio non vuole che tu spenda a beneficio della Chiesa i guadagni del padre tuo, La sua col&shy;lera sbollir\u00e0, se recupera il denaro, Abbi fiducia nel Signore, fi&shy;glio mio, e agisci con coraggio. Non temere, poich\u00e9 l&#8217;Altissi&shy;mo sar\u00e0 tuo soccorritore, e ti largir\u00e0 in abbondanza quanto sa&shy;r\u00e0 necessario per la sua Chiesa\u00bb. France&shy;sco si alz\u00f2, lieto e confortato dalle parole del vescovo, e traendo fuori i soldi, li ridiede al padre dicendo: \u00abMessere, non soltanto il denaro ri&shy;cavato vendendo la sua roba, ma gli restituir\u00f2 di tutto cuore anche i vestiti\u00bb. Entr\u00f2 in una camera, si spogli\u00f2 completamen&shy;te, depose sui vestiti il gruzzolo, e uscendo nudo alla presen&shy;za del vescovo, del padre e degli astanti, disse: \u201cAscoltate tut&shy;ti e cercate di capirmi. Finora ho chiamato Pietro di Bernar&shy;done padre mio. Ma dal momento che ho deciso di servire Dio, gli rendo il denaro che tanto lo tormenta e tutti gl&#8217;indu&shy;menti avuti da lui. D&#8217;ora in poi voglio dire: &#8221; Padre nostro, che sei nei cieli&#8221;, non pi\u00f9 &#8221; padre mio Pietro di Bernardone\u00bb&#8221;.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">In Francesco si compiva la conversione del giovane ric&shy;co, come si legge nel Vangelo: egli perdeva i suoi beni e si fa&shy;ceva mendicante. Il suo gesto non era contro il padre: era piut&shy;tosto contro l&#8217;orgoglio che \u00e8 dentro di s\u00e9. Francesco era stato un giovane presuntuoso e ricco, ma impar\u00f2 che l&#8217;uomo orgo&shy;glioso \u00e8 un ladro del tesoro di Dio. La conversione della sua vi&shy;ta fu passare dall&#8217;orgoglio all&#8217;umilt\u00e0. Dice nella sua Regola: &#8220;Scongiuro, nella carit\u00e0 che \u00e8 Dio, tutti i miei frati cerchino di non gloriarsi, n\u00e9 di godere tra s\u00e9, n\u00e9 di esaltarsi dentro di s\u00e9 delle buone parole e delle opere; anzi di nessun bene che Dio dice, o fa, o opera, talora in loro e per mezzo di loro&#8221;3.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">In Francesco, con la liberazione dall&#8217;amor proprio e dall&#8217;amore per s\u00e9, si compiva la conversione del giovane ricco che vendeva i suoi beni e li dava ai poveri, facendosi mendicante: &#8220;Se vuoi essere perfetto, va&#8217;, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo, poi vie&shy;ni e seguimi&#8221; (Mt. 19,21), dice il Signore Ges\u00f9 al giovane ricco. Nel Vangelo di Matteo si legge che il giovane che ave&shy;va ascoltato la parola di Ges\u00f9 se ne and\u00f2 via triste, perch\u00e9 aveva molte ricchezze. Orgoglio e tristezza vanno infatti in&shy;sieme mentre gioia e umilt\u00e0 rappresentano i sentimenti nuovi. E\u2019 una lezione che anche noi preti, e vescovi, dovremmo apprendere con maggiore coraggio. Mi chiedo se tanti nostri problemi, anche personali, certamente pastorali, non derivino dal fatto che non abbiamo capito bene e tanto meno attuato questa pagina evangelica. Forse anche noi, preoccupati come i discepoli davanti alla rinuncia del giovane ricco, pensiamo che questo \u00e8 davvero difficile. Francesco ci dice con la sua vita che \u00e8 possibile il miracolo di un uomo ricco che, come un cammello, passa per la cruna di un ago. Non se ne and\u00f2 triste come quel giovane, fu invaso dalla \u201cperfetta letizia\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">La sola regola \u00e8 il Vangelo<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Francesco riappare ad Assisi come un singolare mendicante: stava con i poveri e predicava il Vangelo. Molti accorrevano per ascoltarlo e alcuni iniziarono a seguirlo. Non aveva un progetto, un piano, una strategia. Spesso noi siamo schiavi di piani e strategie. Aveva solo