{"id":15752,"date":"2005-08-23T00:00:00","date_gmt":"2005-08-23T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/saluto-al-sinodo-valdese-e-metodista.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:35","slug":"saluto-al-sinodo-valdese-e-metodista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/saluto-al-sinodo-valdese-e-metodista.html","title":{"rendered":"Saluto al sinodo valdese e metodista"},"content":{"rendered":"<p><P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Cari amici,<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">desidero anzitutto rivolgervi il ringraziamento e il saluto del cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, per l\u2019invito rivoltogli a questa vostra assemblea. E vi porgo anche il saluto di altri vescovi che mi hanno chiesto di augurare a tutti voi un proficuo lavoro. Il vostro Sinodo, infatti, interessa da vicino la Chiesa cattolica in Italia. E l\u2019interesse non \u00e8 sul piano della pur doverosa informazione religiosa ma su quello della coscienza della preziosit\u00e0 della vostra assemblea. Se per ogni assemblea cristiana, piccola o grande che sia, si pu\u00f2 applicare la parola evangelica: \u201cdove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro\u201d(Mt 18,20), a maggior ragione la si deve intendere per gli incontri sinodali. C\u2019\u00e8 in affetti una particolare grazia che il Signore dona alla sua comunit\u00e0 quando si raduna, una grazia che va oltre quelle stesse assemblee. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Per me, cari amici, che fin da giovane sacerdote ho avuto modo di conoscere fratelli della comunit\u00e0 valdese, la presenza al vostro Sinodo segna un momento di amicizia spirituale che mi richiama con particolare forza il primato della Parola di Dio nella nostra vita. E non \u00e8 senza significato ricordare in questo anno il quarantesimo anniversario della Costituzione Conciliare Dei Verbum che ha segnato profondamente la vita dei cattolici in rapporto alla Sacra Scrittura e che ha avuto una parte importante anche nel cammino ecumenico. E sono lieto di salutare sin da ora chi di voi parteciper\u00e0 al Congresso internazionale su \u201cLa Sacra Scrittura nella vita della Chiesa\u201d che si terr\u00e0 a Roma nel settembre prossimo a cura della Federazione Biblica Cattolica. E sento l\u2019obbligo di ringraziare anche per la fattiva collaborazione che, attraverso alcuni di voi, ho trovato con la Societ\u00e0 Biblica in Italia. Credo che per noi cristiani sia decisivo ritrovare la centralit\u00e0 della Parola di Dio nella vita sia personale che comunitaria. E oggi, ancor pi\u00f9 che in passato, questo impegno deve vederci gli uni accanto agli altri perch\u00e9 possa crescere in tutti i credenti un rinnovato entusiasmo per le Sacre Scritture; quello stesso entusiasmo che ebbero Pietro Valdo e Francesco d\u2019Assisi. Di uomini come questi hanno bisogno le Chiese e il mondo. Solo cos\u00ec rinasce la Chiesa e con essa l\u2019ecumenismo.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Si parla oggi sempre pi\u00f9 spesso di ecumenismo spirituale, anche per superare una impasse che tutti constatiamo. Ma non si tratta di trovare nuovi accorgimenti tattici e neppure di inventare equilibri pi\u00f9 avanzati tra noi. L\u2019ecumenismo passa certamente attraverso ridefinizioni di ordine teologico, ma credo che sempre pi\u00f9 esiga un profondo rinnovamento spirituale dei credenti: pi\u00f9 siamo evangelici, pi\u00f9 saremo ecumenici, si potrebbe anche dire. L\u2019incontro tra le diverse Chiese e confessioni cristiane pu\u00f2 avvenire solo sulla via di una radicalit\u00e0 evangelica che ci rende tutti pi\u00f9 fraterni e pi\u00f9 perspicaci anche teologicamente. Questa prospettiva ci richiama lo spirito dei padri dell\u2019ecumenismo che amavano cercare anzitutto quel che univa i cristiani anche per l\u2019urgenza dell\u2019annuncio evangelico al mondo che esigeva la comunione reciproca. Fu proprio la prospettiva missionaria a far nascere il primo movimento ecumenico che, peraltro, nacque nel mondo protestante. Forse tale orizzonte deve tornare in primo piano. Non \u00e8 questo il momento per ripercorrere i motivi della crisi dell\u2019ecumenismo, ma se dobbiamo indicarne qualche ragione essa va trovata in un ritorno di auto referenzialit\u00e0 da parte delle singole chiese nel corso degli ultimi anni del Novecento. Le divisioni non vanno taciute o sottovalutate e le identit\u00e0 non debbono essere attutite. