{"id":15767,"date":"2005-10-08T00:00:00","date_gmt":"2005-10-08T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/assemblea-diocesana-2005.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:35","slug":"assemblea-diocesana-2005","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/assemblea-diocesana-2005.html","title":{"rendered":"Assemblea Diocesana 2005"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P>Care sorelle e cari fratelli,<br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">ci ritroviamo assieme per questa assemblea diocesana iniziata, in certo modo, con il pellegrinaggio della Diocesi a Roma per \u201cvedere Pietro\u201d. S\u00ec, \u201cvidere Petrum\u201d, cos\u00ec si dice in Latino, vuol dire incontrare colui che garantisce la comunione tra tutte le Chiese. Abbiamo ascoltato la parola di Papa Benedetto XVI e in molti abbiamo visitato la tomba di Giovanni Paolo II. Sono state molto significative le parole che papa benedetto ci ha rivolto. Egli ha voluto inserire il nostro pellegrinaggio nei pellegrinaggi di san Benedetto e di san Francesco. In effetti il giovane Benedetto part\u00ec da Norcia e si stabil\u00ec a Roma. E qui ascolt\u00f2 il Vangelo che gli cambi\u00f2 la vita: lasci\u00f2 tutto e si ritir\u00f2 a Subiaco per dedicare tutta la sua vita a Dio e ai fratelli. Alcuni di voi sono andati anche in pellegrinaggio a Subiaco e hanno potuto vedere il luogo da dove \u00e8 iniziato il monachesimo benedettino. San Francesco si fece pellegrino anche lui a Roma per vedere il Papa e per chiedere l\u2019approvazione alla regola del movimento francescano che aveva iniziato. Papa Benedetto ci ha esortato a non distogliere il nostro sguardo da questi due grandi santi umbri. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Essi sono gli iniziatori di due movimenti, quello monastico occidentale e quello francescano, che hanno rivoluzionato l\u2019Italia, l\u2019Europa e hanno portato una linfa nuova nella Chiesa e nel mondo. Non sapevano quel che sarebbe accaduto per opera loro. Ma il Signore li aveva scelti come suoi strumenti per rinnovare la Chiesa e per aiutare l\u2019amore e la pace a radicarsi sulla terra. Cosa accomuna questi due santi umbri, oltre la provenienza dalla nostra regione? Una cosa: l\u2019ascolto obbediente del Vangelo. Questo \u00e8 ci\u00f2 che li unisce, questo li ha resi grandi, questo \u00e8 il segreto che affidano anche a noi. San Benedetto e san Francesco sono un po\u2019 come i due discepoli di Emmaus che hanno saputo ascoltare Ges\u00f9 che parlava con loro e si sono lasciati scaldare il cuore e hanno \u201cvisto\u201d anche loro il Signore. Quell\u2019incontro ha messo dentro di loro una forza nuova e sono partiti dalla loro terra, come i due di Emmaus, per andare verso i fratelli ad annunciare che il Signore \u00e8 vivo. Questi due santi in certo modo sono tornati di nuovo in mezzo a noi, anche tra noi oggi in questa assemblea, per dirci che l\u2019obbedienza al Vangelo vuol dire incontrare Cristo e cambiare vita. Li sentiamo vicini a noi come nostri maestri: ci insegnano a vivere nell\u2019amore e a servire i pi\u00f9 poveri. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Il cammino della Chiesa diocesana <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Nell\u2019incontro che ho avuto con Benedetto XVI durante l\u2019udienza ho potuto accennargli al senso del nostro pellegrinaggio che chiudeva una prima tappa del cammino diocesano centrato sulla Eucarestia e ne apriva una seconda con l\u2019attenzione sulla Parola di Dio. Era contento di questo itinerario e ne ha sottolineato l\u2019utilit\u00e0 anche per altre Diocesi. In questi ultimi due anni, peraltro, il nostro cammino \u00e8 stato come accolto in quello della Chiesa Italiana, che ha appena celebrato il Congresso Eucaristico Nazionale a Bari, e in quello nell\u2019intera Chiesa cattolica che sta celebrando l\u2019anno della Eucarestia. Come sapete, in questi giorni si celebra a Roma il Sinodo dei vescovi proprio sull\u2019Eucarestia. Ci sentiamo in sintonia piena con tutta la Chiesa, e questo richiede una responsabilit\u00e0 in pi\u00f9 per noi. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Da quattro anni ormai stiamo riflettendo sulla Domenica e in particolare sulla Liturgia Eucaristica che ne \u00e8 il cuore. Abbiamo scoperto sempre pi\u00f9 la Messa come \u201cfonte e culmine\u201d della vita cristiana, come il Concilio l\u2019ha definita nella Costituzione sulla Liturgia. Ebbene, nell\u2019orizzonte della Domenica si sta snodando l\u2019itinerario pastorale della nostra chiesa diocesana. S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, non stiamo camminando a caso, non stiamo passando il tempo senza una direzione. L\u2019itinerario c\u2019\u00e8. Ed \u00e8 importante rendersene conto, perch\u00e9 cos\u00ec camminiamo con maggiore consapevolezza e decisione. La Domenica &#8211; quante volte lo abbiamo ripetuto! &#8211; non \u00e8 una semplice scansione temporale, non \u00e8 il week end. No, per noi la Domenica \u00e8 incontrare Ges\u00f9 risorto; \u00e8 vivere gi\u00e0 da ora la vittoria del bene sul male, della vita sulla morte. Nelle Domeniche dell\u2019anno affrettiamo la venuta della Domenica senza tramonto: il Paradiso. Per noi la Messa \u00e8 il \u201cgi\u00e0\u201d e il \u201cnon ancora\u201d del Paradiso.