{"id":15626,"date":"2003-09-29T00:00:00","date_gmt":"2003-09-29T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/intervento-finale-allassemblea-ecclesiale.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:36","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:36","slug":"intervento-finale-allassemblea-ecclesiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/intervento-finale-allassemblea-ecclesiale.html","title":{"rendered":"Intervento finale all&#8217;Assemblea Ecclesiale"},"content":{"rendered":"<p><P>Ripartire dalla Parola di Dio<\/P><br \/>\n<P>Nell\u2019assemblea dello scorso anno raccolti attorno al nuovo altare, segno di Cristo. Vi dicevo: \u201cRipartiamo dall\u2019altare!\u201d, ripartiamo da Cristo. E citai le parole dell\u2019apostolo Pietro: \u201cStringendovi a Lui, pietra viva, rigettata dagli uomini, ma scelta e preziosa davanti a Dio, anche voi venite impiegati come pietre vive per la costruzione, di un edificio spirituale, per un sacerdozio santo, per offrire sacrifici spirituali graditi a Dio, per mezzo di Ges\u00f9 Cristo\u201d. E per ricordarci che l\u2019altare non lo troviamo solo nelle nostre chiese, ma lo incontriamo tutti i giorni: Citai le parole di San Giovanni Crisostomo: \u201cL\u2019altare si trova ovunque, a ogni angolo di strada, in ogni piazza\u201d. In effetti, tra l\u2019altare delle chiese e gli altari della vita di ogni giorno c\u2019\u00e8 un legame inscindibile. Ma \u00e8 dall\u2019altare della domenica che riceviamo la forza per servire gli altri altari: quelli dei poveri e dei malati, delle nostre case, delle scuole, dei luoghi di lavoro. E\u2019 dall\u2019Eucarestia della domenica che nasce anche il culto quotidiano dell\u2019amore, della misericordia, della compassione. <\/P><br \/>\n<P>Questa sera ci stringiamo nuovamente in assemblea attorno a questo stesso altare per ripartire ancora una volta. E, in ideale continuit\u00e0, diciamo con la stessa forza di ieri: \u201cRipartiamo dalla Parola di Dio\u201d. L\u2019altare e la parola sono i due fuochi, i due centri, della vita cristiana. Questo sta a dire che la Bibbia, assieme all\u2019Eucarestia,&nbsp; deve ritrovare il suo posto nella nostra vita nella vita della chiesa diocesana. S\u00ec, la Sacra Scrittura non sopporta pi\u00f9 di essere uno dei libri del credente. La Bibbia \u00e8 \u201cil\u201d nostro libro, perch\u00e9 \u00e8 la fonte della nostra vita. Potremmo dire: il Calice e la Bibbia sono \u201cil culmine e la fonte\u201d dell\u2019intera vita della Chiesa. <\/P><br \/>\n<P>Sono passati quasi 40 anni dalla Dei Verbum e da allora la Bibbia \u00e8 tornata nelle mani dei fedeli. Anche nella nostra Chiesa diocesana \u00e8 ormai normale leggere la Bibbia, in varie parrocchie sono nati gruppi biblici o scuole del Vangelo. Resta per\u00f2 ancora moltissima strada da fare perch\u00e9 la Bibbia diventi \u201cil\u201d libro dei credenti. Nonostante i notevoli progressi la Sacra Scrittura \u00e8 spesso sconosciuta. E quindi entra poco sulla nostra vita, nei nostri pensieri, nella nostra pastorale, nelle nostre scelte quotidiane. In fondo crediamo poco che la Bibbia sia davvero Parola di Dio, che manifesti il cuore di Dio e che quindi sia efficace, che operi cio\u00e8 quel che dice. E senza questa \u201cfede\u201d, la Parola \u00e8 come incatenata: non pu\u00f2 agire. <\/P><br \/>\n<P>Durante il primo millennio dell\u2019era cristiana la Sacra Scrittura era il libro della vita della Chiesa. Vescovi e preti, monaci e teologi, si confrontavano continuamente con la Bibbia. E i fedeli erano