{"id":15688,"date":"2000-09-09T00:00:00","date_gmt":"2000-09-09T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/se-si-sposano-individuo-e-persona.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:37","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:37","slug":"se-si-sposano-individuo-e-persona","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/se-si-sposano-individuo-e-persona.html","title":{"rendered":"Se si sposano individuo e persona"},"content":{"rendered":"<p><P>Come conciliare la morale cristiana, le esigenze della modernit\u00e0 e i &#8220;bisogni collettivi&#8221; del pianeta<BR><BR>Il processo al pensiero laicista promosso dalla rivista coglie senza dubbio uno dei nodi centrali della cultura e, direi, della vita stessa della societ\u00e0 contemporanea. Chiama in causa pensiero laico e pensiero cattolico, ma, in tempi di globalizzazione, sarebbe interessante misurarsi anche con prospettive non solo europee o eurocentriche. Da pi\u00f9 parti &#8211; come ha osservato Belardinelli nel numero precedente di liberal &#8211; c&#8217;\u00e8 la sensazione che una esasperazione della dimensione individuale a lungo andare logora lo stesso principio di libert\u00e0 sul quale si \u00e8 fondata la civilt\u00e0 occidentale. Gi\u00e0 Hans Jonas nel 1979 si chiedeva: \u00ab\u00c8 giusta la strada che abbiamo raggiunto con questa combinazione di progresso tecnico-scientifico e aumento della libert\u00e0 individuale?\u00bb. Se si guarda a quanto \u00e8 accaduto nel campo dell&#8217;ambiente e dello stato di salute del pianeta verrebbe da dire di no. C&#8217;\u00e8 davvero il problema di avere un&#8217;etica per la civilt\u00e0 tecnologica. Di fronte all&#8217;incombente pericolo di distruzione dell&#8217;ambiente, e quindi dell&#8217;umanit\u00e0, \u00e8 un dovere primario riproporre costantemente la domanda sulla responsabilit\u00e0 collettiva per prevenire danni irreparabili. \u00c8 una domanda che spesso, invece, viene avvertita come un fastidio e una fatica da evitare da parte di una moderna cultura del godimento e da un uomo tecnologico che si pensa come \u00abmacchina desiderante\u00bb. Questo carpe diem che ripropone il benessere individuale come legge suprema di comportamento, non mi sembra n\u00e9 particolarmente nuovo e adatto ai tempi nuovi, n\u00e9 privo di ambiguit\u00e0. Questo primato del benessere individuale troppo spesso non coincide con il benessere collettivo, mette a rischio la continuit\u00e0 stessa del pianeta e, alla fine, mi sembra minato da una impossibilit\u00e0 intrinseca di risposte soddisfacenti al principio di soddisfazione senza limiti.<BR>Principio di responsabilit\u00e0 e comportamenti eco-solidali non possono essere disgiunti. La questione \u00e8 di tali proporzioni che Jonas, tra i primi a porre il problema del rapporto tra uomo e natura, ritiene debba essere chiamata in causa non solo una nuova etica ma, addirittura, una nuova ascesi: \u00abAll&#8217;inizio del Cristianesimo vi furono uomini che sotto l&#8217;influsso di una potente religione ultraterrena fecero di tutto per l&#8217;ascesi. Per amore della vita terrena ci\u00f2 non \u00e8 mai stato fatto. C&#8217;\u00e8 solo in particolari momenti, quando un popolo \u00e8 in pericolo e i giovani fremono per difendere la patria. Non so se \u00e8 possibile ottenere senza religione trascendente un&#8217;ascesi nella massa, laddove il pericolo non \u00e8 cos\u00ec chiaro come su una nave che affonda, ma si estende per decenni e attraverso i continenti\u00bb. In questa nuova situazione, nella quale sono in gioco la conservazione dell&#8217;esistenza e della dignit\u00e0 dell&#8217;uomo, si richiede senz&#8217;altro una nuova moralit\u00e0, nel senso che si presentano nuovi campi di