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">\u00c8 bene ricordarci che le nostre domeniche, una dopo l\u2019altra, sono un passo dopo l\u2019altro verso il cielo. S\u00ec, ogni volta che celebriamo la Messa facciamo un passo in pi\u00f9 verso il Paradiso. Oppure possiamo dire che il Paradiso ci viene incontro: all\u2019ambone \u00e8 Ges\u00f9 stesso che ci parla e all\u2019altare \u00e8 Ges\u00f9 che ci dona la sua vita. Ecco perch\u00e9 insistiamo sulla Messa. Purtroppo tanto spesso non abbiamo coscienza di ci\u00f2 che essa significhi, e per questo ci distraiamo, ci mettiamo da una parte, non ci andiamo. Se, invece, ne comprendiamo il valore e la bellezza l\u2019amiamo di pi\u00f9, la sentiamo indispensabile. Era questo il senso della frase di quei primi cristiani quando, al giudice che li condannava a morte perch\u00e9 partecipavano alla Messa,&nbsp; risposero: \u201cNon possiamo vivere senza la Messa della Domenica\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Per far crescere questa consapevolezza \u2013 lo ripeto, non \u00e8 scontata &#8211; pi\u00f9 volte in questi anni siamo ritornati su questo tema. La Lettera pastorale, L\u2019Eucarestia salva il mondo, ci ha aiutati a prendere sempre pi\u00f9 coscienza del grande mistero dell\u2019Eucarestia. Se ricordate bene, l\u2019abbiamo prima discussa, poi scritta, quindi letta e meditata nelle varie parti (nel 2003 \u00e8 stato distribuito a tutti l\u2019opuscoletto: \u201cPerch\u00e9 a Messa la domenica?\u201d). E non abbiamo solo parlato; ci siamo sforzati di mettere in atto le indicazioni che venivano presentate. Quanti progressi ci sono stati nelle nostre Messe della Domenica! Sarebbe bene dirceli, anche in questa assemblea. Certo in alcune parrocchie \u00e8 pi\u00f9 evidente e magari in altre meno. Ma in tutte credo c\u2019\u00e8 stata una maggiore consapevolezza del mistero che si sta celebrando. Tra i segni pi\u00f9 importanti non posso non ricordare la decisione di rendere ordinaria la comunione sotto le due specie. Cari amici, non termineremo mai di porre attenzione alla Messa. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Vorremmo ora compiere un passo successivo, sempre all\u2019interno dell\u2019orizzonte della Messa. Porremo al centro delle nostre preoccupazioni la Liturgia della Parola, come ho gi\u00e0 accennato nella Lettera pastorale La Bibbia ridona il cuore. Perch\u00e9 \u00e8 a partire dal modo con cui la Bibbia si legge nella Messa che possiamo comprenderne il valore e il modo di leggerla. Abbiamo gi\u00e0 iniziato a riflettere su questo, ma in questo anno che viene e forse anche un altro ancora, vorrei che sviscerassimo bene il grande dono del \u201cpane della Parola\u201d. Non dimentichiamo il grande avvertimento di Ges\u00f9: \u201cNon di solo pane vivr\u00e0 l\u2019uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio\u201d(Mt 4, 4). E anche l\u2019altro brano che ha posto a conclusione del discorso della montagna: \u201cChiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica \u00e8 simile ad un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perch\u00e9 era fondata sulla roccia\u201d(Mt 7, 24-25). Accenno solo a quale sar\u00e0 il passo successivo a questo che, peraltro, scaturisce dall\u2019Eucarestia e dall\u2019ascolto della Parola di Dio: la carit\u00e0. Dopo aver trattato del \u201csacramento dell\u2019altare\u201d parleremo del \u201csacramento del fratello\u201d, del rapporto tra la Chiesa e la citt\u00e0. Ovviamente, anche se ne parleremo successivamente, tutto questo lo viviamo gi\u00e0 da ora. la vita cristiana infatti non si ferma. E se di tempo in tempo riflettiamo su qualche aspetto di essa, lo facciamo per comprenderla meglio ed anche per irrobustirla. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Fermiamo quindi la nostra attenzione sulla Parola di Dio. Il punto da cui partiamo, come ho detto, \u00e8 la Liturgia della Parola. Perch\u00e9? Perch\u00e9 la Bibbia \u00e8 strettamente legata all\u2019Eucarestia: in ambedue il Signore \u00e8 presente, sebbene in modalit\u00e0 diverse. Il Vaticano II, nella Dei Verbum, afferma: \u201cLa Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il Corpo stesso di Cristo\u201d(21). Potremmo dire che \u00e8 dalla Messa che apprendiamo ad ascoltare la Bibbia. S\u00ec, la Bibbia, anche quando la usiamo personalmente o in gruppo, va letta come accade durante la Messa. \u00c8 un punto da comprendere bene e soprattutto da vivere. La Liturgia della Parola \u00e8 il modo esemplare di fare la \u201clectio divina\u201d. E la Bibbia non pu\u00f2 che essere letta in questo modo. Infatti, dobbiamo metterci in atteggiamento di preghiera, e quindi ascoltare la parola di Dio. Viene quindi la spiegazione che deve aiutare a illuminare la nostra vita nell\u2019oggi alla luce del vangelo e portare quindi alla preghiera, compresa quella che viene detta \u201cpreghiera dei fedeli\u201d. Quest\u2019ultima deve essere legata ai brani biblici ascoltati e alla situazione storica che viviamo. Comprendete perch\u00e9 \u00e8 importante che la Liturgia della parola sia piena: da essa scaturisce il modo di ascoltare e di leggere la Bibbia, anche quando la leggiamo personalmente o in famiglia o in piccoli gruppi. La Bibbia, potremmo dire, \u00e8 nata&nbsp; nella Messa ed \u00e8 per la preghiera. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Per comprendere meglio la centralit\u00e0 della Bibbia nella vita della Chiesa vorrei sottolineare, sebbene di sfuggita, i modi in cui \u00e8 stata presente nella vita della Chiesa in questi duemila anni di cristianesimo. \u00c8 importante cogliere questo aspetto. Noi infatti siamo chiamati ad ascoltare e a leggere la Bibbia all\u2019interno di questa lunga storia di ascolto. Le riflessioni sulla Bibbia fatte dalle generazioni che ci hanno preceduto sono parte essenziale del nostro modo di ascoltare la Bibbia. S\u00ec, dobbiamo leggere le pagine della Bibbia anche con le parole che i padri della Chiesa e gli altri le hanno lette. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Il primo millennio<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Nei primi mille anni della storia cristiana la Sacra Scrittura ha come egemonizzato la vita della Chiesa. I vescovi e i preti, i monaci e i teologi, si confrontavano regolarmente e con passione con le pagine della Bibbia. Le loro parole, le loro predicazioni, i loro studi erano per lo pi\u00f9 dei commentari alle Sacre Scritture. E anche i fedeli comuni erano esortati ad un rapporto quotidiano con esse. Basti pensare al rigore di san Giovanni Crisostomo che rimproverava un cristiano della sua diocesi, quella di Costantinopoli, perch\u00e9 non sapeva quante fossero le lettere di san Paolo. Tutta la letteratura teologica e spirituale del primo millennio testimonia la centralit\u00e0 della Bibbia nella vita della Chiesa. E la lettura delle Scritture era raccomandata a tutti. Non vi \u00e8 traccia alcuna di proibizione in quei secoli, che pure hanno registrato interventi forti contro l\u2019eresia da parte di vescovi. Il monachesimo orientale, iniziato con sant\u2019Antonio nel deserto egiziano, scatur\u00ec da una lettura obbediente alla Parola di Dio. Ed anche in Occidente, san Benedetto, fond\u00f2 il movimento monastico legandolo all\u2019ascolto della Bibbia. La stessa Regola che lui ha scritto inizia con la parola \u201cAscolta\u201d, che \u00e8 poi lo stesso termine che apre i comandamenti di Dio rivolti al popolo di Israele: \u201cAscolta, Israele!\u201d. E i grandi vescovi, scelti quasi tutti dal monachesimo, si nutrivano essi stessi della Bibbia e cercavano di comunicarla alle loro c Chiese. Ne \u00e8 venuta una incredibile mole di commenti alle sante Scritture; \u00e8 un patrimonio che spesso purtroppo viene ignorato ma che fortunatamente si sta man mano riscoprendo. Tra i grandi Padri della Chiesa vi \u00e8 Gregorio Magno, vescovo di Roma attorno a cavallo tra il 500 e il 600, il quale fece dei commenti alla Bibbia il fondamento della sua pastorale, oltre che della sua vita spirituale. Un altro vescovo venuto dal monachesimo, Cesario di Arles era talmente convinto della importanza della lettura della Bibbia da esortare gli analfabeti ricchi a pagare qualcuno perch\u00e9 leggesse loro le Scritture: \u201cSe coloro che non conoscono la scrittura assoldano delle persone che scrivono a pagamento per procurarsi terreni, tu, chiunque tu sia, che non sai leggere e scrivere, perch\u00e9 non cerchi a pagamento e dietro un compenso uno che ti legga le Scritture divine, per poter ottenere le ricompense eterne?