{"id":15800,"date":"2006-05-15T00:00:00","date_gmt":"2006-05-14T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/intervista-a-matrix.html"},"modified":"2013-07-18T16:57:32","modified_gmt":"2013-07-18T14:57:32","slug":"intervista-a-matrix","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/intervista-a-matrix.html","title":{"rendered":"MATRIX"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">di <strong>Enrico Mentana<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Monsignor Vincenzo Paglia mercoled\u00ec 10 maggio \u00e8 stato ospite della puntata di Matrix &#8211; il programma di Enrico Mentana che va in onda in seconda serata su Canale 5 &#8211;\u00a0in occasione della messa in onda della prima puntata di <a href=\"http:\/\/www.taodue.it\/in-onda-in-questa-stagione-page\/karol-2.htm\">Karol \u2013 un papa rimasto uomo<\/a>, la fiction di Giacomo Battiato che ricostruisce il pontificato di Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p>Insieme al vescovo Paglia al programma di informazione di Mentana c\u2019erano Alessio Vinci, responsabile in Italia della Cnn, Igor Man, editorialista della Stampa, Daniele Venturi, presidente dell\u2019associazione Papaboys e \u2013 in collegamento video \u2013 il cantautore Ron.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Monsignor Paglia, Giovanni Paolo II santo subito?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cIl processo di canonizzazione \u00e8 un procedimento canonico che deve svolgersi uguale per tutti. Devo dire che qui c\u2019\u00e8 stata anche un\u2019anticipazione. In genere dopo la morte bisogna aspettare cinque anni per iniziare il processo\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Anni che in questo caso\u00a0 sono stati \u201cabbonati\u201d da papa Ratzinger.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cSi deve svolgere un processo attraverso dei testimoni per verificare l\u2019eroicit\u00e0 delle virt\u00f9, qualora si tratti di una persona che non \u00e8 stata uccisa come martire, perch\u00e9 per i\u00a0martiri non c\u2019\u00e8 bisogno del miracolo, mentre per coloro che sono morti non per l\u2019uccisione contro la fede, c\u2019\u00e8 appunto la necessit\u00e0 di un processo che verifichi l\u2019eroicit\u00e0 delle virt\u00f9 e in pi\u00f9 un miracolo che in qualche modo attesti questa eroicit\u00e0. Giovanni Paolo II tutti lo consideriamo santo, il processo canonico \u00e8 un\u2019altra cosa. E\u2019 come verificare e ufficializzare questa santit\u00e0 che gi\u00e0 tutti sentiamo. Io ho avuto la grazia di conoscere papa Wojtyla sin dall\u2019inizio del suo pontificato, appena arrivato a Roma dalla Polonia. \u00a0<\/span>E\u2019 stata un\u2019amicizia bella, per me piena di consolazione. E\u2019 un santo gi\u00e0, certamente dal cielo ci guarda e penso che stasera sia contento anche lui, non so se di vedere \u201cMatrix\u201d, ma sicuramente di stare qui vicino a noi!\u201d.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Glie lo chiedo subito, monsignor Paglia. Se lei ha un ricordo che si \u00e8 stagliato pi\u00f9 forte nella memoria, quale \u00e8?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cE\u2019 l\u2019ultimo. Quando stava in ospedale, a febbraio. Andammo l\u00ec con un gruppo di una novantina di vescovi di tutte le confessioni cristiane per pregare per lui. Alla fine volle che io andassi nella sua stanza per salutarlo. Ricordo che mi prese per mano e mi guard\u00f2 con quegli occhi che erano insieme pieni di dolore e di affetto. Non dimenticher\u00f2 mai pi\u00f9 quello sguardo mentre mi stringeva le mani come a dirmi: ti voglio bene, grazie. Era un saluto di lontananza e di presenza. Di uno che sentiva che stava per partire, ma come se volesse rimanere sempre. E\u2019 un\u2019amicizia che credo