applicazione, nuove domande che solo una generazione fa erano impensabili. Nella societ\u00e0 contemporanea &#8211; alla questione dell&#8217;ambiente possiamo aggiungere senz&#8217;altro l&#8217;ingegneria genetica e altre ancora &#8211; \u00e8 richiesta una riflessione etica che vada oltre il mero principio individuale perch\u00e9 tali questioni coinvolgono in modo radicale le radici stesse della vita. La clonazione di esseri viventi, ad esempio, ha aperto domande inquietanti. Non vi sono finora risposte rassicuranti sugli esiti e sul futuro. L&#8217;\u00abapprendista stregone\u00bb di Goethe non riusciva pi\u00f9 a dominare quanto aveva scatenato: \u00abDegli spiriti che chiamai, liberarmi pi\u00f9 non riesco\u00bb. Riusciamo, riusciremo a dominare la situazione che abbiamo creato? Nella prima pagina della Bibbia c&#8217;\u00e8 un avvio di risposta che non va contro la ricerca e che vede con favore la dilatazione della capacit\u00e0 umana di trasformare il mondo. Dio disse ai progenitori, ossia alle profondit\u00e0 dell&#8217;essere umano: \u00abSiate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente\u00bb (Genesi 1, 28). \u00c8 chiaro l&#8217;invito a esercitare autorit\u00e0 e dominio sul creato. Ma tale dominio non \u00e8 senza regole. Gi\u00e0 nell&#8217;Eden, infatti, era stato proibito ai progenitori di mangiare del frutto dell&#8217;albero della vita.<BR>Abbiamo qui l&#8217;ingresso del mistero della libert\u00e0, senza il quale diventa incomprensibile tutta la vicenda umana. Quando infatti il serpente consiglia di mangiare il frutto dell&#8217;albero della conoscenza del bene e del male, la pagina della Bibbia viene a dire che l&#8217;uomo pu\u00f2 compiere sia il bene che il male. \u00c8 l&#8217;affermazione della grandezza e della debolezza dell&#8217;uomo e della donna e della sua libert\u00e0. La libert\u00e0 \u00e8 la chance di vivere ma non \u00e8 garanzia assoluta del bene.<BR>Mi sembra che non possa esserci libert\u00e0 autentica senza un Oltre, senza, comunque, un ancoraggio all&#8217;essenza della vita umana. Non \u00e8 data libert\u00e0 &#8211; \u00e8 quasi ovvio &#8211; se in qualche modo, fosse pure nella sola indifferenza, c&#8217;\u00e8 umiliazione dell&#8217;uomo. Questo, mi sembra, vale per credenti e laici. Luc Ferry registra con preoccupazione una perdita del senso della vita che provoca una veloce corsa verso il privato e che favorisce una concezione freddamente egoista della vita: \u00abDopo il relativo regresso delle religioni, dopo la morte delle grandi utopie che inserivano le nostre azioni nell&#8217;orizzonte di un vasto disegno, la questione del senso non trova pi\u00f9 un luogo dove esprimersi a livello collettivo&#8230; resta confinata nell&#8217;intimit\u00e0 della pi\u00f9 stretta sfera privata. Traspare solo in occasioni eccezionali, lutti o malattie gravi\u00bb. \u00c8 il timore del vuoto, che non pare affatto una situazione passeggera. All&#8217;orizzonte non appaiono tracce di un nuovo \u00abgrande disegno\u00bb che ridia significato alla vita e al mondo. L&#8217;irreversibile erosione delle forme religiose tradizionali (l&#8217;autore si riferisce soprattutto al crollo del cristianesimo come religione dogmatica che fonda la morale su di un&#8217;autorit\u00e0 esterna all&#8217;uomo) rende, a suo avviso, strutturale la crisi etica contemporanea; n\u00e9 lo tranquillizza la definitiva sconfitta della religione \u00abnemica\u00bb della modernit\u00e0.