{"id":15738,"date":"2002-07-26T00:00:00","date_gmt":"2002-07-26T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/catechesi-alla-gmg-di-toronto.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:36","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:36","slug":"catechesi-alla-gmg-di-toronto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/catechesi-alla-gmg-di-toronto.html","title":{"rendered":"Catechesi alla Gmg di Toronto"},"content":{"rendered":"<p>Cari amici!<br \/>\n<P class=testogrande>1. Credo anzitutto doveroso che riconosciamo (e ce lo diciamo), l\u2019ambizione del Papa sui giovani. Due anni fa, alla GMG di Roma, disse: \u201cNon abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio!\u201d L\u2019invito resta attualissimo. Ieri, riprendendo l\u2019immagine del lago di Galilea, ha ripetuto a tutti l\u2019invito di Ges\u00f9 ai discepoli di seguirlo. Sa bene che il mondo, se vuole guardare con speranza al futuro, ha bisogno di giovani santi. Ecco perch\u00e9 questa prima GMG del nuovo secolo, \u00e8 come una chiamata a puntare in alto. \u201cDuc in Altum!\u201d ha detto all\u2019intera Chiesa all\u2019inizio di questo millennio. E lo ripete a noi. E noi abbiamo ascoltato questo invito e abbiamo preso il largo; siamo venuti, fin qui, in Canada, a Toronto. Chi ci guarda da fuori continua magari a chiederci: \u201cPerch\u00e9 tanti giovani continuano a seguire questo vecchio Papa?\u201d, \u201cPerch\u00e9 si sobbarcano a non pochi sacrifici per ascoltarlo?\u201d. Il perch\u00e9 noi lo sappiamo bene da anni. Noi continuiamo a seguire Giovanni Paolo II, perch\u00e9 ci fa sognare ancora. Guardatevi attorno e cercate tra i grandi della Terra, chi ha un sogno d\u2019amore sul mondo intero! Chi \u00e8 davvero un padre appassionato per tutti i popoli, a partire da quelli pi\u00f9 poveri e disgraziati. Chi? Purtroppo i sogni, in genere, riguardano gli interessi nazionali o di un gruppo, interessi personali o comunque particolari. Giovanni Paolo II ha un sogno grande e largo sul mondo e sui popoli. Per questo siamo partiti da varie citt\u00e0 del mondo, in un pellegrinaggio giovanile verso il futuro del mondo. Un \u201cpellegrinaggio di fraternit\u00e0\u201d ha detto il Papa, perch\u00e9 accenda un fuoco di speranza per la Chiesa e l\u2019umanit\u00e0. E \u2013 debbo dirlo \u2013 ci sentiamo vicini anche ai tanti giovani a cui non \u00e8 stato permesso di venire. Diciamo loro tutto il nostro affetto e la nostra fraternit\u00e0. Perch\u00e9 non da soli, ma con loro costruiremo un futuro nuovo. Noi che siamo venuti dall\u2019Italia ci sentiamo fratelli e sorelle, ma soprattutto ci sentiamo fratelli dei giovani del mondo intero. S\u00ec, voi siete i giovani di Giovanni Paolo II, ossia i giovani dal cuore largo, come \u00e8 largo il mondo. Solo se si \u00e8 cos\u00ec, solo se si \u00e8 fratelli universali: \u201c\u201d. Certo se comprendiamo solo un poco cosa vuol dire essere sale e luce, restiamo stupiti e anche un po\u2019 timorosi. Qualcuno di voi potrebbe dire: \u201cMa come \u00e8 possibile che noi siamo sale e luce per il mondo e anche per l\u2019Italia? Noi che siamo qui, neppure moltissimi e per nulla potenti, noi che non abbiamo i cordoni della Borsa, n\u00e9 quelli della politica, noi che non possediamo le grandi reti di informazioni e tanto meno la struttura militare? Eppure il Vangelo lo ripete: \u201cVoi siete il sale della terra, voi siete la luce del mondo\u201d. Giovanni Paolo II, facendo eco a queste parole, vi dice dove salare e dove illuminare: \u201cSono