{"id":15676,"date":"2004-04-29T00:00:00","date_gmt":"2004-04-29T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/la-giornata-del-creato.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:36","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:36","slug":"la-giornata-del-creato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/la-giornata-del-creato.html","title":{"rendered":"La giornata del creato"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;La Carta Ecumenica, dei dodici capitoli di cui \u00e8 composta, dedica il nono alla \u201csalvaguardia della creazione\u201d. Credo che sia sempre pi\u00f9 evidente la centralit\u00e0 della questione, anche perch\u00e9 mette in causa la concezione stessa della vita, del modo di organizzare l\u2019esistenza&nbsp; sia personale che associata. I cristiani sono implicati in prima persona in questa frontiera. Ed \u00e8 stato opportuno e lungimirante che le Chiese cristiane, nella Carta Ecumenica, abbiano trovato un significativo accordo per promuovere tutte quelle iniziative tese alla salvaguardia del creato. In tale contesto la nostra Commissione aveva previsto per il mese di Novembre una giornata ecumenica in accordo con il metropolita Zervos e il prof. Giampiccoli. Abbiamo per\u00f2 pensato, anche per ipotizzare un\u2019eventuale stabilit\u00e0 della data, di rinviarla in all\u2019inizio dell\u2019anno prossimo.<br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent>&nbsp;Un impegno comune<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent>Siamo ben coscienti che le nostre comunit\u00e0 debbono crescere nella coscienza di questa nuova dimensione della vita del pianeta. Dalla consapevolezza dei problemi che la questione ecologica comporta pu\u00f2 nascere anche una opportuna e adeguata reazione. Gi\u00e0 da alcuni anni, in verit\u00e0, si discute attorno a questo tema. Sui \u201climiti dello sviluppo\u201d ne aveva gi\u00e0 parlato, nel lontano 1972, il Club di Roma: gli scienziati affermavano che lo sfruttamento della natura mediante la produzione tecnica non poteva essere portato avanti all\u2019infinito. Sono passati esattamente trenta anni e siamo pi\u00f9 o meno tutti concordi nel dire che la distruzione dell\u2019ambiente, ad opera appunto del sistema economico mondiale, rappresenta un serio rischio per la sopravvivenza stessa dell\u2019umanit\u00e0. Le cifre relative alla \u201ccrisi ecologica\u201d sono eloquenti per documentare la drammaticit\u00e0 della situazione. Senza addentrarci nella tragica sequenza delle statistiche e delle previsioni, basti solo dire che se il numero delle automobili circolanti sul pianeta fosse lo stesso di quello esistente in America e in Germania, con le relative emissioni di gas nell\u2019atmosfera, l\u2019intera umanit\u00e0 sarebbe gi\u00e0 morta per asfissia. E\u2019 solo un piccolo esempio e gi\u00e0 da esso si dovrebbero ricavare non poche indicazioni. Tale situazione porterebbe a dire che non \u00e8 possibile estendere su scala mondiale il livello di vita che vige in Occidente. Per di pi\u00f9 tale benessere pu\u00f2 essere garantito solo a spese delle popolazioni del Terzo Mondo, le quali sarebbero costrette a restare sempre in basso, anzi a scender ancora. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent>Si comprende la verit\u00e0 dell\u2019affermazione di Indira Gandhi che, di fronte all\u2019inarrestabile allargamento della disparit\u00e0 tra paesi ricchi e paesi poveri, affermava: \u201cla povert\u00e0 \u00e8 il peggiore inquinamento\u201d (Poverty is the worst pollution). A tale affermazione si potrebbe aggiungere che il pi\u00f9 grave di tutti gli inquinamenti \u00e8 la corruzione che genera la povert\u00e0. Si aprirebbe a questo punto un lungo e delicatissimo capitolo sul rapporto tra l\u2019ecologia e la scelta prioritaria dei poveri da parte dei governi e delle istituzioni internazionali. Certo \u00e8 che il