{"id":15732,"date":"2005-03-04T00:00:00","date_gmt":"2005-03-04T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/liberta-e-responsabilita-femminile-dalla-lettera-di-ratzinger-alle-nuove-frontiere-della-differenza-di-genere.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:35","slug":"liberta-e-responsabilita-femminile-dalla-lettera-di-ratzinger-alle-nuove-frontiere-della-differenza-di-genere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/liberta-e-responsabilita-femminile-dalla-lettera-di-ratzinger-alle-nuove-frontiere-della-differenza-di-genere.html","title":{"rendered":"Libert\u00e0 e responsabilit\u00e0 femminile: dalla lettera di Ratzinger alle nuove frontiere della differenza di genere"},"content":{"rendered":"<p><P class=TxBrp4 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 10.2pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: center\" align=center>&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=TxBrp4 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 10.2pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tra gli appuntamenti che questo anno segnano la giornata internazionale della donna c\u2019\u00e8 anche questo. In verit\u00e0 l\u2019ambizione era avere qui a Terni il cardinale Ratzinger perch\u00e9 ci parlasse della \u201cLettera ai vescovi della Chiesa cattolica sulla collaborazione dell\u2019uomo e della donna nella Chiesa e nel mondo\u201d. \u00c8 un documento della Congregazione della Dottrina della Fede, guidata dal cardinale Ratzinger, che ha suscitato un interessante dibattito sulla questione femminile scompaginando i tradizionali schieramenti. Sarebbe utile allargare questo dibattito anche perch\u00e9 la Lettera ha suscitato molte riflessioni anche all\u2019interno della stessa Chiesa cattolica. Purtroppo avete me, e non il cardinale, e faccio fatica, per ovvii motivi, a rappresentare le donne cattoliche. Non \u00e8 comunque questa la sede per trattare del problema femminile nella Chiesa, anche perch\u00e9 \u00e8 un tema talmente complesso e cos\u00ec vasto che sarebbe sciocco liquidarlo in poche battute. La questione femminile \u00e8 senza dubbio tra i \u201csegni dei tempi\u201d che interpellano la Chiesa. Il ritardo nella comprensione di questo problema ha spinto Giovanni Paolo II a chiedere perdono in una pubblica \u201cLettera alle donne\u201d, indicate come \u201cun segno della tenerezza di Dio verso il genere umano\u201d. Il Papa non manca di spingere verso una rinnovata coscienza di questa dimensione essenziale alla Chiesa e al mondo. L\u2019ultimo gesto \u00e8 di qualche anno fa: la proclamazione di tre donne, Caterina da Siena, Brigida di Svezia, Edith Stein, come patrone d\u2019Europa in aggiunta ai tre protettori uomini, Benedetto, Cirillo e Metodio. L\u2019accendersi del dibattito, anche con le forti tensioni polemiche, sta ad indicare la centralit\u00e0 della questione femminile anche nella riflessione teologica e nella vita della Chiesa, da intendersi non solo nei suoi aspetti funzionali ma in quelli che toccano l\u2019essenza stessa della Chiesa. Comunque, la Lettera, come Ratzinger stesso si auspica, \u00e8 \u201cun punto di partenza per un cammino di approfondimento all\u2019interno della Chiesa e per instaurare un dialogo con tutti gli uomini e le donne di buona volont\u00e0\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=TxBrp4 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 10.2pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Ed eccoci qui. Il cardinale, nella Lettera, dopo aver accennato alle due tendenze contrapposte, ossia a quella che sottolinea la diversit\u00e0 come