{"id":15647,"date":"2003-12-25T00:00:00","date_gmt":"2003-12-25T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/dal-natale-del-1223.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:36","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:36","slug":"dal-natale-del-1223","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/dal-natale-del-1223.html","title":{"rendered":"Dal Natale del 1223"},"content":{"rendered":"<p><P>Nella notte di Natale del 1223 san Francesco sent\u00ec il bisogno non solo di ricordare con la mente, ma di rivedere con gli &#8220;occhi del corpo&#8221; la nascita di Ges\u00f9. Recuperando il linguaggio dell&#8217;antica tradizione, con la semplicit\u00e0 simbolica del bue e dell&#8217;asinello, accompagnata ll&#8217;inserimento nella celebrazione eucaristica, contribu\u00ec a far coincidere l&#8217;apparizione del Bambino con la comparizione di Cristo nelle specie eucaristiche. San Francesco entr\u00f2 per primo nel presepe e divenne una delle figure che compaiono fin dalle origini: i pastori. <BR><BR>Con questo guid\u00f2 l&#8217;ingresso di tutti gli altri, che furono mossi a imitarlo e a partecipare. Dopo di lui i francescani fecero memoria non solo del Natale di Ges\u00f9, ma in particolare di quanto allora era avvenuto; trasfusero poi nel far ci\u00f2 quella spiritualit\u00e0 che si proponeva un<BR>forte intento pedagogico volto a suscitare l&#8217;effusione dei sentimenti. Le successive rappresentazioni della nascita di Ges\u00f9 fecero<BR>riferimento alla scena di Greccio. Ed ecco, nel presepe, l&#8217;affollarsi delle genti, il popolo semplice, i laici e i religiosi che erano accorsi richiamati dalla fama di Francesco. A soddisfare questa folla la semplice solennit\u00e0 della messa viene tramutata nella rappresentazione della scena della nascita quale si immaginava dovesse essere cosparsa<BR>agli occhi di quei pastori che le genti dell&#8217;Umbria avevano imitato. Il presepe assume cos\u00ec i tratti attuali di scena della Nativit\u00e0 con il contorno di altre persone, e la predicazione francescana sollecitava alla commozione e a meditare sull&#8217;amore di Cristo valutando quanto avesse sofferto nella sua povert\u00e0 per gli uomini. Successivamente<BR>grazie alla predicazione dei francescani avvenne il passaggio dalle rappresentazioni teatrali a quelle plastiche. E una delle pi\u00f9 alte<BR>dimostrazioni di quest&#8217;usanza sta nel Presepe di Calvi, piccolo centro, carico di ricordi francescani e patria del giovane protomartire<BR>Berardo. <BR><BR>Le statue del Presepe di Calvi sono fatte di umile terra impreziosita da vivaci e preziosi colori. Accanto alla Nativit\u00e0 vi \u00e8 rappresentata<BR>la gente semplice cos\u00ec ben espressa da sembrare viva. E in fondo questo naturalismo era l&#8217;intento primario degli artisti: quello di far<BR>parer vivo ci\u00f2 che non lo \u00e8, per invitare il fedele a entrare nel mistero. Naturalismo ed umilt\u00e0 sono quindi le qualit\u00e0 intrinseche delle statue di Calvi, comuni anche a Ges\u00f9 che ha assunto le sembianze umane nascendo povero sulla nuda terra.<BR><BR>Siamo di fronte ad un&#8217;opera che sorpassa l&#8217;aspetto puramente artistico, per quanto raro e prezioso. Si vuole riproporre di fronte a tutti l&#8217;amore di Dio; che ha creato dalla nuda terra l&#8217;uomo e che per rendersi visibile si \u00e8 fatto a lui simile. Volentieri presento questo esauriente testo, augurandomi un sollecito restauro di un manufatto intriso di interesse artistico e religioso.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella notte di Natale del 1223 san Francesco sent\u00ec il bisogno non solo di ricordare con la mente, ma di rivedere con gli &#8220;occhi del corpo&#8221; la nascita di Ges\u00f9. 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