{"id":15698,"date":"2004-10-23T00:00:00","date_gmt":"2004-10-23T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/fiaccolata-per-la-pace-ad-assisi.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:35","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:35","slug":"fiaccolata-per-la-pace-ad-assisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/fiaccolata-per-la-pace-ad-assisi.html","title":{"rendered":"Fiaccolata per la pace ad Assisi"},"content":{"rendered":"<p><P><BR>Intervento di monsignor VINCENZO PAGLIA<BR><BR>Durante questa marcia silenziosa per le vie di Assisi, citt\u00e0 della pace, faremo memoria di tanti luoghi e di tante persone che sono state private della pace. Ma anche di tanti operatori di pace che hanno imitato il Signore e Francesco, ed hanno dato la loro vita perch\u00e9 la violenza, la guerra, la malattia non fossero pi\u00f9 l&#8217;ultima parola sulla vita degli uomini.<BR>Con i nostri passi ci mettiamo sui loro passi. <BR>Spesso lo spirito del dialogo e della comprensione ha guidato percorsi di riconciliazione. Purtroppo, nuovi conflitti sono sorti, anzi si \u00e8 diffusa una mentalit\u00e0 per cui il conflitto tra mondi religiosi e civilt\u00e0 \u00e8 considerato quasi un inevitabile lascito della storia.<BR>Non \u00e8 cos\u00ec! Sempre la pace \u00e8 possibile! Sempre si deve cooperare per sradicare dalla cultura e dalla vita i semi di amarezza e incomprensione in esse presenti, come anche la volont\u00e0 di prevalere sull&#8217;altro, l&#8217;arroganza del proprio interesse e il disprezzo dell&#8217;altrui identit\u00e0. In tali sentimenti infatti stanno i presupposti di un futuro di violenza e di guerra. Il conflitto non \u00e8 mai inevitabile! E le religioni hanno un particolare compito nel richiamare tutti gli uomini e le donne a questa consapevolezza che \u00e8, allo stesso tempo, dono di Dio e frutto dell&#8217;esperienza storica di tanti secoli. Questo \u00e8 quello che ho chiamato lo &#8220;spirito di Assisi&#8221;. Il nostro mondo ha bisogno di questo spirito. Ha bisogno che sgorghino da questo spirito convinzioni e comportamenti che rendano solida la pace, rafforzando le istituzioni internazionali e promuovendo la riconciliazione. Lo &#8220;spirito di Assisi&#8221; stimola le religioni a offrire il loro contributo a quel nuovo umanesimo di cui il mondo contemporaneo ha tanto bisogno.<\/P><br \/>\n<P>I testi<BR><BR>I BAMBINI<BR><BR>Insieme, in tanti, ci incamminiamo in silenzio, per le vie di Assisi, segnate dal passaggio di San Francesco e dalla sua preghiera. <BR>Vogliamo accogliere il bisogno di pace dei deboli. <BR>Vogliamo fare questo cammino, ricordando le vittime della violenza, ma anche gli operatori di pace.<BR>Ogni passo \u00e8 una memoria, un ricordo, una testimonianza.<BR>La prima tappa di questa marcia silenziosa \u00e8 dedicata ai bambini, ai piccoli di ogni parte del mondo. <BR>Anna Frank era una ragazzina ebrea. Aveva solo quattordici anni, quando venne catturata dai nazisti e condotta al campo di sterminio. <BR>Per due anni aveva vissuto nascosta con la sua famiglia. Nel suo diario, pochi giorni prima di essere arrestata, aveva scritto queste parole di fiducia nel futuro.<\/P><br \/>\n<P>Anna Frank <\/P><br \/>\n<P>&#8220;Ecco che cosa \u00e8 difficile in quest&#8217;epoca: gli ideali, i sogni e le belle aspettative non fanno neppure in tempo a nascere che gi\u00e0 vengono colpiti e completamente devastati dalla realt\u00e0 pi\u00f9 crudele. E&#8217; molto strano che io non abbia abbandonato tutti i miei sogni perch\u00e9 sembrano assurdi e irrealizzabili. Invece me li tengo stretti, nonostante tutto, perch\u00e9 ancora credo all&#8217;intima bont\u00e0 dell&#8217;uomo.