esortati ad un rapporto quotidiano con la Bibbia. Santa Cecilia, ad esempio, portava sempre nel suo petto il Vangelo. E san Giovanni Crisostomo rimprover\u00f2 un cristiano che non sapeva quante fossero le lettere di san Paolo. Insomma la lettura della Bibbia era raccomandata a tutti. Non vi \u00e8 traccia di proibizione in quei secoli. Un vescovo, Cesario di Arles, era talmente convinto della necessit\u00e0 della lettura quotidiana della Bibbia da esortare gli analfabeti (ricchi) a pagare qualcuno perch\u00e9 leggesse loro la Bibbia. \u201cSe coloro che non conoscono la scrittura assoldano delle persone che scrivono a pagamento per procurarsi terreni, tu, chiunque tu sia, che non sai leggere e scrivere, perch\u00e9 non cerchi a pagamento e dietro un compenso uno che ti legga le Scritture divine, per poter ottenere le ricompense eterne?\u201d (Pred.Par, 106). E conosciamo tutti il diffondersi nelle chiese della cosiddetta \u201cBiblia pauperum\u201d. Erano le scene bibliche dipinte nelle chiese. Chi non sapeva leggere poteva \u201cleggere\u201d la Bibbia attraverso le immagini dipinte nelle pareti delle chiese. Insomma era chiaro che non si poteva essere cristiani senza leggere la Bibbia. <\/P><br \/>\n<P>E quando, agli inizi del secondo millennio, si predicava ancora in latino, san Francesco impar\u00f2 a memoria brani del Vangelo in italiano e lo ripeteva nelle strade e nelle piazze perch\u00e9 tutti potessero comprenderlo. Purtroppo in seguito, per motivi che non sto qui a elencare, la lettura della Bibbia da parte dei fedeli si rallent\u00f2. Si leggeva meno la Bibbia e aumentarono le devozioni. Si giunse persino a raccomandare cautela nel leggerla. Con il Vaticano II la Bibbia \u00e8 tornata nelle mani di tutti. E\u2019 stato senza dubbio uno dei rivolgimenti pi\u00f9 importanti portati dal Concilio. Ma \u00e8 necessario un ulteriore impulso perch\u00e9 i fedeli prendano familiarit\u00e0 con la Bibbia. Potrei dire che, purtroppo, c\u2019\u00e8 ancora troppo poca Bibbia nella vita dei cristiani e anche nella pastorale. Ecco perch\u00e9 sono convinto che \u00e8 necessario riscoprire il Libro Santo, cos\u00ec come accadde al popolo d\u2019Israele.&nbsp; <\/P><br \/>\n<P>Nel II Re 22 si racconta che mentre si facevano i lavori nel tempio fu ritrovato il libro della legge. Il sommo sacerdote Chelkia disse allo scriba: \u201cHo trovato nel tempio il libro della legge\u201d (v.8). Il re fece informare il popolo e fu letto il libro davanti a tutti. E il popolo riconferm\u00f2 la sua alleanza con Dio. <\/P><br \/>\n<P>La Scrittura deve riprendere il primo posto nella vita della Chiesa. Questo vuol dire che, quantitativamente e qualitativamente, tutta le nostre giornate devono dipendere dalla Bibbia. La Sacra Scrittura deve riprendere la sua egemonia sulla nostra vita. Dico egemonia, non esclusivismo. Per\u00f2, tutto nella vita del credente (e della Comunit\u00e0 cristiana) deve essere dominato, in proporzione quantitativa e qualitativa maggiore di quanto sia oggi, dalla Parola di Dio. La cultura, le scienze, la psicologia, la sociologia, la pastorale, la vita spirituale, la stessa politica, tutto deve ispirarsi pi\u00f9 direttamente dalla Bibbia. Tutti i ruoli o le funzioni o i ministeri, sia dentro la Chiesa che fuori di essa, debbono subire un influsso determinante della Parola di Dio. Cos\u00ec che non solo il vescovo, il sacerdote, il teologo, il diacono, il seminarista, la religiosa, il religioso, il catechista, il lettore, l\u2019accolito, il ministro straordinario dell\u2019Eucarestia, ma ogni cristiano deve consumare i propri occhi sulle pagine della Bibbia. <\/P><br \/>\n<P>Tutti perci\u00f2 dobbiamo chiederci: \u201cQuanto tempo dedico alla lettura e all\u2019ascolto della Bibbia? Quanti libri della Bibbia ho letto?