la passione per il Vangelo che ascoltava ogni giorno e cercava di mettere in pratica quotidianamente alla lettera e stava con i poveri. Nel Testamento ricorda quei giorni: \u201cDopo che il Signo&shy;re mi don\u00f2 dei frati &#8211; cio\u00e8 dei fratelli &#8211; nessuno mi mostr\u00f2 che dovessi fare, ma lo stesso Signore mi rivel\u00f2 che dovevo vi&shy;vere secondo il Vangelo e con poche parole, semplicemente lo feci scrivere e il Signor Papa me lo conferm\u00f2. E quelli che venivano con noi davano tutto ai poveri ed erano contenti di una sola tonaca rappezzata dentro e fuori e, quelli che vole&shy;vano, del cingolo e delle brache e non volevano avere di pi\u00f9\u201d. E\u2019 una vicenda analoga anche alla nascita della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio. Non nasciamo da associazioni esistenti, e tanto meno da programmi presi da qualche libro o accolti da qualche congresso. Andrea inizi\u00f2 ascoltando il Vangelo e con qualche amico ad andare a servire i poveri in una borgata di Roma. Non era tutto chiaro e tanto meno senza difficolt\u00e0 e opposizioni. In un particolare momento, quando decidemmo di uscire dai piccoli gruppi di scuola per andare in periferia scoprimmo la figura e la testimonianza di Francesco. Fu particolarmente importante per noi. E Assisi resta per noi un luogo santo a cui tornare per attingere la freschezza e la forza del Vangelo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Francesco si chiese quale fosse il cammino che doveva prendere il piccolo movimento che stava nascendo. La risposta arriv\u00f2 per Francesco un giorno, nella piccola cappella della Porziuncola, mentre ascoltava la lettura del Vangelo di Matteo al capitolo 10: &#8220;Pre&shy;dicate che il Regno dei cieli \u00e8 vicino; guarite gli infermi, re&shy;suscitate i lebbrosi, cacciate i demoni, gratuitamente avete ri&shy;cevuto, gratuitamente date; non procuratevi oro, n\u00e9 argento, n\u00e9 monete di rame nelle vostre cinture, n\u00e9 bisacce da viaggio, n\u00e9 due tuniche, n\u00e9 sandali, n\u00e9 bastone perch\u00e9 l&#8217;operaio ha di&shy;ritto al suo nutrimento. In qualunque citt\u00e0 o villaggio entria&shy;te, fatevi indicare se vi sia qualche persona degna e l\u00e0 rima&shy;nete fino alla vostra partenza. Entrando nella casa rivolgete&shy;gli il saluto. Se questa casa ne sar\u00e0 degna, la vostra pace scen&shy;da su di essa&#8221;. Le Fonti Francescane narrano che &#8220;allora, rag&shy;giante di gioia, [Francesco] esclam\u00f2: \u00ab\u00c8 proprio quello che bramo realizzare con tutte le mie forze!.\u201d4.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Ancora una volta, per Francesco, la luce \u00e8 venuta dal Vangelo. Francesco fu felice di quella fraternit\u00e0 generata appunto dal Vangelo. A quell&#8217;epoca ogni abate, ogni fondatore di ordine religioso creava monasteri, chiese, cappelle, ma Francesco ordin\u00f2 ai suoi di non costruirsi grandi luoghi e di andare per strada a parlare con la gente. Voleva che i suoi frati non avessero conventi, n\u00e9 chiese, n\u00e9 campi, n\u00e9 vigne, che non usassero la pel&shy;liccia (anche se d&#8217;inverno faceva freddo), ma indossassero solo una tonaca di lana con cappuccio, che era il vestito dei poveri. E se veniva data un&#8217;elemosina, non dovevano tenerla per loro, ma metterla in comune e preoccuparsi dei poveri. Con la predicazione e pi\u00f9 ancora con l&#8217;esempio dovevano in&shy;fatti insegnare il distacco dal mondo.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Che cosa voleva dire? I frati stavano nel mondo, in mezzo alla gente. Non si chiudevano nelle loro case per starsene tranquilli e per pensare a s\u00e9, ma stavano l\u00e0 do&shy;ve tutti vivevano. Stavano in mezzo alla gente. E soprattut&shy;to dovevano &#8220;essere lieti&#8221; quan&shy;do vivevano &#8220;tra persone di poco conto e disprezzate, tra poveri e deboli, tra infermi e lebbrosi e tra i mendicanti lun&shy;go la strada\u201d6.