tante le persone ferite dalla vita, escluse dallo sviluppo economico, senza un tetto, una famiglia o un lavoro; molte si perdono dietro false illusioni o hanno smarrito ogni speranza\u2026 Nel cuore di una citt\u00e0 multiculturale e multiconfessionale diremo l\u2019unicit\u00e0 di Cristo Salvatore e l\u2019universalit\u00e0 del mistero di Salvezza di cui la Chiesa \u00e8 sacramento. Pregheremo per la piena comunione fra i cristiani, nella verit\u00e0 e nella carit\u00e0, rispondendo all\u2019invito del Signore che desidera ardentemente che tutti siano una cosa sola\u201d (Messaggio, n\u00b04,5).<BR>Il Papa sa che non \u00e8 pi\u00f9 possibile attendere oltre. \u00c8 la fretta richiesta dal Vangelo e sollecitata dal grido di questo nostro mondo, dal grido dei poveri e dei deboli. Non possiamo pi\u00f9 essere spettatori disfatti e pigri. <\/P><br \/>\n<P class=testogrande>2. Davanti ai nostri occhi c\u2019\u00e8 il mondo del dopo 11 settembre, frantumato e fragile. L\u2019attentato alle due torri di New York resta tragicamente emblematico della fragilit\u00e0 della convivenza tra gli uomini. Con quel crollo si sono sbriciolate speranze e sicurezze. La storia del mondo, da quel giorno \u00e8 cambiata. C\u2019\u00e8 chi fa iniziare il millennio proprio da quel giorno. Ed \u00e8 iniziato davvero male! Si continua a dire che il mondo si trova in guerra, anche se si tratta di una guerra molto diversa da quelle passate. Tutti sono pi\u00f9 incerti, insicuri sulla propria vita, preoccupati della propria sicurezza, ansiosi sui pericoli che il domani potr\u00e0 riservare. Si parla di nuovi attacchi, mentre finita una guerra se ne sta preparando un\u2019altra. Il mondo di oggi appare davvero pi\u00f9 insicuro di ieri; ci sono disegni di violenza e terrorismo. C\u2019\u00e8 tanta gente che pu\u00f2 sfruttare il dolore e la rabbia di tanti.<BR>E\u2019 senza dubbio urgente combattere e sradicare il terrorismo, perch\u00e9 non colpisca pi\u00f9. <BR>C\u2019\u00e8 un ulteriore rischi da evitare: il pericolo di pensare solo al presente, al proprio presente e a poco altro. Eravamo gi\u00e0 entrati nel nuovo millennio, senza grandi sogni e grandi utopie. La caduta delle ideologie ed una omologazione generale, avevano come abbassato e ridotto gli orizzonti della vita. Dopo l\u201911 settembre, l\u2019emergenza terrorismo ha spinto a chinare la testa ancor pi\u00f9 in basso. Si sono moltiplicati individualismi irresponsabili, trialismi difensivi e fondamentalismi pericolosi. La stessa globalizzazione, assieme al progresso, ha portato anche paure e divisioni. C\u2019\u00e8 gente che si sente aggredita di fronte a nuovi vicini (pensate alla legge sugli stranieri approvata in Italia). Ecco perch\u00e9 \u00e8 urgente alzare lo sguardo sul mondo e sul suo futuro. Ma chi pensa al futuro del Pianeta? Con quali sogni pensiamo al nostro domani? Con quali speranza i poveri pensano al loro futuro? E quali immagini si disegnano davanti ai vari popoli? La paura, l\u2019egoismo, l\u2019insicurezza, ci stanno rubando il futuro, schiacciandoci tutti verso un ansioso presente: guardandoci a fondo c\u2019\u00e8 come un grande silenzio sul futuro del mondo; salvo il Papa, che continua a farci sognare e a sognare. Senza questo sogno ci si accontenta di difendere il proprio oggi e poco altro. Dal Canada dopo il G8 cosa \u00e8 successo per i popoli poveri? Chi oggi sente la necessaria responsabilit\u00e0 , i gravissimi squilibri sociali, economici, culturali e politici che lacerano la vita del Pianeta? Pensate solo al conflitto