{"id":15820,"date":"2006-03-03T00:00:00","date_gmt":"2006-03-03T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/no-allo-scontro-di-incivilta.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:35","slug":"no-allo-scontro-di-incivilta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/no-allo-scontro-di-incivilta.html","title":{"rendered":"No allo scontro di incivilt\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><P>a cura di Mostafa El Ayoubi<\/P><br \/>\n<P>\u00abQuello che sta accadendo non \u00e8 uno scontro di civilt\u00e0 ma, in realt\u00e0, uno scontro tra incivilt\u00e0, perch\u00e9 imporre con la forza delle armi o del conflitto le proprie prospettive \u00e8 un\u2019attitudine assolutamente incivile\u00bb. Intervista al presidente della Commissione episcopale per l\u2019ecumenismo e il dialogo della Cei.<\/P><br \/>\n<P>A distanza di tanti mesi dalla pubblicazione, le vignette satiriche sul profeta Mohammed continuano a suscitare reazioni talvolta anche molto violente in seno alle popolazioni islamiche, con effetti disastrosi sul rapporto tra Occidente e mondo islamico e sul dialogo gi\u00e0 difficile tra cristianesimo e islam. A tale proposito, abbiamo chiesto un parere a monsignor Vincenzo Paglia, presidente della Commissione episcopale per l\u2019ecumenismo e il dialogo della Cei, particolarmente colpito da quanto sta accadendo, in quanto don Andrea Santoro, una delle vittime di questo scontro, era un suo carissimo amico.<\/P><br \/>\nLei \u00e8 stato amico di don Andrea Santoro. Che ricordi ha di lui?<br \/>\n<P>Con don Andrea Santoro ci siamo trovati alla fine degli anni Cinquanta nel seminario romano minore. Siamo rimasti insieme fino all\u2019ordinazione nel 1970. Era un ragazzo molto riflessivo, che amava la vita. La seconda met\u00e0 degli anni Sessanta, cio\u00e8 nel periodo tra il Concilio e il dopo Concilio, si respirava un nuovo clima culturale nella societ\u00e0 italiana. \u00c8 stato il periodo in cui don Andrea ha maturato la coscienza di dare uno spessore pi\u00f9 chiaro al vangelo e riportarlo vicino alla vita dei pi\u00f9 poveri e del mondo giovanile. Mi ricordo quando insieme imparavamo a suonare la chitarra per poter comprendere il mondo dei giovani. Don Andrea continu\u00f2 questo impegno appassionato nelle parrocchie romane per la comunicazione evangelica. Voleva essere un testimone del vangelo fino in fondo, con tratti anche radicali e poco comprensibili per qualcuno. Sentiva il peso di una vita parrocchiale strutturata, cosa che lo port\u00f2 alla scelta avvenuta nel 2000 di andare in Turchia.<\/P><br \/>\nPerch\u00e9 ha scelto la Turchia?<br \/>\n<P>La sua decisione di andare in Turchia nacque dal bisogno, innanzitutto, di tornare alle origini delle comunit\u00e0 cristiane e, quindi, alle radici del cristianesimo. Voleva che la testimonianza evangelica emergesse quasi libera dalle pesantezze di strutture pastorali. \u00c8 andato l\u00ec come per restituire un debito ad una terra che aveva portato il vangelo in Europa. Lui sentiva come un debito di riconoscenza, andando l\u00ec a riportare quel vangelo che da quella terra aveva ricevuto.<\/P><br \/>\n<P>Ha scelto la Turchia perch\u00e9 \u00e8 il crocevia tra il cristianesimo occidentale e quello orientale, e il crocevia con il mondo islamico. Ecco, in questo crocevia lui volle rivivere l\u2019avventura evangelica. La sua missionariet\u00e0 era \u00absui generis\u00bb, fatta non da una imposizione robusta con strutture, grandi costruzioni, ma con la forza debole solo del vangelo e del suo amore.