{"id":15848,"date":"2007-02-16T00:00:00","date_gmt":"2007-02-16T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/introduzione-del-libro-il-prete-romano-ricordando-don-andrea-santoro.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:34","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:34","slug":"introduzione-del-libro-il-prete-romano-ricordando-don-andrea-santoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/introduzione-del-libro-il-prete-romano-ricordando-don-andrea-santoro.html","title":{"rendered":"Introduzione del libro &#8220;Il prete romano &#8211; ricordando don Andrea Santoro&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">La morte di don Andrea Santoro &#8211; con il quale ho condiviso gli anni della formazione al sacerdozio, in parte quelli del ministero pastorale a Roma e per certi versi anche quelli in Turchia \u2013 ha posto non pochi interrogativi a coloro che gli sono stati vicini, ma interpella i preti in generale e quelli di Roma in particolare. Com\u2019essere preti, oggi? Come vivere il proprio il sacerdozio in una societ\u00e0 cos\u00ec complessa com\u2019\u00e8 la nostra? Come testimoniare la fedelt\u00e0 al Vangelo in una cultura che sembra incapace di compiere scelte definitive? La testimonianza di don Andrea \u00e8 senza dubbio un invito pressante per porsi sulla lunghezza d\u2019onda che lui ha vissuto; ed \u00e8 altres\u00ec un invito ai pi\u00f9 giovani a guardare come un cristiano ha seguito il Vangelo sino alla fine. Potremmo dire: abbiamo bisogni di preti cos\u00ec; abbiamo bisogno di cristiani che sanno dare la propria vita per il Signore, per la sua Chiesa e per la pace tra i popoli. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">La vicenda di don Andrea \u00e8 complessa, e va capita in tutte le sue implicanze. In molti non l\u2019abbiamo compreso fino in fondo. La sua morte ci ha svelato la straordinaria ricchezza della sua testimonianza evangelica. In questo orizzonte comprendiamo quel che lui diceva della morte in una sua lettera: \u201cProprio la morte, da nemica, pu\u00f2 diventare amica perch\u00e9 appannando all\u2019improvviso tutto pu\u00f2 portare alla luce cose nascoste e porre domande fino allora ignorate. Il dolore che uccide e spesso all\u2019inizio pone contro Dio, pu\u00f2 aprire sentieri sconosciuti e produrre frutti inimmaginati, pu\u00f2 riportare a quel Dio da cui ci eravamo allontanati e che per questo ci appariva inesistente o estraneo o muto\u201d<A title=\"\" style=\"mso-footnote-id: ftn1\" href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/admin\/vescovo\/textbox.asp#_ftn1\" name=_ftnref1>[1]<\/A>. Don Andrea \u00e8 tornato a Dio, ma la sua morte ci ha aperto una finestra sulla bellezza della sua vita, sulla forza della sua testimonianza e ci aiuta a pensare cose che prima magari non pensavamo con tanta forza. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Augusto D\u2019Angelo (ma si pu\u00f2 vedere anche il volume di Valentino Salvoldi<A title=\"\" style=\"mso-footnote-id: ftn2\" href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/admin\/vescovo\/textbox.asp#_ftn2\" name=_ftnref2>[2]<\/A>) ha gi\u00e0 scritto una preziosa biografia di don Andrea<A title=\"\" style=\"mso-footnote-id: ftn3\" href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/admin\/vescovo\/textbox.asp#_ftn3\" name=_ftnref3>[3]<\/A>. Assieme alle \u201cLettere dalla Turchia\u201d rappresentano una fonte gi\u00e0 ricca per comprenderne la statura spirituale. Era un \u201cprete romano\u201d, potremmo dire sinteticamente. Andrea Riccardi, nella Introduzione alla biografia di D\u2019Angelo, riassume cos\u00ec: <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">\u201cPrete romano\u2026non vuol, dire qualcosa di curialesco o di comodo. La vita di don Andrea illumina quella di un gruppo di uomini, di una o pi\u00f9 generazioni che hanno speso la loro vita a Roma nell\u2019impegno pastorale\u2026Il tempo \u00e8 cambiato; gli uomini e i modelli sono in parte cambiati. Ma il prete romano resta, come qualcuno che opera sul terreno concreto di una citt\u00e0 che conosce, attraverso tutto il Novecento, una grande trasformazione\u2026\u201d<A title=\"\" style=\"mso-footnote-id: ftn4\" href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/admin\/vescovo\/textbox.asp#_ftn4\" name=_ftnref4>[4]<\/A>. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Riflessioni come queste di Riccardi mi hanno spinto a riprendere tra le mani e riordinare alcune pagine di ricerche di natura storica sul prete romano per individuarne alcuni motivi di fondo e coglierne qualche tratto che a me pare utile notare e soprattutto vivere. Per chi ha conosciuto don Andrea fa certamente riflettere il suo desiderio di non staccarsi dal Seminario Romano, soprattutto negli ultimi anni quando era in Turchia. Avrebbe voluto che la sua residenza a Roma fosse proprio il Seminario, come a voler tener saldo quel legame con Roma che ha preso corpo in lui durante gli anni della formazione. Il parallelo con Giovanni XXIII viene spontaneo, non solo per il legame con la Turchia che ha uniti i due per qualche tempo, ma soprattutto per quel tornare alle fonti romane che non ha mai abbandonato Roncalli, come mostra la notevole corrispondenza di quest\u2019ultimo con i rettori del Seminario Romano.