&nbsp; C\u2019\u00e8 in questo atteggiamento l\u2019intero insegnamento biblico di Dio che si fa accanto ai deboli e ai poveri. Ogni volta che si riscopre il Vangelo ci si trova accanto ai poveri e viceversa. E via via si allargava quel movimento Francesco comprese che non bisognava perdere tempo in discussioni interne o in liti, ma occorreva andare in giro, per strada, e stare tra la gente. Non bisognava chiudersi nei con&shy;venti o restare schiavi delle proprie abitudini. La sua fraterni&shy;t\u00e0 doveva diventare come una grande rete gettata nel mondo, una realt\u00e0 nuova dove non sono le leggi ad unire, ma lo spi&shy;rito d&#8217;amore che si condivide.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">A questo movimento, cresciuto con grande entusiasmo, Francesco aveva proposto la forma di vita del Vangelo: biso&shy;gnava parlare del Vangelo a tutti, senza escludere nessuno; non dovevano giudicare o fare preferenze: &#8220;Esorto i frati di non disprezzare e non giudicare gli uomini che vedono vestiti an&shy;che con abiti ricchi, ma piuttosto ciascuno giudichi e dis&shy;prezzi se stesso\u201d8. Con la scelta di comunicare il Vangelo nella lingua di tutti, l\u2019italiano, Francesco riavvicinava il Vangelo alla gente. In quegli anni c&#8217;erano altri gruppi che proponevano nuove esperienze religiose, parlando anche loro la lingua del popolo: erano i gruppi eretici, le sette che si distaccavano dalla Chiesa. Il pericolo di ogni setta \u00e8 quello di credere di es&shy;sere gli unici a possedere la verit\u00e0 e di giudicare gli altri sen&shy;tendosi migliori. Per Francesco occorreva solo vivere &#8220;davvero&#8221; il Vangelo incarnandolo nella sua generazione. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Aveva una venerazione per quelle pagine che gli avevano cambiato la vita e continuavano a illuminare i suoi passi. Nella Lettera al capitolo generale scrive: \u201cAmmonisco tutti i miei frati e in Cristo li conforto perch\u00e9, ovunque troveranno le divine parole scritte, come possono, le venerino e, per quanto spetti ad essi, se non sono ben custodite o giacciono sconvenientemente, disperse in qualche luogo, le raccolgano e le custodiscano onorando nella sua parola il Signore che ha parlato. Molte cose, infatti, sono santificate mediante le parole di Dio, e in virt\u00f9 delle parole di Cristo si celebra il sacramento dell\u2019altare\u201d(FF 225, p.165). Il Celano, nella Vita prima, scrive: \u201cEgli infatti non era mai stato un ascoltatore sordo del Vangelo, ma, affidando ad una encomiabile memoria tutto quello che ascoltava, cercava con ogni diligenza di eseguirlo alla lettera\u201d(FF 357, p. 429).<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Francesco e l\u2019amore per l\u2019Eucarestia <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">L\u2019amore per il Vangelo andava di pari passo con quello dell\u2019Eucarestia. Ed \u00e8 questo il motivo che faceva sgorgare un amore incredibile di Francesco per i sacerdoti. Nel Testamento scrive: \u201cFaccio questo perch\u00e9, dell\u2019altissimo Figlio di Dio nient\u2019altro io vedo corporalmente, in questo mondo, se non il santissimo corpo e il sangue suo che essi soli consacrano ed essi soli amministrano agli altri. E questi santissimi misteri sopra ogni cosa voglio che siano onorati, venerati e collocati in luoghi preziosi\u201d(FF 113-114, p. 131). L\u2019amore per l\u2019Eucarestia bruciava nel cuore di Francesco. Grande fu la sua attenzione perch\u00e9 ci fosse rispetto e decoro per essa. Ma non doveva diventare una sorta di devozione. L\u2019Eucarestia doveva essere l\u2019incontro vero con Ges\u00f9. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">L\u2019evento di Greccio \u00e8 emblematico. Francesco voleva incontrare Ges\u00f9 veramente presente. Era il 1223 e Francesco disse al suo amico Giovanni Velita disse: \u201cQuest\u2019anno voglio vedere con gli occhi del corpo i disagi in cui si \u00e8 trovato Ges\u00f9 nel nascere\u201d. Francesco non voleva fare una sacra rappresentazione, come in genere si pensa. Voleva \u201cvedere\u201d, toccare con mano, potremmo dire, l\u2019amore di Dio che pur di starci accanto accett\u00f2 di nascere nel freddo di questo mondo. Era il freddo dell\u2019egoismo e della fame, dell\u2019ingiustizia e della guerra. Ges\u00f9 \u00e8 venuto per ridare agli uomini il calore dell\u2019amore. Ma questo mistero di amore si realizza ogni volta che si celebra la Messa. Ogni Messa \u00e8 Natale. Francesco lo diceva spesso ai suoi frati: \u201cVedete, ogni giorno il Figlio di Dio si umilia, come quando dalla sede regale scese nel grembo della vergine, ogni giorno viene a noi in umile apparenza; ogni giorno discende dal seno del Padre sopra l\u2019altare nelle mani del sacerdote. E come ai santi Apostoli apparve in vera carne, cos\u00ec ora si mostra a noi nel pane consacrato\u201d. E quella notte, il presepe non fu una sacra rappresentazione, ma la celebrazione della Messa su una mangiatoia, nel freddo e nella povert\u00e0 di una stalla. Francesco in quella stalla cant\u00f2 il Vangelo ed ebbe in visione il Bambino e lo accolse nell\u2019Eucarestia. Fu questo il presepe di Francesco. E\u2019 il presepe di ogni domenica. Potremmo dire: il presepe a Betlemme e l\u2019altare nella chiesa. L\u2019altare perci\u00f2 \u00e8 il vero presepe: qui il Signore nasce ogni volta che si celebra la Messa.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Francesco e la pace<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">La societ\u00e0 dell&#8217;epoca (l&#8217;Umbria, l&#8217;Italia centrale, Roma e un po&#8217; tutto il Mediterraneo), era piena di violenza e la cultu&shy;ra delle armi era molto sviluppata. Per questo tra le prime preoccupazioni di Francesco c&#8217;era la pace. Le citt\u00e0 e i villaggi erano scossi da conflitti, le strade piene di agguati e la vendetta era molto diffusa. Tutta la vita di Francesco venne segnata dall&#8217;aspirazione alla pace e dal riavvicinamento degli uomini in guerra tra lo&shy;ro. Fu lui a portare riconciliazione tra il gruppo del vescovo e quello del sindaco di Assisi. Li convoc\u00f2 assieme nella piazza del vescovado, non prese parte n\u00e9 per l&#8217;uno n\u00e9 per l&#8217;altro, ma fece cantare da due frati: &#8220;Laudato s\u00ec, mio Signore per quelli che perdonano per lo tuo amore e sostengono infirmitate e tribulazione, beati quelli che sosteranno la pace, che da Te, Altissimo, saranno incoronati&#8221;. Dopo il canto i due decisero di fare pace.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Sono tante inoltre le storie di &#8220;lupi&#8221; ammansiti da Fran&shy;cesco. Si trattava di uomini violenti che, con l&#8217;impiego delle armi, gettavano nel terrore intere regioni e citt\u00e0. La storia pi\u00f9 famosa \u00e8 quella del lupo di Gubbio: non era un animale, ma in realt\u00e0 un guerriero che, come una bestia selvatica terroriz&shy;zava quella piccola citt\u00e0. Forse era quello che oggi chiame&shy;remmo &#8220;un signore della guerra&#8221;, perch\u00e9 con qualche merce&shy;nario e un castello per proteggersi, teneva in scacco una po&shy;polazione intera. Ma tutta !&#8217;Italia, in quei tempi, era divisa in gruppi armati, gli uni in guerra con gli altri, e le citt\u00e0 erano di&shy;vise in clan ostili tra loro.