{"id":15824,"date":"2006-09-09T00:00:00","date_gmt":"2006-09-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/la-felicita-alla-luce-del-vangelo.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:35","slug":"la-felicita-alla-luce-del-vangelo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-felicita-alla-luce-del-vangelo.html","title":{"rendered":"\u201cLa felicit\u00e0 alla luce del Vangelo\u201d"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><BR>Parlare della felicit\u00e0 non \u00e8 n\u00e9 consueto, n\u00e9 usuale e, tuttavia, \u00e8 essenziale, perch\u00e9 la felicit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che tutti desiderano, ma \u00e8 molto difficile incontrarla in questo tempo. In molti Paesi del \u201cterzo mondo\u201d ci sono guerre, fame e morte; nel mondo occidentale, invece, ci sono tranquillanti, eutanasia, suicidio; c\u2019\u00e8, insomma, la strana ricerca di una felicit\u00e0 sbagliata. Per questo io credo che le Acli, mettendo nel cuore della riflessione questo tema, ci svegliano, cosicch\u00e9 nessuno di noi possa dire di non sapere. In un momento in cui a Brescia ci sono in pochi giorni otto morti per violenza nessuno pu\u00f2 dire: \u201cIo non c\u2019ero\u201d.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Credo che nessuno possa essere felice se chiude gli occhi e si tappa&nbsp; le orecchie, se alza muri e blocca frontiere. Non \u00e8 possibile essere felici da soli; parlare oggi di \u201cstato di felicit\u00e0\u201d \u00e8 penoso e potremmo arrivare a parlare di \u201cdeclino della felicit\u00e0\u201d. In effetti ce n\u2019\u00e8 poca in giro, come sono rare le passioni, le utopie, gli slanci, i sogni. Se penso ai grandi ideali dell\u2019egualitarismo e della solidariet\u00e0 che un tempo muovevano le folle, oggi sono guardati con sospetto e ritenuti persino pericolosi. L\u2019individualismo, espressione un tempo demonizzata sia dagli ambienti cattolici che in quelli socialisti, esprime invece oggi comportamenti comuni e consolidati.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">C\u2019\u00e8 una sfasatura nel senso della felicit\u00e0 perch\u00e9 oggi essa \u00e8 intesa come una vita ricca e&nbsp; tranquilla, ove \u00e8 bandito lo spazio mentale per l\u2019altro e per tutto quello che va oltre se stessi e le proprie preoccupazioni. Insomma, la felicit\u00e0 \u00e8 pensare a s\u00e9, e per di pi\u00f9 farlo in tono mediocre. Qualsiasi altra idea di felicit\u00e0 che non sia benessere per s\u00e9 oppure una vita tranquilla, fa paura. Ecco perch\u00e9 si fugge dalla felicit\u00e0. Per questo motivo ritengo opportuno e lungimirante un convegno su questo tema: bisogna riflettere su un argomento cos\u00ec decisivo per la vita personale e collettiva perch\u00e9 noi non possiamo fuggire. A noi cristiani \u00e8 data un\u2019eredit\u00e0 che il mondo non ha, quella, appunto, dell\u2019amore che \u00e8 l\u2019unica via della felicit\u00e0. C\u2019\u00e8 un obbligo morale per noi cristiani: dare al mondo quella eredit\u00e0 che abbiamo avuto per grazia e che non possiamo tenere nascosta. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La felicit\u00e0 evangelica \u00e8 qualcosa che il mondo non ha come non l\u2019avremmo avuta noi se non l\u2019avessimo ricevuta, la felicit\u00e0 evangelica \u00e8 un dono di Dio. Anche nel primo testamento era un dono: la terra dove scorrevano latte e miele \u00e8 stata donata agli ebrei da Dio. All\u2019ingresso della terra di Canaan fu scritto \u201cAmerai il prossimo tuoi come te stesso\u201d&nbsp; perch\u00e9 in origine la terra era stata divisa fra tutte le famiglie, nella stessa quantit\u00e0, cos\u00ec che nessuno ne rimanesse privo, questo era il senso di una felicit\u00e0 completa. La felicit\u00e0 nel primo testamento, quindi, veniva