{"id":15630,"date":"2003-10-10T00:00:00","date_gmt":"2003-10-10T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/riflessione-sulla-pace.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:36","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:36","slug":"riflessione-sulla-pace","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/riflessione-sulla-pace.html","title":{"rendered":"Riflessione sulla pace"},"content":{"rendered":"<p><P>&#8220;La pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi, pu\u00f2 venire istaurata e consolidata solo nel pieno rispetto dell&#8217;ordine stabilito da Dio&#8221;. <BR><BR>Queste parole che aprono l&#8217;enciclica Pacem in terris restano un&#8217;indicazione chiara per sottolineare quanto la pace sia desiderata dai popoli e dove passi la sua via. La salvaguardia della dignit\u00e0 umana e la difesa dei diritti umani restano il fondamento della pace. Sono passati quaranta anni dall&#8217;emanazione dell&#8217;Enciclica e i quattro pilastri restano ancora oggi saldi: verit\u00e0, giustizia, solidariet\u00e0 e libert\u00e0. <BR>La pace cresce nella libert\u00e0 che, oggi, si presenta, in alcuni casi, come la lotta contro le dittature ma che si configura essenzialmente come libert\u00e0 di accesso al libero mercato globale perch\u00e9 non siano solo i grandi potenti economici a condizionare la politica delle nazioni e degli organismi internazionali.<BR><BR>Non bisogna necessariamente essere cristiani per sapere che Dio non vuole la violenza e la guerra. Il ripudio della guerra sta scritto nel cuore di tutti gli uomini. Dio non vuole che il sangue umano sia sparso con la violenza e con la guerra. L&#8217;arcobaleno \u00e8 un segno di quell&#8217;alleanza di pace che Dio ha fatto con tutti gli uomini e le donne qualunque sia la&nbsp; loro lingua, la loro terra, la loro et\u00e0. Per questo, tante volte, gli uomini guardano il cielo e chiedono pace. <BR><BR>Pi\u00f9 volte negli ultimi decenni l&#8217;Umbria, soprattutto per la testimonianza di San Francesco, \u00e8 divenuta un crocevia di pace. Giovanni Poalo II, potremmo dire umbro tra gli umbri, parla di Assisi come di un &#8220;luogo che la figura serafica di Francesco ha trasformato in &#8216;Centro di fraternit\u00e0 universale&#8217; per il santo assisiate la pace non era una semplice questione morale, era piuttosto la sostanza della sua vita. La pace significava per lui una fraternit\u00e0 radicale, utopica. Non c&#8217;\u00e8 dubbio che ancora oggi la sua testimonianza \u00e8 scritta in questa terra, come in un singolare intreccio tra santit\u00e0 e territorio, tra pace e natura. Salgono dall&#8217;Umbria un&#8217;ansia di pace, una cultura di pace. Sono affidate a noi per essere&nbsp; vissute e testimoniate. E sono talmente radicate nella terra che riescono ancora oggi a ispirare credenti e non credenti, religiosi e laici e i tanti giovani che si fanno promotori e partecipi d&#8217;iniziative e manifestazioni, quegli stessi che invaderanno domenica la strada tra Perugia e Assisi.<BR><BR>I credenti non devono solo parlare di pace, ma operare per costruire una societ\u00e0 di pace, come si costruisce una civilt\u00e0 in cui il rapporto tra le persone e le creature \u00e8 retto da un atteggiamento di concordia e non di conflittualit\u00e0. Dall&#8217;Umbria ecco allora che si leva un messaggio di pace.&nbsp; Si tratta di un impegno che interpella tutti nella gravit\u00e0 della situazione contemporanea. E&#8217; necessario ritrovare nuove ragioni di solidariet\u00e0 tra le nazioni dell&#8217;occidente. L&#8217;Europa deve superare le logiche particolaristiche per esprimersi con voce comune, coscienti che l&#8217;interdipendenza tra i popoli \u00e8 una crescente realt\u00e0 e che, se si vuole costruire la pace, non c&#8217;\u00e8 alternativa alla composizione di rapporti improntati alla cooperazione e alla solidariet\u00e0 tra le nazioni. Occorre, inoltre, contrastare il nemico sottile e per questo ancor pi\u00f9 pericoloso dell&#8217;indifferenza che si presenta sotto i molteplici volti della perdita delle radici, del senso di s\u00e9 e delle cose, fuga dalla realt\u00e0, disamore per la vita, individualismo esasperato. C&#8217;\u00e8 necessit\u00e0 di un&#8217;educazione costante alla pace fornendo gli strumenti di conoscenza e promuovendo itinerari di approfondimento di discussione e di verifica.<BR><BR>Un grande uomo di pace, Dom Helder Camara, vescovo brasiliano, in un cartoncino di auguri natalizio, aveva fatto disegnare una colomba che voleva con la testa rovesciata all&#8217;ingi\u00f9 e le ali sopra la pancia. Era una colomba &#8220;debole&#8221; eppure forte perch\u00e9 continuava a portare nel becco il ramoscello biblico dell&#8217;ulivo. Sotto c&#8217;era questa scritta:&#8221; Per compiere la missione sacra di allevare la pace, volo in qualunque maniera, in qualsiasi direzione, con il vento e senza vento, con forza o senza forza, fino a cadere, fino a morire&#8221;.<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;La pace in terra, anelito profondo degli esseri umani di tutti i tempi, pu\u00f2 venire istaurata e consolidata solo nel pieno rispetto dell&#8217;ordine stabilito da Dio&#8221;. Queste parole che aprono l&#8217;enciclica Pacem in terris restano un&#8217;indicazione chiara per sottolineare quanto la pace sia desiderata dai popoli e dove passi la sua via. 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