{"id":15805,"date":"2006-05-26T00:00:00","date_gmt":"2006-05-26T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/cellule-staminali-tra-scienza-e-bioetica.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:35","slug":"cellule-staminali-tra-scienza-e-bioetica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/cellule-staminali-tra-scienza-e-bioetica.html","title":{"rendered":"Cellule staminali: tra scienza e bioetica"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><BR>La frontiera delle staminali \u00e8 tra le pi\u00f9 delicate, anche perch\u00e9 oltre all\u2019etica coinvolge anche il mercato e la politica, la cultura e la scienza. E\u2019 bene pertanto che il dibattito includa l\u2019intera societ\u00e0. Si aggiunge alle nuove frontiere&nbsp; che l\u2019umanit\u00e0 deve affrontare all\u2019inizio di questo millennio, come la frontiera ecologia e informatica. Non dobbiamo dimenticare che per la prima volta nella storia umana ci troviamo di fronte alla possibilit\u00e0 da parte dell\u2019uomo di distruggere il pianeta e di creare la vita. <BR><\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Il filosofo ebreo Hans Jonas, riferendosi alla questione ecologica, in un\u2019intervista chiamata Sull\u2019orlo dell\u2019abisso, si chiedeva: \u201cE giusta la strada che abbiamo raggiunto con questa combinazione di progresso tecnico-scientifico e aumento della libert\u00e0 individuale?\u201d. Jonas, di fronte al pericolo della distruzione dell\u2019ambiente, propone la domanda della responsabilit\u00e0 collettiva per prevenire il pericolo del collasso ambientale e della distruzione stessa dell\u2019umanit\u00e0. In certo modo siamo tornati all\u2019origine, alla prima pagina della Genesi, quando Dio diede all\u2019uomo il compito di dominare il creato. Un dominio comunque che non avrebbe dovuto alterare l\u2019ordine. E\u2019 qui si gioca la nota questione dell\u2019albero del bene e del male. E\u2019 a dire che l\u2019uomo non \u00e8 il padrone n\u00e9 del creato n\u00e9 dell\u2019ordine morale, mentre \u00e8 invitato ad operare per uno sviluppo del creato nella sapiente armonia deposta nelle sue fibre e assieme interpretata dall\u2019uomo che resta il suo vertice. L\u2019alternazione di questa dialettica tra dominio e creativit\u00e0 si trasforma in un boomerang. Nella sostanza, allora come oggi, \u00e8 in questione il senso del limite. Se non se ne ha coscienza, l\u2019uomo, volendosi porre al posto di Dio, finisce per distruggere s\u00e9&nbsp; stesso e gli altri. E non \u00e8 Dio che caccia l\u2019uomo, ma l\u2019uomo che distrugge s\u00e9 stesso e il creato.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><BR>Questo non vuol dire bloccare il corso della scienza, ma neppure la scienza deve essere distruttiva del creato. Oggi pi\u00f9 di ieri siamo chiamati a comprendere che non tutto ci\u00f2 che \u201csi pu\u00f2\u201d \u00e8 lecito fare; Non tutto ci\u00f2 che possiamo fare \u00e8 secondo ragione. E non \u00e8 la scienza a poterlo decidere. Un esempio: la scienza pu\u00f2 produrre la bomba nucleare, ma non \u00e8 certo un progresso della ragione. Necessariamente debbono entrare in gioco le dimensioni dell\u2019etica, della politica, della filosofia, della religione.&nbsp; Si richiede quindi un dialogo continuo e ravvicinato tra tutti, che mai pu\u00f2 essere definitivamente&nbsp; chiuso. E\u2019 necesssario darsi regole che potranno essere ridiscusse, ma la loro assenza \u00e8 pericolosissima. Se si lasciasse senza briglia la tecnica a cosa porterebbe la tecnologia genetica? E che dire&nbsp; inoltre se si \u201cselezionassero\u201d i geni della felicit\u00e0\u201d o quelli della \u201cgrande ansia\u201d per determinare la socialit\u00e0 della persone? E gli eventuali \u2018brevetti\u2019 sui geni? Un ristretto numero di multinazionali e di governi potrebbe riuscire ad ottenere il brevetto di tutti i 100.000 geni che compongono il corredo genetico della razza umana. Tutto ci\u00f2 non \u00e8 per eludere le questioni, al contrario, esse vanno poste sul tavolo evitando pericolosissime semplificazioni, cos\u00ec pure irrispettose accuse. Questo dibattito va fatto e con grande seriet\u00e0, ma nello stesso tempo non si deve bloccare la ricerca nei campi concreti. In tale difficolt\u00e0 vorrei accennare ad una iniziativa che sta sorgendo a Terni. La citt\u00e0, ossia le istituzioni amministrative, economiche e ecclesiali, coordinate dall\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0, hanno dato vita ad un progetto di ricerca per le cellule staminali adulte. Abbiamo scelto di andare oltre le barriere ideologiche, superando, ad esempio, le vecchie e stantie polemiche sull\u2019opposizione tra scienza e fede \u2013 e non \u00e8 stato facile \u2013 per rispondere concretamente ai bisogni dei malati attraverso il progresso della scienza. Davanti ai nostri occhi vi erano le malattie terribili e devastanti per le quali, nemmeno nei paesi pi\u00f9 evoluti esistono cure, sia pur palliative; le malattie neurologiche a base degenerativa, in cui il tessuto cerebrale degenera progressivamente ed inesorabilmente, le cui conseguenze sono terribili: la demenza nel morbo di Alzheimer, i movimenti spasmodici e incontrollabili nella corea di Huntington, la rigidit\u00e0 e i tremori incontrollabili nel morbo di Parkinson. E c\u2019\u00e8 anche di peggio, basti pensare alla sclerosi laterale amiotrofica, in cui progressivamente e dal basso verso l\u2019alto, si perde il controllo dei propri muscoli e si diventa prigionieri, perfettamente coscienti e sani di mente (almeno finch\u00e9 si riesce a rimanerlo) del proprio corpo. Anche i muscoli respiratori si bloccano, ci si sente lentamente soffocare&#8230; Orrore puro, \u00e8 l\u2019unico modo di descrivere ci\u00f2.