israelo \u2013 palestinese. Impotenti, tutti continuiamo a vedere morire bambini israeliani e palestinesi, uccisi dai kamikaze o dai missili. Ma Ges\u00f9 \u00e8 assieme bambino ebreo e bambino palestinese; cos\u00ec pure Maria. Ambedue hanno conosciuto i campi profughi e ambedue hanno pregato i sinagoga. Per il Signore Iddio ambedue sono suoi. Ma per il mondo? Cari amici, in quel conflitto, sono nascosti tutti i conflitti. Le tante divisioni e le tante tragedie del Pianeta, sono segno di un mondo non riconciliato, che non vuole liberarsi dal circolo infernale della vendetta. Se vogliamo un mondo di pace, non possiamo tacere di fronte a questo conflitto e ai tanti altri conflitti che lacerano la Terra. Come, noi cristiani, possiamo dimenticare il dramma dei milioni di persone che continuano a morire di fame nei tanti paesi poveri? Ogni giorno muoiono 40 mila persone, come le vittime della bomba di Hiroshima. Come possiamo assistere, senza insorgere, di fronte alla crescita della disparit\u00e0 tra il Nord ricco e il Sud povero? Come possiamo restarcene tranquilli di fronte alle masse di profughi che continuano a lasciare le loro terre, a motivo della guerra e della fame? Potremmo continuare a lungo con tali interrogativi: da quello sulla piaga dell\u2019Aids a quello sull\u2019emarginazione di milioni di poveri nei Paesi occidentali. Quel che non pu\u00f2 continuare \u00e8 la nostra indifferenza e quella del mondo. C \u00e8 bisogno di una rivolta spirituale per far scendere la pace nelle pieghe della societ\u00e0, per far crescere il rispetto dell\u2019altro, per sradicare le radici dell\u2019ira e sanare le personali tentazioni della violenza.<BR>Questa lunga frontiera della riconciliazione, deve vederci tutti impegnati in prima persona. <\/P><br \/>\n<P class=testogrande>3. Il primo a percorrere questa frontiera della riconciliazione, \u00e8 Dio stesso. \u00c8 Lui che supera la distanza, che scavalca il muro di separazione per donare agli uomini la riconciliazione. <BR>Quest\u2019ultima \u00e8 iniziata dalla parte di Dio. Ecco perch\u00e9 Paolo non dice: \u201cRiconciliatevi con Dio\u201d, ma \u201clasciatevi riconciliare con Dio!\u201d. Vuol dire lasciatevi amare, lasciatevi abbracciare, lasciatevi irrobustire, lasciatevi cambiare. \u00c8 il Signore che prende l\u2019iniziativa, \u201cDio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio Unigenito\u201d. E Ges\u00f9, obbedendo a questo intento del Padre: \u201cNon consider\u00f2 un tesoro la sua uguaglianza con Dio; ma spogli\u00f2 se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini\u2026<BR>Umili\u00f2 se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce\u201d (Fil 2, 6-8). Ges\u00f9, venendo sulla Terra, ha riconciliato gli uomini \u2013 anzi l\u2019intera creazione \u2013 con Dio. Egli ha vinto quell\u2019estraneit\u00e0 che rendeva gli uomini lontani da Dio e lontani gli uni dagli altri. Paolo scrive agli Efesini: \u201cOra, invece, in Cristo Ges\u00f9, voi che un tempo eravate i lontani, siete diventati vicini, grazie al sangue di Cristo: Egli \u00e8 la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro che era frammezzo, cio\u00e8 l\u2019inimicizia\u2026 per creare in se stesso, dei due, un solo uomo nuovo, facendo la pace, e per riconciliare tutti e due con Dio in un solo corpo, per mezzo della croce, distruggendo in se stesso l\u2019inimicizia. Egli \u00e8 venuto perci\u00f2 ad annunziare la pace a voi che eravate lontani e pace a coloro che erano vicini\u2026 cos\u00ec dunque non siete pi\u00f9 stranieri n\u00e9 ospiti, ma siete concittadini dei santi e familiari di Dio\u201d (Ef 2, 13-19).