{"id":15783,"date":"2006-03-10T00:00:00","date_gmt":"2006-03-10T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/prima-meditazione-per-la-quaresima-a-santa-maria-maggiore.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:35","slug":"prima-meditazione-per-la-quaresima-a-santa-maria-maggiore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/prima-meditazione-per-la-quaresima-a-santa-maria-maggiore.html","title":{"rendered":"Prima meditazione per la Quaresima a Santa Maria Maggiore"},"content":{"rendered":"<p><BR>Eros e agape<br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">La Chiesa, madre premurosa e maestra sapiente, fin&nbsp; dalle prime generazioni cristiane ha chiamato i suoi figli a prepararsi con cura alla celebrazione del mistero della Pasqua. In effetti, siamo cos\u00ec presi da noi stessi e dai nostri problemi, piccoli o grandi non importa, ma sempre nostri , da dimenticarci del Signore da non comprendere il senso della sua passione, morte e resurrezione.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">S\u00ec, pu\u00f2 venire la pasqua e noi rischiamo di non vivere questo mistero di amore che sta al centro della nostra salvezza. Abbiamo bisogno di fermarci, di un tempo per riflettere, per rientrare in noi stessi, non per fermarci ancora una volta su di noi, ma per ascoltare il Signore per lasciarci cambiare il cuore. La liturgia della chiesa prevede questo periodo di quaranta giorni perch\u00e9 con la preghiera, il digiuno e&nbsp; l\u2019elemosina, potessimo avvicinarci a Ges\u00f9 nel deserto per avere anche noi i suoi stessi sentimenti. La quaresima n\u00e9 perci\u00f2 un tempo di Grazia, un tempo opportuno per avvicinarci al Signore, per stargli accanto e soprattutto per permettergli di parlare al nostro cuore. Sia vera anche per noi l\u2019affermazione del profeta Osea:\u201d Ecco , l\u2019attirer\u00f2 a me, la condurr\u00f2 nel deserto e parler\u00f2 al suo cuore\u201d (Os 2, 16).<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">Cari amici, lasciamo che il Signore parli al nostro cuore&nbsp; : vuole dirci tutto il suo amore. I quattro incontri che avremo in questa quaresima vogliono essere un aiuto perch\u00e8 ciascuno di noi ritrovi il cuore , e lo ritrover\u00e0 se comprende ancora una volta quanto \u00e8 grande L\u2019amore del Signore per lui. Nelle quattro riflessioni , ci interrogheremo sull\u2019amore. E lo faremo lasciandoci aiutare dall\u2019enciclica di Benedetto XVI Deus caritas est.&nbsp; Con essa il Papa, all\u2019inizio del suo pontificato, ha voluto riproporre la centralit\u00e0 dell\u2019amore ai cristiani e la priorit\u00e0 che nella comunicazione del vangelo al mondo. Il Papa sente che vi \u00e8 un\u2019urgenza particolare nel proporre questo messaggio. In effetti, in un mondo segnato cos\u00ec fortemente dalla paura e dalla solitudine, in una societ\u00e0 stravolta dalla tragedia delle guerre e del terrorismo e cos\u00ec duramente ferita dalla fame e dalle ingiustizie, in un mondo come questo Benedetto XVI ha scelto di parlare di amore. L\u2019amore, infatti, resta la via pi\u00f9 salda ed efficace per costruire un futuro di pace e di giustizia per tutti, per costruire un mondo meno crudele. Non \u00e8 il conflitto tra i popoli o tra le culture o tra le civilt\u00e0 o peggio ancora tra le religioni che ci salva. Solo l\u2019amore salver\u00e0 noi e il mondo dalla distruzione. Ho constato con piacere il favore con cui \u00e8 stata accolta l\u2019enciclica anche dai cristiani delle altre chiese e confessioni, anche loro concordano nella centralit\u00e0 del tema. Ma deve interessare anche gli altri credenti. Scrive Benedetto XVI :\u201d in u n mondo in cui al nome di Dio viene a volte collegata la vendetta e perfino il dovere dell\u2019odio e della violenza, questo \u00e8 un messaggio di grande attualit\u00e0 e di significato molto concreto\u201d.