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Come non sentire il grido di questi malati e come non accogliere e difendere il diritto ad una cura o almeno a un tentativo di terapia? Nessuno credo possa dirsi contrario a che si faccia il massimo per fornire risposte alle richieste disperate dei pazienti. Ebbene, al di fuori di ogni polemica e approccio ideologico, a anche nella appurata assenza di tentativi realmente efficaci di risolvere questo problema (si sprecano tante parole sulla libert\u00e0 di ricerca, fiumi di carta sul diritto dei malati, ma poi, nei fatti,non c\u2019\u00e8 nulla) abbiamo dato il via ad una iniziativa semplice che si ripromette in breve tempo (12-18 mesi) di avviare dei&nbsp; protocolli di sperimentazione clinica sull\u2019uomo, con la finalit\u00e0 di sviluppare, eventualmente, delle cure efficaci&nbsp; nelle malattie neurologiche incurabili. Esistono gi\u00e0 sperimentazioni di questo genere che si stanno avviando negli Stati Uniti che sfruttano la terapia mediata dall\u2019utilizzo delle cellule staminali del cervello. Quello che serve ora, la cosa pi\u00f9 urgente, \u00e8 la possibilit\u00e0 di mettere a disposizione delle varie cliniche disposte a tentare nuovi approcci terapeutici sperimentali, cellule staminali del cervello umano che siano il pi\u00f9 possibile pure, sicure e di comportamento prevedibile e riproducibile. E questo che ci siamo proposti di fare: creare una struttura di ricerca e di laboratorio, nonch\u00e9 di produzione di cellule, avanzatissima e in grado di generare cellule staminali cerebrali umane certificate per uso clinico secondo la normativa europea. Dalla fine di giugno prossimo entra in funzione una struttura di laboratori deputata all\u2019isolamento, moltiplicazione caratterizzazione e bancaggio di cellule staminali del cervello umano. Le cellule verranno isolate da reperti autoptici derivati dal cervelli di feti deceduti spontaneamente e per cause puramente naturali, con una procedura del tutto analoga a quella della donazione di organi da cadavere e scevra da qualunque problema morale. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\"><BR>La morte di questi essere umani verr\u00e0 nobilitata dalla speranza e dalla cura che la loro \u201cdonazione\u201d potr\u00e0 offrire. La banca delle cellule staminali cerebrali umane sar\u00e0 gi\u00e0 operativa sin dal suo avvio.&nbsp; Vale a dire, le cellule staminali cerebrali umane verranno prodotte sin dal primo giorno di lavoro. I successivi 8-10 mesi vedranno anche lo sviluppo e l\u2019affidamento dei protocolli di manipolazione delle cellule, in modo da mettere a punto procedure altamente standardizzate, affidabili e riproducibili, che verranno progressivamente validate e certificate dagli organi competenti. Nello stesso tempo, la struttura stessa del laboratorio verr\u00e0&nbsp; ispezionata, modificata ed eventualmente, certificata come struttura atta ad operare in questo settore e a produrre cellule staminali cerebrali \u201cclinical grade\u201d, ossia utilizzabili immediatamente sui pazienti. Il completamento di questa impresa \u2013 come \u00e8 facile immaginare \u2013 \u00e8 fortemente condizionata dai fondi disponibili, ma pu\u00f2 essere ottenuta in un anno al massimo dal giorno dell\u2019inaugurazione.&nbsp; Da quel momento sar\u00e0 possibile avviare numerosi tipi di sperimentazione clinica, anche se l\u2019obiettivo principale \u00e8 quello del trapianto nei pazienti affetti da sclerosi laterale amiotrofica inesorabilmente condannati a morte. Questo permetter\u00e0 o almeno limitare i \u201cviaggi della speranza\u201d verso paesi come Cina o Russia, dove sperimentazioni di questo genere avvengono senza le dovute cautele e controlli, con costi esorbitanti e disagi terribili per i pazienti, i quali non hanno alcuna garanzia di seriet\u00e0 del trattamento ma si espongono a grossi rischi.<\/P><BR>Con questa iniziativa a Terni pensiamo di avviare tentativi seri di cura e aprire una nuova strada per curare altre malattie terribili. Sono quattro anni che stiamo tentando di mettere in atto questo laboratorio: si sarebbe potuto fare gi\u00e0 da tempo. La tecnologia esisteva ma il disinteresse nei confronti di iniziative come questa ha condannato e condanna tanti malati. E\u2019 una piccola partenza, ma concreta. Essa supera le battaglie ideologiche che rischiano di lacerare senza poi risolvere i problemi reali. Abbiamo voluto evitare di incorrere nella triste accusa che l\u2019antica citt\u00e0 di Sagunto rivolgeva al governo centrale: \u201cDum Romae consulitur, Sagunto expugnatur\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La frontiera delle staminali \u00e8 tra le pi\u00f9 delicate, anche perch\u00e9 oltre all\u2019etica coinvolge anche il mercato e la politica, la cultura e la scienza. E\u2019 bene pertanto che il dibattito includa l\u2019intera societ\u00e0. Si aggiunge alle nuove frontiere&nbsp; che l\u2019umanit\u00e0 deve affrontare all\u2019inizio di questo millennio, come la frontiera ecologia e informatica. 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