<BR>Mi \u00e8 proprio impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria e della confusione. Vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre pi\u00f9 forte il rombo che si avvicina, che uccider\u00e0 anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto torner\u00e0 a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finir\u00e0, e che nel mondo torneranno la tranquillit\u00e0 e la pace&#8221;.<\/P><br \/>\n<P>Ricordiamo, insieme ad Anna Frank, i bambini che sono vittime della guerra, in ogni parte del mondo.<BR>Ricordiamo le piccole vittime di Beslan, e con loro tutte le giovani vittime del terrorismo. <BR>Ricordiamo i bambini che sono discriminati per la loro etnia, per la loro religione, perch\u00e9 poveri, stranieri o nomadi.<BR>Portiamo nel cuore il loro desiderio di un futuro di pace.<\/P><br \/>\n<P>L&#8217;Uganda \u00e8 uno dei nove paesi dell&#8217;Africa dove sono in corso conflitti o guerre civili. Sono guerre lunghe e sanguinose: in Uganda, il conflitto dura da diciotto anni. I bambini sono le prime vittime di questa guerra: tanti vengono uccisi, altri sono rapiti e obbligati con la violenza a combattere: si calcola che siano pi\u00f9 di 25.000 i bambini e le bambine ugandesi costretti a diventare bambini-soldato. Nelly &#8211; cos\u00ec la chiameremo per rispettare la sua vera identit\u00e0 &#8211; era una di loro. <\/P><br \/>\n<P>Uganda&nbsp;&nbsp;(testo letto&nbsp;da Laura Ligreggi)<\/P><br \/>\n<P>Nelly ha quattordici anni e viene dall&#8217;Uganda. Ora \u00e8 a Roma, accolta dalla Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio per essere curata. <BR>Ma Nelly ha conosciuto da vicino gli orrori della guerra: aveva solo sei anni, infatti,&nbsp; quando \u00e8 stata rapita dai ribelli. <BR>I ribelli l&#8217;hanno costretta con la violenza ad uccidere suo zio, cos\u00ec che lei non potesse mai pi\u00f9 tornare alla sua famiglia. <BR>E cos\u00ec Nelly \u00e8 diventata una bambina-soldato. Una vita terribile, piena di ricordi spaventosi. Ogni volta che prova a parlarne, Nelly scoppia a piangere e dice solo che vuole dimenticare. <BR>I suoi piedi sono pieni di cicatrici: ha camminato giorno e notte, per tre mesi, senza scarpe, nella foresta, fino al Sudan, dove le hanno insegnato a combattere. <BR>Una marcia estenuante e dolorosa: chi, tra i bambini rapiti, \u00e8 troppo stanco e si ferma, viene ucciso, e con lui anche chi tenta di aiutarlo. <BR>Tutti devono ubbidire al capo: chi disobbedisce viene ucciso sul posto. <BR>Un giorno, durante un saccheggio, \u00e8 arrivato l&#8217;esercito. E un soldato le ha sparato in bocca, per ucciderla. <BR>E&#8217; stata creduta morta e abbandonata l\u00ec, nella foresta. Ma Nelly si \u00e8 trascinata per due giorni ed \u00e8 arrivata vicino ad un villaggio. L\u00ec qualcuno l&#8217;ha raccolta, e portata all&#8217;ospedale. Ma non hanno potuto fare molto per lei.<BR>Il suo volto era completamente sfigurato.<BR>Ora, dopo due operazioni fatte qui in Italia, si guarda allo specchio, sorpresa e felice di avere di nuovo la parte inferiore del viso. Nelly pu\u00f2 sorridere di nuovo<BR>Noi siamo andati a trovarla in ospedale tutti i giorni.<BR>Siamo diventati per lei come una nuova famiglia, i fratelli e le sorelle che non ha pi\u00f9. <BR>Ora sa che potr\u00e0 tornare in Uganda guarita. Comincia a guardare al futuro con speranza: sogna di andare a scuola, e dice che imparer\u00e0 presto a leggere e a scrivere. <BR>Finalmente le sembra possibile cominciare una nuova vita.<\/P><br \/>\n<P>Facciamo memoria dell&#8217;Africa, del suo dolore e delle sue speranze.