<BR>Cari amici, noi eravamo lontani da Dio. Sono stato amato, cercato, trovato, e abbracciato. \u00c8 la storia di Dio con me, con te, con noi. \u00c8 una storia tutta in discesa. S\u00ec la vicenda di Dio, \u00e8 tutta in discesa verso di noi, fino a lavarci i piedi. L\u2019unica volta che sale, \u00e8 quando sale sulla croce. Noi siamo invece, gli arrampicatori, di gloria, di dignit\u00e0, di stima, di considerazione. Ma la dignit\u00e0, cari amici, sta nel chinarsi, non nell\u2019arrampicarsi. <BR>Pensate alla parabola del Figlio Prodigo. Quel Padre, continua ancora oggi ad uscire; forse sta stabilmente fuori casa, tanto \u00e8 il lavoro di riconciliazione. A noi chiede di uscire con Lui; ha bisogno delle nostre parole per parlare, delle nostre braccia per abbracciare, del nostro cuore per amare.<\/P><br \/>\n<P class=testogrande>4. Noi, uomini e donne riconciliati, abbiamo un compito grande nel mondo, quello della riconciliazione. In un mondo diviso e lacerato, in un mondo ove \u00e8 raro il perdono, in un mondo che rischia di non sapere pi\u00f9 cosa significa fare festa, le comunit\u00e0 cristiane devono porsi come quella casa del Padre, ove tutti sono accolti e apprendono l\u2019arte della riconciliazione e quindi della festa. Questo nostro mondo ha bisogno pi\u00f9 che mai del Vangelo, della riconciliazione. Quel che Paolo scriveva: \u201cNon c\u2019\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 Giudeo, n\u00e9 Greco, n\u00e9 schiavo, n\u00e9 libero, n\u00e9 uomo, n\u00e9 donna, perch\u00e9 tutti voi siete uno in Ges\u00f9 Cristo\u201d \u00e8 di estrema attualit\u00e0. S\u00ec, per noi cristiani, non ci sono pi\u00f9 n\u00e9 Hutu, n\u00e9 Tutsi, n\u00e9 Israeliani, n\u00e9 Palestinesi, n\u00e9 del Nord, n\u00e9 del Meridione, n\u00e9 giovani, n\u00e9 anziani, n\u00e9 ricchi, n\u00e9 poveri, n\u00e9 zingari, n\u00e9 cittadini, n\u00e9 uomini, n\u00e9 donne, perch\u00e9 tutti siamo uno in Cristo. Certo, senza il cuore di Cristo, senza essere riconciliati con il Vangelo, ci sembra impossibile abbattere le innumerevoli mura di divisione, ma il loro abbattimento \u00e8 l\u2019unica via della pace. State certi che senza vivere la riconciliazione con Dio, finite inesorabilmente di adeguarvi alle divisioni, di essere complici dei tanti muri che si stanno costruendo nel mondo. Non importa se ti accucci alla sua ombra o se fai il guardiano per sentirti uomo: in ogni caso sei, assieme, complice e vittima. Quale allora la nostra forza? Quella di Ges\u00f9: la croce. Noi abbiamo la forza della croce. Quella croce che dall\u2019inizio della GMG continuiamo ad accogliere. Ma perch\u00e9 quel legno \u00e8 la nostra forza? Perch\u00e9 l\u00ec \u00e8 stato sconfitto l\u2019amore per se stessi, l\u2019egocentrismo. Quella croce vuol dire amore, riconciliazione, dialogo, preghiera, fraternit\u00e0 universale. \u00c8 questa la nostra forza. Ed con questa forza di riconciliazione che noi cristiani possiamo e dobbiamo aiutare il mondo di oggi: venire incontro ai pi\u00f9 deboli come ai superbi, ai miti e ai vinti come ai violenti. Insomma, la riconciliazione deve diventare lo stile di vita di un cristiano. Un discepolo che rinuncia ad essere forza di riconciliazione nella vita degli uomini e nella storia dei popoli, perde il suo sapore e spegne la sua luce. Paolo nella seconda lettera ai cristiani di Corinto, scrive: \u201cTutto viene da Dio che ci ha riconciliati con s\u00e9 mediante Cristo e ha affidato a