<BR>Per evitare di cadere nel baratro del nulla, non basta un semplice \u00abritorno all&#8217;etica\u00bb, dice Ferry. \u00c8 necessario irrobustirla con i tratti della religiosit\u00e0: \u00abLa morale \u00e8 utile e anche necessaria: ma rimane nell&#8217;ordine negativo del divieto. Se le etiche laiche, anche le pi\u00f9 sofisticate e pi\u00f9 perfette, dovessero costituire l&#8217;ultimo orizzonte della nostra esistenza, ci mancherebbe ancora qualche cosa, per la verit\u00e0 l&#8217;essenziale. E questo qualche cosa, naturalmente, ci \u00e8 rivelato nel modo pi\u00f9 chiaro dall&#8217;esperienza di quei valori che i comunitaristi chiamano &#8220;carnali&#8221; o &#8220;sostanziali&#8221;. A cominciare dal pi\u00f9 alto: l&#8217;amore (sia degli individui sia delle comunit\u00e0 di appartenenza)\u00bb. Parafrasando una nota frase di Heidegger, di fronte al prevalere assoluto della cultura tecnologica, si potrebbe allora dire: \u00abSolo l&#8217;amore ci salver\u00e0!\u00bb. Altrove ho cercato di mostrare la validit\u00e0 di questa via che riesce ad abbracciare universi che paiono distanti tra loro. E proprio qui introdurrei qualche nota, non una vera e propria risposta, sulle ultime due domande sottolineando la necessit\u00e0 che la riflessione cristiana entri con maggior coraggio dentro il problema della \u00absoggettivit\u00e0\u00bb che qualifica tutto il pensiero filosofico ed etico contemporaneo. In certo senso \u00e8 vero che \u00abcircola ancora poco individuo\u00bb nella cultura cattolica e, qualcuno potrebbe aggiungere, poca \u00ablibert\u00e0\u00bb. Mi sembra tuttavia innegabile anche che grande attenzione, nel pensiero cattolico dell&#8217;ultimo secolo, \u00e8 stata posta sul concetto di persona. Basti pensare a Mounier e al suo \u00abpersonalismo\u00bb.<BR>Questa concezione rimanda a una antropologia larga, che fa della coscienza individuale una dimensione collettiva strettamente legata al bene comune. In tale contesto la coscienza dei singoli non \u00e8 assolutamente slegata dalle persone con le quali ha stretto rapporti, legami, doveri, responsabilit\u00e0. E in una tale situazione non \u00e8 cos\u00ec agevole tracciare nella propria coscienza il confine tra il \u00abmio\u00bb e il \u00abtuo\u00bb. La concezione personalista si fonda, del resto, su quel filone biblico-teologico che porta a descrivere la Chiesa come \u00abuna persona mistica\u00bb, una comunione tra diversi a tal punto profonda da divenire appunto \u00abuna persona\u00bb, collegandosi alla immagine di origine paolina del \u00abcorpo\u00bb. Non c&#8217;\u00e8 una radicale incompatibilit\u00e0 tra autorit\u00e0 e autonomia personale nel cristianesimo, senza con questo voler negare le deviazioni che sono avvenute lungo la storia. Ma quando si parla di autonomia e di libert\u00e0, nella tradizione cristiana, si intendono questi termini all&#8217;interno di un orizzonte spirituale proprio che comporta non lievi differenze con il pensiero laico contemporaneo.<BR>La libert\u00e0, infatti, si presenta al cristiano in una forma particolare. Essa attraversa le vicende personali e la storia. Nella Scrittura l&#8217;altro nome di libert\u00e0 \u00e8 lo Spirito Santo. Il cristianesimo ha la responsabilit\u00e0 di vivere con un unico \u00abvincolo\u00bb: riconoscere &#8211; e non negarlo &#8211; lo Spirito di Amore e ci\u00f2 che suscita nella propria vita e in quella degli altri. Nessuno pu\u00f2 riconoscere che Dio \u00e8 il Signore della vita e della storia se non \u00e8 lo Spirito a svelarglielo. Libert\u00e0 e Spirito. L&#8217;unico peccato, che secondo il Vangelo di Marco non sar\u00e0 perdonato, \u00e8 il peccato contro lo Spirito, perch\u00e9 \u00e8 quello che interrompe in radice il proprio rapporto con Dio e con l&#8217;amore. Lo Spirito di vita e di amore, davvero, \u00absoffia dove vuole\u00bb. \u00c8 questa una chiamata radicale alla libert\u00e0 non solo per ciascun credente ma anche per i cristiani associati. \u00c8 una difesa radicale da ogni istituzionalizzazione della vita umana. Ha radice qui un&#8217;apertura senza pregiudizi a tutta la novit\u00e0 della storia e a tutto l&#8217;umano.