<BR>Ricordiamo tutti i bambini soldato, costretti alla violenza, in Uganda e in ogni parte del mondo.<BR>Abbiamo nel cuore i bambini schiavi, <BR>costretti al lavoro in tenera et\u00e0;<BR>tutti quelli privati della dignit\u00e0.<BR>Vogliamo anche ricordare tutti coloro che fuggono dalla guerra: i rifugiati, i profughi, <BR>coloro che rischiano la loro vita in mare cercando di raggiungere i nostri paesi.<BR>Sentiamo con forza il loro bisogno di pace e ci uniamo al loro desiderio di una vita sicura, per s\u00e9 e per i propri figli. <BR>Che il nostro mondo, ancora troppo indifferente, impari ad accogliere chi cerca un futuro migliore.<\/P><br \/>\n<P>PRIGIONIERI, RIFUGIATI<\/P><br \/>\n<P>Abbiamo camminato insieme, e le nostre luci hanno illuminato il nostro cammino. <BR>Le candele che abbiamo nelle mani rappresentano le speranze di pace di tanti che portiamo nel cuore. Ma sono anche l&#8217;impegno a diventare noi stessi luci di pace, nel nostro cammino quotidiano. <BR>Dedichiamo questa sosta alle vittime del razzismo e dell&#8217;inaccoglienza. A tutti i prigionieri, e ai condannati a morte.<BR>Ma anche a chi si \u00e8 messo al loro fianco e, sull&#8217;esempio di Ges\u00f9, ha insegnato a vincere il male con il bene.<\/P><br \/>\n<P>Martin Luther King ha predicato l&#8217;amore, il perdono e la non violenza. Seguendo la parola del Vangelo, ha dedicato la sua vita al sogno che bianchi e neri potessero vivere insieme, come fratelli. E&#8217; stato ucciso nel 1968. <BR>Qualche anno prima, insieme a pi\u00f9 di 250.000 persone, aveva attraversato gli Stati Uniti chiedendo il diritto di voto per i neri. <BR>Ascoltiamo insieme le parole che pronunci\u00f2 alla fine di questa grande manifestazione pacifica. <\/P><br \/>\n<P>Martin Luther King <\/P><br \/>\n<P>&#8220;L&#8217;amore \u00e8 il potere pi\u00f9 duraturo che vi sia al mondo. (..)<BR>Noi procederemo nella fede che la non violenza e la sua forza hanno trasformato ieri oscuri in domani luminosi. Riusciremo a cambiare le cose.<BR>Il nostro scopo non deve mai essere sconfiggere o di umiliare il bianco, ma conquistarci la sua amicizia e la sua comprensione.<BR>L&#8217;obiettivo che cerchiamo \u00e8 una societ\u00e0 in pace con se stessa, una societ\u00e0 che sa vivere in armonia con la sua coscienza. Quel giorno sar\u00e0 non per il bianco o per il nero. Sar\u00e0 il giorno dell&#8217;uomo.<BR>So che vi chiedete: &#8220;Quanto tempo ci vorr\u00e0?&#8221;. Oggi vengo a dirvi che, per quanto difficile potr\u00e0 essere il momento, per quanto difficile potr\u00e0 essere l&#8217;ora, non ci vorr\u00e0 molto, perch\u00e9 la verit\u00e0 calpestata si lever\u00e0.<BR>&nbsp;&#8220;Quanto tempo?&#8221;. Non molto, perch\u00e9 i miei occhi hanno visto la gloria del Signore che viene\u2026 Anima mia, sii pronta a rispondergli.&#8221;.<\/P><br \/>\n<P>Dice Ges\u00f9 &#8220;Imparate da me, che sono mite e umile di cuore&#8221;. Ricordiamo tutti coloro che, con mitezza e umilt\u00e0, hanno seguito il Signore sulla via della pace e della riconciliazione tra gli uomini.<BR>Ricordiamo gli operatori di pace<BR>e tutti coloro che hanno dato la loro vita per seguire e testimoniare il Vangelo. <BR>Cresca nei nostri cuori e nel cuore di ogni uomo e di ogni donna, la certezza che l&#8217;amore \u00e8 pi\u00f9 forte della morte<BR>e che la forza debole del Vangelo pu\u00f2 vincere ogni male.<\/P><br \/>\n<P>Dominique Green \u00e8 un giovane afroamericano di trenta anni. Quando ne aveva diciannove, fu condannato a morte. <BR>Da anni la Comunit\u00e0 \u00e8 al suo fianco, con l&#8217;amicizia, le visite, un sostegno concreto affinch\u00e9 avesse diritto ad un nuovo processo. Come tanti poveri, infatti, nessuno si era preso cura della sua difesa.