non terminer\u00e0 mai pi\u00f9 ed \u00e8 un ricordo pieno di tanti altri messaggi: la guerra nel Kosovo, gli incontri di Assisi, le sue attenzioni per Roma, il suo impegno per i giovani. Tutta una serie di ricordi che in quello sguardo io li\u00a0 ho come riassunti, e per me \u00e8 un fatto indimenticabile\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Lei \u00e8 postulatore di un\u2019altra causa di beatificazione, quella per monsignor Oscar Arnulfo Romero. Chi ha visto il film fino a pochi minuti fa ha visto anche la terribile scena dell\u2019uccisione nella cattedrale di San Salvador nel marzo del 1980.\u00a0<\/span>Sono passati 27 anni e la causa per quel martire, ucciso proprio perch\u00e9 era un cattolico, proprio perch\u00e9 era un religioso, ancora la causa avanti. Ci vuole cos\u00ec tanto per fare un santo?<\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cNel caso di Romero la questione \u00e8 abbastanza complessa, per tutte le implicazioni anche di ordine politico che ci sono\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Anche di ordine politico?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cS\u00ec\u201d<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">C\u2019\u00e8 anche la politica?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cLa politica entra anche in questo contesto perch\u00e9 Romero visse in un momento particolarmente drammatico. Io mi ricordo quando per la prima volta parlai di questo tema con Giovanni Paolo e il Papa mi disse: Romero \u00e8 della Chiesa, e va rivendicato perch\u00e9 era un vescovo morto sull\u2019altare, come san Stanislao. Ed \u00e8 incredibile come un anno dopo quel colpo di fucile che uccise Romero, un colpo di pistola\u00a0 tent\u00f2 di uccidere anche Giovanni Paolo. Giovanni Paolo sopravvisse ma quella morte non l\u2019ha mai dimenticata neanche lui\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Lei lo chiama \u201cGiovanni Paolo\u201d come i Papaboys. E\u2019 proprio per questo stesso motivo, per accorciare idealmente le distanze?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cMa s\u00ec, io ricordo la prima volta quando, appena diventato papa, chiam\u00f2 un gruppo di preti e ci disse: io voglio fare la messa con gli universitari di Roma e noi rimanemmo stupiti e dovemmo decidere\u00a0 nel giro di qualche settimana, di riempire San Pietro. Non era allora facile riempire San Pietro con i giovani. Poi non bast\u00f2 la basilica, non bast\u00f2 la piazza, non ne bastarono due. Ci volle Tor Vergata\u201d.<\/span><\/p>\n<p><em><span style=\"text-align: justify;\">(Segue l\u2019intervista al postulatore della beatificazione di Giovanni Paolo II)<\/span><\/em><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">E\u2019 su queste testimonianze che si costruisce un processo di beatificazione? E tutti i pezzi di indumento, i santini, non sono elementi di pre-culto un po\u2019 pericolosi?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cNo, io direi che le due cose sono importanti. Innanzitutto le testimonianze su fatti come questo e su tanti altri. Io stesso dovr\u00f2 andare a testimoniare\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Ci racconta anche la sua testimonianza, se pu\u00f2?