{"id":15641,"date":"2003-11-22T00:00:00","date_gmt":"2003-11-22T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/il-malato-e-la-comunita-cristiana.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:36","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:36","slug":"il-malato-e-la-comunita-cristiana","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/il-malato-e-la-comunita-cristiana.html","title":{"rendered":"Il malato e la comunit\u00e0 cristiana"},"content":{"rendered":"<p><P>Il rapporto tra il malato e la comunit\u00e0 cristiana affonda le radici nelle origini stesse della Chiesa e l&#8217;accompagna per tutto il corso dei due ultimi millenni. Non \u00e8 facile tracciare una sintesi della lunga e complessa storia di questo rapporto che talora ha segnato in modo determinante la stessa societ\u00e0 occidentale. Basti pensare alla nascita dell&#8217;istituzione ospedaliera dovuta all&#8217;iniziativa delle comunit\u00e0 cristiane e all&#8217;opera delle confraternite e in particolare all&#8217;impegno degli ordini ospedalieri. Si potrebbe dire che l&#8217;ospedale \u00e8 stato un dono della fede cristiana al mondo moderno. Il breve spazio di questa comunicazione non consente di affrontare in modo esaustivo questa complessa vicenda n\u00e9 nei suoi aspetti storici n\u00e9 in quelli pi\u00f9 propriamente teorici relativi alla concezione della malattia, della salute, della salvezza, della cura, della sofferenza, del dolore e cos\u00ec oltre. <BR>&nbsp;Per parte mia cercher\u00f2 semplicemente di delineare alcune piste che aiutino a comprendere la ragione dell&#8217;impegno della comunit\u00e0 cristiana verso i malati. Per questo mi fermer\u00f2 a delineare l&#8217;atteggiamento che Ges\u00f9 aveva verso il malato perch\u00e9, a mio avviso, resta normativo per i discepoli di ogni tempo. Ritengo pertanto necessario&nbsp; &#8211; e questo anno giubilare \u00e8 davvero un tempo opportuno anche per questo &#8211; che le comunit\u00e0 cristiane volgano il loro sguardo verso Ges\u00f9 e apprendano da lui nuovamente a rivolgere il loro cuore, la loro mente e le loro mani verso i malati come faceva lui. E ricomprendano altres\u00ec la forza della profezia che emerge dalle pagine evangeliche relativamente alla guarigione dalla malattia.<BR>&nbsp;Nei Vangeli, l&#8217;attenzione di Ges\u00f9 ai malati, occupa una posizione di primo piano. Ed \u00e8 cos\u00ec fin dalle prime pagine quando Ges\u00f9 inizia la sua vita pubblica. Non si tratta semplicemente di un primum in ordine temporale; la cura dei malati \u00e8 una dimensione essenziale della sua stessa missione. Ges\u00f9 si prende cura dei malati non in modo generico ma con l&#8217;impegno di guarirli dalla malattia. I Vangeli, infatti, parlano di guarigioni pi\u00f9 che di generica attenzione, ossia di azioni che ridanno la salute ai malati. Sono pi\u00f9 di trenta i racconti di guarigione riferiti nei Vangeli su un totale di 53 miracoli. L&#8217;alto numero sta a significare l&#8217;importanza che Ges\u00f9 annetteva alle guarigioni nella sua missione. E lo vediamo nella sua risposta ai discepoli del Battista che gli chiedevano se era lui, o no, il messia: &#8220;Andate e riferite a Giovanni ci\u00f2 che avete visto e udito: i ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi vengono sanati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri \u00e8 annunciata la buona novella. E beato \u00e8 chiunque non sar\u00e0 scandalizzato di me!