&nbsp; Questa enciclica \u00e8 davvero un dono prezioso per questo nostro tempo . Noi cattolici abbiamo un compito straordinario in questo orizzonte: il Vangelo ci impegna a vivere e predicare l\u2019amore. Siamo perci\u00f2 esortati a leggerla, a meditarla e soprattutto a viverne il messaggio.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Come sapete, l\u2019enciclica si divide in due parti. Nella prima , pi\u00f9 speculativa , il Papa presenta i tratti essenziali dell\u2019amore di Dio e i legami che tale amore intreccia la realt\u00e0 dell\u2019amore umano. Nella seconda parte invece viene esaminato l\u2019esercizio ecclesiale del comandamento dell\u2019amore per il prossimo. Ovviamente, Benedetto XVI non intende esaurire in questa enciclica la ricchezza della dottrina cristiana sull\u2019amore.&nbsp; Vuole aiutare i cristiani a immergervisi sempre pi\u00f9 per poter fermentare con maggior efficacia la pasta spesso arida<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">di questo nostro mondo. Scrive il Papa: \u201c\u00c8 mio desiderio insistere su alcuni elementi fondamentali (dell\u2019amore), cos\u00ec da suscitare nel mondo un rinnovato dinamismo di impegno nella risposta umana all\u2019amore divino\u201d(1). Due brani, tra i molti, vorrei che fossero come i binari che guideranno queste quattro riflessioni. Il primo: \u201cAd un mondo migliore si contribuisce soltanto facendo il bene adesso ed in prima persona, con passione e ovunque ce ne sia la possibilit\u00e0, indipendentemente da strategie e programmi di partito. Il programma del cristiano \u2013 il programma del buon samaritano, il programma di Ges\u00f9 &#8211; \u00e8 un cuore che vede. Questo cuore vede dove c\u2019\u00e8 bisogno di amore e agisce in modo conseguente\u201d. \u00c8 un invito chiaro rivolto ad ogni singolo credente, ad ognuno di noi, perch\u00e9 \u201cfacciamo il bene adesso e in prima persona\u201d.&nbsp; Il secondo brano ci dice: \u201cL\u2019amore \u00e8 possibile, e noi siamo in grado di praticarlo perch\u00e9 creati ad immagine di Dio. Vivere l\u2019amore, e in questo modo far entrare la luce di Dio nel mondo, ecco ci\u00f2 a cui vorrei invitare con la presente enciclica\u201d. Il Papa ci chiede di vivere davvero la radicalit\u00e0 dell\u2019amore, per far brillare nel mondo la luce di Dio. Del resto Ges\u00f9 aveva detto ai suoi: \u201cDa questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri\u201d(Gv 13, 35).<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt\">Una societ\u00e0 senza padre bisognosa d\u2019amore<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;Ma qual \u00e9 il mondo nel quale viviamo? Com\u2019\u00e8 questa pasqua chwe abbiamo di fronte? <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Se c\u2019\u00e8 una parola sintetica per descrivere il dramma di questo mondo , direi che \u00e8 costituito dall\u2019assenza dell\u2019amore. . Ogni giorno assistiamo allo straripamento dell\u2019egoismo nella vita delle nostre societ\u00e0. Il mondo viene come travolto da queste terribili onde provocate dall\u2019egoismo di singoli e di gruppi, di nazioni e di popoli. La mancanza di amore rende incontenibile l\u2019egocentrismo che a sua volta favorisce il dilagare della violenza, della cattiveria, della morte . &nbsp;S\u00ec, cari