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cUna che voglio ricordare \u00e8 la tenacia con cui Giovanni Paolo II voleva andare nelle tre capitali dei Balcani, Zagabria, Belgrado e Sarejevo, e visitare tutte e tre nello stesso momento, per dimostrare la sua vicinanza a tutti i popoli. Questo fu difficile, ma volle andare a Sarajevo e mentre tutti attorno a lui gli dicevano che era pericoloso, il Papa con un incalzante e martellante \u2018voglio andare\u2019 smontava su obiezione su obiezione. Gli dicevano ma \u00e8 pericoloso! \u201cvado lo stesso\u201d, non funzionano gli altoparlanti! \u201cmi porter\u00f2 il megafono\u201d, gettano le bombe! \u201candr\u00f2 in carroarmato\u201d. Era l\u2019incalzare di un uomo che voleva la pace a tutti i costi, fino all\u2019ultimo gesto, quando ancora con poco movimento fece quella battuta di pugno sul legg\u00eco, quando non volle accettare nessuna scusa, perch\u00e9 non voleva la guerra in Iraq. Queste sono cose che a me fecero impressione\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">La grande tenacia del papa \u00e8 stato il suo aspetto pi\u00f9 saliente, che tutti\u00a0 &#8211; anche coloro che non credono e i fedeli di altre religioni\u00a0 &#8211; non possono aver dimenticato. Ma questo non \u00e8 un carattere pi\u00f9 di eccezionalit\u00e0 che di santit\u00e0? Questi racconti disegnano un grande personaggio storico. Ma disegnano un santo?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cS\u00ec, perch\u00e9 la forza di\u00a0 Wojtyla, a mio avviso, si \u00e8 manifestata sempre pi\u00f9\u00a0in maniera energica, man mano che il suo corpo si indeboliva. E direi che il gesto pi\u00f9 alto di Giovanni Paolo II, \u00e8\u00a0 stato il girono del suo funerale, quando a\u00a0 piazza San Pietro, si \u00e8 realizzato il sogno del papa: tutti i cristiani, tutte le religioni, tutti i ceti della societ\u00e0, tutti i politici, anche quelli che si facevano la guerra in quei giorni, si sono raccolti insieme mostrando che \u00e8 possibile la convivenza tra diversi, \u00e8 possibile la pace. Questo non viene se non c\u2019\u00e8 una grande fede che viene dall\u2019alto. Solo la fede di un santo\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Un&#8217;altra caratteristica di Giovanni Paolo II \u00e8\u00a0il feeling\u00a0che ha saputo intessere non solo con le folle, ma con tutte le\u00a0 persone che si \u00e8 trovato di fronte.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cE questa \u00e8 la testimonianza della vera santit\u00e0, perch\u00e9 \u00e8 un rapporto umano intenso che giunge fino al cuore. Questa \u00e8 l\u2019eroicit\u00e0 della virt\u00f9. Perch\u00e9 oggi non si parla pi\u00f9, non si arriva al cuore, e quando un papa riesce a toccare il cuore dell\u2019altro, l\u00ec scatta l\u2019amore, la bellezza della vita, la gioia, la felicit\u00e0, nonostante tutte le difficolt\u00e0 che ciascuno di noi poi vive. Lo stesso papa Giovanni Paolo soffriva da morire, e tuttavia giustamente non doveva e non poteva smettere. L\u2019amore non conosce confini. L\u2019amore non \u00e8 salute, \u00e8\u00a0follia, \u00e8 passione\u201d<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">E\u2019 testimonianza.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cE\u2019 testimonianza. Per questo \u00e8 santo\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9, sin dai quando era vescovo a Cracovia, aveva questo grande attaccamento alla figura di padre Pio?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cPerch\u00e9 papa Giovanni Paolo aveva una visione della realt\u00e0 non asettica, non scientifica, ma spirituale, profonda. Per questo di fronte a queste figure, a certi eventi, lui leggeva dentro. Non aveva gli occhiali dello scienziato diffidente, asettico&#8230;\u201d.<\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<strong><span>&#8230;e un po\u2019 scettico.