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Nella Relazione della Commissione d\u2019Esame sono apparse distanze e divergenze tra voi e la Chiesa Cattolica. Ma certi temi, importanti ma forse non centrali, non debbono essere motivo di astio e di distanza. Nessuna chiesa prende decisioni a cuor leggero. Se comunque ci sono divergenze \u00e8 bene dircele con correttezza e con fraternit\u00e0. E credo che una pi\u00f9 chiara e fraterna conoscenza reciproca ci aiuter\u00e0 a crescere anche nella stima tra noi. Le differenze ci sono. Ma non dobbiamo considerarle n\u00e9 una condanna n\u00e9 un ostacolo insuperabile al cammino ecumenico. Forse dobbiamo parlare non solo di \u201cdignit\u00e0 della differenza\u201d \u2013 come scrive il rabbino Sacks a proposito della diversit\u00e0 tra le religioni \u2013 ma, post factum, anche di una \u201cprovvidenzialit\u00e0\u201d delle differenze. Il confronto fraterno deve aiutarci \u2013 come in certo modo la stessa Relazione esortava a fare \u2013 a realizzare l\u2019antico detto: \u201cIn necessariis unitas, in dubiis libertas, in omnibus charitas\u201d.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Mentre ascoltavo la Relazione della Commissione d\u2019Esame mi sorprendevo per i numerosi punti in comune: dalle questioni relative alla predicazione e alla formazione dei pastori, all\u2019atteggiamento verso i cristiani immigrati; dai problemi relativi alla gestione dei contributi relativi all\u2019otto per mille, a quelli gestionali delle strutture ospedaliere. Ne vorrei sottolineare tre, quella relativa alla \u201ccrisi\u201d della chiesa che dallo scorso anno occupa la vostra attenzione, quella sulla \u201cdiaconia\u201d e sulla azione della chiesa di fronte ai grandi problemi posti dalla globalizzazione. Rispetto al prima questione debbo dire che anche nella chiesa cattolica si \u00e8 pensosi di fronte alla nuova situazione mondiale e alla crescente secolarizzazione che rende particolarmente difficile l\u2019annuncio evangelico. Nelle comunit\u00e0 ecclesiali italiane spesso si affronta tale problema. In tale orizzonte mi permetto di accennare all\u2019incontro dei giovani a Colonia. Cosa \u00e8 stato Colonia per la chiesa cattolica se non un impegno per aiutare i giovani ad alzare lo sguardo verso la stella del Vangelo perch\u00e9 potessero incontrare, nel pellegrinaggio della vita, Ges\u00f9, fermarsi davanti a Lui e intraprendere una nuova vita, come accadde ai Magi? E quanti interrogativi io stesso mi porto nel cuore dopo questo incontro, assieme ovviamente alla gioia nel vedere un cos\u00ec gran numero di giovani cercare il Signore e ritrovarsi fratelli e sorelle al di l\u00e0 di ogni frontiera? Non \u00e8 forse questo un modo per affrontare la crisi che traversa il mondo giovanile mostrando una via che pu\u00f2 essere percorsa con speranza? E in questa prospettiva ricordo con particolare commozione fr\u00e8re Roger Shutz e quanto ha fatto per i giovani e per l\u2019unione tra i cristiani, fino a dare la sua stessa vita. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Per quanto concerne la \u201cdiaconia\u201d o, in altre parole, il posto dei poveri nella chiesa, mi pare particolarmente significativo che venga messo a tema della riflessione. Forse discuterete ancora del problema degli ospedali. Ed \u00e8 singolare che anche la prossima assemblea della Conferenza Episcopale Italiana si terr\u00e0 sulla questione ospedaliera e sul compito della comunit\u00e0 cristiana nei confronti dei malati. Non c\u2019\u00e8 bisogno di sottolineare quanto sia decisivo il rapporto tra la comunit\u00e0 cristiana e i malati, al di l\u00e0 delle questioni gestionali delle diverse opere di carattere sociale. Il legame inscindibile tra Evangelo e poveri richiede una attenta riflessione all\u2019interno delle comunit\u00e0 cristiane, perch\u00e9 l\u2019amore per i poveri e i deboli riguarda la salvezza, come sta scritto: \u201cero malato e siete venuti a visitarmi\u201d. Ai cristiani \u00e8 chiesto non semplicemente l\u2019aiuto ma la fraternit\u00e0 con i poveri. Questo compresero e vissero Valdo e Francesco. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Sulla terza questione prendo spunto dalla Relazione quando accenna alle grandi questioni relative alla nuova situazione internazionale. E\u2019 un campo ove \u00e8 auspicabile un confronto e soprattutto un impegno comune di tutti i cristiani. Come, ad esempio, non sentire l\u2019urgenza di un comune impegno di fronte ai problemi che nascono dalla globalizzazione, dalla normalizzazione della guerra come mezzo per risolvere i conflitti, dalla teoria della ineluttabilit\u00e0 dello scontro tra tra etnie, popoli e civilt\u00e0? E possiamo restare separati di fronte al dilagare della povert\u00e0 nel mondo che rischia di far saltare tragicamente l\u2019intero pianeta? Il Patriarca Atenagora, con una frase sloganistica ma efficace, soleva dire: \u201cChiese sorelle, popoli fratelli\u201d. intraprendere una nuova vita, come accadde ai Magi?Voleva intendere che l\u2019ecumenismo non \u00e8 solo una questione interna alle chiese ma una vocazione per aiutare i popoli a riscoprire quella fraternit\u00e0 che nasce dall\u2019unico Padre che sta nei cieli. Insomma, le guerre, il terrorismo, il dilagare della povert\u00e0 richiedono una risposta unitaria da parte dei cristiani; una risposta evangelica prima che politica, perch\u00e9 di quest\u2019ultima pi\u00f9 vasta e pi\u00f9 profonda. Noi cristiani abbiamo ricevuto in dono l\u2019Evangelo della pace e l\u2019Evangelo dell\u2019amore, una eredit\u00e0 che porta sino al martirio, a mio avviso vera e radicale contestazione del terrorismo: i cristiani la vita la danno per salvare gli altri, non per distruggerli. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 in questo orizzonte che va disegnato l\u2019ecumenismo degli anni a venire: le nostre chiese debbono alzare lo sguardo da se stesse e guardare sempre pi\u00f9 il Signore Ges\u00f9 scegliendo con decisione la via della comunione. L\u2019ecumenismo ha senso solo se \u00e8 una scelta d\u2019amore. Il cardinale Ratzinger in un incontro con il pastore Ricca alla Facolt\u00e0 Valdese di Roma nel 1993, diceva: \u201cSe Dio \u00e8 il primo agente della causa ecumenica, il comune avvicinamento al Signore \u00e8 la condizione fondamentale di ogni vero avvicinamento delle chiese. Con altre parole, ecumenismo \u00e8 anzitutto un atteggiamento fondamentale, \u00e8 un modo di vivere il cristianesimo. Non \u00e8 un settore accanto ad altri settori. Il desiderio dell\u2019unit\u00e0, l\u2019impegno per l\u2019unit\u00e0 appartiene alla struttura dello stesso atto di fede, perch\u00e9 Cristo \u00e8 venuto per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. La caratteristica fondamentale di un ecumenismo teologico e non politico \u00e8 dunque la disponibilit\u00e0 di stare e di camminare insieme nella diversit\u00e0 non superata; la regola pratica \u00e8 fare tutto ci\u00f2 che possiamo fare noi per l\u2019unit\u00e0 e lasciare al Signore quanto pu\u00f2 fare soltanto il Signore\u201d. Questa lunga citazione del cardinale Ratzinger \u00e8 rafforzata dagli interventi di papa Benedetto XVI, basti pensare a quelli fatti nei giorni scorsi a Colonia. Per questo non possiamo cessare di camminare assieme, di pregare assieme, di sperare assieme, di operare con audacia per la fraternit\u00e0 tra noi e per la pace tra i popoli. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 36pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Vari appuntamenti ci vedranno vicini nell\u2019anno che viene: dalla preghiera comune nella Settimana per l\u2019Unit\u00e0, al Convegno sulla Carta Ecumenica; dagli incontri in preparazione per l\u2019assemblea europea di Sibiu del 2007, alla Giornata per la difesa e la salvaguardia del creato, e cos\u00ec oltre. Per parte mia, mentre ringrazio per l\u2019invito a partecipare ai vostri lavori, prego il Signore perch\u00e9 questo Sinodo non solo lasci alle sue spalle la \u201cgrotta\u201d a cui accenna la Relazione di apertura, ma ridia vigore e forza nuova alla vostra testimonianza evangelica. Ne abbiamo bisogno noi cattolici e l\u2019intero nostro paese. Grazie e buon lavoro!<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Cari amici, &nbsp; desidero anzitutto rivolgervi il ringraziamento e il saluto del cardinale Camillo Ruini, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, per l\u2019invito rivoltogli a questa vostra assemblea. E vi porgo anche il saluto di altri vescovi che mi hanno chiesto di augurare a tutti voi un proficuo lavoro. 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