\u201d <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Il secondo millennio<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Pi\u00f9 tormentata invece \u00e8 stata la vicenda nel secondo millennio. Dopo il mille la Chiesa versava in una condizione triste: la gente si allontanava da chiese e da monasteri che non vivevano pi\u00f9 secondo il Vangelo. E rara era la predicazione del Vangelo. Ebbene, il rinnovamento della Chiesa pass\u00f2 attraverso gruppi, formati soprattutto da laici, i quali attraverso un ascolto pi\u00f9 obbediente delle Sacre Scritture riscoprirono la necessit\u00e0 di un rinnovamento interiore. Basti pensare a Francesco d\u2019Assisi e alla sua radicalit\u00e0 nel seguire il Vangelo sine glossa. E fu da allora che si diffuse nelle chiese della cosiddetta Biblia pauperum che permetteva anche all\u2019illetterato di \u201cleggere\u201d la Bibbia attraverso le immagini. Era divenuta sempre pi\u00f9 chiara la coscienza che senza conoscere la Bibbia non si poteva essere cristiani. L\u2019impegno per una Chiesa pi\u00f9 evangelica pass\u00f2 attraverso un rinnovato rapporto della Scrittura. Purtroppo, il clima polemico che coinvolse successivamente la cristianit\u00e0 occidentale soprattutto a motivo della divisione tra cattolici e protestanti rallent\u00f2 da noi la frequentazione diretta della Bibbia da parte dei fedeli. Il luteranesimo sottolineava sempre pi\u00f9 che era necessario ritornare alla Scrittura, ma il clima polemico port\u00f2 Lutero a staccare la Bibbia dalla Chiesa e a sostenere che basta la \u201csola Scrittura\u201d, mentre i cattolici affermavano che le verit\u00e0 cristiane erano contenute sia nella Bibbia che nella Tradizione. Il Concilio di Trento, pur non avendo chiarito la questione, richiam\u00f2 comunque i vescovi a rafforzare gli studi biblici. Ma non trov\u00f2 una adeguato ascolto. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Certo \u00e8 che, nella vita della Chiesa cattolica nell\u2019et\u00e0 moderna, il clima polemico compromise non poco il rapporto tra la Bibbia e i fedeli. Insomma i cristiani dell\u2019Occidente si divisero sul modo di leggere la Bibbia. I protestanti, staccando la Bibbia dalla Tradizione, e quindi dalla Chiesa, ne esasperarono la lettura individuale, nella Chiesa cattolica la paura che si cadesse in una interpretazione scorretta port\u00f2 a rallentare la consegna della Bibbia nelle mani dei fedeli. Quando si \u00e8 guidati da uno spirito polemico \u00e8 facile cadere nelle esagerazioni. E come molti voi ricordano, i protestanti avevano nelle mani la Bibbia, sebbene ciascuno la interpretava a suo modo, mentre i cattolici usavano i Messalini e le Massime Eterne. Solo verso la fine dell\u2019Ottocento nacque anche in campo cattolico un movimento di riscoperta della Bibbia. Nel corso del Novecento \u00e8 maturata una comprensione sempre pi\u00f9 ricca dei testi biblici e si afferm\u00f2 il metodo storico-critico nell\u2019approccio alla Bibbia. Senza ora voler addentarci in questa vicenda, la Bibbia \u00e8 stata via via riscoperta come fonte della vita spirituale e pastorale. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Il Concilio Vaticano II e la Dei Verbum<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ed \u00e8 a questo punto che arriva il Concilio Vaticano II. L\u2019assise conciliare non spunta come un fungo: \u00e8 stata preparata da vari movimenti spirituali, pastorali, ecumenici e appunto anche biblici. Il Concilio ha accolto queste spinte presenti nella Chiesa e le ha portate a maturazione. I testi conciliari, arricchiti dal dibattito assembleare, hanno fatto maturare una nuova coscienza della Chiesa. Non possiamo ora dire cos\u2019\u00e8 stato il Concilio, ma se dovessimo trovare una maniera sintetica potremmo dire che la Chiesa, nel Concilio, ha preso coscienza di se essa, del suo mistero e della sua missione. Il beato Giovanni XXIII, a coloro che lo accusavano di scombussolare le acque, diceva: \u201cNon \u00e8 il Vangelo che cambia, siamo noi a comprenderlo meglio e pi\u00f9 profondamente\u201d. Questo anno ricordiamo i 40 anni dalla chiusura del Concilio, l\u20198 dicembre del 1965. faremo una memoria anche noi. Ma oggi vogliamo ricordare in particolare i 40 anni della Costituzione Dogmatica \u201cDei Verbum\u201d che tratta della Parola di Dio nella vita della Chiesa. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-layout-grid-align: none\">Il 18 novembre del 1965 la Dei Verbum venne firmata quasi all\u2019unanimit\u00e0 (su 2350 votanti, 2344 placet e 6 non placet). La Costituzione fu chiamata, come avviene per tutti i documenti della Chiesa, dalle prime due parole del testo, Dei Verbum. C\u2019\u00e8 da dire che pur essendo tra i testi conciliari pi\u00f9 brevi \u00e8, tuttavia, quello che, unitamente alla Costituzione sulla Santa Liturgia, ha portato cambiamenti pi\u00f9 profondi nella vita della Chiesa. Non \u00e8 stato facile l\u2019elaborazione del testo. All\u2019inizio, lo schema presentato, venne bocciato dai padri conciliari. E ne nacque un lungo, talora duro, e comunque appassionato dibattito tra tutti. Vi partecip\u00f2 anche il giovane teologo Giuseppe Ratzinger. In un suo testo del 1997 ricorda cos\u00ec: \u201cDopo complesse discussioni, solo nell\u2019ultima fase dei lavori conciliari si pot\u00e9 arrivare all\u2019approvazione della Costituzione\u2026che peraltro non \u00e8 stata ancora recepito appieno\u201d. \u00c8 una affermazione che a mio avviso resta ancora valida: la Costituzione sulla Dei Verbum non \u00e8 stata ancora compresa in tutta la sua portata. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify; mso-layout-grid-align: none\">Voi avete in cartella il testo. Come potete vedere \u00e8 diviso in sei capitoli. E inizia con uan riflessione sulla \u201crivelazione\u201d. Non sto qui a commentare il testo, ma \u00e8 utile capire il perch\u00e9 parte dal concetto di \u201crivelazione\u201d. Si trattava di risolvere quel dibattito che aveva lacerato la Chiesa negli ultimi secoli, soprattutto nella polemica con i protestanti. Il nocciolo della questione era se le verit\u00e0 della fede stanno solo nella Scrittura, come dicevano i protestanti, o anche nella Tradizione, come sostenevano i cattolici? In altre parole i protestanti sostenevano che vi era una sola fonte della verit\u00e0 cristiana: la Bibbia; mentre i cattolici sostenevano che ve ne erano due: la Bibbia e la Tradizione. La soluzione \u00e8 stata trovata approfondendo la concezione della \u201crivelazione\u201d precisandola in maniera storica: \u201cPiacque a Dio nella sua bont\u00e0 e sapienza rivelare se stesso e far conoscere il mistero della sua volont\u00e0, mediante il quale gli uomini per mezzo di Cristo, Verbo fatto carne, nello Spirito Santo hanno accesso al Padre, e sono resi partecipi della divina natura\u201d(DV2). Insomma, la fonte \u00e8 una sola: la Parola di Dio. Nello stesso tempo si allarg\u00f2 anche il concetto di Tradizione che fu cos\u00ec presentato: \u201cLa Chiesa, nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto, perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ci\u00f2 che essa \u00e8, tutto ci\u00f2 che essa crede\u201d(n.8). Insomma anche nella storia della Chiesa si manifesta il pensiero di Dio, la sua azione concreta. Dio si rivela infatti in opere e in parole. Di fatto cosa avveniva: si riconosceva l&#8217;unit\u00e0 della Tradizione con la Scrittura, contro ogni tentativo di separazione: \u201cLa sacra Tradizione e la Sacra Scrittura sono dunque strettamente tra loro congiunte e comunicanti. Poich\u00e9 ambedue scaturiscono dalla stessa divina sorgente, esse formano in certo qual modo una cosa sola e tendono allo stesso fine. Infatti la sacra scrittura \u00e8 parola di Dio in quanto \u00e8 messa per iscritto sotto l\u2019ispirazione dello Spirito divino\u201d (n. 9). Nel numero seguente si descrive il rapporto tra le tre grandezze: Tradizione, Scrittura e Parola di Dio: &#8221; La sacra Tradizione e la Sacra Scrittura costituiscono un solo sacro deposito della parola di Dio affidato alla Chiesa\u201d. Questo porta a dire che la Parola di Dio non coincide n\u00e9 con la Tradizione n\u00e9 con la Bibbia, ma ambedue la contengono, sebbene nella Sacra Scrittura la Parola di Dio sia stata codificata in maniera autorevole. Infatti, fin dal Nuovo Testamento si scrive che tutta la Bibbia \u00e8 stata \u201cispirata\u201d da Dio ed \u00e8 utile per la nostra salvezza. Scrive Paolo a Timoteo: \u201ctutta la Scrittura \u00e8 ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia\u201d (2 Tim 3,16). &nbsp;Per questo nella Santa Liturgia viene onorata: entra in maniera solenne, \u00e8 incensata, \u00e8 proclamata dall\u2019ambone, \u00e8 custodita in libri santi, \u00e8 baciata e benedice l\u2019assemblea raccolta. Tuttavia non pu\u00f2 mai essere staccata dalla Tradizione, ossia dalla vita della Chiesa. Aveva ragione sant\u2019Agostino quando diceva che la Bibbia va letta sempre sulle ginocchia della santa Madre Chiesa. Questo legame tra la Chiesa e la Bibbia \u00e8 inseparabile. Non esiste l\u2019una senza l\u2019altra, appunto perch\u00e9 ambedue vengono dalla stessa fonte: la Parola di Dio. E l\u2019intera Chiesa e ogni credente deve porsi anzitutto in ascolto. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">La seconda riflessione vorrei trarla dalla prima frase della Dei Verbum che ne sintetizza lo scopo: \u201cIn religioso ascolto della parola di Dio e proclamandola con ferma fiducia\u201d.&nbsp; La Chiesa e quindi il credente deve essere in ascolto della Parola di Dio per poterla poi proclamare. In queste due parole, ascolto e missione, \u00e8 nascosta la vocazione e la missione della Chiesa e di ciascuno di noi. Per questo senza la Bibbia e senza la vita nella Chiesa \u00e8 impossibile essere cristiani. Questa affermazione rende particolarmente prezioso il capitolo VI della Dei Verbum: \u201cLa sacra Scrittura nella vita della Chiesa\u201d. In esso si enuncia fin dall\u2019inizio un principio fondamentale: \u201cE\u2019 necessario che tutta la predicazione ecclesiastica come la stessa religione cristiana sia nutrita e regolata dalla Sacra Scrittura\u201d. Dopo questa affermazione il capitolo applica tale principio alle traduzioni nelle lingue moderne, alla necessit\u00e0 dello studio profondo dei sacri testi da parte degli esegeti, sottolinea l&#8217;importanza della Sacra Scrittura nella teologia e finalmente raccomanda