&#8221; (Lc 7, 22-23). <\/P><br \/>\n<P>Ges\u00f9 taumaturgo <\/P><br \/>\n<P>L&#8217;opera di guarigione, in effetti, \u00e8 una costante non secondaria nella vita di Ges\u00f9, appunto perch\u00e9 legata strettamente alla sua missione. I Vangeli sinottici sono concordi nel sintetizzare l&#8217;opera di Ges\u00f9 attorno a due inscindibili poli: l&#8217;annuncio del Vangelo del Regno e la guarigione dei malati. Scrive Matteo: &#8220;Ges\u00f9 andava attorno per tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe predicando la buona novella del Regno e curando ogni sorta di malattie e di infermit\u00e0.&#8221;(4,23). L&#8217;evangelista continua sottolineando la grande rispondenza di questa attivit\u00e0 di Ges\u00f9 presso la gente: &#8220;La sua fama si sparse per tutta la Siria e cos\u00ec condussero a Lui tutti i malati tormentati da varie malattie, indemoniati, epilettici, paralitici, ed Egli li guariva.&#8221;(4, 24-25). Andavano in molti da Ges\u00f9, malati provenienti dalle diverse citt\u00e0 della regione, anche pagani o comunque non appartenenti alla religione ebraica come quelli provenienti dalla Siria. Fin dall&#8217;inizio appare la dimensione universale dell&#8217;opera di Ges\u00f9: egli non fa distinzioni di persone, distinzioni di malati. L&#8217;evangelista Luca, analogamente a Matteo, scrive: &#8220;Al calar del sole, tutti quelle che avevano infermi colpiti da mali di ogni genere li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva&#8221; (Lc 4,40). E pi\u00f9 avanti nota: &#8220;La sua fama si diffondeva ancor pi\u00f9; folle numerose venivano per ascoltarlo e farsi guarire dalle loro infermit\u00e0&#8221; (5, 15). Anche nel Vangelo di Marco l&#8217;inizio della vita pubblica di Ges\u00f9 \u00e8 segnata dalla cura dei malati: &#8220;Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la citt\u00e0 era radunata davanti alla porta. Guar\u00ec molti che erano afflitti da varie malattie e scacci\u00f2 molti demoni&#8221;(Mc 1, 32-34), nota l&#8217;evangelista. La sua fama si espandeva nella regione e &#8220;dovunque arrivava, in villaggi o citt\u00e0 o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano, guarivano&#8221; (Mc 6, 56). E&#8217; singolare vedere quanto spazio occupi nel terzo Vangelo l&#8217;azione di guarigione di Ges\u00f9: pi\u00f9 di un quarto dei primi dieci capitoli (120 versetti su 425). Questo mostra l&#8217;importanza che aveva la cura dei malati, o meglio la loro guarigione, nella vita di Ges\u00f9 e quindi nella predicazione della prima Chiesa, in questo caso proprio qui a Roma dove il Vangelo fu scritto. Ed \u00e8 persino ovvio dire che queste pagine evangeliche interpellano non poco le nostre comunit\u00e0 cristiane, se esse cio\u00e8 le vivono concretamente, se sono come la casa di Cafarnao alla quale accorrevano tutti per ottenere guarigione e salvezza. <BR>La cura dei malati che giungeva sino alla guarigione manifestava l&#8217;intervento concreto ed efficace di Dio nella storia. Con essa, infatti, si poneva termine al tempo della disperazione e dell&#8217;abbandono, al tempo in cui le donne e gli uomini dovevano rassegnarsi alla loro condizione di malattia, di solitudine e di segregazione. Una energia efficace di liberazione era entrata nella storia degli uomini e si manifestava in questi segni. Il male non era pi\u00f9 il padrone assoluto del corpo e