{"id":15763,"date":"2005-09-08T00:00:00","date_gmt":"2005-09-08T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/presentazione-del-congresso-sulla-dei-verbum.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:35","slug":"presentazione-del-congresso-sulla-dei-verbum","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/presentazione-del-congresso-sulla-dei-verbum.html","title":{"rendered":"Presentazione del congresso sulla Dei Verbum"},"content":{"rendered":"<p><P>La Federazione Biblica Cattolica fu fondata nel 1969, su iniziativa del cardinale Bea, per accompagnare l\u2019attuazione del capitolo VI della Dei Verbum ove si descrivono le linee pastorali perch\u00e9 la Bibbia diventi il libro di ciascun credente. I padri conciliari, coscienti che &#8220;l\u2019ignoranza delle Scritture \u00e8 ignoranza di Cristo&#8221;(San Girolamo), esortano i fedeli ad &#8220;accostarsi volentieri al sacro testo, sia per mezzo della sacra liturgia ricca di parole divine, sia mediante la pia lettura, sia per mezzo delle iniziative adatte a tale scopo e di altri sussidi, che con l\u2019approvazione e a cura dei pastori della chiesa lodevolmente oggi si diffondono ovunque&#8221;. In questo spirito la Federazione Biblica, assieme al Pontificio Consiglio per l\u2019Unit\u00e0 dei Cristiani, ha organizzato un Convegno Internazionale per ricordare i 40 anni della Dei Verbum.<\/P><br \/>\n<P>La Federazione in questi anni ha cercato di sostenere, nei diversi paesi del mondo la pastorale biblica attraverso un\u2019opera di coordinamento oltre che di aiuto e di sollecitazione. L\u2019orizzonte nel quale opera \u00e8 quello che sant\u2019Agostino sintetizza quando afferma: &#8220;La Bibbia va letta sulle ginocchia della Chiesa&#8221;. Sono significative, a tale proposito, alcune riflessioni dell\u2019allora cardinale Ratzinger: &#8220;La chiesa non \u00e8 la parola, ma il luogo in cui abita e vive la parola. Ci\u00f2 significa che essa \u00e8 obbligata ad essere veramente spazio di vita e non spazio di morte per la parola. La chiesa non pu\u00f2 permettere che la parola si perda nella chiacchiera di una persona qualunque, nelle parole dei tempi che cambiano, ma la deve conservare nella sua immutabile identit\u00e0. Ma perch\u00e9 la parola sia conservata, la chiesa deve viverla, deve soffrirla. Deve sottoporre le forze vitali di un\u2019epoca al giudizio di questa parola, ma deve anche mettere a disposizione della parola una nuova vita, carne e sangue umani. Limitarsi puramente a conservare sarebbe scansare la sofferenza e non sarebbe certo un portare la parola nel tempo presente&#8221; (Dogma e predicazione).<\/P><br \/>\n<P>Il Convegno non ha l\u2019intento di esaminare la Dei Verbum nei suoi aspetti teologici &#8211; sebbene la relazione del cardinale Kasper non mancher\u00e0 di sottolinearli \u2013 bens\u00ec di fermarsi a riflettere sui suoi aspetti pastorali. Si vuole abbozzare una prima verifica del cammino fatto in questi 40 anni e nello stesso tempo studiare alcune prospettive perch\u00e9 la Parola di Dio sia sempre pi\u00f9 nel cuore delle comunit\u00e0 cristiane e dei singoli credenti. La numerosa e qualificata partecipazione a questo Congresso sta a dire la rilevanza che \u00e8 necessario dare a questo tema ha nella vita della Chiesa. \u00c8 la prima volta che un numero cos\u00ec alto di vescovi, assieme a tanti credenti, provenienti da pi\u00f9 di cento paesi del mondo, e con la partecipazione di non pochi rappresentanti delle altre Chiese, si radunano per riflettere e discutere sulla centralit\u00e0 che la Parola di Dio ha nella Chiesa. La presenza di questi ultimi sottolinea quanto sia forte l\u2019incontro tra i cristiani nell\u2019ascolto delle Sante Scritture. La pratica della lectio divina mostra quella unit\u00e0 visibile che ancora non \u00e8 dato di vivere altrove con pienezza. Per questo, l\u2019ecumenismo spirituale, che Papa Benedetto XVI ha pi\u00f9 volte sottolineato, trova nell\u2019ascolto comune delle Sacre Scritture un luogo privilegiato per progredire nel dialogo ecumenico.<\/P><br \/>\n<P>In ogni caso, tutti vediamo con quanta abbondanza, in questi ultimi 40 anni, la Bibbia sia tornata nelle mani dei fedeli. Giovanni Paolo II, presentando il documento del 1993 della Pontificia Commissione Biblica dal titolo L\u2019interpretazione della Bibbia nella Chiesa, lo affermava compiaciuto: &#8220;\u00c8 motivo di gioia vedere la Bibbia presa in mano da gente umile e povera, che pu\u00f2 fornire alla sua interpretazione e attualizzazione una luce pi\u00f9 penetrante, dal punto di vista spirituale ed esistenziale, di quella che viene da una scienza sicura di se stessa&#8221;. E il cardinale Ratzinger, da parte sua, sosteneva che &#8220;il popolo cristiano \u00e8 il vero proprietario della Bibbia e perci\u00f2 il suo vero esegeta&#8221;(Il sale della terra). Tuttavia, perch\u00e9 la Parola di Dio sia davvero centrale nella vita spirituale dei singoli credenti e nella vita pastorale delle comunit\u00e0 cristiane il cammino \u00e8 ancora lungo. Ed anche urgente.