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cEsatto. Lui era un uomo di grande fede, e questa fede interiore gli dava una sensibilit\u00e0 in pi\u00f9, che era quella di cogliere nelle persone quella scintilla di Dio o quel fuoco di dio che loro manifestavano. Per questo si appassionava con tutti, parlava con tutti. Non ha rifiutato di parlare con nessuno, ha incontrato tutti, anche quando lo criticavano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">Un po\u2019 riduttivamente \u00e8 stato considerato un \u201cgrande comunicatore\u201d. Appena uno ha importanza e straordinariamente si impone, lo si definisce comunicatore. Comunicatore, in realt\u00e0, non vuol dire niente. E\u2019 chiaro che con la grande fisicit\u00e0 di Karol Wojtyla era evidente gi\u00e0 prima di diventare papa. Ma non c\u2019\u00e8 solo questo. E\u2019 questo per\u00f2 quello che ricorda anche chi gli \u00e8 stato vicino in gran parte del pontificato come Joaquin Navarro Valls&#8221;.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Non siamo giudici istruttori di nessuna causa, ma volentieri lo chiameremmo come testimone. Abbiamo riascoltato quel celeberrimo \u201cNon abbiate paura\u201d. Quella forse \u00e8 stata la svolta di tutto il movimento cattolico?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cIo credo che quelle parole, che poi furono seguite da questo giovanissimo papa che alz\u00f2 il pastorale e and\u00f2 nella folla, indicavano la fine di un periodo non dico di tristezza ma di&#8230;\u201d<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Timidezza?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cEsatto. La Chiesa entrava nella storia con la robustezza non dei poteri degli uomini ma forte solo della sua parola e della croce. Ecco, questo \u00e8 quello che Wojtyla ha ridato alla Chiesa di fine millennio perch\u00e9 entrasse nel nuovo millennio. E una delle pi\u00f9 belle esperienze che io ho fatto con lui sono state le innumerevoli testimonianze di non credenti o di non cristiani verso Wojtyla. Io non ho mai incontrato un uomo di qualsiasi religione o di buona volont\u00e0 che non sia rimasto affascinato dalla forza debole di quest\u2019uomo che riusciva a dare un\u2019ideale a tutti\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">La forza disarmata?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cEsatto, la forza disarmata\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Ron: \u201cPrima parlavamo della comunicazione di papa Wojtyla. Io credo che la sua caratteristica \u00e8 stata proprio\u00a0 la capacit\u00e0 di comunicazione. Lui ha usato il suo talento di regista e attore, di uomo divertente, con un grande senso di spirito, per poter comunicare meglio. Se ascoltiamo qualsiasi omelia, qualsiasi frase di papa Wojtyla scopriamo che ci sono dentro dei tempi perfetti, quelli che Dio gli ha\u00a0 messo dentro. Ogni talento che abbiamo dentro che ha messo Dio e la sua grande forza \u00e8 stato farsi piccolo, scendere in mezzo agli uomini con la forza, anche umana.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Ho visto che si \u00e8 illuminato, monsignor Paglia. Credo che abbia colto quest\u2019aspetto.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cL\u2019ho colto anche quando sono arrivato vescovo a Terni. Le acciaierie sono state la prima fabbrica che lui visit\u00f2, nel 1981, poco prima dell\u2019attentato. Una fabbrica colorata, molto. Ebbene, affascin\u00f2 gli operai divenendo un idolo per loro. Mostrando questa capacit\u00e0 di rapporto umano \u2013 era stato operaio \u2013 cominci\u00f2 sconvolgendo tutti i programmi, and\u00f2 al consiglio di fabbrica, volle mangiare con gli operai. Tutti quelli che erano intorno erano disorientati, perch\u00e9 non si era mai visto un papa che facesse cos\u00ec. Scherzando domand\u00f2 anche il vitto!<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">Oppure io ricordo, la prima volta che l\u2019ho visto, quando arrivai stava con le scarpe da tennis e senza colletto.\u00a0 Io che ero abituato a Paolo VI rimasi un po\u2019 cos\u00ec. Lui mi disse: \u201cNon ti preoccupare, sono io!\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Con le scarpe da tennis e senza colletto?