\u201d Cari sacerdoti e diaconi, care sorelle e fratelli, occorre fare scelte ben precise nella propria giornata. C\u2019\u00e8 anzitutto una questione di tempo. S\u00ec dobbiamo dedicare pi\u00f9 tempo alla lettura della Bibbia. E non dite che non abbiamo tempo. Perch\u00e9 tutto possiamo rimandare meno che la lettura della Parola di Dio. La poca lettura della Bibbia \u00e8 all\u2019origine della fiacchezza della nostra presenza nella citt\u00e0. Senza un rinnovato ascolto della Scrittura langue la profezia, crescono le inimicizie, prolifera il male. La gente \u00e8 sbandata e i giovani non sanno dove andare.&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>La Parola di Dio deve riplasmare il volto della nostra Chiesa diocesana. Tutto deve trovare la sua sorgente nella Scrittura. Ges\u00f9, al termine del discorso della montagna, afferma: \u201cChiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica \u00e8 simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde perch\u00e9 era fondata sulla roccia\u201d(Mt 7,24-25). Queste affermazioni chiariscono il primato della Parola di Dio nella vita del credente. Un monaco del Sinai, Anastasio, diceva: \u201cL\u2019assiduit\u00e0 del tempo dedicato alle sacre Scritture, \u00e8 madre di tutte le virt\u00f9\u201d(Disc.Euc). L\u2019assiduit\u00e0 all\u2019ascolto della Scrittura \u00e8 davvero la madre delle virt\u00f9, \u00e8 la via della santit\u00e0.&nbsp;<\/P><br \/>\n<P>Per parte mia non cesser\u00f2, come vi ho promesso, di commentare ogni anno un libro della Bibbia e consegnarvelo. E\u2019 tra le prime mie responsabilit\u00e0. Molti sono i doveri del vescovo e numerose le richieste che gli vengono rivolte. Quanti drammi e problemi bussano alla mia porta! Ne ascolto tanti; e tutti presento nella preghiera al Signore. Non sempre \u00e8 facile rispondere come vorrei. Una cosa per\u00f2 mi \u00e8 chiesta di assicurare in ogni modo: non far mancare a nessuno il pane della parola di Dio. Per questo, infatti, sono stato inviato a Terni. Faccio mie perci\u00f2 le parole del grande vescovo d\u2019Ippona, sant\u2019Agostino: \u201cNon mi \u00e8 possibile distribuire a ciascuno di voi il pane visibile e materiale, ma distribuisco questa Parola: eccola veramente, la vostra porzione. Io vi do un nutrimento di cui io stesso vivo, metto sulla vostra tavola gli alimenti di cui mi sazio io stesso. Io sono il vostro compagno di servizio: non sono il padrone di casa\u201d (S.Ag.Past.an, 942-3). La prima domanda, infatti che viene fatta al vescovo nel giorno della sua consacrazione \u00e8 se sia disposto ad insegnare al popolo che gli viene affidato la sacre Scritture. Ebbene, ho desiderato che nella vita della nostra chiesa diocesana fosse vissuto il pi\u00f9 profondamente possibile quanto il Vaticano II auspica, ossia che nella vita dei sacerdoti e dei fedeli sia \u201cfrequente la lettura delle divine Scritture\u201d(DV). Il patriarca di Venezia, san Lorenzo Giustiniani, diceva al suo popolo: \u201cNulla in questa vita rende forte il nostro intelletto e lo mostra tale, quanto lo studio della Sacra Scrittura; nulla di pi\u00f9 dolce si sperimenta in questo pellegrinaggio, nulla di pi\u00f9 dolce si riceve, nulla di pi\u00f9 vero si accoglie; nulla maggiormente distoglie l\u2019anima dall\u2019amore del mondo, nulla tanto rafforza lo spirito contro le tentazioni e l\u2019intelletto contro gli errori, nulla tanto ravviva l\u2019uomo e lo soccorre per ogni opera e ogni fatica, quanto l\u2019assidua meditazione delle parole di Dio\u201d (De pers, IV). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">La Bibbia, un libro per tutti&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">La Bibbia \u00e8 per tutti. Ridona il \u201ccuore\u201d a chi l\u2019ascolta, il senso della vita ha chi non lo trova, la luce a chi \u00e8 nel buio, la forza a chi \u00e8 stanco, l\u2019amore a chi \u00e8 freddo, la via a chi \u00e8 smarrito, la consolazione a chi \u00e8 triste, la compagnia a chi \u00e8 solo. Tutta l\u2019esistenza umana: la vita, la morte, l\u2019amicizia, la fraternit\u00e0, la solidariet\u00e0, il dolore, la solitudine, la malattia, l\u2019amore, la famiglia, il lavoro, i segreti del cuore, i grandi fenomeni umani, la fame, la guerra, l\u2019ingiustizia, tutto viene illuminato dalla Santa Scrittura con una luce nuova. S\u00ec, la Bibbia \u00e8 un libro per tutti. E non \u00e8 cos\u00ec difficile da essere riservata solo ad alcuni. Semmai, pu\u00f2 essere difficile accoglierla e accettarla: appena si apre, infatti, interroga e inquieta perch\u00e9 chiede una risposta. E\u2019 un libro per tutti, ma non \u00e8 come gli altri libri. Pu\u00f2 essere rifiutato o messo da parte, magari dicendo che \u00e8 un libro \u201csacro\u201d per i credenti. Ed \u00e8 anche vero. Tuttavia, la Bibbia non perde l\u2019ambizione di essere una parola rivolta ad ogni uomo e ad ogni donna, una parola che vuole liberare i cuori di tutti, rendendoli buoni e forti. La Bibbia non \u00e8 un libro per specialisti; non \u00e8 un libro per i preti, per i religiosi. E\u2019 stata scritta per tutti. Anzi, \u00e8 un dono per tutti. Non solo per i credenti; non solo per l\u2019Occidente; non solo per quelli del mondo semita; \u00e8 per gli uomini e per le donne di ogni tempo e di ogni condizione, di ogni cultura e di ogni razza, di ogni lingua e di ogni civilt\u00e0. La Bibbia raggiunge il degli uomini e fa ritrovare loro la verit\u00e0 di se stessi. Gregorio Magno ricordava: \u201cDove si rivolgono le parole di Dio se non verso i cuori degli uomini?\u201d (Ez, i,VI, 16). E, con grande sapienza, aggiungeva: \u201cSe vogliamo penetrare in fondo a noi stessi, ci possiamo arrivare in un modo pi\u00f9 sicuro mediante la preghiera che mediante l\u2019analisi\u201d (Mor,1,47). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;&nbsp;La Bibbia, fonte di sapienza<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">La Bibbia \u00e8 un libro pieno di sapienza religiosa ed umana. Essa muove i cuori verso il vero e il bene. E\u2019 un libro che mette al centro Dio come padre di tutti i popoli. Ogni sua pagina fa emergere quel primato della persona umana che continua a irrorare non poche culture contemporanee e che sta alla base della radicale uguaglianza di tutti gli uomini, dell\u2019incancellabile dignit\u00e0 di ogni persona, della fondamentale unit\u00e0 della famiglia umana e della insopprimibile universalit\u00e0 della salvezza. Queste considerazioni hanno spinto alcuni \u2013 anche del mondo laico \u2013 a suggerire che la Bibbia venga studiata in tutte le scuole come testo che ha sostenuto in passato la nostra storia e che pu\u00f2 ispirare anche il nostro futuro. Per questo desidero che nella scuola cattolica diocesana si inizi la mattina con la lettura di un brano biblico. In effetti, la Bibbia rende saggio chi la legge, anche chi cristiano non \u00e8 e forse