dell&#8217;anima degli uomini. Ges\u00f9 sottraeva il corpo, la vita, il cuore, la psiche delle donne e degli uomini al potere oscuro del male. E&#8217; bella l&#8217;immagine che Ges\u00f9 stesso d\u00e0 di questa sua azione quando si paragona ad uno che per liberare un uomo sequestrato in una casa, vi entra, lega l&#8217;energumeno che lo tiene legato e gli sottrae la preda (Mt 12, 29). <BR>L&#8217;azione taumaturgica di Ges\u00f9 si differenziava da quella dei normali guaritori dell&#8217;epoca. Ges\u00f9, infatti, si inserisce nella tradizione biblica che presentava Dio stesso come guaritore e liberatore da ogni schiavit\u00f9 e da ogni debolezza. E&#8217; vero che solo una volta \u00e8 presente l&#8217;affermazione di Dio come medico: &#8220;Io sono Jhwh, colui che ti guarisce&#8221;(Es 15, 26), si legge nel libro dell&#8217;Esodo, tuttavia quest&#8217;affermazione pi\u00f9 che un punto di partenza \u00e8 un punto di arrivo della riflessione spirituale del popolo d&#8217;Israele che aveva sperimentato la cura del Signore per la sua salute, intesa in senso ampio. Si potrebbe, ad esempio, parlare di un vero e proprio &#8220;salterio dei malati&#8221; se si raccolgono le preghiere, le invocazioni, e anche le proteste, che il salmista rivolge a Dio durante la malattia, intesa come un momento di abbandono. Ma il Signore viene a visitare il suo popolo per salvarlo. Su questo sfondo si innesta l&#8217;attesa della liberazione dalle malattie per il tempo messianico. E Ges\u00f9 si appella proprio a questa tradizione quando, inaugurando la sua missione pubblica, unisce l&#8217;accoglienza dei peccatori e la guarigione dei malati. <\/P><br \/>\n<P>Il potere dei discepoli<\/P><br \/>\n<P>Anche i discepoli sono chiamati a compiere le opere del loro Maestro: &#8220;Egli diede loro il potere di scacciare gli spiriti immondi e di guarire ogni sorta di malattie e di infermit\u00e0&#8221;. E poco pi\u00f9 avanti: &#8220;predicate che il Regno di Dio \u00e9 vicino, guarite gli infermi, resuscitate i morti, sanate i lebbrosi, cacciate i demoni&#8221;. La missione dei discepoli deve perci\u00f2 modellarsi su quella di Ges\u00f9 nell&#8217;annunciare il Vangelo e nel guarire dalle malattie. Ancora una volta, la guarigione \u00e8 inseparabile dalla parola: non c&#8217;\u00e8 annuncio senza guarigione n\u00e9 guarigione senza annuncio. Come ho gi\u00e0 detto, guarire i malati non \u00e8 un&#8217;azione laterale all&#8217;annuncio, \u00e8 piuttosto il segno concreto e visibile che la salvezza del Regno \u00e8 iniziata e riguarda l&#8217;uomo in tutta la sua interezza. Ecco perch\u00e9 Ges\u00f9 insiste: &#8220;Guarite, resuscitate, sanate, cacciate gli spiriti immondi!&#8221; Era necessario che i discepoli continuassero le opere di Ges\u00f9. Egli stesso, nel discorso di congedo, disse loro: &#8220;In verit\u00e0, in verit\u00e0 vi dico, anche chi crede in me, compir\u00e0 le opere che io compio e ne far\u00e0 di pi\u00f9 grandi. Perch\u00e9 io vado al Padre, qualunque cosa chiederete nel mio nome, la far\u00f2, perch\u00e9 il Padre sia glorificato nel Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io&nbsp; la far\u00f2&#8221;. Queste parole, che prendono la solennit\u00e0 del momento, esprimono chiaramente il potere dato ai discepoli. Essi potranno continuare a fare, o meglio potranno fare, le opere che Ges\u00f9 stesso aveva compiuto. Anzi, potranno farne di pi\u00f9 grandi, perch\u00e9 il Figlio \u00e9 presso il Padre e li ascolter\u00e0, donando loro tutto quello che manca alle loro povere forze. E se non avranno il cuore, se non avranno l&#8217;energia, se non avranno l&#8217;intelligenza per compiere le sue opere, potranno rivolgersi a lui nella preghiera ed egli risponder\u00e0 con molta larghezza, come avevano gi\u00e0 sperimentato. Ricordiamo la scena del ritorno dei settantadue: &#8220;Signore, anche i demoni si sottomettono a noi nel tuo nome!