amici, per mancanza di amore si muore e si arriva anche a programmare la morte. Perch\u00e9 si parla sempre pi\u00f9 di eutanasia? Perch\u00e9 \u00e8 l\u2019unico esito possibile di una vita senza amore? Perch\u00e9 stare al mondo se non si \u00e8 amati e se non si ha nessuno da amare? Ricordo un\u2019anziana donna, abbandonata e sola in un cronicario vicino Roma. Senza pi\u00f9 scopo nella vita si lasciava andare, non si vestiva n\u00e9 si curava pi\u00f9. E quando le dissi che doveva invece essere pi\u00f9 attenta, che doveva vestirsi bene, lei mi rispose: \u201cE per chi mi vesto?\u201d. La solitudine \u00e8 insopportabile. \u00c8 l\u2019opposto della vocazione dell\u2019uomo. \u201cNon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo\u201d, disse il Signore dopo aver creato Adamo che pure costituiva il vertice della sua opera. Con questa affermazione divina si evidenzia uno dei nodi centrali dell\u2019intera esistenza umana. Senza una persona da amare e senza essere amati, la vita diviene un inferno. E la solitudine \u00e8 diventata una delle malattie pi\u00f9 gravi&nbsp; in particolare nell\u2019Occidente. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Madre Teresa, che conosceva sia il grande mondo asiatico sia l\u2019Occidente, notava: \u201cLa peggiore malattia dell\u2019Occidente oggi non \u00e8 la tubercolosi o la lebbra, ma il non sentirsi amati e desiderati, il sentirsi abbandonati. La medicina pu\u00f2 guarire le malattie del corpo, ma l\u2019unica cura per la solitudine, la disperazione e la mancanza di prospettive, \u00e8 l\u2019amore. Vi sono numerose persone&nbsp; al mondo che muoiono perch\u00e9 non hanno neppure un pezzo di pane, ma un numero ancora maggiore muore per mancanza di amore\u201d. Ed \u00e8 la mancanza di amore che rende l\u2019Occidente triste e ripiegato su se stesso, e&nbsp; incapace di sognare un mondo nuovo rassegnato ad una vita solo individuale. Vediamo persone che vivono le une accanto alle altre senza comprendersi; persone che entrano in conflitto con incredibile facilit\u00e0 (basti vedere cosa accade nelle periferie di non poche citt\u00e0 europee); e intanto sembra affermarsi uno scontro di religione o di civilt\u00e0. Cari amici, solo l\u2019amore pu\u00f2 aiutarci&nbsp; a vivere insieme. Solo l\u2019amore porta la pace nelle nostre case, nei quartieri di periferia delle nostre citt\u00e0, nei luoghi di dolore, nei luoghi di conflitto. Per costruire una civilt\u00e0 del vivere insieme c\u2019\u00e8 bisogno di un amore diffuso, di un amore che divenga cultura, abitudine all\u2019incontro e al rispetto. Paolo VI parlava di civilt\u00e0 dell\u2019amore, e aveva ragione, perch\u00e9 solo l\u2019amore rende possibile una civilt\u00e0 degna di questo nome. E intendeva un amore concreto, un amore fedele, che si fa servizio, che si fa storia quotidiana. \u00c8 quel che Benedetto XVI chiede ai cristiani quando dice loro di \u201cavere un cuore che vede\u201d. S\u00ec, un cuore che vede l\u2019altro, che si accorge di chi \u00e8 nel bisogno e si commuove per lui. L\u2019amore non \u00e8 ideologia; \u00e8 amore concreto che vuol dire vicinanza, aiuto, sostegno, amicizia, soccorso. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ripartire dall\u2019amore<\/P><br \/>\n<P class=MsoPlainText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ebbene \u00e8 da questo amore che l\u2019enciclica chiede di ripartire dall\u2019amore cristiano. E\u2019 bene sottolinearlo perch\u00e9 l\u2019amore che sgorga dal vangelo &nbsp;ha una sua originalit\u00e0. Non \u00e8 che si contrappone nettamente all\u2019amore umano. Insomma non si oppone come qualcuno potrebbe credere all\u2019eros. Ma l\u2019amore di Cristo fu cos\u00ec straordinario che gli autori del Nuovo Testamento quando dovettero parlarne furono costretti a trovare un termine nuovo, agape, appunto, praticamente non usato dalla cultura greca, la quale preferiva eros e philia. Con il termine agape in effetti il N.T. &nbsp;introduceva una nuova e impensata concezione dell\u2019amore: un amore che non si nutre della mancanza dell\u2019altro (eros) e che nemmeno semplicemente si rallegra della presenza dell\u2019altro (philia), ma un amore, appena concepibile dagli uomini, che trova il suo modello culminante in Ges\u00f9: un amore disinteressato, gratuito, perfino ingiustificato, perch\u00e9 continua ad agire \u2013 ed \u00e8 il meno che si possa dire \u2013 al di fuori di ogni reciprocit\u00e0. S\u00ec, Ges\u00f9 non conosce il termine reciprocit\u00e0. Non \u00e8 sceso sulla terra dopo che noi gli abbiamo assicurato l\u2019accoglienza, appunto la reciprocit\u00e0. A dire il vero \u00e8 accaduto esattamente il contrario. E l\u2019apostolo Paolo ce lo ricorda nella Lettera ai Romani quando scrive: \u201cA stento si trova chi sia disposto a morire per un giusto; forse ci pu\u00f2 essere chi ha il coraggio di morire per una persona dabbene. Ma Dio dimostra il suo amore per noi perch\u00e9, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo \u00e8 morto per noi\u201d(Rm 5, 7-8). Ges\u00f9, semmai, si lamenta della irriconoscenza come disse dopo che uno solo dei 10 lebbrosi guariti uno solo torn\u00f2 a \u201crendere gloria a Dio\u201d(Lc 17, 18). Mai per\u00f2 ha chiesto reciprocit\u00e0. Dovremmo essere noi, ovviamente, a praticarla. Ma questo \u00e8 un altro problema. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Con il termine agape si esprime la radicalit\u00e0 pi\u00f9 assoluta dell\u2019amore; ed \u00e8 un amore impensato perch\u00e9 solo Dio poteva rivelarlo. In questo amore Dio incontra il suo stesso cuore. Benedetto XVI nel presentare l\u2019enciclica, disse che voleva mostrare un Dio dal volto umano, un Dio che sa commuoversi, che sa appassionarsi, che si coinvolge in maniera del tutto inimmaginabile con la storia degli uomini. L\u2019agape descrive un Dio che scende tra noi. Il cristianesimo \u2013 in questo si differenzia da altre fedi \u2013 pi\u00f9 che religione che divinizza l\u2019uomo, \u00e8 la religione di un Dio che per amore si fa uomo, \u00e8 la religione del Dio-uomo. E l\u2019abbassamento di Dio giunge sino all\u2019esito paradossale di Ges\u00f9 che si lascia crocifiggere per amore. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Su quella croce \u00e8 stato sconfitto per sempre l\u2019amore per s\u00e9 ed \u00e8 stato innalzato l\u2019agape, l\u2019amore per gli altri senza porre alcun limite. Per questo Benedetto XVI invita i cristiani a fissare lo sguardo sul \u201cTrafitto\u201d per comprendere il vero senso e la vera forza dell\u2019amore cristiano. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Qui vi \u00e8 tutta l\u2019originalit\u00e0 dell\u2019amore cristiano, ma soprattutto la sua forza irresistibile. S\u00ec, l\u2019amore cristiano \u00e8 pi\u00f9 forte della morte. Ma poi spesso lo dimentichiamo, fino a considerare stoltezza \u201coffrire l\u2019altra guancia\u201d. Ascoltiamo le parole di don Andrea Santoro ucciso a Trebisonda, in Turchia, un mese fa. Nella sua ultima lettera, scritta il 22 gennaio 2006, ragionando sulla fede islamica e i tratti di violenza che talora mostra, don Andrea non nasconde questa concezione, anzi