la lettura della Bibbia a tutti i fedeli. Dopo aver infatti raccomandato la lettura della Scrittura a tutti i chierici, in primo luogo ai sacerdoti, ai diaconi e ai catechisti, cos\u00ec continua (n. 25): \u201cParimenti il santo Concilio esorta con forza e insistenza tutti i fedeli, soprattutto i religiosi, ad apprendere la \u2018sublime scienza di Ges\u00f9 Cristo\u2019 con la frequente lettura delle divine Scritture\u201d. Questa esortazione cos\u00ec pressante a tutti i fedeli corrisponde alla richiesta di molti Padri conciliari. Venne aggiunta anche una frase incisiva di San Girolamo: \u201cL\u2019ignoranza delle Scritture, infatti, \u00e8 ignoranza di Cristo\u201d. Il Concilio raccomanda perci\u00f2 che tutti i fedeli \u201csi accostino volentieri al sacro testo\u2026anche mediante quella che viene chiamata \u201cpia lettura\u201d (oggi si suole chiamarla lectio divina). Si aggiunge che &#8221; la lettura della Sacra Scrittura dev&#8217;essere accompagnata dalla preghiera, affinch\u00e9 possa svolgersi il colloquio tra Dio e l&#8217;uomo; poich\u00e9, come dice sant\u2019Ambrogio: \u201cgli parliamo quando preghiamo e lo ascoltiamo quando leggiamo&nbsp; gli oracoli divini\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">All\u2019inizio del terzo millennio <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Da quaranta anni a questa parte la Bibbia \u00e8 ritornata nelle mani dei redenti. E dobbiamo ringraziare il Signore. I cristiani sono entrati nel terzo millennio con un notevole bagaglio di conoscenza e di amore per le Sante Scritture. Tuttavia non dobbiamo nasconderci che il cammino da compiere perch\u00e9 la Bibbia abbia la sua centralit\u00e0 nella vita pastorale delle nostre comunit\u00e0, \u00e8 ancora lungo. Non che possa aversi un tempo in cui il cammino sia terminato; ogni generazione cristiana infatti deve lasciarsi plasmare dalla Parola di Dio, ascoltarla e comunicarla. Ed \u00e8 un impegno indilazionabile. Giovanni Paolo II diceva ai cristiani dell\u2019Europa: \u201cChiesa in Europa, entra nel nuovo millennio con il libro del Vangelo!\u2026 nello studio attento della Parola troveremo alimento e forza per svolgere ogni giorno la nostra missione\u201d. Non si tratta di una semplice esortazione, quanto della missione stessa della Chiesa all\u2019inizio del terzo millennio. E aggiungeva il Papa: \u201cPrendiamo nelle nostre mani questo Libro! Accettiamolo dal Signore che continuamente ce lo offre tramite la sua Chiesa (cfr Ap 10,8). Divoriamolo (cfr Ap 10,9), perch\u00e9 diventi vita della nostra vita. Gustiamolo fino in fondo: ci riserver\u00e0 fatiche, ma ci dar\u00e0 gioia perch\u00e9 \u00e8 dolce come il miele (cfr Ap 10. 9-10). Saremo ricolmi di speranza e capaci di comunicarla a ogni uomo e donna che incontriamo sul nostro cammino\u201d(Ecclesia in Europa, 65).<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Guardando le nostre comunit\u00e0 ecclesiali dell\u2019Europa forse dobbiamo dire che c\u2019\u00e8 ancora poca Bibbia nella vita dei credenti. Una recente inchiesta condotta tra i cattolici praticanti in Spagna, Francia e Italia, riporta che l\u201980% ascolta la Bibbia solo durante la Messa della domenica, e appena il 3%, sempre dei praticanti, la legge ogni giorno. Ovviamente questo comporta non solo un\u2019ignoranza materiale sulla Bibbia (ad esempio, il 40% crede che san Paolo abbia scritto un Vangelo e il 26% anche san Pietro), ma soprattutto non la sente come il proprio libro, come il libro della propria vita. Sembrerebbe, insomma, che per i cattolici praticanti europei la Bibbia sia ancora un libro per lo pi\u00f9 \u201criservato al clero\u201d. Credo tuttavia che nella nostra diocesi questo sia un po\u2019 meno vero, anche per la continuata diffusione dei commenti ai libri biblici. C\u2019\u00e8 un dato comunque che ci interroga positivamente, ed \u00e8 il desiderio che i fedeli hanno della parola di Dio. Il 41% dei praticanti ritiene che l\u2019omelia sia il momento pi\u00f9 utile per la crescita della fede. Questo sta a dire che questo momento della Liturgia Eucaristica ha una potenzialit\u00e0 assolutamente straordinaria per la crescita della fede nei fedeli. E qui la domanda sulle omelie \u00e8 particolarmente importante. Pensate che in Italia si tengono pi\u00f9 di 800.000 omelie ogni domenica. Cosa sarebbe se fossero davvero efficaci? Alcuni giorni fa abbiamo avuto un momento davvero bello con i sacerdoti della Diocesi su questo tema. E dobbiamo continuarlo. Non posso ad esempio non ricordare la bella abitudine che si sta instaurando in diocesi di tenere ogni giorni una piccola omelia. Vorrei a tale proposito che il sito internet della Diocesi divenisse un aiuto concreto per tutti ponendovi questi aiuti. Anche perch\u00e9 non dobbiamo dimenticare che la responsabilit\u00e0 di comunicare la Parola di Dio \u00e8 di ciascuno di noi: dei genitori per i figli, dei catechisti per i ragazzi e gli adulti, dei giovani per i loro coetanei, e cos\u00ec oltre. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">La centralit\u00e0 della Parola di Dio <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">\u00c8 ovvio che \u00e8 determinate l\u2019incontro delle nostre comunit\u00e0 e di ciascuno di noi con la Parola di Dio. Non mi dilungo sulla necessit\u00e0 della diffusione della Bibbia. \u00c8 necessario ogni sforzo perch\u00e9 giunga nelle mani di tutti. Direi che \u00e8 un diritto fondamentale di ciascun cristiano avere la Bibbia, la sua Bibbia. Giovanni Paolo II, intervenendo all\u2019assemblea della Conferenza Episcopale Italiana sulla Parola di Dio, disse: \u201cL\u2019impegnativo compito della nuova evangelizzazione passa attraverso la riconsegna della Bibbia all\u2019intero popolo di Dio\u201d(1997). Talora capita che persino in qualche parrocchia si fatichi a trovare una Bibbia; se \u00e8 doveroso che ci siano i libri liturgici, in particolare i Lezionari, \u00e8 ancor pi\u00f9 evidente che deve esserci la Bibbia. Essa \u00e8, in certo modo, come il tabernacolo della Parola di Dio: va onorata e aperta perch\u00e9 tutti possano nutrirsene, appunto, come con l\u2019Eucarestia. E qui vorrei sottolineare un segno diocesano che a me pare particolarmente importante: la consegna ad ogni parrocchia dell\u2019Evangelario. In una apposita assemblea diocesana \u2013 che si terr\u00e0 il sabato precedente la prima domenica di quaresima &#8211; su questo tema consegner\u00f2 un Evangelario a ciascuna parrocchia. Sar\u00e0 il libro dei Vangeli che ogni domenica viene introdotto solennemente, viene incensato, letto, baciato e con esso l\u2019assemblea ecclesiale viene benedetta. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Vorrei che, accanto a questo segno comune, si sviluppasse l\u2019impegno perch\u00e9 ciascuno di noi non solo abbia la sua propria Bibbia, ma che la legga ogni giorno, che la porti con s\u00e9 quando viaggia, quando va in vacanza. \u00c8 in questa prospettiva che continuer\u00f2 a commentare ogni anno un libro della Bibbia e desidero che venga consegnato a ciascuna persona. Cerchiamo di non lasciarlo solo al fondo della Chiesa. Andiamo a consegnarlo nelle case, nelle scuole, negli uffici, ovunque. \u00c8 un modo di evangelizzazione anche questo. Direi, anzi, che \u00e8 il primo passo. Una delle questioni centrali sia della vita diocesana che parrocchiale che personale si gioca attorno al rapporto che ciascuno ha con la Bibbia. Da essa bisogna trarre ispirazione per la tutta nostra vita. Se Gregorio Magno diceva: \u201cla Sacra Scrittura cresce con chi la legge\u201d; ebbene, cresciamo noi e le nostre comunit\u00e0 sotto la guida della Parola di Dio? C\u2019\u00e8 l\u2019urgenza di ritrovare il primato della Parola di Dio. Qualcuno giunge a parlare di \u201cegemonia\u201d della Scrittura sulla nostra vita. Egemonia non vuol dire esclusivismo ma lasciare che la Bibbia ispiri l\u2019intera nostra personale e comunitaria. In tal senso vorrei che crescesse tra noi l\u2019ascolto religioso della Bibbia, ossia la \u201clettura spirituale\u201d della Bibbia o, come si dice in maniera pi\u00f9 tecnica, la lectio divina. Lo dicemmo gi\u00e0 lo scorso anno. Sono convinto che \u00e8 necessario insistere. La Bibbia \u00e8 il libro della preghiera cristiana! Ma lo \u00e8 diventato, davvero? Se apprendiamo a pregare con la Bibbia tutta la nostra vita ne trarr\u00e0 beneficio. La Parola di Dio illuminer\u00e0 la nostra vita spirituale, la nostra vita pastorale, la cultura, le scienze, la psicologia, il lavoro, la stessa politica e gli altri campi della vita. Del resto il vescovo, il teologo, il sacerdote, il diacono, il seminarista, il religioso, il catechista, ogni cristiano, in quanto tale, non deve forse nascere e formarsi con il seme della Parola di Dio? In tale prospettiva vorrei rivolgermi particolarmente ai giovani e chiedere loro se non sia il caso di iniziare l\u2019esperienza di ascolto della Parola di Dio, assieme, una volta al mese, per poter crescere alla sua scuola, per stringerci, come facevano i discepoli, attorno al Signore e ascoltarlo? Sappiamo bene che quando si apre il Vangelo \u00e8 Ges\u00f9 stesso che ci parla. Sarebbe un segno particolarmente efficace per l\u2019intera nostra citt\u00e0 ed anche per invitare altri amici che sono in cerca di un senso bello e forte della vita.<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Ovviamente questo chiede che noi per primi ci nutriamo del pane della parola. Ed \u00e8 per questo che torna la domanda che ci facemmo gi\u00e0 lo scorso anno: \u201cQuanto tempo dedico alla lettura della Bibbia? E quanti libri della Bibbia ho letto?