sopraffazione dell\u2019uomo sulla donna (o viceversa, aggiungo io) e all\u2019altra che l\u2019annulla per evitare ogni supremazia, richiama la tradizione biblica per delineare quei tratti antropologici che nascono dalla creazione stessa ove il maschile e il femminile appaiono come dimensioni perenni e incancellabili. Esse sono state create non per contrapporsi gerarchicamente ma per trovare nella loro unit\u00e0 un complemento reciproco. All\u2019interno di questa dualit\u00e0 il cardinale sottolinea la presenza nella donna di ci\u00f2 che viene chiamata la \u201ccapacit\u00e0 dell\u2019altro\u201d che porta sino a \u201cdare la vita\u201d e non solo nel senso biologico. Questo gli fa dire: \u201cIn tale prospettiva si comprende il ruolo insostituibile della donna in tutti gli aspetti della vita familiare e sociale che coinvolgono le relazioni umane e la cura dell\u2019altro. Qui si manifesta con chiarezza ci\u00f2 che Giovanni Paolo II ha chiamato il genio della donna. Questo implica prima di tutto che le donne siano presenti attivamente e anche con fermezza nella famiglia, societ\u00e0 primordiale e, in un certo senso, sovrana, perch\u00e9 \u00e8 qui, innanzitutto, che si plasma il volto di un popolo, \u00e8 qui che i suoi membri acquisiscono gli insegnamenti fondamentali. Essi imparano ad amare in quanto sono amati gratuitamente, imparano il rispetto di ogni altra persona in quanto sono rispettati, imparano a conoscere il volto di Dio in quanto ricevono la prima rivelazione da un padre e una madre pieni di attenzione\u201d.&nbsp; Continua poi il cardinale le sue riflessioni sulla presenza della donna nella societ\u00e0 e nella Chiesa.<\/P><br \/>\n<P class=TxBrp4 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 10.2pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Per parte mia vorrei offrire un piccolo contributo a partire dal racconto della creazione dell\u2019uomo e della donna. Ci sono due testi. Il primo \u00e8 in Genesi 1, 26 ove si scrive: \u00abDio disse \u201cfacciamo l\u2019uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e do&shy;mini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo\u201d\u00bb. Il testo prosegue affer&shy;mando che Dio cre\u00f2 l\u2019uomo a sua im&shy;magine: \u00aba immagine di Dio lo cre\u00f2, maschio e femmina li cre\u00f2\u00bb. Sono versetti estremamente illuminanti che gettano una luce sia sull\u2019uomo che su Dio. Il secondo \u00e8 in Genesi capitolo 2, 7: \u00aballora il Signore Dio plasm\u00f2 l\u2019uo&shy;mo con polvere dal suolo (l\u2019ebraico \u00e8 pi\u00f9 eloquente: plasm\u00f2 l\u2019adam con 1\u2019adam\u00e0 dal suolo) e soffi\u00f2 nelle sue narici un alito di vita e l\u2019uomo diven&shy;ne un essere vivente\u00bb. E qui avviene la creazione di Adamo dalla pol&shy;vere. Di Eva si scrive che viene ricavata dal fianco di Adamo, con Dio che dice: \u00abnon \u00e8 bene che l\u2019uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto a lui simile (ki-negd\u00f2)\u00bb (2, 18). Una riflessione rabbinica afferma che Dio cre\u00f2 l\u2019uomo dalla polvere, ma per il capo scelse la polvere pi\u00f9 pregiata, quella di Gerusalemme. La donna invece \u00e8 stata creata con una sostanza molto pi\u00f9 nobile, l\u2019osso. E una tradizione askenazita dice che Dio non l\u2019ha cerata per primo per due motivi: primo perch\u00e9 aspettava che Adamo ne avesse desiderio, altrimenti l\u2019avrebbe disprezzata, e l\u2019altra, un po\u2019 pi\u00f9 umoristica, \u00e8 che Dio ha creato la donna dopo l\u2019uomo perch\u00e9 non voleva consiglieri durante la creazione.