&#8221;, dissero a Ges\u00f9. Ed egli: &#8220;Io vedevo Satana cadere dal cielo, come una&nbsp; folgore. Io vi ho dato potere di camminare sopra i serpenti, gli scorpioni, la potenza del nemico&#8221;. Ges\u00f9, il mite e umile di cuore, assieme ai suoi piccoli discepoli, disarciona lo spirito del male che tiene schiavi gli uomini.<BR>Le guarigioni, come si pu\u00f2 vedere, hanno una importanza determinante nella missione di Ges\u00f9 e dei discepoli. Significano impedire che la vita degli uomini e delle donne resti sotto il potere di Satana, di cui la malattia \u00e8 una manifestazione. La malattia, infatti, non \u00e8 un bene; essa \u00e8 frutto del potere oscuro del male. In tal senso Ges\u00f9 non pu\u00f2 non combatterla. Ges\u00f9 \u00e8 colui che annuncia un nuovo tempo in cui anche le malattie sono sconfitte. Pietro, nella casa di Cornelio, parl\u00f2 di Ges\u00f9 in questa prospettiva: &#8220;Dio consacr\u00f2 in Spirito e potenza Ges\u00f9 di Nazareth, il quale pass\u00f2 beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perch\u00e9 Dio era con Lui&#8221;. Ges\u00f9 &#8220;pass\u00f2 beneficando e risanando&#8221;. Non guariva per stupire, come fanno i falsi profeti che compiono segni e portenti. Egli guariva perch\u00e9 voleva ridare la salute a chi era malato. Non voleva dimostrare la sua potenza agli increduli quanto ridare salute a chi era ferito e malato. E mai nei Vangeli si parla di rassegnazione alla malattia; e mai Ges\u00f9 ha accettato le spiegazioni correnti sul legame diretto tra malattia e peccato personale. Al contrario, egli passava beneficando e sanando. Questa lezione evangelica \u00e8 ancora lontana dall&#8217;essere compresa da molti fedeli ancora oggi, convinti che sia Dio a mandare le malattie. E&#8217; urgente una riflessione in questo contesto per allontanare questa radicata concezione. <BR>Emerge, piuttosto, dai Vangeli lo stretto legame tra liberazione e salvezza, tra salute del corpo e salute spirituale. E&#8217; quanto Ges\u00f9 opera: egli guarisce e perdona. L&#8217;episodio del paralitico portato davanti a lui mentre era in casa a Cafarnao \u00e8 esemplare in questa prospettiva. &#8220;Coraggio, figliolo, ti sono rimessi tutti i tuoi peccati&#8221;, dice Ges\u00f9 a quell&#8217;uomo. &#8220;Costui bestemmia!&#8221;, pensano i farisei. E Ges\u00f9: &#8220;Che cosa \u00e9 dunque pi\u00f9 facile dire: &#8216;ti sono rimessi i tuoi peccati o alzati e cammina?&#8217;. Ora perch\u00e9 sappiate che il Figlio dell&#8217;Uomo ha il potere in terra di rimettere i peccati, &#8216;Alzati!&#8217;, disse al paralitico: prendi il tuo letto e vattene a casa tua!