\u201d In interrogativi come questi si manifesta l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019amore per la parola di Dio e l\u2019intensit\u00e0 del desiderio di ascoltare il Signore. Questo porta a dire che \u00e8 indispensabile trovare il tempo per leggere la Bibbia, sino ad apprenderla a memoria; e se accade che si ha poco tempo perch\u00e9 c\u2019\u00e8 tanto da fare, \u00e8 il \u201cda fare\u201d che deve essere sacrificato, piuttosto che l\u2019ascolto della Parola di Dio. Sappiamo bene che tutto ci\u00f2 richiede una lotta contro la mentalit\u00e0 e la stessa cultura nella quale siamo immersi, una cultura che rende l\u2019ascolto sempre pi\u00f9 difficile. Ma l\u2019ascolto della Parola di Dio in un clima di preghiera diviene il banco di prova per la nostra Chiesa negli anni a venire. Scrive la Dei Verbum: \u201cNella parola di Dio poi \u00e8 insita tanta efficacia e potenza da essere sostegno e vigore della Chiesa, saldezza della fede, cibo dell\u2019anima, sorgente pura e perenne della vita spirituale. Perci\u00f2 si deve riferire per eccellenza alla Sacra Scrittura ci\u00f2 che \u00e8 stato detto: vivente ed efficace \u00e8 la parola di Dio\u201d(21). <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Le Sante Scritture debbono diffondersi ovunque. Giovanni Paolo II, presentando il documento del 1993 della Pontificia Commissione Biblica dal titolo L\u2019interpretazione della Bibbia nella Chiesa, diceva: \u201c\u00c8 motivo di gioia vedere la Bibbia presa in mano da gente umile e povera, che pu\u00f2 fornire alla sua interpretazione e una luce pi\u00f9 penetrante, dal punto di vista spirituale ed esistenziale, di quella che viene da una scienza sicura di se stessa\u201d. E &nbsp;Benedetto XVI, continuando su questa linea, diceva che \u201cil popolo cristiano \u00e8 il vero proprietario della Bibbia e perci\u00f2 il suo vero esegeta\u201d(Il sale della terra, 302). Nell\u2019ascolto della Bibbia, infatti, scopriamo la nostra vera identit\u00e0: essere discepoli. La Bibbia, insomma, fa la Chiesa anche nel senso che \u201cfa\u201d il credente, ossia lo edifica a sua immagine e somiglianza. E dall\u2019ascolto della Parola il discepolo diviene apostolo, ossia forte nel proclamare agli altri la Parola che lui per primo ha ascoltato. <\/P><br \/>\n&nbsp;<br \/>\nUn nuovo entusiasmo per la Parola di Dio<br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Cari amici, cosa dobbiamo attenderci da questa assemblea? Avete gi\u00e0 nelle vostre mani la Lettera pastorale \u201cLa Bibbia ridona il cuore\u201d. Penso che alcuni di voi l\u2019hanno gi\u00e0 scorsa. \u00c8 bene leggerla. Non sto qui a presentarla, anche perch\u00e9 ne abbiamo gi\u00e0 parlato. Vorrei che oggi dessimo attuazione pratica alle cose che sono indicate nella Lettera e anche ad altre che potremmo individuare. Mons. Giorgio Brodoloni indicher\u00e0 alcune piste di ricerca perch\u00e9 nelle nostre comunit\u00e0 cresca la conoscenza, l\u2019interesse e l\u2019amore per la Sacra Scrittura. Vorrei, come ho gi\u00e0 notato nella Lettera, che crescesse tra noi l\u2019entusiasmo per la Parola di Dio. Faccio mie le parole che il beato Giovanni XXIII, prendendo possesso di San Giovanni in Laterano, disse ai presenti: \u201cSe tutte le sollecitudini del ministero pastorale ci sono care e ne avvertiamo l\u2019urgenza, soprattutto sentiamo di dover sollevare da per tutto e con continuit\u00e0 di azione l\u2019entusiasmo per ogni manifestazione del libro divino, che \u00e8 fatto per illuminare dall\u2019infanzia alla pi\u00f9 tarda et\u00e0 del cammino\u201d. Cari amici, questo \u201centusiasmo per ogni manifestazione del libro divino\u201d che il beato Giovanni XXIII voleva suscitare al suo tempo, e vi riusc\u00ec con il Concilio che inizi\u00f2, \u00e8 quel di cui c\u2019\u00e8 bisogno anche oggi e che io mi auguro questa assemblea susciti anche nelle nostre comunit\u00e0. <\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Care sorelle e cari fratelli, &nbsp; ci ritroviamo assieme per questa assemblea diocesana iniziata, in certo modo, con il pellegrinaggio della Diocesi a Roma per \u201cvedere Pietro\u201d. S\u00ec, \u201cvidere Petrum\u201d, cos\u00ec si dice in Latino, vuol dire incontrare colui che garantisce la comunione tra tutte le Chiese. Abbiamo ascoltato la parola di Papa Benedetto XVI [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":27566,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-15767","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2026\/04\/default.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15767","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15767"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15767\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/27566"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15767"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15767"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15767"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}