<\/P><br \/>\n<P class=TxBrp4 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 10.2pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ma tornando al primo testo vorrei sottolineare che esso ci parla anzitutto di Dio, per dirci che non \u00e8 n\u00e9 maschio n\u00e9 femmina. Secondo il testo Dio \u00e8 \u201cmaschio-femmina\u201d: \u00aba immagine di Dio lo cre\u00f2, maschio e femmina li cre\u00f2\u00bb. E c\u2019\u00e8 da notare che la condizione di essere immagine di Dio non \u00e8 per cos\u00ec dire naturale, un dato fisso e basta, \u00e8 piuttosto una vocazione. \u00c8 a dire che ogni essere umano \u00e8 chiamato a realizzare questa immagine in s\u00e9. L\u2019uomo e la donna non debbono semplicemente conservare in s\u00e9 l\u2019immagine di Dio, ed \u00e8 gi\u00e0 tanto (di qui nasce la contrariet\u00e0 alla pena di morte e l\u2019impegno per la difesa della vita senza \u201cse\u201d e senza \u201cma\u201d), ma realizzarla. Ed \u00e8 un compito che dura tutta la vita. Questa affermazione, lo ripeto, riguarda Dio ancor prima che l\u2019uomo. <\/P><br \/>\n<P class=TxBrp4 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 10.2pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Purtroppo, sia nell\u2019ebraismo che nel cristianesimo, \u00e8 prevalsa una cultura maschilista che ha portato a dimenticare le immagini al femminile di Dio che sono pur presenti nella Bibbia. Una teologa femminista Letty Russel ne ha parlato nel suo libro \u201cI nomi dimenticati di Dio\u201d. Si tratta di nomi che alludono a funzioni materne e con cui appunto si designa Dio con metafore femminili, come ad esempio: \u201cVoi siete portati da me fin dal seno materno, sorretti fin dalla nascita\u201d, o anche quando si descrive Dio come una madre che porta Israele sulle sue braccia per svezzarlo. In una sintesi veloce potremmo dire che le connotazioni femminili di Dio nella Bibbia convergono tutte sul termine \u201cmisericordia\u201d che in ebraico ha radice nel concetto femminile di \u201crachem\u201d, utero. Come \u00e8 femminile, in ebraico, lo \u201cSpirito Santo\u201d; ne far\u00f2 anche solo un cenno alla fine. Insomma Dio \u00e8 maschio e femmina. Le riflessioni su questa linea sarebbero molteplici, a partire dal mistero trinitario. Per i cristiani Dio non \u00e8 solo, o meglio non \u00e8 una unit\u00e0 solitaria, ma una unit\u00e0 plurima. <\/P><br \/>\n<P class=TxBrp4 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 10.2pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">La stessa creazione va compresa come una sorta di bisogno di Dio di uscire da S\u00e9, di generare qualcosa che gli fosse simili. E cre\u00f2 il mondo, e soprattutto cre\u00f2 la persona umana, e maschio e femmina la cre\u00f2. E il comando biblico \u201ccrescete e moltiplicatevi\u201d, che alla lettera si deve tradurre: \u201cfate frutto e diventate molti\u201d, \u00e8 da intendersi come uno specchio per l\u2019uomo e la donna di continuare la creazione che Dio stesso aveva fatto. Il significato di questo comando \u00e8 che la persona umana, maschio e femmina, non \u00e8 un episodio isolato, \u00e8 la condizione della mondo nel corso del tempo. La persona uomo-donna diventa quindi \u201csposo e sposa\u201d e quindi \u201cpadre e madre\u201d. L\u2019uomo-donna, questo binomio, \u00e8 quindi la presenza di Dio nella storia, una presenza reale che non pu\u00f2 essere soppressa. Nella tradizione ebraica questa dimensione \u00e8 a tal punto presente che l\u2019uomo non solo pu\u00f2 ma deve sposarsi. \u00c8 bello un testo della Cabbala ebraica. Il credente si chiede cosa accade se un uomo intraprende un lungo viaggio e lascia a casa la moglie. Come fa ad essere \u201cmaschio e femmina\u201d, se \u00e8 solo per tanto tempo? La risposta \u00e8 la seguente: Dio lo fa accompagnare dalla divina Shekhin\u00e0, una parola che indica l\u2019aspetto femminile di Dio, e che talora ha l\u2019aspetto di una colomba. L\u2019uomo che viaggia da solo senza la moglie \u00e8 dunque accompagnato dalla divina Shekhin\u00e0. E, quando rientra in casa, deve onorare la moglie, di cui la Shekhin\u00e0 \u00e8 stata in un certo senso supplente.