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cS\u00ec, perch\u00e9 aveva appena finito di fare la sua passeggiata a Castel Gandolfo.\u00a0 Lui voleva incontrare i giovani nelle serate, perch\u00e9 amava la vita, ma una vita bella e piena. Ecco, questo lo abbiamo capito tutti. Questo \u00e8 il grande insegnamento, mostrando che il cristianesimo e il Vangelo non depaupera, non ruba la vita, ma al contrario la moltiplica. Che \u00e8 poi, tra l\u2019altro, quello che papa Benedetto XVI continua a ripetere. Perch\u00e9 questo \u00e8 un insegnamento che tocca certamente nel cuore i giovani, ma anche noi che giovani non siamo pi\u00f9. Ma c\u2019\u00e8 questo aspetto di umanit\u00e0 impregnata di gioia ma anche di gioia, che \u00e8 quello che ha affascinato il mondo\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Il mondo che 25 anni fa scopr\u00ec che il papa poteva essere anche bersaglio di un assassino&#8230;<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Intorno a Fatima si sono costruiti tutta una serie di storie, di simbologie\u00a0 e di segreti. Come si intrecciano con la storia di papa Wojtyla e come li viveva lui?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cLui certamente aveva questo rapporto particolarissimo con la Madonna. Un rapporto che andava avanti fin da ragazzo, anche a motivo della scomparsa della mamma. E quel Totus tuus nel suo stemma dice tutto di questo rapporto, e certamente c\u2019\u00e8 un disegno misterioso che sorprese lui ma che ha sorpreso tutti noi. Nel comprendere questo papa che veniva dall\u2019est, che di fatto ha contribuito in maniera cos\u00ec determinante per il crollo del comunismo. Questo segreto di Fatima e questi tre pastorelli che non sapevano neppure che esistesse l\u2019Unione Sovietica, eppure gi\u00e0 in quegli anni avevano quella visione del mondo. Ecco, io credo che ci sia un disegno in tutto questo; un disegno che \u00e8 misterioso, ma che si \u00e8 in qualche modo svelato con Wojtyla. D\u2019altra parte non dimentichiamoci che la storia di Wojtyla\u00a0 che tutti conosciamo, non \u00e8 iniziata come una favola, \u00e8 iniziata con grande difficolt\u00e0. Quando ad\u00a0 esempio parlava dell\u2019Unit\u00e0 europea, nel\u00a0 momento in cui l\u2019Europa era divisa in due,\u00a0 molti lo consideravano un illuso, un visionario, quando diceva che Jalta doveva saltare, e quando affermava che il comunismo era disumano, molti ci andavano con i piedi di piombo\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Perch\u00e9 andava contro la realpolitik.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cEsattamente. Contro la realpolitik. Lui la scardin\u00f2, visse un sogno che\u00a0 poi non era un sogno\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Io credo che lei abbia avuto un ruolo nel far incontrare con il Papa quello che fu l\u2019illusorio riformatore, l\u2019ultimo capo popolare dell\u2019Unione Sovietica, cio\u00e8 Michail Gorbaciov. E\u2019 cos\u00ec?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cCapit\u00f2 che attraverso comuni amici aiutai questa prima visita di Michail Gorbaciov a Roma\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Mi permetto di spiegare di quali amici si tratta. Lei \u00e8 il padre spirituale della Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio che in qualche modo ha avuto un ruolo di super-Farnesina, un super ministero degli esteri che ha intrecciato rapporti internazionali permettendo di siglare paci che sembravano impossibili al termine di guerre civili e che ha fatto cose straordinarie. Per questo ha avuto la possibilit\u00e0 di avere questi canali di diplomazia parallela.