sempre proiettata dai profeti nel futuro, nei giorni ultimi in quel Regno che divenne il cuore della predicazione di Ges\u00f9, un Regno donato da Dio in cui pace, giustizia e amore erano di casa. Per Ges\u00f9, per\u00f2, il Regno, la felicit\u00e0, non era proiettato alla fine, all\u2019avvenire: \u201cIl Regno di Dio \u00e8 in mezzo a voi\u201d dice Ges\u00f9. Lo \u00e8 in maniera dialettica, in una lotta costante contro il male come fu per Ges\u00f9, ma pace, giustizia e felicit\u00e0 non erano nell\u2019\u201descatologia\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Quando Ges\u00f9 venne port\u00f2 uno \u201csconquasso\u201d che stup\u00ec il Battista, il quale mand\u00f2 i discepoli davanti a Ges\u00f9 per chiedergli: \u201cSei tu quello che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?\u201d Ed Egli rispose: \u201cDite ci\u00f2 che avete visto: i ciechi vedono, gli storpi camminano, ai poveri \u00e8 stato annunciato un anno di grazia\u201d. Nei Vangeli \u00e8 scritto che ovunque Ges\u00f9 andasse si creava intorno a lui un clima di festa, di felicit\u00e0 che non aveva nulla di escatologico, ma era un clima reale per chi lo aspettava davvero, poveri, deboli, malati, peccatori.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Secondo il Vangelo, il manifesto della felicit\u00e0 sono le \u201cBeatitudini\u201d. In esse Ges\u00f9 propone un\u2019idea di felicit\u00e0 che contrasta con quella corrente di ieri e di oggi. Cosa vuol dire, che i poveri sono beati? Ges\u00f9 vuol forse intendere che se uno \u00e8 povero, malato, perseguitato, \u00e8 felice? No, i poveri sono felici non perch\u00e9 poveri, ma perch\u00e9 finalmente non sono pi\u00f9 abbandonati: il Figlio stesso di Dio \u00e8 sceso sulla terra per essere loro vicino e per liberarli dalla povert\u00e0 e dall\u2019oppressione: Dio ha scelto di essere accanto a loro. Per ciascuno di loro era arrivato un amico che li liberava e per questo erano felici. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La beatitudine evangelica \u00e8 una forza che ci possiede, \u00e8 il Cielo che scende sulla terra, che invade la nostra vita. \u00c8 un\u2019energia che cresce e ci coinvolge, che tormenta e rende inquieti. La beatitudine evangelica fa impazzire gli psicologi, rovescia i valori terreni, \u00e8 il contrario del benessere individuale, della filaut\u00eca, l\u2019amore per s\u00e9 stessi. La felicit\u00e0 evangelica non \u00e8 pensabile sulla misura individuale, \u00e8 una sorta di estasi, un uscire da s\u00e9 verso l\u2019Altro e verso gli altri. &#7872; il modo di essere felice di Dio e la felicit\u00e0 \u00e8 l\u2019essere stesso di Dio. Egli, perfettissimo, \u00e8 sceso sulla terra perch\u00e9 \u201cera triste\u201d, aveva bisogno della compagnia umana per essere felice perch\u00e9 la sua gioia \u00e8 rendere felici noi, questa \u00e8 la felicit\u00e0 evangelica, quella eredit\u00e0 che il mondo non ha. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Dio non \u00e8 una monade isolata in alto, felice della sua potenza, la sua felicit\u00e0 \u00e8 sulla croce, \u00e8 con Ges\u00f9 che passa il suo tempo con gli ultimi e non con Erode. Questa \u00e8 la felicit\u00e0 che non conosce neanche la reciprocit\u00e0: il Verbo ha lasciato il cielo per renderci felici, anche a costo di avere la porta sbattuta in faccia, come avvenne quella notte a Betlemme e, 33 anni dopo, di essere crocifisso fuori di Gerusalemme. Questa \u00e8 la via della felicit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 un linguaggio duro potremmo fare come quei discepoli a Cafarnao che, quando Lui parl\u00f2 di s\u00e9 stesso come di pane che si dava, dissero: \u201cQuesto linguaggio \u00e8 duro, chi pu\u00f2 comprenderlo?