{"id":15758,"date":"2005-09-12T00:00:00","date_gmt":"2005-09-12T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/intervento-allincontro-uomini-e-religioni-di-lione.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:35","slug":"intervento-allincontro-uomini-e-religioni-di-lione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/intervento-allincontro-uomini-e-religioni-di-lione.html","title":{"rendered":"Intervento all&#8217;incontro Uomini e Religioni di Lione"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\"><BR>Umanesimo laico e umanesimo religioso<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Non \u00e8 mai mancato nei nostri incontri un momento di confronto pi\u00f9 specifico tra laici e credenti. La differenza non ci spaventa e non viviamo nell\u2019ossessione di eliminarla. Certo cerchiamo di sottolineare quel che ci unisce, ma non in modo ingenuo e acritico. Siamo comunque convinti che dobbiamo evitare le due sponde estreme, ossia il relativismo e il fondamentalismo, sia della fede che della ragione o, se si vuole, sia del credente che del non credente. Sono come due patologie che attecchiscono nella misura in cui non si tiene stretto il rapporto tra le due dimensioni. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent2 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">Faccio anzitutto una premessa. La fede senza la ragione rischia di dissolversi o di diventare disumana. E la ragione senza la sponda della fede, o del mistero, scivola verso un relativismo dogmatico. In tale contesto potremmo dire che anche la fede deve essere \u201claica\u201d, ossia legata anche alla ragione, sebbene non sia da essa definita. La fede infatti \u00e8 da intendere non semplicemente come l\u2019adesione ad alcune verit\u00e0 astratte, ma l\u2019essere coinvolti totalmente da una chiamata che viene da fuori e che tocca profondamente il cuore del credente. Se stessimo in Italia, riprendendo la nota affermazione di Benedetto Croce, potrei dire anche del cristiani \u201cperch\u00e9 non possiamo dirci laici\u201d. Ma in che senso? Il laico non \u00e8 colui che rifiuta o deride il sacro, semmai \u00e8 colui che lo discute, che lo interroga, che si mette di fronte al senso del mistero che anche il sacro porta con s\u00e9. Ma \u00e8 laico anche il credente che non \u00e8 superstizioso, che non \u00e8 fanatico, che non \u00e8 arrogante, che non \u00e8 chiuso alla ricerca di una verit\u00e0 sempre pi\u00f9 chiara e piena. E\u2019 laico altres\u00ec ogni non credente che non assolutizza e non idolatra il proprio relativo punto di vista e la propria ricerca. Insomma, il laico non credente sa riconoscere la profonda analogia che lo lega alla domanda del credente e alla sua continua ricerca del vero e del bene. Su ambedue, sia sul laico che sul credente, incombe la soglia del mistero. Il mistero chiede ad ambedue l\u2019umilt\u00e0 di riconoscere il proprio limite e quindi di aprirsi all\u2019Altro. La laicit\u00e0, in tale contesto, non \u00e8 una ideologia che sta al di sopra e che tutto governa; la laicit\u00e0 \u00e8 piuttosto una sensibilit\u00e0 profonda che tocca il modo stesso di vivere e di sentire. Essa non si identifica con nessun credo preciso, con alcuna filosofia, \u00e8 una attitudine critica ad articolare il proprio credo filosofico o religioso secondo regole e principi logici che non possono essere condizionati da nessuna fede, perch\u00e9 in tal caso si cadrebbe in un torbido pasticcio, sempre oscurantista. Laicit\u00e0 significa quindi tolleranza, demistificazione di tutti gli idoli, anche dei propri. Laicit\u00e0 \u00e8 capacit\u00e0 di credere fortemente in alcuni valori, sapendo che ne esistono altri, pure essi rispettabili. In questo senso la laicit\u00e0 \u00e8 utile sia alla fede che alla ragione, ad ambedue infatti impedisce di cadere in un pericoloso estremismo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Fatta questa premessa, entro un po\u2019 pi\u00f9 direttamente nel tema della tavola rotonda: umanesimo religioso e umanesimo laico. Inizio con una affermazione sintetica: il cristianesimo \u00e8 un umanesimo. Lo suggeriva gi\u00e0 Teofilo di Antiochia, un vescovo del II secolo. In quell\u2019epoca i cristiani erano una esigua minoranza all\u2019interno dell\u2019Impero, e spesso anche perseguitati perch\u00e9 ritenuti atei. E i pagani, i credenti di allora, interrogavano i cristiani a proposito del loro Dio. Ebbene Teofilo, in un suo scritto, rispondeva pi\u00f9 o meno con queste parole alla loro domanda. \u201cVoi mi chiedete: Mostraci il tuo Dio! Non \u00e8 questa la domanda che dovete rivolgermi. La domanda giusta \u00e8 la seguente: Mostraci l\u2019uomo. E cos\u00ec sar\u00f2 in grado di dirvi chi \u00e8 il mio Dio\u201d. Teofilo non poteva parlare di Dio se non a partire dall\u2019uomo. Egli aveva capito bene che nel cristianesimo l\u2019immagine dell\u2019uomo rivela quella di Dio. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questa affermazione oggi si inserisce nel nuovo orizzonte che mette alla prova l\u2019intero umanesimo, anche cristiano. Non dobbiamo dimenticare che per la prima nella storia umana ci troviamo di fronte alla possibilit\u00e0 che l\u2019uomo, con l\u2019arma nucleare pu\u00f2 autodistruggersi totalmente. E per la prima volta nella storia l\u2019uomo pu\u00f2 superare la soglia della creaturalit\u00e0 per divenire creatore. Insomma, oggi viene messo in gioco radicalmente l\u2019umanesimo. Le tre rivoluzioni contemporanee, quella biotecnologica, informatica ed ecologica, interpellano laici e credenti in maniera nuova e assolutamente inedita. Esse, tra l\u2019altro, in qualche modo fanno gi\u00e0 sistema tra loro. Ma se non sono governate, se non sono cio\u00e8 guidate con saldi principi morali, portano alla distruzione dell\u2019umanit\u00e0 stessa dell\u2019uomo. La letteratura in materia \u00e8 ormai abbondante. Basti pensare ad autori come Jurgen Habermas che scrive, I rischi di una genetica liberale; a Paul Virilio il quale, dopo aver pubblicato La bomba informatica, si scaglia contro il fondamentalismo tecnoscientifico, L\u2019incidente del futuro. Tutti conosciamo Jeremy Rifkin lo studioso che si occupa dell\u2019innovazione scientifica e tecnologica, il quale nel volume Il secolo biotech avverte: \u201cLa rivoluzione della biotecnologia ci obbligher\u00e0 a riconsiderare molto attentamente i nostri valori pi\u00f9 profondi e ci costringer\u00e0 a porci di nuovo seriamente la domanda fondamentale sul significato e sullo scopo dell\u2019esistenza\u2026Tutti gli aspetti della nostra realt\u00e0 individuale e di quella parte della vita che dividiamo con gli altri saranno toccati e seriamente modificati nel secolo della biotecnologia\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Queste sfide d\u2019inizio millennio coinvolgono sempre pi\u00f9 le dimensioni della libert\u00e0, dei diritti dell\u2019uomo, della coscienza, insomma riguardano la centralit\u00e0 stessa dell\u2019uomo. E\u2019 una singolare parabola del pensiero moderno che ha preteso di cacciare Dio per esaltare l\u2019uomo. Il grande teologo De Lubac, accennando a questo processo, scriveva Il dramma dell\u2019umanesimo ateo. Un umanesimo senza Dio avrebbe portato all\u2019eliminazione stessa dell\u2019uomo. Salvatore Natoli, un filosofo italiano, non credente, critica l\u2019ateismo che potremmo chiamare fondamentalista. In un piccolo scritto dal titolo Il cristianesimo di un non credente scrive: \u201cL\u2019uomo moderno ha cercato di conquistare l\u2019infinito in termini positivi, ha perseguito la propria autoaffermazione contro Dio per prenderne il posto. Per l\u2019uomo moderno il farsi Dio (da parte dell\u2019uomo) ha coinciso con lo sforzo di espandere la propria potenza fino a pervenire a un assoluto delirio di onnipotenza\u201d. L\u2019esito di questa esaltazione da onnipotenza &#8211; continua Natoli &#8211; porta l\u2019uomo \u201cad aspettative che non pu\u00f2 soddisfare e l\u2019accresciuta potenza non lo scioglie affatto dalla sua costitutiva finitezza, ma gliela rende solo insopportabile. Nel tentativo di \u2018prendere il posto di Dio\u2019, l\u2019uomo si scopre un Dio mancato. La modernit\u00e0, specie nei suoi esiti estremi, si \u00e8 tormentata da una tracotante negazione di Dio e un bisogno di salvezza senza Dio. Ma gli uomini moderni non riescono pi\u00f9 a credere. Non resta loro che la disperazione. E, allora, sono \u2018orfani di Dio\u2019. L\u2019esito non poteva essere pi\u00f9 fallimentare\u201d. Cos\u00ec Natoli che mostra l\u2019esito della parabola dell\u2019uomo moderno tra onnipotenza e nichilismo con la scienza unica regina.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Gi\u00e0 Martin Heidegger metteva in guardia dal pericolo dalla dittatura della scienza e della tecnica. Di qui il suo grido: \u201cOrmai solo un Dio ci pu\u00f2 salvare!