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Vorrei dedicare queste pagine a don Andrea. Con lui pi\u00f9 di qualche volta abbiamo parlato, soprattutto quando nei primi anni di sacerdozio ci interrogavamo su come essere cristiani e preti a Roma, su come comunicare il Vangelo di sempre, che a Roma risuonava da duemila anni, in una citt\u00e0 che mutava cos\u00ec velocemente il suo volto. Sentivamo che era necessaria una nuova fantasia pastorale, un nuovo linguaggio, ma soprattutto \u2013 ed \u00e8 questo il messaggio pi\u00f9 alto che don Andrea ci lascia \u2013 il dono totale della vita come una testimonianza di amore. Lo aveva intuito nel profondo del suo animo e, cos\u00ec a me pare, lo ha scoperto via via nel suo complesso itinerario di vita di prete. Tra Oriente e Occidente, tra Roma e il mondo, tra cattolici e altri cristiani, tra ebrei e musulmani, don Andrea ha vissuto in pienezza la sua vocazione di prete romano. Per trenta anni lo ha vissuto a Roma e, ancora come prete romano, in Turchia ha continuato la stessa missione. E\u2019 andato in Turchia non come turista. Era viva in lui la coscienza di camminare sulla terra dove il cristianesimo aveva mosso i primi passi: voleva come coglierne la linfa vitale. Vi \u00e8 andato anche sapendo che quella terra aveva bisogno di una rinnovata testimonianza evangelica. Vi \u00e8 andato con quel senso del debito che tutto l\u2019Occidente deve avere per l\u2019Oriente, ma Roma in maniera particolare. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Andare in Turchia non era per lui una decisione privata, frutto di sue scelte personali. Vi \u00e8 andato a nome della Chiesa di Roma. Racconta il cardinale Ruini che quando, parlandone con lui,&nbsp; gli diceva quasi a provocarlo che questa era una sua scelta personale, don Andrea ribatteva con vigore: \u201cno, non vado a nome mio, vado a nome della Diocesi di Roma\u201d. Dalla Chiesa dell\u2019apostolo Pietro, don Andrea, si recava nella terra della Chiesa dell\u2019apostolo Andrea, il primo dei chiamati, per offrire quella testimonianza d\u2019amore che sola pu\u00f2 lenire e guarire la ferita lacerante della divisione. Aveva compreso che solo l\u2019amore evangelico vissuto sino in fondo pu\u00f2 sanare la divisione. Per questo resta un testimone dell\u2019ecumenismo e un martire del dialogo tra le religioni e tra i popoli. Lo diceva spesso: \u201cLa mia missione \u00e8 il dialogo tra le fedi\u201d. Sapeva che nel Medio Oriente si incrociavano sia l\u2019ebraismo che l\u2019islam. E don Andrea ha scelto come missione di essere un ponte, proprio mentre questo mondo sembra perseguire una recrudescenza di conflittualit\u00e0. Non \u00e8 il conflitto tra civilt\u00e0 che ci salva, ma l\u2019incontro franco e saldo a cui ci spinge l\u2019amore cristiano.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Sono non poco significative alcune riflessioni scritte nella sua ultima lettera che hanno il sapore di un testamento. Scrive don Andrea: <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">\u201cIl vantaggio di noi cristiani nel credere in un Dio inerme, in un Cristo che invita ad amare i nemici, a servire per essere \u201csignori\u201d della casa, a farsi ultimo per risultare il primo, in un vangelo che proibisce l\u2019odio, l\u2019ira, il giudizio, il dominio, in un Dio che si fa agnello e si lascia colpire per uccidere in s\u00e9 l\u2019orgoglio e l\u2019odio, in un Dio che attira con l\u2019amore e non domina con il potere, \u00e8 un vantaggio da non perdere. \u00c8 un \u201cvantaggio\u201d che pu\u00f2 sembrare \u201csvantaggioso\u201d e perdente e lo \u00e8, agli occhi del mondo, ma \u00e8 vittorioso agli occhi di Dio e capace di conquistare il cuore del mondo. Diceva san Giovanni Crisostomo: Cristo pasce agnelli, non lupi. Se ci faremo agnelli vinceremo, se diventeremo lupi perderemo. Non \u00e8 facile, come non \u00e8 facile la croce di Cristo sempre tentata dal fascino della spada\u2026Ci sar\u00e0 chi voglia essere presente in questo mondo mediorientale semplicemente come \u201ccristiano\u201d, \u201csale\u201d nella minestra, \u201clievito nella pasta, \u201cluce\u201d nella stanza, \u201cfinestra\u201d tra muri innalzati, \u201cponte\u201d tra rive opposte, \u201cofferta\u201d di riconciliazione?\u201d<A title=\"\" style=\"mso-footnote-id: ftn5\" href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/admin\/vescovo\/textbox.asp#_ftn5\" name=_ftnref5>[5]<\/A> <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">L\u2019eco straordinaria che ha avuto la tua morte mostra il bisogno che tutti abbiamo di queste parole, di questa testimonianza. In esse c\u2019\u00e8 l\u2019eco di tutto il Vangelo. Don Andrea non ci ha lasciato un trattato di teologia e neppure un volume di pastorale. La sua vita \u00e8 la sua morte martiriale. Accostandoci per coglierne qualche tratto scorgiamo che affonda le radici nel pozzo profondo della Chiesa di Roma che egli ha compreso e vissuto con quel primato della carit\u00e0 che la Chiesa di Roma \u00e8 chiamata a vivere e a testimoniare ancora oggi.<\/P><br \/>\n<BR clear=all><\/p>\n<p><P class=MsoFootnoteText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La morte di don Andrea Santoro &#8211; con il quale ho condiviso gli anni della formazione al sacerdozio, in parte quelli del ministero pastorale a Roma e per certi versi anche quelli in Turchia \u2013 ha posto non pochi interrogativi a coloro che gli sono stati vicini, ma interpella i preti in generale e quelli [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15849,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-15848","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/ilpreteromano_11.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15848","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15848"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15848\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15849"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15848"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15848"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15848"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}