destino dei poveri e la sorte stessa del pianeta sono ormai strettamente collegati. E\u2019 anche per la loro liberazione che dobbiamo interrompere il circolo vizioso che porta alla distruzione della natura. In ogni caso, la via per uscire da questo circolo diabolico non \u00e8 il ritorno al passato, peraltro impossibile, e neppure un illusorio blocco della scienza e dello sviluppo. Si debbono, invece, individuare strade nuove e coraggiose per un corretto rapporto con la natura. Tutti, laici e credenti, debbono riproporre i valori religiosi e umanistici che fanno parte del secolare patrimonio culturale comune. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent>Hans Jonas, filosofo tedesco che tra i primi si \u00e8 posto il problema ecologico nei lontani anni \u201870, faceva notare gi\u00e0 allora la necessit\u00e0 di un\u2019etica che sostenesse la civilt\u00e0 tecnologica. Ma forse non basta. Il problema \u00e8 di tali proporzioni che va chiamata in causa anche una nuova ascesi, un nuovo stile di vita e, a mio avviso, una pi\u00f9 cosciente dimensione religiosa. Jonas faceva riferimento a ci\u00f2 che signific\u00f2 l\u2019inizio del cristianesimo per la societ\u00e0 dell\u2019epoca: \u201cAll\u2019inizio del Cristianesimo vi furono uomini che sotto l\u2019influsso di una potente religione ultraterrena fecero di tutto per l\u2019ascesi. Per amore della vita terrena ci\u00f2 non \u00e8 mai stato fatto. C\u2019\u00e8 solo in particolari momenti, quando un popolo \u00e8 in pericolo e i giovani fremono per difendere la patria. Non so se \u00e8 possibile ottenere senza religione trascendente un\u2019ascesi nella massa, laddove il pericolo non \u00e8 cos\u00ec chiaro come su una nave che affonda, ma si estende per decenni e attraverso i continenti\u201d. A parere di Jonas nulla \u00e8 possibile senza una profonda rivoluzione delle coscienze. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Da parte sua, Giovanni Paolo II non ha timore nel dire che \u201calla radice della distruzione dell\u2019ambiente naturale c\u2019\u00e8 un errore antropologico, purtroppo diffuso nel nostro tempo\u201d (Centesimus annus, 37). L\u2019uomo pensa di poter disporre arbitrariamente della terra, assoggettandola senza riserve alla sua volont\u00e0, come se essa non avesse una sua propria forma e una destinazione anteriore datale da Dio, che l\u2019uomo pu\u00f2, s\u00ec, sviluppare, ma non tradire. Fin dalle prime pagine della Bibbia l\u2019uomo \u00e8 chiamato a dominare la terra. \u201cSiate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente\u201d (Genesi 1, 28), disse Dio ai progenitori. E\u2019 chiaro l\u2019invito ad esercitare autorit\u00e0 e dominio sul creato. E il libro della Sapienza ricorda: \u201cDio dei Padri e Signore di misericordia\u2026con la tua sapienza hai formato l\u2019uomo, perch\u00e9 domini sulle creature che tu hai fatto, e governi il mondo con santit\u00e0 e giustizia\u201d (9, 1.2-3). Ma tale dominio non \u00e8 senza regole, deve anzi essere fatto \u201ccon santit\u00e0 e giustizia\u201d. Ci sono scienziati, ed anche teologi, che mettono in guardia da un senso di \u201cdominio\u201d totale che l\u2019uomo occidentale avrebbe tratto dalla tradizione ebraico-cristiana per essere, appunto, padrone assoluto della natura. Moltman, ad esempio, per correggere questa concezione invita a concepire l\u2019uomo in maniera pi\u00f9 integrata alla natura: un uomo che sia parte del creato; giunge ad individuare una sorta di \u201cspiritualit\u00e0 cosmica\u201d. E\u2019 senza dubbio una interessante linea di pensiero che potrebbe portare anche a visitare gli spazi della mistica. In ogni caso, \u00e8 auspicabile approfondire la prospettiva aperta dalla teologia della creazione e del patto che Dio ha stabilito tra l\u2019uomo e la natura. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;Una nuova coscienza<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Senza addentrarmi in questo campo tutti constatiamo per\u00f2 che oggi il potere dell\u2019uomo sulla natura \u00e8 enorme e pu\u00f2 giungere sino alla distruzione stessa del creato. In tale orizzonte, le chiese cristiane sono chiamate ad approfondire e allargare la riflessione per promuovere nelle coscienze un modo nuovo di rapportarsi all\u2019ambiente. Siamo ancora ai primi passi. E si deve al Patriarca Ecumenico, Bartolomeo I, assieme alle Chiese ortodosse, la scelta di celebrare il primo settembre, inizio dell\u2019anno liturgico, la giornata di riflessione per la salvaguardia del creato. Non mancano teologi che hanno iniziato a tracciare alcune prospettive per una teologia dell\u2019ambiente. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Tutto ci\u00f2 favorisce ovviamente la crescita di una nuova coscienza di fronte alla bellezza del creato che fa sentire ancor pi\u00f9 fortemente lo scandalo e lo sdegno per la manipolazione arbitraria della creazione. E\u2019 urgente pertanto stimolare e sostenere una \u201cconversione ecologica\u201d perch\u00e9 la signoria dell\u2019uomo sulla natura non sia pi\u00f9 \u201cassoluta\u201d e torni ad essere il \u201criflesso reale dell\u2019unica e infinita signoria di Dio\u201d. Questo significa che \u00e8 necessario allargare l\u2019orizzonte da una ecologia solo \u201cfisica\u201d ad un\u2019ecologia anche \u201cumana\u201d, come pi\u00f9 volte Giovanni Paolo II afferma. Mentre si stigmatizza la distruzione dell\u2019ambiente naturale \u00e8 necessario opporsi anche alla distruzione, ancor pi\u00f9 grave, dell\u2019ambiente umano, cui peraltro si \u00e8 lontani dal prestare la necessaria attenzione. Sappiamo bene che non \u00e8 possibile separare l\u2019attenzione all\u2019ambiente senza tener presente anche quello antropologico e sociale. Una nuova e corretta coscienza circa i problemi ecologici richiede l\u2019allargamento verso una coscienza universale. E\u2019 sempre pi\u00f9 necessario mettere al centro delle preoccupazioni non pi\u00f9 solo la \u201csicurezza nazionale\u201d ma anche la \u201csicurezza naturale\u201d. Questo porta a dire che va garantito uno sviluppo sostenibile (sustaineble devellopment) nel Terzo Mondo e una politica di sicurezza naturale (environmental security) nel Primo Mondo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%\">Scrivevano i vescovi cattolici tedeschi: \u201cSempre pi\u00f9 si vede che la crisi dell\u2019ambiente nasconde in s\u00e9 una profonda dimensione religiosa: le molteplici sfide mettono in discussione idee di vita e scopi primari della societ\u00e0. Questo porta ad una nuova ricerca di risposte alla domanda su cosa renda la vita degna di essere vissuta, sensata e capace di futuro. Nella sua dimensione esistenziale la problematica legata all\u2019ambiente risveglia in modo particolare il desiderio di un creato riconciliato al di l\u00e0 di tutte le promesse del progresso e ha portato ad un nuovo interesse per le domande sul senso ed il futuro (Commissione per le questioni sociali e della societ\u00e0, Agire per il futuro del creato, 22 ottobre 1998). <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;La giornata del creato: l\u2019acqua <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyText style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%\">&nbsp;Tra i problemi pi\u00f9 drammatici, nel contesto ambientale, sta emergendo sempre pi\u00f9 quella dell\u2019acqua. Anche qui, non mi dilungo. E\u2019 certo per\u00f2 che si tratta di un problema ignorato dai pi\u00f9. E\u2019 invece drammatico. Pochi sanno, ad esempio, che proprio la questione dell\u2019acqua sta all\u2019origine del conflitto isarelo-palestinese. E, ancora una volta c\u2019\u00e8 una sorta di emblematicit\u00e0. In questo conflitto si nasconde il grande dramma del futuro del pianeta. Qualche anno fa, Ismail Serageldin, vice