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Il &#8220;metodo&#8221; per portare la pace utilizzato da Francesco era sempre lo stesso: Occorreva vedere nell&#8217;altro l&#8217;uomo e non il nemico. Narra ad esempio la cosiddetta &#8220;Leggenda Pe&shy;rugina&#8221;: &#8220;In un eremitaggio situato sopra Borgo San Sepolcro, venivano di tanto in tanto certi ladroni a domandare del pa&shy;ne. Costoro stavano appiattati nelle folte selve di quella con&shy;trada e talora ne uscivano, e si appostavano lungo le strade per derubare i passanti. Per questo motivo, alcuni frati dell&#8217;e&shy;remo dicevano: \u00abNon \u00e8 bene dare l&#8217;elemosina a costoro, che sono dei ladroni e fanno tanto male alla gente\u00bb. Altri, consi&shy;derando che i briganti venivano a elemosinare umilmente, sospinti da grave necessit\u00e0, davano loro qualche volta del pa&shy;ne, sempre esortandoli a cambiare vita e fare penitenza. Ed ecco giungere in quel romitorio Francesco. I frati gli espose&shy;ro il loro dilemma: dovevano oppure no donare il pane a quei malviventi? Rispose il Santo: \u00abSe farete quello che vi sug&shy;gerisco, ho fiducia nel Signore che riuscirete a conquistare quelle anime-o E seguit\u00f2: -Andate, acquistate del buon pane e del buon vino, portate le provviste ai briganti nella selva do&shy;ve stanno rintanati, e gridate: &#8211; Fratelli ladroni, venite da noi! Siamo i frati, e vi portiamo del buon pane e del buon vino &#8211; &shy;Quelli accorreranno all&#8217;istante. Voi allora stendete una tova&shy;glia per terra, disponete sopra i pani e il vino, e serviteli con rispetto e buon umore. Finito che abbiano di mangiare, pro&shy;porrete loro le parole del Signore. Chiuderete l&#8217;esortazione chiedendo loro per amore di Dio, un primo piacere, e cio\u00e8 che vi promettano di non percuotere o comunque maltratta&shy;re le persone. Giacch\u00e9, se esigete da loro tutto in una volta, non vi starebbero a sentire. Ma cos\u00ec, toccati dal rispetto e af&shy;fetto che dimostrate, ve lo prometteranno senz&#8217;altro. E il gior&shy;no successivo tornate da loro e, in premio della buona pro&shy;messa fattavi, aggiungete al pane e al vino delle uova e del cacio; portate ogni cosa ai briganti e serviteli. Dopo il pasto direte: &#8211; Perch\u00e9 starvene qui tutto il giorno, a morire di fame e a patire stenti, a ordire tanti danni nell&#8217;intenzione e nel fat&shy;to, a causa dei quali rischiate la perdizione dell&#8217;anima, se non vi ravvedete? Meglio \u00e8 servire il Signore, e Lui in questa vita vi provveder\u00e0 del necessario e alla fine salver\u00e0 le vostre ani&shy;me -. E il Signore, nella sua misericordia, ispirer\u00e0 i ladroni a mutar vita, commossi dal vostro rispetto ed affetto-o Si mos&shy;sero i frati e fecero ogni cosa come aveva suggerito France&shy;sco. I ladroni, per la misericordia e grazia che Dio fece scen&shy;dere su di loro, ascoltarono ed eseguirono punto per punto le richieste espresse loro dai frati. Molto pi\u00f9 per l&#8217;affabilit\u00e0 e l&#8217;amicizia dimostrata loro dai frati, cominciarono a portare sulle loro spalle la legna al romitorio&#8221;9.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">La pace per Francesco \u00e8 un&#8217;esigenza cristiana: \u00e8 cac&shy;ciare gli spiriti malvagi e violenti. Quando a Faenza, nel 1222, il podest\u00e0 ordin\u00f2 a tutti i citta&shy;dini di prendere le armi e di difendere la citt\u00e0, i fratelli laici di Francesco si rifiutarono in nome del Vangelo. La cosa fin\u00ec davanti al Papa, perch\u00e9 le autorit\u00e0 protestarono, Ma l&#8217;esem&shy;pio si propag\u00f2 in un&#8217;Italia composta di piccoli Stati in lotta, dove circolavano tanti &#8220;lupi&#8221; affamati e dove la violenza era familiare. I frati si diffondevano come un movimento di per&shy;sone buone e disarmate, come pecore in mezzo ai lupi. Co&shy;minciava il disarmo. Disarmati, ma anche forti nell&#8217;afferma&shy;re la pace.