<BR>La sua esecuzione \u00e8 stata fissata per il 26 ottobre. <BR>La sua vita ci \u00e8 molto cara. Siamo addolorati, ma anche fiduciosi nella forza della preghiera e in tutte le iniziative che si stanno prendendo per salvare la sua vita.<BR>Don Marco, un sacerdote della Comunit\u00e0, pi\u00f9 volte ha visitato Dominique nel braccio della morte. <BR>Questa \u00e8 una lettera che Dominique gli ha scritto dopo uno di questi incontri. <\/P><br \/>\n<P>Padre Marco,<BR>da dove posso cominciare? E&#8217; stato bello riuscire a vederci e avere un incontro cuore a&nbsp; cuore. E&#8217; bello avere amici come te. E&#8217; bello avere una famiglia che posso dire &#8220;mia&#8221;, parlando della quale\u2026gli ultimi giorni mi hanno lasciato senza parole. <BR>Ho ricevuto un impressionante sostegno da quanti mi hanno scritto per augurarmi un felice compleanno, molto pi\u00f9 di quanto non ne avessi ricevuto durante tutti i miei anni di carcerazione. Ne sono stato toccato, profondamente toccato!<BR>E sono felice di tutto l&#8217;amore con il quale avete invaso il mio cuore! Spero che sar\u00e0 messo a frutto e il risultato sar\u00e0 un&#8217;amicizia senza fine. (\u2026)<BR>Spero che ci incontreremo di nuovo. Per favore d\u00ec a tutti che li amo. Il loro aiuto e il loro incoraggiamento sono la forza che mi fa continuare a lottare. Senza di voi non avrei mai creduto di poter arrivare fino a qui.<\/P><br \/>\n<P>&#8230;con il cuore e nella lotta, rimango il vostro <BR>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Dominique<\/P><br \/>\n<P>In silenzio vogliamo ricordare tutti i prigionieri e i condannati a morte. <BR>Ci uniamo alle speranze di tutti coloro che, nel braccio della morte, attendono che risuoni una parola di vita e di perdono. <BR>Vogliamo riaffermare che ogni vita \u00e8 sacra, che va rispettata e difesa. <BR>Il Signore Ges\u00f9, condannato a morte, ha vinto la morte con la resurrezione. Possa venire presto per tutti il giorno della vittoria della vita sulla morte e sul male.<BR>&nbsp;<BR>Siamo tornati qui, davanti a questa grande basilica, luogo santo, che custodisce la tomba di S. Francesco. <BR>S.Francesco, uomo di preghiera, che ha amato i poveri ed ha vissuto il Vangelo della pace. <BR>Con lo sguardo ed il cuore rivolti a lui, vogliamo ricordare tutti quelli che hanno imitato Ges\u00f9 e ha dato la loro vita per i poveri, per i malati, per i deboli, in ogni parte del mondo.<BR>&nbsp;<BR>Ascoltiamo ora le parole di Annalena Tonelli. Annalena era una donna comune, che ha dedicato la sua vita ai malati, prima in Kenya e poi in Somalia. E&#8217; stata uccisa il 5 ottobre 2003, mentre si recava a visitare un ammalato di tubercolosi ricoverato nell&#8217;ospedale che lei stessa aveva realizzato. <\/P><br \/>\n<P>Annalena Tonelli <\/P><br \/>\n<P>Carissimi tutti, \u00e8 Natale. Da Mogadiscio arrivano brutte notizie: i combattimenti stanno aumentando di intensit\u00e0. Incredibile se si pensa che qui la gente \u00e8 esausta, terribilmente provata. Arrivano continuamente rifugiati, sia dal sud che da Mogadiscio. L&#8217;altra sera sono arrivati due pullman stracarichi di gente, masserizie e armi.<BR>Ho il cuore in una morsa, eppure, quale Natale pi\u00f9 vero di questo, nell&#8217;attesa di un Salvatore che tutti agognano\u2026 il mio cuore ha sete di te, o Dio. Quando verr\u00f2 e vedr\u00f2 il volto di Dio? Tutti, consapevoli o inconsapevoli, attendiamo la venuta del Signore, la liberazione, la rinascita, la pace, la misericordia, la giustizia, nuovi cieli e nuova, assolutamente nuova, terra. Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 tempo n\u00e9 possibilit\u00e0 di seppellire i morti\u2026 quanti morti insepolti, quanta gente buttata nelle fosse comuni senza neppure sapere chi sono, da dove vengono, perch\u00e9 sono morti e forse perch\u00e9 sono vissuti. Solo in Dio questo ha un senso. Fuori da Lui tutto \u00e8 autentica follia. Viene il Signore e nessuno lo riconosce\u2026 Io lo so e gli sorrido e mi d\u00e0 una gioia profonda, dilagante, dolcissima vederlo e sorridergli da lontano. Sono certa che anche Lui quando venne al mondo doveva essere uno di quei piccolini tenerissimi che ti sorridono gi\u00e0 felici, acquietati, in pace.<\/P><br \/>\n<P><BR>Ricordiamo i sofferenti, i malati, chi giace in ospedale, i poveri che non hanno possibilit\u00e0 di essere curati.<BR>Ricordiamo i malati di AIDS, in particolare tutti coloro che, grazie al programma di cura della Comunit\u00e0 in Africa, hanno ritrovato la speranza di vita e di guarigione.<BR>Ricordiamo tutti gli uomini di buona volont\u00e0 che, sull&#8217;esempio di Ges\u00f9, amico buono degli uomini, spendono la loro vita per lenire le sofferenze dei poveri e dei deboli. <BR>Ci uniamo alla loro preghiera e al loro impegno, affinch\u00e9 chi soffre trovi consolazione e ogni malato sia guarito. <\/P><br \/>\n<P>Le testimonianze che abbiamo ascoltato ci hanno condotto in tanti angoli del mondo: angoli di dolore e di speranza.&nbsp; <BR>Vogliamo ora concludere questo nostro cammino ascoltando le parole di Andrea Riccardi, il fondatore della Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio.<BR>Le ascoltiamo dal suo libro &#8220;La pace preventiva&#8221;.<BR>Sono parole che esprimono in breve il percorso spirituale della Comunit\u00e0 di Sant&#8217;Egidio, che ci ha condotto qui oggi a camminare per la pace.<\/P><br \/>\n<P>Andrea Riccardi<\/P><br \/>\n<P>&#8220;Sulla soglia di un mondo difficile, nuovo, rissoso e bellicoso, quello del secolo che si \u00e8 aperto, il problema della nostra fede \u00e8 decisivo. E&#8217; il problema principale, quello che dobbiamo affrontare ogni giorno. Dice Ges\u00f9 ai discepoli: &#8220;Abbiate fede in Dio! In verit\u00e0 vi dico: chi dicesse a questo monte: L\u00e8vati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverr\u00e0, ci\u00f2 gli sar\u00e0 accordato. Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sar\u00e0 accordato&#8221; (Mc. 11, 22-24). La fede dei credenti pu\u00f2 spostare le montagne. Spesso noi restiamo ai piedi delle montagne, intimiditi dalla loro altezza o dalla loro imponenza. Cos\u00ec rinunciamo a lottare per la pace, anche di fronte alle montagne di odio e di armamenti. Cos\u00ec rinunciamo timidamente a guardare oltre le montagne massicce che sembrano chiudere l&#8217;orizzonta a ogni sguardo di speranza cos\u00ec rinunciamo ad aprire il nostro cuore all&#8217;amore e alla speranza.<BR>Dobbiamo ripartire dalla nostra fede. Non \u00e8 il coraggio che ci fa superare la cultura della paura, il senso di impotenza, ma \u00e8 la fede che ci porta al di l\u00e0 delle frontiere strette dei divieti, dei timori, delle intimidazioni. E&#8217; la fede che sposta &#8211; fatto impossibile! &#8211; anche le montagne. Ma la domanda \u00e8 prima di tutto personale: non avete ancora fede? Non hai ancora fede?&#8221;<BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Intervento di monsignor VINCENZO PAGLIADurante questa marcia silenziosa per le vie di Assisi, citt\u00e0 della pace, faremo memoria di tanti luoghi e di tante persone che sono state private della pace. 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