<\/P><br \/>\nL\u2019assassinio di don Andrea si colloca in un quadro difficile nel rapporto tra il mondo cristiano e quello islamico. Lei ritiene che la stagione del dialogo sia chiusa e che siamo ormai allo scontro tra civilt\u00e0?<br \/>\n<P>Al contrario, io penso che la stagione del dialogo debba continuare, altrimenti uccideremmo un\u2019altra volta la sua testimonianza. Qualche tempo fa, quando si sottolineava questo tipo di scontro e si attizzava il fuoco anche tra le fila dei cristiani, lui ebbe a dire, riprendendo i suggerimenti evangelici, che \u00abi cristiani sono uomini della croce, non della spada\u00bb e quindi credo che siamo chiamati a promuovere l\u2019incontro e il dialogo. Quello che sta accadendo non \u00e8 uno scontro di civilt\u00e0 ma, in realt\u00e0, uno scontro tra incivilt\u00e0, perch\u00e9 imporre con la forza delle armi o del conflitto le proprie prospettive \u00e8 un\u2019attitudine assolutamente incivile.<\/P><br \/>\nSecondo lei, a chi giova questo scontro?<br \/>\n<P>Secondo me non giova a nessuno, se non a chi, per fini che non sono religiosi, strumentalizza anche la fede a fini esclusivamente politici e di potere concreto. Ci sono abili strateghi che non si fanno scrupoli n\u00e9 di strumentalizzare i sentimenti pi\u00f9 profondi n\u00e9 di uccidere uomini e donne senza alcun problema, non hanno alcuno scrupolo pur di raggiungere un potere politico o economico al servizio delle loro prospettive, che non sono certo prospettive religiose. La storia europea conosce episodi analoghi e abbiamo compreso oggi quanto poco entrasse la fede e quanto invece entrasse la prospettiva politica. Credo che parlare di scontri di religioni o di civilt\u00e0 sia una semplificazione che porta acqua solo agli estremisti.<\/P><br \/>\nL\u2019increscioso episodio delle vignette danesi ha portato acqua al mulino degli estremisti da entrambe le parti. Lei cosa ne pensa?<br \/>\n<P>Io penso che, da una parte, la libert\u00e0 di stampa non \u00e8 un randello che ognuno pu\u00f2 usare come crede, e questo bisogna affermarlo con chiarezza; dall\u2019altra, una reazione come quella che si sta verificando, fino ad episodi di uccisione, \u00e8 totalmente ingiustificabile e ovviamente da condannare con fermezza. Forse c\u2019\u00e8 anche un estremismo diverso tra ammazzare una persona e denigrare una religione, tuttavia la logica di fondo, alla fine, \u00e8 la stessa.<\/P><br \/>\nIl suo incarico specifico all\u2019interno della Cei \u00e8 quello di promuovere l\u2019ecumenismo e il dialogo interreligioso. Su quali temi si potrebbe rilanciare il dialogo, in questo clima di scontro?<br \/>\n<P>Io credo che l\u2019impegno pi\u00f9 arduo e anche pi\u00f9 utile sia quello di tessere i rapporti franchi ma anche solidi fra le persone, i gruppi, le istituzioni, e quindi intensificare la conoscenza reciproca. Si tratta, a mio avviso, di intraprendere un cammino di convivenza tra persone, tra gruppi di culture e di fede diverse.<\/P><br \/>\n<P>Non \u00e8 semplice, anche perch\u00e9 se per i cristiani l\u2019ecumenismo ormai si trova su un terreno che trova consenso su tante cose, l\u2019incontro con l\u2019islam \u00e8 pi\u00f9 complesso: siamo su terreni storicamente e culturalmente distanti. Mentre il cristianesimo ha dialogato con la modernit\u00e0 e, per certi versi, \u00e8 stato persino purificato da eccessi fondamentalisti, non \u00e8 ancora cos\u00ec con l\u2019islam. L\u2019islam non ha avuto la rivoluzione francese, non ha avuto l\u2019Illuminismo, non ha avuto la scienza, l\u2019impatto con il metodo storico-critico e oltre.