&#8221; Questa pagina evangelica richiama il salmo 102: &#8220;Dio perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie, salva dalla fossa la tua vita&#8221;. In un certo senso, si potrebbe dire che se uno non crede che le malattie possono essere guarite, non crede nemmeno che i peccati possono essere rimessi. Ges\u00f9 guarisce e perdona; \u00e8 il medico buono, come canta la liturgia di S. Giovanni Crisostomo dopo l&#8217;invito del diacono a inchinare il capo davanti al Signore: &#8220;Tu, dunque, o Sovrano, rendi piane le vie di noi tutti per il nostro bene e secondo il bisogno di ciascuno. Naviga con i naviganti, a chi viaggia accompagnati nel cammino, guarisci i malati, medico delle nostre anime e dei nostri corpi&#8221;.&nbsp; <\/P><br \/>\n<P>La comunit\u00e0 cristiana e il malato<\/P><br \/>\n<P>La Chiesa fin dall&#8217;antichit\u00e0 non ha esitato a chiamare Ges\u00f9 &#8220;medico dei cristiani&#8221;. E&#8217; nota l&#8217;espressione di Ireneo: &#8220;Il Signore \u00e8 venuto come medico di coloro che sono malati&#8221;. E Origene insegnava: &#8220;Sappi vedere (nei vangeli) che Ges\u00f9 guarisce ogni debolezza e malattia non solo in quel tempo in cui queste guarigioni avvenivano secondo la carne, ma ancora oggi guarisce; sappi vedere che non \u00e8 disceso solo tra gli uomini di allora, ma che ancora oggi discende ed \u00e8 presente. Ecco, infatti, io sono con voi tutti i giorni sino alla fine del mondo&#8221;. Potremmo continuare a lungo in citazioni di questo genere, da quella della Liturgia di San Marco: &#8220;Signore\u2026Medico delle anime e dei corpi, visitaci e guariscici&#8221;, a un&#8217;antica iscrizione cristiana: &#8220;Ti prego, Signore, vieni in mio aiuto, tu solo medico&#8221;. Questo non voleva ovviamente dire un disprezzo per la medicina, sebbene la storia soprattutto del primo millennio presenti un cammino complesso a tale riguardo. Certo \u00e8 che la preghiera della Chiesa ha sempre accompagnato il malato, senza peraltro disprezzare il medico, cosa gi\u00e0 chiara nel libro del Siracide: &#8220;Onora il medico, come si deve secondo il bisogno, anche egli \u00e9 creato dal Signore. Da Dio viene la guarigione, la scienza del medico lo fa procedere a testa alta. Il Signore ha creato i medicamenti della terra, e l&#8217;uomo assennato non li disprezza. Dio ha dato agli&nbsp; uomini la scienza, perch\u00e9 potessero gloriarsi. Con essa il medico cura ed elimina il dolore, e il farmacista prepara le miscele, non verranno meno le sue opere, da lui proviene il benessere sulla terra. Figlio, non avvilirti nella malattia, ma prega il Signore ed Egli ti guarir\u00e0. Offri incenso, e un memoriale di fior di farina e sacrifici pingui, secondo le tue responsabilit\u00e0. Poi fai passare il medico, perch\u00e9 il Signore ha creato anche lui, che non stia lontano da te. Ci sono casi in cui il successo e nelle loro mani, anch&#8217;essi pregano il Signore perch\u00e9 li guidi felicemente ad alleviare la malattia e a risanarla, perch\u00e9 il malato ritorni alla vita&#8221;(Sir 38, 1-14).<BR>Non posso dilungarmi, ma almeno un cenno va fatto alla comunit\u00e0 cristiana intesa come ambito di guarigione e di salvezza nel senso pi\u00f9 ampio dei termini. L&#8217;unit\u00e0 della persona umana, in tutte le sue dimensioni, corporali, psichiche e spirituali, \u00e8 quel che Dio \u00e8 venuto a salvare, e la comunit\u00e0 cristiana \u00e8 l&#8217;ambito di questa salvezza. Tale concezione rimanda all&#8217;idea della malattia, sia fisica che psichica, presente nella Scrittura. Nel linguaggio biblico la malattia \u00e8 la manifestazione della debolezza dell&#8217;uomo, della sua debolezza radicale: l&#8217;uomo \u00e8 fatto di