\u201d. Pietro, rapito da Ges\u00f9, rispose per tutti: \u201cSignore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna\u201d, cio\u00e8 di felicit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il Vangelo \u00e8 l\u2019unico modo per ritrovare la strada verso l\u2019utopia dell\u2019amore; le beatitudini ne sono il manifesto e ci fanno comprendere che la \u201cbuona notizia\u201d che noi cristiani dobbiamo dare al mondo \u00e8 quella di scegliere di amare Dio e gli ultimi; anzi, questa \u00e8 la via che \u00e8 scritta dentro di noi, \u201cnei nostri cromosomi\u201d, qualunque altra via non rende l\u2019uomo felice.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Quando Dio cre\u00f2 l\u2019uomo, il punto pi\u00f9 alto della sua opera, guardandolo disse: \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d. Come a dire che da soli non si pu\u00f2 essere felici. Non \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo perch\u00e9 la felicit\u00e0 sta solo nella compagnia di chi \u00e8 simile a noi: questa \u00e8 la via della felicit\u00e0 che il mondo oggi sembra aver smarrito.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">La felicit\u00e0 \u00e8 legata al rapporto con Dio, ad un rapporto di fiducia, di fede. Questa convinzione faceva dire ad un monaco ortodosso. \u201cChi non ha fede, non ha felicit\u00e0\u201d. Non voleva certo escludere dalla felicit\u00e0 chi non crede. Anche il non credente pu\u00f2 trovare la felicit\u00e0, ma sicuramente non nel ripiegamento su se stesso e sui propri affari. La felicit\u00e0, anche nel campo della non credenza, \u00e8 possibile solo nel rapporto gratuito con gli altri, a partire dai pi\u00f9 poveri; chi si mette sulla strada dell\u2019amore, anche non credente, trova come sua compagna la felicit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Potremmo applicare anche alla felicit\u00e0 quel che il Vangelo di Matteo, al capitolo 25, attribuisce alla carit\u00e0, quando Ges\u00f9 dice al termine dell\u2019esistenza del non credente che si presenta di fronte al suo tribunale: \u201cVenite benedetti dal Padre, ricevete in eredit\u00e0 il Regno promesso per voi fin dalla fondazione del mondo. Perch\u00e9 ho avuto fame e mi avete dato da mangiare\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&#7872; sulla via dell\u2019amore \u2013 che \u00e8 una via larga, mai scontata o banale &#8211; che si incontra la felicit\u00e0. Nell\u2019amore si incontrano tutti coloro che scelgono, pur appartenendo a fedi e culture diverse, di amare gli altri prima di se stessi. &#7872; l\u2019unica via della felicit\u00e0 piena e duratura.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Voglio concludere con un\u2019ultima riflessione: la felicit\u00e0 non sta nel ricevere, ma nel dare. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Lo disse Ges\u00f9, anche se i Vangeli non lo riportano. Fu Paolo a riportarlo quando prima di lasciare gli anziani della comunit\u00e0 di Efeso li raccolse e disse cos\u00ec: \u201cVoi sapete che nelle necessit\u00e0 mie e di quelli che erano con me hanno provveduto queste mie mani. In tutte le maniere vi ho dimostrato che lavorando cos\u00ec si devono soccorrere i deboli, ricordandoci delle parole del Signore Ges\u00f9 che disse: vi \u00e8 pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere!\u201d (At 20,35). Paolo ricorda agli anziani il suo rapporto personale con i poveri: li aiutava con il lavoro delle sue mani. Il verbo \u201csostenere\u201d significa \u201cprendersi cura\u201d, cos\u00ec come il samaritano si prese cura dell\u2019uomo mezzo morto abbandonato sulla via che da Gerusalemme scende verso Gerico. L\u2019apostolo vuole sottolineare la responsabilit\u00e0 che ciascun credente deve avere verso i poveri e i deboli.