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cS\u00ec attraverso Zagladin, che era il consigliere di Gorbaciov. Lo incontrai a Mosca nel\u00a0 momento dell\u2019apertura. Fui uno dei primi preti che lui incontr\u00f2, poi venne a Roma e si intrecci\u00f2 un\u2019amicizia che port\u00f2 poi a questo incontro che fu preparato dal papa \u2013 questo va sottolineato \u2013 con la preghiera. Si dice che il Papa sia stato anche un politico. Certo, ma solo da santo. Quella mattina del 2 dicembre quando venne Gorbaciov a Roma e incontr\u00f2 il papa alle 10 o alle 11, papa Wojtyla alle 5 stava gi\u00e0 in cappella a pregare,e ci rest\u00f2 fino alle 9. Una visita, un incontro preparato in ginocchio, da questo santo che viveva di visioni. Wojtyla ha sognato un mondo diverso, \u00e8 entrato da papa sognando\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">E\u2019 un immagine straordinaria. Lo dice perch\u00e9 lo pensa, perch\u00e9 lo sa, perch\u00e9 raccontava le sue visioni, perch\u00e9 le faceva diventare realt\u00e0?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cEsattamente. Perch\u00e9 lui aveva una visione sul mondo che non aveva nessuno, e che si \u00e8 svelata anche nell\u2019incontro con Gorbaciov, una visione che si \u00e8 svelata negli incontri di Assisi. La visione secondo cui \u00e8 possibile la pace, non \u00e8 vero che non \u00e8 possibile, la visione che la realtpolitik non \u00e8 una catena. Le catene si possono rompere, purch\u00e9 si rompano con la passione di un uomo che \u00e8 un santo e che davvero credeva nel miracolo della resurrezione dei cuori\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Se ci vuole\u00a0 un immagine per spiegare come Wojtyla ha inciso sulla storia di quel cambiamento, \u00e8 la firma dell\u2019accordo del governo comunista polacco con Lech Walensa, allora leader sindacale nei cantieri edili di Danzica. Era la\u00a0 prima crepa, ma quella essenziale, per far crollare il sistema del socialismo reale. Perch\u00e9 da l\u00ec \u00e8 partito un processo che non si \u00e8 mai fermato. Mentre forse l\u2019unico vero fallimento del papa \u00e8 stata la guerra in Iraq, che non \u00e8 riuscito ad evitare.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cNon \u00e8 il papa che ha fallito. Abbiamo fallito tutti e soprattutto ha fallito chi ha iniziato questa guerra che ancora non termina. Il Papa aveva ragione. Ha detto mai pi\u00f9\u00a0 la guerra, la guerra che non risolve\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong>Per\u00f2 non si oppose alla guerra del Kosovo<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u201cRicordo quando lui convoc\u00f2 tutti i capi religiosi ad Assisi nel 1992, per bloccare questo conflitto balcanico. Allora era la guerra bosniaca, non ancora in Kosovo. E\u00a0 credo che lui comprendesse come il magistero di tutti i papi del Novecento affermi che la pace vera, quella solida, non si conquista mai con la guerra, ma sempre con un accordo da trovare, e anche nei Balcani\u00a0 voleva questo. Ricordo quando and\u00f2 in India ed elogi\u00f2 la figura di Gandhi. La forza della nonviolenza, o anche l\u2019intervento umanitario, che non si fa con le bombe, si fa in altri modi. Questa era la grande teoria di Giovanni Paolo II per difendere i diritti di tutti, senza schiacciare o uccidere gli altri, perch\u00e9 la pace ottenuta con i morti, non \u00e8 mai una vera pace\u201d.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Ma forse l\u2019ultima vera sconfitta, che non \u00e8 del papa ma\u00a0 \u00e8 della cristianit\u00e0 o dell\u2019Europa, \u00e8 proprio quel mancato riferimento alle radici cristiane nella Costituzione, peraltro essa stessa non \u00e8 pi\u00f9 che un pezzo di carta, visto quello che \u00e8 successo poi. Quello forse fu il fallimento che pi\u00f9 amareggi\u00f2 l\u2019ultima stagione di vita terrena di papa\u00a0 Wojtyla.