invita a considerarla rivendicando per\u00f2 il vantaggio della fede cristiana. E spiega di che natura \u00e8 il vantaggio del cristianesimo sull\u2019islam: \u201cIl vantaggio di noi cristiani nel credere in un Dio inerme, in un Cristo che invita ad amare i nemici, a servire per essere \u201csignori\u201d della casa, a farsi ultimo per risultare il primo, in un vangelo che proibisce l\u2019odio, l\u2019ira, il giudizio, il dominio, in un Dio che si fa agnello e si lascia colpire per uccidere in s\u00e9 l\u2019orgoglio e l\u2019odio, in un Dio che attira con l\u2019amore e non domina con il potere, \u00e8 un vantaggio da non perdere. \u00c8 un \u201cvantaggio\u201d che pu\u00f2 sembrare \u201csvantaggioso\u201d e perdente e lo \u00e8, agli occhi del mondo, ma \u00e8 vittorioso agli occhi di Dio e capace di conquistare il cuore del mondo. Diceva san Giovanni Crisostomo: Cristo pasce agnelli, non lupi. Se ci faremo agnelli vinceremo, se diventeremo lupi perderemo. Non \u00e8 facile, come non \u00e8 facile la croce di Cristo sempre tentata dal fascino della spada\u2026Ci sar\u00e0 chi voglia essere presente in questo mondo mediorientale semplicemente come \u201ccristiano\u201d, \u201csale\u201d nella minestra, \u201clievito nella pasta, \u201cluce\u201d nella stanza, \u201cfinestra\u201d tra muri innalzati, \u201cponte\u201d tra rive opposte, \u201cofferta\u201d di riconciliazione?\u201d Don Andrea ci richiama alla realt\u00e0 dell\u2019amore evangelico che \u00e8 per sua natura eroico. L\u2019eroicit\u00e0 \u00e8 connaturale dall\u2019amore evangelico. Purtroppo spesso noi lo epuriamo, lo attutiamo. Ma se il cristiano \u00e8 talora inefficace o poco attrattivo \u00e8 perch\u00e9 il nostro amore ha perso la sua eroicit\u00e0, la sua forza, la sua dimensione evangelica.&nbsp; Cari amici solo l\u2019amore \u00e8 credibile, il resto \u00e8 ritualismo.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ecco perch\u00e9 l&#8217;agape, cuore della vita del credente, \u00e8 superiore a tutte le virt\u00f9. S\u00ec, non c\u2019\u00e8 nulla al disopra dell\u2019amore: n\u00e9 la profezia della tradizione ebraico-cristiana; n\u00e9 l&#8217;ineffabile lingua degli angeli; e nemmeno la speranza; e neppure la conoscenza, la quale in questo mondo \u00e8 cos\u00ec misera s\u00ec che conosciamo Dio solo confusamente, come attraverso uno specchio, dentro &#8220;enigmi&#8221;, afferma san Paolo. Il canto alla carit\u00e0 della prima Lettera ai Corinzi \u00e8 tra le pagine pi\u00f9 alte che mostrano la forza dell\u2019agape. E Paolo afferma che \u00e8 superiore persino alla fede. Nel Vangelo di Matteo, Ges\u00f9 dice: &#8220;Se avrete fede quanto un granellino di senape potrete dire a questo monte spostati da qui a l\u00ec, ed esso si sposter\u00e0. Niente vi sar\u00e0 impossibile&#8221;. San Paolo con un incredibile capovolgimento afferma: &#8220;Se avessi tutta la fede tanto da poter trasportare i monti, ma non avessi l&#8217;amore, non sarei nulla&#8221;. Tutto passer\u00e0, anche la fede e la speranza. Al termine rester\u00e0 solo l&#8217;amore che ci aprir\u00e0 definitivamente gli occhi alla visione di Dio. In questa prospettiva, l\u2019apostolo Giovanni pu\u00f2 scrivere: \u201cChi non ama non ha conosciuto Dio\u201d (1Gv 4,8). <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent3 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">L\u2019amore evangelico, l\u2019agape, con la sua forza, per\u00f2 salva anche l\u2019amore umano.