<\/P><br \/>\n<P>C\u2019\u00e8 una disparit\u00e0 culturale tra questi due mondi che rende pi\u00f9 difficile il dialogo. Vi \u00e8 un gap sulle questioni giuridiche, sulle questioni della concezione della societ\u00e0, sulle questioni sul rapporto tra societ\u00e0 civile e societ\u00e0 religiosa, sulla laicit\u00e0 intesa in senso generalissimo; qui la distanza \u00e8 davvero notevole. Ma questo, semmai, invece di allontanarci dalla strada del dialogo deve incentivarci a percorrerla con maggiore intensit\u00e0.<\/P><br \/>\nPi\u00f9 di dodici milioni di musulmani vivono ormai stabilmente in Europa, e nel nostro paese sono circa un milione. A che punto \u00e8 il dialogo con queste persone, soprattutto qui da noi in Italia?<br \/>\n<P>Io credo che si siano fatti passi notevoli rispetto al dialogo. Purtroppo non c\u2019\u00e8 stata sempre un\u2019attenzione a tutto campo, non c\u2019\u00e8 stato neppure un discernimento tra le diverse anime che compongono questo milione di musulmani. <\/P><br \/>\n<P>La superficialit\u00e0, talora, prevale e fa di ogni erba un fascio. Tutto ci\u00f2 ritarda la crescita della coscienza delle diversit\u00e0 e di una comprensione adeguata, da parte dei musulmani come da parte nostra. <\/P><br \/>\n<P>Non \u00e8 certo semplice l\u2019orizzonte dell\u2019integrazione, soprattutto con i musulmani. I fatti avvenuti a Londra, del resto, lo dimostrano: gli attentati furono preparati non da nuovi immigrati ma dai figli di seconda generazione.<\/P><br \/>\n<P>Tuttavia, se dovessimo lanciare uno sguardo prospettico, \u00e8 pi\u00f9 facile che l\u2019islam europeo si modifichi rispetto ad un islam arabo o dei paesi a maggioranza islamica, perch\u00e9 l\u2019essere in minoranza porta a dialettizzare in maniera un po\u2019 pi\u00f9 robusta con la propria cultura di origine. Ma occorre maggiore attenzione da parte dell\u2019Europa per evitare da una parte la ghettizzazione e dall\u2019altra la demonizzazione dei musulmani. Per gli europei c\u2019\u00e8 una chance: aiutare l\u2019islam a dialogare con la modernit\u00e0 e l\u2019orizzonte nel quale impegnare i nostri sforzi \u00e8 esattamente questo.<\/P><br \/>\nIn che modo i valori religiosi da entrambe le parti possono contribuire a questo dialogo difficile ma necessario per una convivenza pacifica?<br \/>\n<P>Il credo religioso \u00e8 quanto c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 intimo nel cuore di un uomo e, a mio avviso, pu\u00f2 essere un motivo di incontro e non di scontro. Paradossalmente si deve chiedere a tutti di essere pi\u00f9 credenti perch\u00e9 \u00e8 mia convinzione profonda che nel cuore di ogni fede ci sia l\u2019amore e non l\u2019odio, il rispetto e non la sopraffazione. <\/P><br \/>\nLei ha parlato di amore e non di odio. C\u2019\u00e8 invece chi, come Oriana Fallaci, incita all\u2019odio nei confronti dei musulmani. Qual \u00e8 il suo messaggio ai cristiani, per non cadere nella trappola dello scontro di civilt\u00e0?<br \/>\n<P>Io non posso non riproporre a tutti i cristiani l\u2019antica verit\u00e0 di fede, che tutti siamo figli dell\u2019unico Padre e tutti abbiamo nel cuore una scintilla di Dio ed \u00e8 questa che dobbiamo accendere perch\u00e9 ci\u00f2 che ci divide non ci opponga l\u2019uno contro l\u2019altro, cercando di costruire una convivenza che rispetti le cose pi\u00f9 sane.<\/P><br \/>\n<P>(da <A href=\"http:\/\/www.confronti.net\/SERVIZI\/no-allo-scontro-tra-incivilta\">CONFRONTI<\/A>)<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>a cura di Mostafa El Ayoubi \u00abQuello che sta accadendo non \u00e8 uno scontro di civilt\u00e0 ma, in realt\u00e0, uno scontro tra incivilt\u00e0, perch\u00e9 imporre con la forza delle armi o del conflitto le proprie prospettive \u00e8 un\u2019attitudine assolutamente incivile\u00bb. 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