noi il ministero della riconciliazione. \u00c8 stato Dio, infatti, a riconciliare a s\u00e9 il mondo in Cristo, non imputando agli uomini le loro colpe e affidando a noi la parola della riconciliazione. Noi fungiamo quindi da ambasciatori di Cristo, come se Dio \u201cesortasse per mezzo nostro\u201d. La riconciliazione non \u00e8 solo una dimensione da vivere personalmente; non \u00e8 neppure una dimensione da vivere solo tra noi; \u00e8 anche un ministero da compiere: dire agli uomini e alle donne di questo mondo che non sono condannati a restare schiacciati sotto il peso delle loro colpe e che a loro volta non devono schiacciare gli altri con il peso della loro cattiveria.<BR>S\u00ec, la parola da dire al mondo, \u00e8 quella della riconciliazione. A volte le nostre abitudini pigre, la nostra incredulit\u00e0, la nostra poca audacia, la nostra fiacca passione, la nostra avarizia, possono bloccare il processo di riconciliazione. Siamo venuti a Toronto perch\u00e9 tutti, anche coloro che non sono potuti venire, vogliono liberare l\u2019enorme potenza d\u2019amore che Dio ha effuso nei nostri cuori. C\u2019\u00e8 bisogno di maggiore generosit\u00e0 e di pi\u00f9 chiara audacia. Le comunit\u00e0 cristiane non devono vivere per se stesse, non devono essere ripiegate sui loro problemi interni, ma devono essere case di misericordia e scuole di riconciliazione, luoghi dove tutti i popoli sono accolti e amati. Il sale \u00e8 forse per se stesso? E la luce \u00e8 forse per illuminare se stessa? Non deve il sale rendere saporito altro e la luce illuminare gli altri?<\/P><br \/>\n<P class=testogrande>5. Ecco perch\u00e9 la fede deve diventare cultura di riconciliazione, ossia un modo di vedere largo, un modo di amare senza confini, un modo di vivere che non riduce le cose ai nostri schemi, che non restringe il mondo alle nostre abitudini mentali. Ognuno ha bisogno di aprire le finestre della propria mente e allargare le pareti del proprio cuore. \u00c8 facile, molto facile, essere sensibili solo a quello che ci sta vicino, quello che ci tocca, che ci commuove e ignorare ci\u00f2 che sta lontano da noi. L\u2019amore \u00e8 anche un cuore ospitale a ci\u00f2 che non ci tocca direttamente. Parafrasando una frase di Ges\u00f9, potremmo dire: \u201cChe merito avete se conoscete solo quello che vi tocca?\u201d<BR>Cari amici, l\u2019ignoranza \u00e8 spesso funzionale al proprio egoismo. Nell\u2019ignoranza appassiscono l\u2019amore, la generosit\u00e0, l\u2019audacia, la passione. La forza dell\u2019amore spinge ad uscire da s\u00e9 per entrare nei cuori degli altri, al fine di creare una cultura d\u2019amore, una civilt\u00e0 dell\u2019amore. La forza della riconciliazione \u00e8 un\u2019energia concreta che fa superare ogni ripiegamento su di s\u00e9 e aiuta ad alzare il proprio sguardo e la propria azione, verso l\u2019universalit\u00e0 della famiglia umana. Questo \u00e8 il sogno che noi, in ogni Gmg, vediamo realizzarsi davanti ai nostri occhi. Cari amici, beati i nostri occhi che vedono quel che vediamo. Operiamo perch\u00e9 tanti altri vi possano partecipare. E \u201cnon abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio!\u201d. Non abbiate paura a sognare riconciliato e pacifico. <\/P><br \/>\n<P><\/P><br \/>\n<P align=right><\/P><br \/>\n<P class=testogrande align=right>&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Cari amici! 1. Credo anzitutto doveroso che riconosciamo (e ce lo diciamo), l\u2019ambizione del Papa sui giovani. 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