terra, si potrebbe dire con la Genesi, oppure \u00e8 un &#8220;vaso di creta&#8221;, come scrive Paolo. Il malato fa emergere quella debolezza che ci riguarda tutti. &#8220;La malattia &#8211; scrive il cardinale Martini &#8211; \u00e8 parte della vita\u2026Non \u00e8 un incidente, ma la rivelazione della condizione normale di limite insita in ogni soddisfazione umana, \u00e8 qualcosa che mi definisce nel mio essere fragile, debole, incerto, mancante. Rivela chiaramente ci\u00f2 che \u00e8 nascosto in me anche quando sto bene. E la temo, la malattia, perch\u00e9 non voglio che emerga la verit\u00e0 della mia limitatezza, della mia povert\u00e0&#8221;. <BR>La salvezza che Dio \u00e8 venuto a portare consiste nell&#8217;essere strappati da questo destino di debolezza ed essere accolti nella comunit\u00e0 dei salvati. In tal senso la comunit\u00e0 cristiana \u00e8 salvezza e salute. La malattia, perci\u00f2, non \u00e8 un problema solo di medicina: \u00e8 una domanda di aiuto, di amore, perch\u00e9 si intensifichi la vita attorno a chi la sente ferita e indebolita. E&#8217; importante far emergere questa dimensione terapeutica della comunit\u00e0 cristiana soprattutto in una societ\u00e0 come quella attuale che, con i suoi squilibri sociali e i suoi processi di emarginazione, aggrava la gi\u00e0 connaturale debolezza. In tale contesto vorrei leggere le guarigioni nei Vangeli. Esse rappresentano oggi una provocazione ai discepoli perch\u00e9 amino con maggior forza e siano un luogo reale di guarigione. I miracoli delle guarigioni, intese nel senso pi\u00f9 ampio, spingono le comunit\u00e0 cristiane ad essere pi\u00f9 audaci nel rapporto con i malati, a sentirli come la loro parte privilegiata su cui riversare molta cura. C&#8217;\u00e8 bisogno di maggiore audacia nell&#8217;amore, \u00e8 necessario osare al di l\u00e0 dei limiti rassegnati di chi sta male e andare al di l\u00e0 dei limiti rassegnati dell&#8217;ambiente. Purtroppo, questa dimensione sembra come attutita nella vita della Chiesa. La sua lunga storia, invece, parla di santi taumaturghi. Il miracolo si connette sempre ad una particolare santit\u00e0, ad una energia di amore. Cipriano di Cartagine assegna alla santificazione personale anche un&#8217;efficacia taumaturgica: &#8220;Quando saremo casti e puri, modesti nelle nostre azioni, frenati nelle nostre parole, potremo guarire anche i malati&#8221;. Ricordiamo anche i santi Cosma e Damiano, morti martiri nel 285. Essi si trovano raffigurati a Roma, nella omonima Basilica, vestiti con le vesti bianche, come i medici, accanto a Cristo vestito con le vesti bianche. Ebbene la tradizione dice che questi due medici andavano al capezzale dei malati e, prima di informarsi sulla loro salute, pregavano. Solo dopo si informavano sulla loro salute e decidevano la cura. I loro miracoli erano come un misto di fede e di attenzione concreta. La guarigione \u00e9 sempre un insieme di fede e di attenzione umana. E se talora il corpo non guarisce, lo spirito ritorna pi\u00f9 vigoroso. Nella storia delle guarigioni ci sono i tipi pi\u00f9 diversi di essa, e mai si deve spegnere nella Chiesa l&#8217;audacia per la guarigione. <BR>Non posso non fare un cenno al fatto che, malgrado l&#8217;imperante mentalit\u00e0 razionalista, c&#8217;\u00e8 un&#8217;enorme domanda di guarigione attorno a noi, che spesso si sviluppa lontanissima dalla tradizione cristiana. Quanta gente