\u201d. Non si riferiva al Dio della fede, ma ad un oltre, potremmo dire al mistero. Comprendeva infatti che affidare il destino dell\u2019uomo alla ragione scientifico-tecnologica e quindi alla calcolabilit\u00e0, alla misurabilit\u00e0 e in definitiva alla manipolabilit\u00e0, significava ridurre l\u2019uomo a un oggetto. Ed \u00e8 il processo messo in atto in questo tempo. Jean-Claude Guillebaud, in un libro coraggioso, Le principe d\u2019humanit\u00e9, denuncia che da una ventina d\u2019anni a questa parte si sta distruggendo a poco a poco quell\u2019idea di uomo acquisita da secoli e che faceva dire a Kant che l\u2019uomo non pu\u00f2 mai essere un mezzo, ma solo e sempre un fine (lo diceva nel 1785 all\u2019inizio della industrializzazione che condannava uomini, donne e bambini ad essere strumenti di lavoro). A ragione ha potuto scrivere Shamuel Trigano che Le monoth\u00e9isme est un humanisme (2000). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Credenti e laici sono accomunati da questa convinzione: la vittoria del fondamentalismo scientifico porta al naufragio dell\u2019uomo. Norberto Bobbio, poco tempo prima di morire, affermava che lo scontro nel futuro sarebbe avvenuto tra fede e scienza e non tra fede e ragione. \u201cLa Scienza, \u00e8 la sola religione dell\u2019avvenire\u201d scrive Francois Raspail. E\u2019 in questo orizzonte che abitano i grandi contrasti dei giorni nostri. Ma il problema pi\u00f9 che la scienza in se stessa, che di per s\u00e9 \u00e8 neutra, \u00e8 negli uomini che dispongono del potere scientifico, i quali possono manipolare gli esseri umani sino a renderli oggetti e strumenti nelle loro mani. Rifkin giunge a dire, riferendosi alla ingegneria genetica, che \u201ccolui che controller\u00e0 i geni controller\u00e0 il XXI secolo\u201d. Anche qui le riflessioni potrebbero continuare a lungo; dovrebbe per\u00f2 metterci sull\u2019avviso il fatto che i primi esperimenti genetici sull\u2019uomo siano iniziati nei campi di sterminio nazisti, quando uomini e donne erano divenuti appunto materiale di sperimentazione. Il problema, come si vede, va diretto verso la concezione stessa dell\u2019uomo e della intangibile dignit\u00e0 della persona umana, anzi del senso stesso della vita e della morte. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questi brevissimi cenni fanno comprendere quanto siano delicate le sfide che ci sono poste dalle nuove frontiere di una scienza sganciata da un orizzonte etico e religioso. La fede e la ragione sono chiamate a mostrare tutta la ricchezza della loro riflessione sull\u2019uomo e sulla sua dignit\u00e0. In questo senso sono chiamate ad un nuovo patto appunto per la difesa dell\u2019uomo, per avere un umanesimo che sia di pace, di solidariet\u00e0, di giustizia. E a mio avviso, in particolare il cristianesimo europeo e l\u2019umanesimo laico, sono chiamati ambedue ad incontrarsi per aiutare anche le altre culture, le altre civilt\u00e0 e le altre religioni a trovare quelle basi etiche comuni che permettono a tutti di vivere nella pluralit\u00e0, senza l\u2019egemonia dell\u2019uno o dell\u2019altro. Ma questo non deve significare affatto relativismo, ossia abbandono dei propri valori assoluti. Al contrario \u00e8 necessario un impegno ampio perch\u00e9 i rispettivi trovino una giusta scomponibilit\u00e0. Il futuro non \u00e8 nell\u2019egemonia dell\u2019uno o dell\u2019altro, ma nella capacit\u00e0 di comporre i propri valori perch\u00e9 sia possibile una convivenza tra diversi. Un nuovo incontro tra cristianesimo europeo e umanesimo laico rende pi\u00f9 facilmente possibile questa via, non solo nell\u2019Europa ma anche nel mondo. <BR><BR><A href=\"http:\/\/www.santegidio.org\/it\/ecumenismo\/uer\/2005\/index_1309_cerimoniafinale.htm\">Lione: il coraggio di un umanesimo di Pace<\/A><A href=\"http:\/\/www.santegidio.org\/it\/ecumenismo\/uer\/2005\/index_1309_cerimoniafinale.htm\">&nbsp;<\/A>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Umanesimo laico e umanesimo religioso &nbsp; Non \u00e8 mai mancato nei nostri incontri un momento di confronto pi\u00f9 specifico tra laici e credenti. La differenza non ci spaventa e non viviamo nell\u2019ossessione di eliminarla. Certo cerchiamo di sottolineare quel che ci unisce, ma non in modo ingenuo e acritico. Siamo comunque convinti che dobbiamo evitare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15759,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-15758","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/1_21.jpg?fit=354%2C232&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p5mkxU-46a","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15758","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15758"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15758\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15759"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15758"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15758"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15758"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}