<\/P><br \/>\n<P>Purtroppo, si deve dire che c\u2019\u00e8 ancora &#8220;poca Bibbia&#8221; nella vita dei fedeli. In una recentissima ricerca condotta in Italia, Francia e Spagna sul rapporto dei fedeli con la Sacra Scrittura, si riportano i seguenti dati: l\u201980% dei fedeli cattolici praticanti (sic!) ascolta la Bibbia solo durante la Messa della domenica, e appena il 3%, sempre dei praticanti, la legge ogni giorno. Ovviamente questo comporta non solo un\u2019ignoranza materiale della Bibbia (ad esempio, il 40% crede che san Paolo abbia scritto un Vangelo e il 26% anche san Pietro), ma soprattutto non la sente come il proprio libro, come il libro della propria vita. Sembrerebbe, notano i ricercatori, che per i cattolici praticanti dei suddetti paesi europei la Bibbia sia ancora un libro per lo pi\u00f9 &#8220;riservato al clero&#8221;. C\u2019\u00e8 per\u00f2 un dato che fa riflettere, ed \u00e8 il desiderio che i fedeli hanno della parola di Dio. Infatti, il 41% dei praticanti ritiene che l\u2019omelia sia il momento pi\u00f9 utile per la crescita della loro fede. Ma qui l\u2019interrogativo si sposta sulla qualit\u00e0 delle omelie: come sono? Uno scrittore italiano le definiva &#8220;il tormento dei fedeli&#8221;. E qui si apre un fronte di riflessione che a mio avviso \u00e8 decisivo e forse poco esaminato. Oltre a questo problema, tanti altri se ne aprono. Basti pensare al rischio della interpretazione fondamentalista della Bibbia o, al suo contrario, cio\u00e8 alla relativizzazione della Bibbia (capita che nelle celebrazioni liturgiche a volte viene preferita a testi letterari!). Vi \u00e8 poi il problema aperto dall\u2019urgenza che tutti i credenti abbiano la Bibbia. C\u2019\u00e8 un diritto fondamentale (e quindi anche un dovere) di ogni cristiano ad avere la Bibbia, la sua Bibbia e nella propria lingua. Purtroppo sono ancora molte le comunit\u00e0 cristiane soprattutto nel Sud del mondo che non hanno la Bibbia tradotta nella propria lingua (e qui si dovrebbe intensificare il dialogo con le Associazioni Bibliche dei diversi paesi; loro rappresentanti saranno presenti al Congresso). Ma \u00e8 un impegno che deve trovarci tutti pi\u00f9 attenti. Giovanni Paolo II non a caso notava: &#8220;L\u2019impegnativo compito della nuova evangelizzazione passa attraverso la riconsegna della Bibbia all\u2019intero popolo di Dio&#8221;.<\/P><br \/>\n<P>Il Congresso prevede numerose tavole rotonde nelle quali esperti venuti dalle varie parti del mondo affronteranno i problemi legati alla presenza della Bibbia nella vita della Chiesa e del mondo. In tale contesto sar\u00e0 posta particolare attenzione alla questione del rapporto dei cristiani con le Scritture d\u2019Israele, come pure con quelle delle altre grandi religioni mondiali, senza dimenticare l\u2019influsso che la Bibbia ha avuto, e pu\u00f2 e deve avere, con le diverse civilt\u00e0 e culture. Forse questo Congresso pu\u00f2 essere uno stimolo perch\u00e9 le diverse Conferenze Episcopali facciano una verifica circa l\u2019attuazione della Dei Verbum nei rispettivi paesi, non solo per quanto riguarda la diffusione della Bibbia, ma soprattutto per verificare quanto essa sia centrale nella vita spirituale dei singoli e in quella delle comunit\u00e0. \u00c8 nell\u2019ascolto della Parola di Dio, infatti, che il credente si scopre discepolo e anche apostolo, ossia evangelizzatore, come recita l\u2019inizio della stessa Costituzione conciliare. In tale prospettiva la Sacra Scrittura diviene la luce che illumina l\u2019intera vita: la cultura, le scienze, la psicologia, la sociologia, la stessa politica e gli altri campi della vita. Del resto il vescovo, il teologo, il sacerdote, il seminarista, il religioso, anzi ogni cristiano, in quanto tale, non deve forse nascere e formarsi con il seme incorruttibile della Parola di Dio? Gli interrogativi potrebbero moltiplicarsi e certamente appariranno nei giorni del Congresso.<\/P><br \/>\n<P>Vorrei infine sottolineare un obiettivo che mi auguro il Congresso raggiunga. Lo traggo da un passaggio dell\u2019omelia del beato Giovanni XXIII pronunciata durante la presa di possesso di San Giovanni in Laterano come vescovo di Roma: &#8220;Se tutte le sollecitudini del ministero pastorale ci sono care e ne avvertiamo l\u2019urgenza, soprattutto sentiamo di dover sollevare da per tutto e con continuit\u00e0 di azione l\u2019entusiasmo per ogni manifestazione del libro divino, che \u00e8 fatto per illuminare dall\u2019infanzia alla pi\u00f9 tarda et\u00e0 del cammino&#8221;. Questo &#8220;entusiasmo per ogni manifestazione del libro divino&#8221; che il beato Giovanni XXIII, iniziatore del Concilio Vaticano II, voleva suscitare al suo tempo, \u00e8 ci\u00f2 di cui c\u2019\u00e8 bisogno anche oggi. Noi ci auguriamo che il Congresso possa suscitare un nuovo entusiasmo per le Sante Scritture.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Federazione Biblica Cattolica fu fondata nel 1969, su iniziativa del cardinale Bea, per accompagnare l\u2019attuazione del capitolo VI della Dei Verbum ove si descrivono le linee pastorali perch\u00e9 la Bibbia diventi il libro di ciascun credente. 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