&nbsp; Benedetto XVI, riprendendo un\u2019antica tradizione patristica, esorta a legare l\u2019agape all\u2019eros. L\u2019eros, nel senso dell\u2019amore umano, sgorga anch\u2019esso da Dio, sebbene sia stato ferito dal peccato. Ognuno di noi ha pulsioni d\u2019amore, spinte ad amare, sentimenti d\u2019amore, ma \u2013 nota ancora Benedetto XVI &#8211; \u201ci sentimenti vanno e vengono. Il sentimento pu\u00f2 essere una meravigliosa scintilla iniziale, ma non \u00e8 la totalit\u00e0 dell\u2019amore\u201d. L\u2019incontro con l\u2019amore di Dio cambia il nostro modo di amare: \u201cl\u2019amore \u2013 continua il papa &#8211; non \u00e8 mai concluso e completato; si trasforma nel corso della vita, matura e proprio per questo rimane fedele a se stesso\u201d. La via dell\u2019amore infatti \u00e8 una via di crescita, \u00e8 una via di ricerca di totalit\u00e0 e di perfezione. \u201cAbbiamo bisogno dell\u2019amore di Dio per amare\u201d conclude Benedetto XVI. Questa affermazione \u00e8 piena di sapienza spirituale. L\u2019amore umano, o se volete l\u2019eros, ferito dal peccato, se non \u00e8 fecondato dall\u2019amore di Dio, rischia di farci ripiegare su noi stessi. Porta insomma a quell\u2019amore per se stessi che sta alla radice dei vizi. L\u2019agape viene dall\u2019alto, perch\u00e8 \u00e8 stesso Spirito Santo riversato nei nostri cuori, e salva l\u2019intera gamma dell\u2019amore umano: salva l\u2019amore coniugale, l\u2019amore ai genitori per i figli e quello dei figli per i genitori, salva l\u2019amore per gli anziani e per i poveri, salva l\u2019amore tra i fratelli della fede, salva l\u2019amore tra i sacerdoti, salva l\u2019amore tra chi non si conosce, e cos\u00ec oltre. &nbsp;L\u2019amore umano \u00e8 ferito e ha bisogno di essere salvato perch\u00e9 sia pieno e forte. Non sappiamo amare se ci lasciamo guidare solo dal nostro cuore, solo dal nostro carattere, solo dai nostri gusti \u201cHo un buon carattere\u2026ma sempre egoista sei.\u201d Sarai un egoista con un buon carattere\u2026 Abbiamo bisogno che agape e eros s\u2019incontrino. Se l\u2019amore di Dio viene lasciato libero di operare in noi senza che sia coartato opera miracoli nel nostro cuore perch\u00e9 taglia in radice la filautia, l\u2019amore per se stessi che sta alla base dei nostri vizi. Scrive Massimo il Confessore: \u201cFacendo scomparire l\u2019amore per s\u00e9 mediante la carit\u00e0, colui che si mostra degno di Dio fa sparire al tempo stesso l\u2019intera moltitudine dei vizi, che in lui non hanno altro motivo d\u2019esistere n\u00e9 altro fondamento. Un uomo simile non conosce pi\u00f9 l\u2019orgoglio, segno di arroganza nei confronti di Dio, male multiforme e innaturale; egli\u2026facendosi amici gli altri essere umani con una volontaria benevolenza, consuma l\u2019invidia, la quale per prima consuma quanti la possiedono; recide la collera, i desideri omicidi, l\u2019ira, l\u2019inganno, la menzogna, lo scherno, il rancore, l\u2019avidit\u00e0, e tutto ci\u00f2 che divide l\u2019uomo\u201d. &nbsp;L\u2019agape rende capaci di amare , di amare con passione, direi con un gusto nuovo. L\u2019agape cambia il gusto all\u2019eros. Esempio San Francesco e il lebbroso\u2026 Quel giorno Francesco compose\u2026\u201cc\u2019\u00e8 pi\u00f9 gioia nel dare che nel ricevere\u201d, c\u2019\u00e8 pi\u00f9 gioia nel baciare il lebbroso che in una vita senza senso. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Eros e agape &nbsp; La Chiesa, madre premurosa e maestra sapiente, fin&nbsp; dalle prime generazioni cristiane ha chiamato i suoi figli a prepararsi con cura alla celebrazione del mistero della Pasqua. 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