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">L\u2019incontro con l&#8217;Islam<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 46.05pt 71.0pt 252.7pt; mso-layout-grid-align: none\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; tab-stops: 46.05pt 71.0pt 252.7pt; mso-layout-grid-align: none\">Nella ricerca della pace, un episodio che non si pu\u00f2 ignorare riguarda l&#8217;incontro di Francesco con il mondo mu&shy;sulmano. Quello che era il grande nemico del cristianesimo e veniva considerato come l&#8217;impero del male, viene visto da Francesco in maniera nuova. L&#8217;islam era potente e minac&shy;cioso. Nel 1187 Saladino aveva preso Gerusalemme e qual&shy;che anno dopo, il 16 agosto 1205, il Papa aveva proclama&shy;to la crociata nella piazza del Duomo di Spoleto, citt\u00e0 vici&shy;no ad Assisi. Per i cristiani di quel tempo la crociata era una guerra in nome della Croce per liberare Gerusalemme e i luoghi santi dai musulmani. Francesco tracci\u00f2 invece una via diversa, che appare ancora oggi l&#8217;esempio di come si dovrebbe comportare un cristiano davanti al nemico del suo mondo.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">In molti erano partiti per andare a combattere, al grido di: &#8220;Gerusalemme&#8221;. E, prima dell&#8217;incontro con il Signore, an&shy;che Francesco, per un breve periodo, sogn\u00f2 di essere crocia&shy;to. Anche per lui il mondo musulmano fu, da giovane, il gran&shy;de nemico. Ma dopo la sua conversione non sent\u00ec pi\u00f9 n\u00e9 la violenza della crociata, n\u00e9 il suo grido: &#8220;Gerusalemme&#8221;. Nel&shy;la valle di Spoleto, dove speriment\u00f2 cosa volesse dire la guer&shy;ra, comprese, come in una rivelazione, che Dio amava tutti gli uomini. E&#8217; la dimensione dell&#8217;amore universale che sgor&shy;ga dalla passione di Cristo: &#8220;Niente &#8211; diceva Francesco &#8211; de&shy;v&#8217;essere preferito alla salvezza delle anime. E confermava questa affermazione con quest&#8217;argomento: che l&#8217;Unigenito di Dio per le anime si era degnato di salire sulla croce&#8221;10.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Dopo la sua conversione, Francesco non ridusse la sua visione del mondo ma la allarg\u00f2, pensando le cose in grande. Come non interessarsi allora a quello che veniva considerato da tutti come &#8220;l&#8217;impero del male&#8221;? Francesco comp\u00ec il suo pri&shy;mo viaggio verso la terra dell&#8217;Islam nel 1212. Ma il tentativo fall\u00ec, perch\u00e9 cadde malato in Spagna; nel frattempo il IV Con&shy;cilio Lateranense decret\u00f2 che le armi dovessero rappresenta&shy;re l&#8217;unica risposta ai musulmani. E&#8217; in questo quadro che ri&shy;prese l&#8217;idea della sua missione presso gli infedeli, ch&#8217;egli stes&shy;so sintetizz\u00f2, come &#8220;metodo&#8221;, nel capitolo XVI della &#8220;Regola prima&#8221; (la Regola che alla fine si convinse a scrivere, ma in modo diverso da quello degli altri ordini religiosi): &#8220;Per i fra&shy;ti che andranno in mezzo ai musulmani. Dice il Signore: ec&shy;co io vi mando come pecore in mezzo ai lupi, siate semplici dunque come colombe. Perci\u00f2 quei frati che per divina ispi&shy;razione vorranno andare tra i saraceni ( i musulmani ) e gli al&shy;tri infedeli, vadano con il permesso del loro ministro e servo. Non facciano liti, non facciano dispute, siano soggetti ad ogni creatura&#8221;.