<BR>\u00c8 per questo che, a mio parere, non \u00e8 data libert\u00e0 individuale se non contiene in s\u00e9 anche un principio di amore. Mentre l&#8217;Illuminismo traduceva &#8211; universalizzandola anche oltre i confini abituali &#8211; la valorizzazione cristiana dell&#8217;individuo, uscendo da una concezione di societ\u00e0 \u00aborganiche\u00bb in cui la persona e il singolo avevano minore dignit\u00e0 della \u00abcomunit\u00e0\u00bb, all&#8217;interno del cristianesimo si conservavano le energie per superare la frammentazione, l&#8217;estraneit\u00e0, la sopraffazione dei forti sui deboli, la libert\u00e0 del mercato lasciato allo stato selvaggio e senza regole, la libert\u00e0 di tutti ma contro tutti. Mi sembra che all&#8217;interno del cristianesimo questa libert\u00e0 individuale che aiuta a scoprire la persona e la vita umana come valori prioritari, con tutto il loro tessuto di relazione, vi sia oggi una riserva a disposizione di tutti per porci meglio le domande dell&#8217;etica, del limite, anche nei campi inediti che caratterizzano questa apertura del nuovo millennio.<BR>\u00c8 un programma di vita ambizioso, affascinante, ma anche alla portata di tutti. Significative le parole del Deuteronomio: \u00abQuesto comando che oggi ti ordino non \u00e8 troppo alto per te, n\u00e9 troppo lontano da te. Non \u00e8 nel cielo perch\u00e9 tu dica: Chi salir\u00e0 per noi in cielo per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Non \u00e8 al di l\u00e0 del mare, perch\u00e9 tu dica: Chi attraverser\u00e0 il mare per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire? Anzi, questa parola \u00e8 molto vicina a te, \u00e8 nella tua bocca e nel tuo cuore, perch\u00e9 tu la metta in pratica\u00bb. Agostino aveva forse presente proprio questo passo della Scrittura quando scriveva che \u00abin interiore homine habitat veritas\u00bb. \u00c8 indiscussa tradizione teologica che la voce della coscienza (ovviamente retta) sia il criterio ultimo di obbedienza.<BR>C&#8217;\u00e8 una felice espressione del Concilio Lateranense IV che mi piace ricordare: \u00abquidquid fit contra conscientiam edificat ad Gheennam\u00bb. Certo non tutto il percorso \u00e8 stato lineare nella storia dei cristiani e della Chiesa. Bisogna attendere il Vaticano II per avere un documento ufficiale sulla libert\u00e0 di coscienza. E oggi abbiamo a disposizione l&#8217;espressione matura delle parole di Giovanni Paolo II: \u00abLa libert\u00e0 di coscienza&#8230; \u00e8 essenziale per la libert\u00e0 di ogni essere umano&#8230; Nessuna autorit\u00e0 umana ha il diritto di intervenire nella coscienza di alcun uomo\u00bb. E aggiunge: \u00abUna seria minaccia per la pace \u00e8 costituita dall&#8217;intolleranza, che si manifesta nel rifiuto della libert\u00e0 di coscienza degli altri. Dalle vicende della storia abbiamo appreso dolorosamente a quali eccessi pu\u00f2 condurre\u00bb. Sulle frontiere della libert\u00e0-amore si impara a convivere con l&#8217;altro e a gareggiare per riscoprire insieme la sacralit\u00e0 della vita e la responsabilit\u00e0 di costruire un mondo pi\u00f9 umano. <BR><BR><A href=\"http:\/\/www.liberalfondazione.it\/archivio.htm\">da &#8220;Liberal&#8221; <\/A><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Come conciliare la morale cristiana, le esigenze della modernit\u00e0 e i &#8220;bisogni collettivi&#8221; del pianetaIl processo al pensiero laicista promosso dalla rivista coglie senza dubbio uno dei nodi centrali della cultura e, direi, della vita stessa della societ\u00e0 contemporanea. 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