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Chi immaginava che il prefetto del Santo Ufficio, divenuto Papa, non mettesse anzitutto i puntini sulle \u201ci\u201d sulle questioni teologiche? Quale \u00e8 stata la prima parola di Benedetto XVI? L\u2019Amore. Dio \u00e8 amore, e ha toccato il cuore della felicit\u00e0 e non smette di dire: \u201cLa Chiesa presenti al mondo un Dio che ama, presenti un Dio dal volto umano e la Chiesa sappia amare\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Questa \u00e8 la nostra felicit\u00e0, in questo senso \u00e8 beato chi d\u00e0, non chi riceve, e per questo la Didach\u00e8 scrive riecheggiando il testo di Paolo: \u201cD\u00e0 a chiunque ti chieda, e non pretendere la restituzione. Infatti, il Padre vuole che i suoi doni vengano dati a tutti. Beato chi d\u00e0, secondo il precetto, perch\u00e9 costui \u00e8 incensurabile\u201d. E aggiunge: \u201cGuai a chi riceve! Se accetta per bisogno \u00e8 senza colpa, ma se non \u00e8 bisognoso, verr\u00e0 punito sia per il motivo che per lo scopo per i quali ha accettato\u201d. &#7872; un invito a comprendere che la felicit\u00e0 senza i poveri non esiste, perch\u00e9 la nostra felicit\u00e0 \u00e8 strettamente legata alla loro.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Le parole di Ges\u00f9 riportate da Paolo sono una sfida che noi cristiani dobbiamo raccogliere. Si tratta di vivere e quindi di mostrare nei nostri volti, nei nostri comportamenti che c\u2019\u00e8 pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere. Il giovane ricco del Vangelo se ne and\u00f2 triste perch\u00e9 non volle dare quel che aveva. Francesco d\u2019Assisi raggiunse la perfetta letizia quando comprese l\u2019amore. L\u2019amore cristiano non \u00e8 una virt\u00f9, \u00e8 una forza interiore, un\u2019energia spirituale che cambia il cuore di chi l\u2019accoglie e riesce a trasformare il mondo: rompe infatti ogni barriera, avvicina i lontani, accomuna gli estranei, rende familiari i nemici, valica abissi insuperabili, entra nella pieghe e nelle piaghe pi\u00f9 nascoste della societ\u00e0 e cerca di lenirle e curarle con attenzione. Per sua natura l\u2019amore cristiano \u00e8 profetico; compie anche miracoli; non ha limiti; \u00e8 per l\u2019impossibile. L\u2019amore \u00e8 un modo di concepire la vita e di viverla. Una Chiesa che non conosce limiti all\u2019amore, cristiani che non conoscono nemici da combattere ma solo uomini e donne da amare, \u00e8 ci\u00f2 di cui il mondo ha bisogno. \u00c8 la nostra felicit\u00e0. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Lo riconobbe Francesco d\u2019Assisi quando vinse la repulsione di abbracciare il lebbroso. Appena lo vide, come era normale, fu tentato di scansarlo. Ma quell\u2019energia di amore che gli aveva invaso il cuore lo spinse a scendere da cavallo, ad avvicinarsi al lebbroso e a baciarlo e abbracciarlo. Scriver\u00e0 pi\u00f9 tardi nel testamento: \u201cCi\u00f2 che mi sembrava amaro mi fu cambiato in dolcezza di anima e di corpo\u201d. Quel gesto gli aveva cambiato il gusto della vita. Scrivono le Fonti: \u201cPieno di gioia e di ammirazione, poco tempo dopo volle ripetere quel gesto\u201d. Stando con i lebbrosi aveva finalmente trovato quella felicit\u00e0 che non gli dava la vita precedente.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">*Intervento non rivisto dall\u2019autore<BR><BR><A href=\"http:\/\/www.acli.it\/orvieto2006\/salastampa_06\/visualizza_interventi.asp\">vai sul sito delle ACLI<\/A><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Parlare della felicit\u00e0 non \u00e8 n\u00e9 consueto, n\u00e9 usuale e, tuttavia, \u00e8 essenziale, perch\u00e9 la felicit\u00e0 \u00e8 ci\u00f2 che tutti desiderano, ma \u00e8 molto difficile incontrarla in questo tempo. 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