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Sembrava impossibile: mentre l&#8217;Islam li considerava ne&shy;mici, i frati dovevano parlare come amici ed essere miti. Il fra&shy;te \u00e8 come la pecora, immagine della mansuetudine di Ges\u00f9, inviato in terra musulmana. Bisognava rivoltare, secondo Francesco, la mentalit\u00e0 dell&#8217;ostilit\u00e0 con un discorso di pace, con il dialogo e la testimonianza. Diceva: &#8220;Frati miei tutti, ascoltiamo quello che dice il Signore: &#8220;Amate i vostri nemici e fate del bene a quelli che vi odiano&#8221;, infatti, anche il Signo&shy;re Ges\u00f9, di cui dobbiamo seguire le orme chiam\u00f2 amico il suo traditore, sono dunque nostri amici tutti quelli che ci in&shy;fliggono tribolazioni&#8221; 11.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Nel 1219 Francesco varc\u00f2 il mare e and\u00f2 in Egitto. L\u00ec i cristiani, i crociati, erano attestati con un grande esercito gui&shy;dato contro i musulmani del sultano Melek-el-Kamel ed era&shy;no guidati dal cardinal Pelagio che affermava: &#8220;Bisogna di&shy;struggerli. L&#8217;Islam \u00e8 nato con la spada e deve essere ucciso con la spada&#8221;. Francesco parl\u00f2 con i crociati, li scongiur\u00f2 di non dar battaglia, disse che avrebbero perso, cosa che poi av&shy;venne. Poi varc\u00f2 la linea del fronte, pass\u00f2 dagli amici ai ne&shy;mici. Venne ricevuto dal sultano, quell&#8217;uomo terribile, che tutti temevano arrivasse a Roma per saccheggiarla. Scopr\u00ec che in realt\u00e0 era un uomo colto, saggio. Parlarono di religione: Francesco forse propose che Gerusalemme venisse ceduta ai cristiani in cambio del ritiro dei crociati. Il colloquio, che as&shy;sunse il carattere di un dibattito religioso islamo-cristiano, in&shy;dicava un&#8217;altra via: non la spada, ma il dialogo di pace.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Le stigmate e la morte<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Francesco sul monte della Verna cominci\u00f2 a sentire una tristezza, la tristezza di Ges\u00f9 in mezzo ai suoi discepoli du&shy;rante la Passione, la stessa di cui parla l&#8217;apostolo Paolo: &#8220;D&#8217;o&shy;ra innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti, io porto le stim&shy;mate di Cristo nel mio corpo&#8221; (Galati 6, 7). \u00c8 come se que&shy;st&#8217;uomo, che aveva mosso tanta gente, alla fine si trovasse in&shy;torno una folla che non voleva muoversi e che avrebbe pre&shy;ferito si fermasse anche lui come tutti. Le stigmate completarono quella compassione che ebbe quando baci\u00f2 il lebbroso e quando sent\u00ec parlare il Crocifisso di san Damiano. Ormai Francesco aveva un cuore largo: era come un fratello universale. Non potendo pi\u00f9 viaggiare scrisse una lettera a tutti: &#8220;Considerando che non posso visitare voi singo&shy;li a causa della mia malattia e della mia debolezza, voglio con questo messaggio raggiungervi per dirvi le parole del Signo&shy;re&#8221;. Le sue sono parole di misericordia, perdono, umilt\u00e0, amore per i nemici.&nbsp; Scrive ai preti e raccomanda: &#8220;Custodite il corpo del Signore&#8221;.&nbsp; Scrive ai popoli e dice: &#8220;Non vivete male, che tutti mo&shy;riremo&#8221;. Scrive ai frati, ai superiori, a frate Leone, suo compagno, scrive alla sua amica&nbsp; Jacopa che viveva a Roma e le dice: &#8220;Sbrigati a venirmi a trovare perch\u00e9 forse muoio&#8221;. Parla al mondo: \u00e8 un fratello dal respiro univer&shy;sale. Resta per\u00f2 un umile fraticello che crede veramente di essere tale, un umile frate dal corpo piccolo, dal tratto cortese, buono, dalla parola semplice e persuasiva, un uomo che riesce ad avere una visione grande come mai nes&shy;suno del suo tempo ebbe. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Sentendo avvicinarsi la sua fine Francesco si fece traspor&shy;tare alla Porziuncola. Mentre scende dalla collina, dice: &#8220;Voltatemi con la faccia verso Assisi&#8221;. I frati lo girano e Francesco vede la citt\u00e0 che do&shy;minava la valle, il monte Subasio, San Damiano e poi la pia&shy;nura. Era quasi cieco, ma contempla la citt\u00e0 e le montagne, fa un gran segno di croce: &#8220;Sii benedetta dal Signore perch\u00e9 il Si&shy;gnore ti ha scelto per essere la patria e la memoria di tutti co&shy;loro che lo riconoscono&#8221;. E&#8217; portato alla Porziuncola e messo in una capanna die&shy;tro la cappella. Il primo ottobre, un gioved\u00ec, Francesco chiama intorno a s\u00e9 tutti i frati e racco&shy;manda di tenere a cuore il Vangelo e di essere umili. Poi si fa spogliare di tutte le sue vesti e chiede di essere messo nudo sulla terra nuda. Riceve dal guardiano la tonaca con cui doveva morire, ma non gli sembra troppo misera e allora ne chiede una pi\u00f9 povera, poi si addormenta. Il venerd\u00ec, due ot&shy;tobre, si sveglia con forti dolori e i frati stanno tutti attorno a lui. Francesco pensa sia ancora gioved\u00ec, si fa portare del pa&shy;ne, lo benedice, lo spezza e lo d\u00e0 ai suoi amici: &#8220;Andatemi a prendere la Scrittura, leggete il Vangelo del gioved\u00ec santo&#8221;. Voleva ripetere anche in quel momento il Vangelo alla lettera. I frati leggono, sopra il letto di Francesco, il Vangelo del gio&shy;ved\u00ec santo, quello di Giovanni al capitolo 13. Dopo quella let&shy;tura i frati non si allontanano, Angelo e Leone gli cantano di nuovo il Cantico di frate sole, e continuamente sentono usci&shy;re dalle labbra di Francesco: &#8220;Laudato sii mi Signore per sora nostra morte&#8221;. Giunge sino al sabato del tre ottobre. Francesco inizia a cantare il salmo 141 che dice: &#8220;Con tutta la mia voce grido al Signore&#8221;, e continua: \u201cCon la mia voce io grido, con la mia vo&shy;ce io supplico, effondo al suo cospetto il mio lamento, proclamo la mia angustia alla sua presenza, mentre il mio spirito vien meno Tu sai Signore, quali sono le mie vie, trai dal car&shy;cere l&#8217;anima mia perch\u00e9 io lodi il Tuo nome, i giusti si strin&shy;gano intorno a me perch\u00e9 tu mi usi piet\u00e0&#8221;.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-pagination: none; mso-layout-grid-align: none\">Queste sono le sue ultime parole, poi tace: Francesco si \u00e8 spento. La leggenda racconta che attorno al santo morto giungono le allodole, quasi il segno della pace che si era creata intorno a quell&#8217;uomo. I frati vegliano tutta la notte e quando spunta l&#8217;alba del 4 ottobre viene Jacopa e si fanno vi&shy;cino tutti gli altri discepoli, il popolo, i preti di Assisi. Un im&shy;ponente corteo prende il corpo di Francesco e lo riporta ver&shy;so la citt\u00e0. Per adempiere alla promessa fatta da Francesco a Chiara, la processione si ferma innanzi a San Damiano dove le monache con Chiara danno il loro ultimo saluto. Quattro anni dopo, nel 1230, la salma di Francesco viene portata nel&shy;la chiesa fatta costruire dal suo successore, frate Elia. Ma il santo di Assisi continua a vivere con il suo amore per i poveri, lungo tutte le generazioni cristiane. Il suo mes&shy;saggio non invecchia, la sua passione per la pace e la vita fra&shy;terna, arriva fino ai giorni nostri e ci invita a cambiare insie&shy;me a lui seguendo lo stesso Vangelo e lo stesso desiderio di cambiare questo mondo.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pellegrinaggio Assisi 2006 &nbsp; Pellegrini &nbsp; Siamo venuti come pellegrini ad Assisi, una citt\u00e0 che conserva la memoria di Francesco e che Giovanni Paolo II ha trasformato, sulla scia della testimonianza di Francesco, in luogo santo per invocare la pace. E\u2019 una santuario singolare. Non si viene qui per chiedere grazie e guarigioni. 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