<\/P><br \/>\n<P class=TxBrp4 style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 10.2pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Questi brevissimi cenni sul dato biblico sottolineano l\u2019ineliminabile dialettica di uguaglianza-diversit\u00e0 presente sia nell\u2019uomo che nella donna. \u00c8 una unione dialettica che non permette separazione, ma solo distinzione. Ed \u00e8 su questa base che nel Nuovo Testamento si pu\u00f2 dire che con Ges\u00f9 sono abbattuti tutti i muri che dividono, anche quelli che separano l\u2019uomo dalla donna. Quando l\u2019apostolo Paolo dice che in Cristo non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 n\u00e9 giudeo n\u00e9 greco, n\u00e9 uomo n\u00e9 donna non intende annullare le diversit\u00e0 ma affermare la pari dignit\u00e0 tra l\u2019uno e l\u2019altro. Ges\u00f9, in effetti, con le sue parole e il suo atteggiamento con le donne non solo ha rivoluzionato le consuetudini dell\u2019epoca, ma ha liberato radicalmente la donna da ogni inferiorit\u00e0. <\/P>Non ne abbiamo il tempo ma andrebbe esaminata la figura di Maria. E permettete che termini con un breve cenno al mosaico absidale di Santa Maria in Trastevere dove si vede Maria che sta seduta sulla stesso trono con Ges\u00f9 che l\u2019abbraccia. \u00c8 l\u2019immagine di Ges\u00f9 che abbraccia la \u201csposa\u201d, la Chiesa, Maria. E fuori del trono c\u2019\u00e8 Pietro, l\u2019istituzione. Il genio femminile nella Chiesa non \u00e8 nel terreno della funzionalit\u00e0, ma dell\u2019essenza. Un noto teologo svizzero, von Balthasar, ha parlato del \u201cprincipio mariano\u201d nella Chiesa, affermando che la donna \u00e8, nella Chiesa e nel mondo, custode della santit\u00e0 e della forza dello Spirito Santo. Accennavo all\u2019inizio che Spirito in ebraico \u00e8 femminile. Non possiamo sviluppare qui questo concetto, ma sarebbe davvero importante per coglierne tutte potenzialit\u00e0, e non solo per la Chiesa. Sono significative a tale proposito le riflessioni del teologo ortodosso Evdokimov il quale, nel bel volume: \u201cLa donna e la salvezza del mondo\u201d, conclude che la vocazione della donna \u00e8 proteggere il mondo degli uomini in quanto madre e salvarlo in quanto vergine, dando a questo mondo un\u2019anima, la propria anima. \u00c8 una visione che affonda le radici pi\u00f9 sulla mistica che su una fredda analisi razionale che rischia di uccidere la complessit\u00e0 del binomio uomo-donna e di rattristare il mondo. E avrebbe ragione Giraudoux il quale, nel testo \u201cSodoma e Gomorra\u201d, ipotizzando un\u2019epoca epoca in cui la donna non saprebbe n\u00e9 amare n\u00e9 donarsi, afferma: \u201c\u00e8 la fine del mondo!\u201d Ma noi non vogliamo che il mondo finisca. <BR><BR><A href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/homepage_news\/arch.php?cat_id=407&#038;subcat_id=611&#038;id_dett=508\">Incontro sulla donna a Palazzo Primavera<\/A><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Tra gli appuntamenti che questo anno segnano la giornata internazionale della donna c\u2019\u00e8 anche questo. 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