presidente della banca Mondiale, affermava che le guerre nel XXI secolo saranno guerre per l\u2019acqua. Si riferiva al fatto che le fonti di acqua stanno calando pericolosissimamente. In meno di trenta anni l\u2019acqua \u00e8 diminuita del 40 per cento. E gli scienziati ci avvertono che, intorno al 2020, quando ad abitare la terra saremo circa 8 milioni, il numero di coloro che non potranno accedere all\u2019acqua potabile sar\u00e0 di 3 miliardi. Ovviamente, gli stati pi\u00f9 forti stanno gi\u00e0 sfruttando la situazione per trasformare questa risorsa in bene commerciabile. Ma l\u2019assenza di acqua creer\u00e0 squilibri ben pi\u00f9 forti e traumatici che il petrolio. Vandania Shiva, economista e scrittrice indiana, titola uno dei capitoli del suo ultimo libro \u201cLe guerre dell\u2019acqua\u201d \u201cEcologia della pace\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent>In tale contesto si inserisce la celebrazione della giornata per l\u2019acqua che si terr\u00e0 a Terni nell\u2019aprile prossimo. E\u2019 una iniziativa che vuole aiutare una crescita di coscienza di questo tema nelle nostre comunit\u00e0 ecclesiali. E\u2019 da tener presente che in alcune regioni italiane il problema dell\u2019acqua \u00e8 gi\u00e0 da ora non poco drammatico. Mi pare particolarmente riuscita la giornata di ringraziamento promossa dall\u2019arcivescovo Naro a Monreale sulla difesa dell\u2019ambiente e sull\u2019acqua come dono, non merce. Credo, peraltro, che l\u2019approccio ecumenico a tale problema sia pi\u00f9 che opportuno. E\u2019, senza dubbio, tra quei campi in cui l\u2019unit\u00e0 \u00e8 particolarmente chiara e profonda. Se solo potessimo dare un cenno al tema dell\u2019acqua nella prospettiva biblica \u2013 ma non \u00e8 ora il momento &#8211; comprenderemmo la ricchezza del patrimonio spirituale e culturale del cristianesimo su questo argomento. Tale convinzione dovrebbe spingere ancor pi\u00f9 le nostre comunit\u00e0 cristiane ad assumersi le proprie responsabilit\u00e0 in materia. Debbono essere coinvolte ovviamente le nostre diocesi, le altre confessioni cristiane, ma anche i credenti di altre religioni ed i laici. E\u2019 un tema centrale per la sopravvivenza stessa del pianeta. Vi manderemo ulteriori notizie sia per notificarci lo svolgimento della giornata sia per eventuali sussidi per gli approfondimenti.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">Vorrei chiudere con le parole con cui lo starets Zosimo esortava i suoi discepoli all\u2019amore per tutta la creazione: \u201cMiei fratelli, non temete il peccato, amate l\u2019uomo anche nel peccato, c\u2019\u00e8 in lui l\u2019immagine dell\u2019amore divino. Amate tutta la creazione insieme e in tutti i suoi elementi, ogni foglia, ogni solco, gli animali e le piante. Amando ogni cosa, voi comprenderete il mistero di Dio nelle cose. E avendolo compreso ne trarrete vantaggio ogni giorno. E finirete per amare il mondo intero di un amore universale\u201d.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 35.45pt; LINE-HEIGHT: 150%; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;\u201cL\u2019acqua \u00e8 fonte di tutte le forme di vita\u201d (Il Corano)<\/P>Il Gange \u00e8 un ponte sacro verso il divino (per questo si buttano nel fiume le ceneri dei defunti)\u2026 ha 108 nomi sacri.<BR><BR>vai al focus <A href=\"http:\/\/www.diocesi.terni.it\/focus2\/main.php?cat_id=404&#038;id_dett=63\">Il giorno dell&#8217;acqua<\/A><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;La Carta Ecumenica, dei dodici capitoli di cui \u00e8 composta, dedica il nono alla \u201csalvaguardia della creazione\u201d. Credo che sia sempre pi\u00f9 evidente la centralit\u00e0 della questione, anche perch\u00e9 mette in causa la concezione stessa della vita, del modo di organizzare l\u2019esistenza&nbsp; sia personale che associata. 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