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cIn questo tocchi un punto che certamente ha amareggiato\u00a0 non poco il papa, non perch\u00e9 lui volesse rivendicare per s\u00e9 qualcosa, ma perch\u00e9 vedeva il pericolo di un Europa depotenziata, un Europa senza pi\u00f9 sogni, ma ripiegata su s\u00e9 stessa, dove alla fine la legge \u00e8\u00a0il mercato, l\u2019interesse dei gruppi, delle nazioni, dei singoli agglomerati. E lui vedeva nelle radici cristiane dell\u2019Europa una solidariet\u00e0 ampia, perch\u00e9 la vedeva senza nessun complesso. Non voleva rivendicare nulla, voleva che l\u2019Europa fosse s\u00e9 stessa perch\u00e9 era convinto, come anche papa Ratzinger \u00e8 convinto, che l\u2019Europa ha \u2013 anche per la sua storia \u2013 una missione da compiere nell\u2019intero pianeta, perch\u00e9 ha un bagaglio di tradizioni culturali che non ha nessun altro continente e se non riscopre questo suo bagaglio in tutta la sua interezza, compresa la dimensione umanistico-laica, perde s\u00e9 stessa e fallisce la sua missione nel mondo. Questo \u00e8 il grande disegno che fa fatica ad emergere. E in questo papa Benedetto, anche nel nome, \u00e8 il grande continuatore del disegno di Wojtyla. E permettimi di dire che l\u2019enciclica di papa Benedetto l\u2019avrebbe voluta scrivere Giovanni Paolo II, perch\u00e9 \u00e8 l\u2019esatto proseguimento di quel che Giovanni Paolo ha fatto. Lui lo ha vissuto in prima persona, lo ha predicato e proclamato, e papa Ratzinger\u00a0 ha raccolto questo grande insegnamento e lo ha sparso per il mondo. L\u2019amore \u00e8 l\u2019unica forza che ci salver\u00e0\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Ci sarebbero ancora tante cose da dire. Io per\u00f2 non voglio perdere l\u2019occasione di ricordare come i simboli nella chiesa contino molto. Lei al petto ha una croce che non \u00e8 casuale. Le faccio un piccolo colpo basso perch\u00e9 non penso che sia una cosa che ama dire, ma quella\u00a0 \u00e8 la croce appartenuta proprio a monsignor Romero.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cS\u00ec, \u00e8 la croce di monsignor Romero che mi \u00e8 stata consegnata quando sono stato incaricato\u00a0 della causa di beatificazione. Per me \u00e8 una reliquia. Alcuni dicono che \u00e8 molto bella, per me \u00e8 preziosa per il senso che ha sapendo che ad un centimetro da questa croce \u00e8 passato quel colpo unico che ha colpito al cuore monsignor Romero. E per me \u00e8 il segno di quell\u2019amore di cui si parlava\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">La Chiesa nei paesi latino-americani \u00e8 stata anche lacerata. E\u2019 un dibattito teologico forte, che ha segnato gli anni \u201970, \u201980 e \u201990 e ha fatto dividere sul pontificato di Karol Wojtyla. La Teologia della liberazione, quello che ne \u00e8 emerso, come \u00e8 stata messa un po\u2019 da parte questo modo di pensare alla\u00a0 Chiesa e ai valori della Chiesa. Quella ferita si \u00e8 andata rimarginando?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cIo credo che la questione latino-americana \u00e8 molto complessa perch\u00e9 non riguarda solo l\u2019America Latina ma anche l\u2019America del\u00a0 nord; c\u2019\u00e8 come un\u2019unit\u00e0 tra le due Americhe, che io pongo come in parallelo con l\u2019Europa e l\u2019Africa. C\u2019\u00e8 un\u2019unit\u00e0 di giudizio storico e\u00a0 di situazione storica da capire. Per quanto concerne il discorso sulla Teologia della liberazione, bisogna stare attenti a non semplificare. Lo hanno detto anche a Romero, lo chiesero a anche a lui: ma lei \u00e8 della teologia della liberazione o no? E\u2019 una di quelle domande a trabocchetto: se dici\u00a0 stai con i rivoluzionari, se dici no stai con gli oppressori. Ma la situazione non \u00e8 cos\u00ec