oggi va alla ricerca di pratiche magiche, occulte, miracolistiche, astrologiche! Credo che questa affannosa ricerca di protezione, sicurezza e guarigione \u00e8 una domanda che spesso non trova ascolto. Le nostre comunit\u00e0 cristiane sono chiamate a raccogliere questa sfida. La domanda di guarigione, anche se spesso \u00e8 mal posta, non \u00e8 altro che una grande domanda d&#8217;amore. Ecco perch\u00e9 la nostre chiese, le nostre comunit\u00e0, debbono essere come la casa di Cafarnao alla cui porta tutti portavano malati perch\u00e9 Ges\u00f9 li toccasse. E quando queste porte sono chiuse, ci si rivolge a culti idolatri. Torna allora la domanda: i discepoli del Signore non sono pi\u00f9 capaci di guarire e di salvare? Non si \u00e8 forse perso il potere di guarire perch\u00e9 si ha troppo poca fede? O perch\u00e9 preghiamo poco e non amiamo chi soffre fino a ingegnarci con insistenza, quasi con disperazione per aiutarlo? <\/P><br \/>\n<P>La preghiera <\/P><br \/>\n<P>Questa tensione per guarigione dei malati sembra farci entrare nel mondo dell&#8217;impossibile. Ma questo \u00e8 il&nbsp; mondo della preghiera e della fede. Infatti, sia i sani che i malati, con la preghiera si affidano a Dio, al suo amore e alla sua potenza. E nelle preghiera fatta con fede c&#8217;\u00e8 gi\u00e0, in qualche modo, il superamento del limite appunto perch\u00e9 non si confida in se stessi ma in Dio. Per questo se non si crede al miracolo della guarigione, in fondo si accetta la forza ineludibile del male. Sarebbe la sconfitta stessa di Dio. Ma non dobbiamo dimenticare che senza i miracoli, l&#8217;annuncio cristiano \u00e8 come mutilato. Il Vangelo apre alla prospettiva dell&#8217;impossibile: &#8220;tutto \u00e9 possibile a chi ha fede&#8221;, dice il Signore. <BR>E il mezzo per ottenere l&#8217;impossibile \u00e8 la preghiera. Perch\u00e9, possiamo chiederci, i discepoli pur avendo ricevuto da Ges\u00f9 il potere di guarire, di compiere miracoli, spesso non vogliono, non possono, non sanno? La risposta \u00e8 nella mancanza di fede e di preghiera. Ges\u00f9, ai discepoli che gli chiedevano perch\u00e9 non erano riusciti a guarire un ragazzo da uno spirito immondo che lo possedeva, disse: &#8220;Questa specie di demoni non si pu\u00f2 scacciare in alcun modo, se non con la preghiera&#8221;. E la preghiera per i malati, da sempre, nella comunit\u00e0 cristiana ha accompagnato la guarigione e la cura per i malati. Gi\u00e0 nella guarigione della suocera di Pietro, la seconda guarigione narrata da Marco, si legge che appena Ges\u00f9 entr\u00f2 in casa di Pietro, subito gli &#8220;parlarono di lei&#8221;. L&#8217;intercessione per la guarigione dei malati era insistente nella Chiesa antica. Nella lettera di Giacomo si legge: &#8220;Chi tra voi \u00e8 nel dolore preghi, chi \u00e8 malato chiami a s\u00e9 i presbiteri della chiesa e preghino su di lui dopo averlo unto con olio nel nome del Signore. Il Signore lo rialzer\u00e0 e&nbsp; se ha commesso dei peccati gli saranno perdonati&#8221;. Torna ancora una volta il senso pieno della guarigione che \u00e8 la salute del corpo e il perdono dei peccati. <BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il rapporto tra il malato e la comunit\u00e0 cristiana affonda le radici nelle origini stesse della Chiesa e l&#8217;accompagna per tutto il corso dei due ultimi millenni. 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