{"id":15674,"date":"2004-04-23T00:00:00","date_gmt":"2004-04-23T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/superare-la-paura-con-le-armi-della-fede.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:36","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:36","slug":"superare-la-paura-con-le-armi-della-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/superare-la-paura-con-le-armi-della-fede.html","title":{"rendered":"Superare la paura con le armi della fede"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019atteggiamento dei cristiani di fronte a guerra e terrorismo<br \/>\n<BR>Superare la paura con le armi della fede<br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoBodyTextIndent style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt\">E\u2019 stata una Pasqua &#8220;blindata&#8221;. E non mancano i motivi: il panorama del mondo \u00e8 fosco e preoccupante. Molti sono presi da un angoscioso senso di insicurezza e di paura. Noi cristiani cosa possiamo fare? Come vivere in un tempo di paura? Ci sentiamo irrilevanti e impotenti. Alla paura si aggiunge il pessimismo. Ma ambedue spingono a rinchiudersi, a estraniarsi da un mondo troppo complesso e pericoloso. Sembra tramontato per sempre il sogno di un universo senza violenza e senza guerra. Pessimismo, impotenza, ripiegamento, impegno a occuparsi solo degli affari propri hanno inesorabilmente eroso il sogno di un mondo pacificato. All&#8217;individualismo dei comportamenti personali corrisponde il ripiegamento delle istituzioni. Ed \u00e8 facile che anche le stesse comunit\u00e0 cristiane si lascino prendere da un&#8217;eccessiva autoreferenzialit\u00e0, e quindi da un clima asettico di fronte alle tragedie del mondo. Intanto, si parla sempre pi\u00f9 della necessit\u00e0, o comunque dell&#8217;inevitabilit\u00e0,della guerra, deducendole dalla forza cogente della ragione (cos\u00ec qualcuno scrive). Ma in una realt\u00e0 come questa non c&#8217;\u00e8 spazio ne per il dialogo, ne per il confronto, ne per la piet\u00e0 e neppure perla pace. E lo chiamiamo realismo. Ma \u00e8 venuta la Pasqua. Le prime parole del Risorto ai discepoli impauriti,&#8221;blindati&#8221; nel cenacolo, furono: \u00abNon abbiate paura\u00bb. Parole che vengono da Ges\u00f9, non da noi. Per questo il problema della fede diventa decisivo in un mondo difficile, in cui la paura sembra bloccare ogni speranza. Non dobbiamo dimenticare le parole di Ges\u00f9 ai discepoli: \u00abAbbiate fede in Dio! Chi dicesse a questo monte: Levati e gettati in mare,senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverr\u00e0, ci\u00f2 gli sar\u00e0 accordato\u00bb (Me 11,22). La fede dei credenti pu\u00f2 spostare le montagne. Eppure, spesso i cristiani restano ai piedi delle montagne, come intimiditi: si rinuncia cos\u00ec a lottare per la pace, anche di fronte alle montagne di odio e di armamenti; si rinuncia a guardare oltre le montagne massicce che sembrano chiudere l&#8217;orizzonte a ogni sguardo di speranza. Tutti abbiamo paura. Ma un richiamo generico al coraggio non fa superare la cultura della paura. \u00c8 necessario ripartire dalla fede, che porta al di l\u00e0 delle frontiere dei divieti, dei timori, delle intimidazioni. La fede fa sperare l&#8217;impossibile, e spinge a sognare quel mondo di pace che il Risorto ha gi\u00e0 inaugurato.La fede rende forti i credenti di fronte a ogni male, anche alla guerra. Dietrich Bonhoeffer, un pastore protestante martirizzato dai nazisti, scriveva alcuni decenni fa: \u00abCristo fa l&#8217;uomo non soltanto buono, ma forte. Questa forza non \u00e8 l&#8217;arroganza, non \u00e8 l&#8217;aggressivit\u00e0, non \u00e8 la prepotenza, non sono i giudizi, non \u00e8 la forza gridata delle campagne elettorali, delle guerre, di chi fa carriera, di chi guadagna molto, di chi si impone o di chi si umilia, ma \u00e8 la forza dell&#8217;amore. Pi\u00f9 forte della morte, dell&#8217;odio, delle malattie, della povert\u00e0, delle dittature, del potere \u00e8 l&#8217;amore\u00bb. n cuore di un Vangelo che porta la pace sta proprio nella fede dei discepoli su Ges\u00f9 che ha vinto il male e la morte. La risurrezione annuncia che Dio non si \u00e8 rassegnato alla morte, e neppure alla violenza, alla guerra, al terrorismo; che non si \u00e8 rassegnato a un mondo senza pace, senza misericordia e senza piet\u00e0. La Pasqua appena passata chiede ai credenti di lasciarsi coinvolgere dalla forza della risurrezione gi\u00e0 operante nella creazione, il Vangelo conosce bene la violenza e il male, ma non \u00e8 rassegnato. \u00c8 anche questo il senso delle ferite presenti nel corpo di Ges\u00f9 risorto. n Corpo di Cristo \u00e8 ancora ferito: e sono le ferite del mondo intero, quelle delle vittime della guerra in Irak, quelle del genocidio ruandese di dieci anni fa,dei tanti conflitti dimenticati, dei malati di Aids, dei bambini sfruttati, della piccola Maria di Citt\u00e0 di Castello uccisa e del piccolo Jacopo di Modena abbandonato. .. e cos\u00ec oltre. Cristo risorto \u00e8 ancora ferito. E a noi,irretiti dalla paura, Ges\u00f9 continua a dirci come a Tommaso: \u00abMetti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato, e non essere pi\u00f9 incredulo ma credente\u00bb (Cv20,27). La Pasqua chiede anche a noi di superare la paura, sporcandoci le mani con le ferite del mondo. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"MARGIN: 0cm 0cm 0pt; TEXT-INDENT: 35.4pt; TEXT-ALIGN: justify\"><BR><A href=\"http:\/\/www.sanpaolo.org\/fc\/0417fc\/0417fc05.htm\">Famiglia Cristiana n. 17 del 23 aprile 2004<\/A><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019atteggiamento dei cristiani di fronte a guerra e terrorismo Superare la paura con le armi della fede &nbsp; E\u2019 stata una Pasqua &#8220;blindata&#8221;. E non mancano i motivi: il panorama del mondo \u00e8 fosco e preoccupante. Molti sono presi da un angoscioso senso di insicurezza e di paura. Noi cristiani cosa possiamo fare? 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