{"id":15754,"date":"2005-09-11T00:00:00","date_gmt":"2005-09-10T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/intervista-aborti-la-citta-aiuti-le-donne.html"},"modified":"2013-07-18T17:28:43","modified_gmt":"2013-07-18T15:28:43","slug":"intervista-aborti-la-citta-aiuti-le-donne","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/intervista-aborti-la-citta-aiuti-le-donne.html","title":{"rendered":"&#8220;Aborti, la citt\u00e0 aiuti le donne&#8221;"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">Questa intervista, pubblicata sul &#8220;Giornale dell&#8217;Umbria&#8221; a commento di un&#8217;inchiesta svolta, il giorno prima, dallo stesso quotidiano sul fenomeno delle interruzioni volontarie di gravidanza in citt\u00e0, ha aperto un acceso e\u00a0lungo\u00a0dibattito nel mondo politico sui temi dell&#8217;aborto e della contraccezione.<\/p>\n<p>Nei giorni successivi alla pubblicazione dell&#8217;intervista, infatti, sulle pagine dello stesso quotidiano al vescovo hanno risposto la segreteria regionale della Cgil, il sindaco di Terni Paolo Raffaelli, i consiglieri regionali Gianluca Rossi (Ds) ed Eros Brega (Margherita) e il Coordinamento provinciale delle Donne dei Ds.<\/p>\n<p><strong>PAGLIA: &#8220;ABORTI, LA CITTA&#8217; AIUTI LE DONNE&#8221;<\/strong><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">di <strong>Arnaldo Casali<\/strong><\/p>\n<p>\u201cUna citt\u00e0 che voglia essere davvero umana non pu\u00f2 non preoccuparsi di come aiutare e salvare vite umane\u201d.<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\">All\u2019indomani dell\u2019inchiesta pubblicata dal <em>Giornale dell\u2019Umbria<\/em> il vescovo di Terni Vincenzo Paglia interviene sul tema dell\u2019aborto, in diminuzione tra le ternane ma in drammatico aumento tra le ragazze extracomunitarie: un chiaro sintomo del fatto che oggi l\u2019interruzione volontaria di gravidanza \u00e8 quanto mai legata a disagi di carattere sociale. Per questo il vescovo di Terni, oltre a ribadire la sacralit\u00e0 della vita, sottolinea l\u2019importanza di prevenire il fenomeno con una politica di attenzione e solidariet\u00e0 verso le categorie sociali pi\u00f9 esposte al fenomeno, portando anche esempi concreti di progetti portati avanti in questo senso dalla chiesa ternana.<\/p>\n<p><strong>Pi\u00f9 di 200 casi di aborto nel 2004 a Terni, soprattutto da parte di ragazze straniere. Sembra che spesso la causa siano le precarie condizioni economiche. Che ne pensa?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cTemo che purtroppo si sottovaluti l\u2019aborto per quello che \u00e8 veramente: la soppressione di una vita. Un omicidio a tutti gli effetti. La tendenza \u00e8 quella di far fronte ad un malessere sociale con un soluzione che \u00e8 ancora pi\u00f9 grave del problema. La Chiesa, oltre a difendere la vita, crede sia urgente andare alla radice del problema, intervenendo sui disagi sociali che spesso sono all\u2019origine di questa scelta drammatica. In diocesi, ad\u00a0 esempio, con la collaborazione di medici e di volontari, \u00e8 stato realizzato l\u2019ambulatorio San Giovenale, proprio per rispondere a questo tipo di necessit\u00e0. Molte donne extracomunitarie con problematiche varie, sono state aiutate e hanno avuto la gioia &#8211; s\u00ec, lo sottolineo, la gioia &#8211; di dare alla luce dei bambini che senza questo tipo di sostegno, non sarebbero mai nati\u201d.<\/p>\n<p><strong>Insomma non basta dire alle donne di non abortire.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cAssolutamente no. Non dobbiamo fare solo proclami contro l\u2019aborto, ma cercare di accompagnare queste ragazze nel difficile cammino che le aspetta. Anche per le prostitute, ad esempio, in diocesi abbiamo un progetto specifico che cerca di sostenerle sia dal punto di vista spirituale, che da quello umano e medico. Cerchiamo di offrire loro un conforto religioso mentre ci battiamo per liberarle dalla schiavit\u00f9 moderna, che, non dimentichiamolo, \u00e8 perpetrata da noi\u201d.