semplice, ci sono molte sfumature nella stessa teologia della liberazione\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Ron: \u201cAl funerale di Giovanni Paolo II c\u2019erano tanti potenti. Io penso che attraverso quel vento che sfogliava le pagine del Vangelo il Papa abbia cercato di parlarci, ancora con grande serenit\u00e0 ed amore. Perch\u00e9 non voleva vendicarsi di nulla, Wojtyla. Non era certo riuscito a risolvere il mondo e ad interrompere le guerre, certo. Per\u00f2 aveva amato: aveva amato queste persone potenti perch\u00e9 le vedeva cos\u00ec deboli, come le avrebbe viste il padre nostro.<\/span><\/strong><\/p>\n<p><strong>Paglia ormai \u00e8 conquistato dalle parole di Ron, vero?<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u201cPerch\u00e9 coglie il cuore di Wojtyla. Io ricordo a Castel Gandolfo una sera, con alcune persone, come il papa amava fare, dopo l\u2019attentato. Al telegiornale \u2013 non so se era Canale 5! \u2013 dissero che si cercano le motivazioni. Ricordo che rimanemmo tutti un po\u2019 sorpresi. Il papa comprese questo, e disse: vorrebbero impedirmi adesso di scendere in piazza San Pietro, farmi mettere il giubbotto antiproiettile&#8230; ma il pastore deve stare tra la sua gente, anche a costo della vita. Come si fanno a dimenticare parole come queste e un uomo cos\u00ec? sono queste le cose che ti sconvolgono. E la gente lo sente, perch\u00e9 quando uno gli vuole bene, la gente lo capisce\u201d.<\/p>\n<p><strong><span style=\"text-align: justify;\">Un ultima domanda: come si fa a raccogliere l\u2019eredit\u00e0 di papa Wojtyla? Abbiamo parlato per quasi due ore di Giovanni\u00a0 Paolo II e ci accorgiamo che non abbiamo parlato, o quasi, di Benedetto XVI. Quanto \u00e8 difficile sostenere il ruolo di quello che viene dopo?<\/span><\/strong><\/p>\n<p><span style=\"text-align: justify;\">\u201cIo credo che il banco di prova fu a Colonia, quando Benedetto XVI si trov\u00f2 davanti la stessa platea di giovani che aveva acclamato Giovanni Paolo II. Ebbene io credo che in un modo molto diverso questi giovani hanno continuato a sognare Wojtyla e ad amare Benedetto. E io personalmente ricordo con quanta tenacia papa Giovanni Paolo II difendeva l\u2019allora cardinale Ratzinger, quando qualcuno quando qualcuno faceva qualche osservazione su di lui. Era il suo cardinale, il suo uomo di fiducia. E credo che questo rapporto continui, perch\u00e9 papa Benedetto sa che \u00e8 vero che alla finestra di San Pietro c\u2019\u00e8 lui, ma a quella del cielo c\u2019\u00e8 Giovanni Paolo II che lo\u00a0 guarda e insieme guidano ancora la Chiesa\u201d.<\/span><\/p>\n<p><strong>Canale 5 &#8211;\u00a0<\/strong>Mercoled\u00ec 10 maggio 2006<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Enrico Mentana Monsignor Vincenzo Paglia mercoled\u00ec 10 maggio \u00e8 stato ospite della puntata di Matrix &#8211; il programma di Enrico Mentana che va in onda in seconda serata su Canale 5 &#8211;\u00a0in occasione della messa in onda della prima puntata di Karol \u2013 un papa rimasto uomo, la fiction di Giacomo Battiato che ricostruisce [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15801,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[11],"tags":[],"class_list":["post-15800","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/PAGLIAMATRIX1.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15800","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15800"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15800\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15801"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15800"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15800"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15800"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}