<\/p>\n<p><strong>Recentemente abbiamo assistito a nuovi episodi di cronaca in cui ragazze hanno partorito i figli per poi gettarli in un cassonetto\u2026<\/strong><\/p>\n<p>\u201cDa questo punto di vista \u00e8 anche davvero importante fare informazione. Le ragazze devono sapere che se non vogliono avere un figlio possono non riconoscerlo dopo il parto, che non c\u2019\u00e8 bisogno di ucciderlo. Ci sono centinaia di persone che sono in attesa di poter adottare un bambino, \u00e8 terribile pensare che, mentre da una parte si desidera a tal punto un figlio da ricorrere a qualsiasi metodo per averlo, dall\u2019altra ci sono cos\u00ec tanti bambini che vengono rifiutati dalle proprie mamme\u201d.<\/p>\n<p><strong>Cosa pensa della proposta avanzata dalla presidente dell\u2019Istituto Innocenti di Firenze di reintegrare la \u201cruota dei trovatelli\u201d, che per secoli ha favorito e coperto l\u2019abbandono in anonimato dei neonati?<\/strong><\/p>\n<p>\u201cIn mancanza di meglio, cio\u00e8 di una mamma che se li tiene, purch\u00e9 i bambini sopravvivano&#8230;\u201d.<\/p>\n<p><strong>Anche l\u2019imam di Terni ha condannato fermamente la pratica dell\u2019aborto.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cE\u2019 importante sottolineare come due religioni monoteistiche che vengono spesso contrapposte, hanno posizioni molto vicine su questioni di carattere etico. Questo ci fa sottolineare che il monoteismo \u00e8 stato la fonte dell\u2019umanesimo occidentale. E comunque \u00e8 la dimostrazione che la difesa della vita \u00e8 un valore universale, che non dipende solo da dottrine o confessioni\u201d.<\/p>\n<p><strong>Le ragazze ternane, a quanto pare, praticano di meno l\u2019aborto perch\u00e9 usano maggiormente metodi anticoncezionali.<\/strong><\/p>\n<p>\u201cE\u2019 un fenomeno che resta preoccupante, anche da un punto di vista laico. Non solo per l\u2019individualismo che sottende il desiderio di non fare figli, ma anche da un punto di vista concreto: andiamo verso una societ\u00e0 di anziani, senza nuove generazioni che la sostengano. Una societ\u00e0 che non fa figli \u00e8 una societ\u00e0 che non vive il progresso; direi che \u00e8 una societ\u00e0 che non si ama e che ha come interiorizzato il suo cupio dissolvi. Abbiamo bisogno di amare la vita. E quindi anche di figli\u201d.<\/p>\n<p><strong>GLI ABORTI A TERNI<\/strong><\/p>\n<p>Sono soprattutto donne straniere a fare ricorso all\u2019Interruzione volontaria di gravidanza. Nel 2003 il solo consultorio familiare ternano ha gestito pi\u00f9 di 200 richieste, delle quali solo una minima parte proveniva da donne ternane. L\u2019et\u00e0 media delle ragazze che abortiscono si aggira tra i 25 e i 30 anni, mentre pochissime sono le minorenni. La procedura prevede che dopo il colloquio effettuato al consultorio con un medico, un assistente sociale o un cinecologo, si ottiene una certificazione che permette alla donna di recarsi in una struttura autorizzata dove compiere l\u2019Igv. A differenza delle italiane, le donne straniere ricorrono spesso a pi\u00f9 igv. Le donne africane, in particolare, utilizzano l\u2019aborto come una sorta di vera e propria pianificazione familiare, anche perch\u00e9 restie ad utilizzare metodi di contraccezione. Intervistato ieri dal Giornale, l\u2019imam di Terni Lamghari Mohamed ha spiegato che l\u2019islam considera l\u2019aborto \u201cun crimine che non pu\u00f2 avvalersi di giustificazioni\u201d mentre ammette strumenti anticoncezionali.<\/p>\n<p>da <a href=\"http:\/\/www.giornaledellumbria.it\/\">Il giornale dell&#8217;Umbria<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Questa intervista, pubblicata sul &#8220;Giornale dell&#8217;Umbria&#8221; a commento di un&#8217;inchiesta svolta, il giorno prima, dallo stesso quotidiano sul fenomeno delle interruzioni volontarie di gravidanza in citt\u00e0, ha aperto un acceso e\u00a0lungo\u00a0dibattito nel mondo politico sui temi dell&#8217;aborto e della contraccezione. 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