mai lo diventer\u00e0. Un vescovo di una citt\u00e0 quasi totalmente musulmana mi raccontava questo significativo episodio. Ad un cristiano fu permesso di tenere tre trasmissioni sul Vangelo alla radio pubblica. Il capo tecnico che curava la trasmissione, al termine della terza puntata, si avvicin\u00f2 al predicatore e gli disse: \u201cHo ascoltato quello che lei ha detto sul Vangelo in queste trasmissioni radiofoniche. Sono entrato in questa sala (la sala di registrazione) che ero musulmano; ne esco che sono ancora musulmano; ma sono un uomo diverso\u201d. Anche per chi non \u00e8 cristiano la Bibbia resta un libro di grande sapienza spirituale che pu\u00f2 cambiare il cuore. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Per i cristiani la Bibbia \u00e8 la sorgente della fede. L\u2019apostolo Paolo scrive ai romani che \u201cLa fede dipende dalla predicazione e la predicazione a sua volta si attua per la Parola di Cristo\u201d (Rm 10, 17), ossia dalla predicazione della Parola di Dio. La comunit\u00e0 cristiana, ogni comunit\u00e0 cristiana, nasce dall\u2019ascolto della Parola e da essa \u00e8 custodita, alimentata, nutrita, edificata e sostenuta sino a diventare essa stessa una parola vivente. Lo stesso apostolo Paolo, rivolgendosi i cristiani di Corinto, dice: \u201cLa nostra lettera siete voi, una lettera di Cristo, scritta non con inchiostro, ma con lo Spirito del Dio vivente\u201d (2Cor 3,3). Quando l\u2019evangelista Giovanni afferma che la \u201cParola si \u00e8 fatta carne ed \u00e8 venuta ad abitare in mezzo a noi\u201d(Gv 1,14), in certo modo, indica la via della vita della comunit\u00e0 cristiana. Essa \u00e8 la Parola di Dio incarnata nella vita di tutti i giorni. Infatti, Gregorio Magno, per sottolineare questa realt\u00e0, afferma: \u201cLa scrittura cresce con chi la legge\u201d. Quindi fra Scrittura e Chiesa c\u2019\u00e8 quasi una identificazione. La Bibbia \u00e8 il fondamento dell\u2019edificio ecclesiale, \u00e8 un fondamento vivente e continuamente sostiene, illumina e guida i credenti. Della Parola di Dio si deve dire, come per l\u2019Eucarestia, \u201cLa Parola di Dio fa la Chiesa\u201d. I cristiani non solo non possono fare a meno della Bibbia, ma ad essa debbono continuamente tornare, come ad una fonte inesauribile di conoscenza e di amore. Sant\u2019Efrem Siro, un antico padre della Chiesa, non esita a paragonare la Bibbia ad una fontana. Ognuno, dice sant\u2019Efrem, pu\u00f2 recarvisi per attingere acqua e la fontana continuer\u00e0 a zampillare senza esaurirsi mai; e quel che resta nella fonte \u00e8 sempre molto di pi\u00f9 di quel che ciascuno riesce a portare via. E continua: \u201cIl Signore ha nascosto nella sua Parola tutti i tesori, perch\u00e9 ciascuno di noi trovi una ricchezza in ci\u00f2 che contempla\u201d. E in uno dei suoi discorsi sul paradiso termina con questa preghiera: \u201cNel libro sacro, o Signore, la carit\u00e0 e la scienza elevano lo spirito in alto e gli dischiudono una luce sempre pi\u00f9 splendente. Io desideravo vedere il paradiso. Lo vidi: \u00e8 il porto preparato al termine della mia navigazione. O grande Iddio che me l\u2019hai fatto conoscere, te ne prego, non negarmene l\u2019entrata\u201d.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;La Bibbia, libro del credente <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Imparare a pregare con la Bibbia significa riprendere a parlare con Dio come facevano Adamo ed Eva. Sant\u2019Ambrogio: \u201cQuando l\u2019uomo inizia a leggere le divine Scritture Dio torna a passeggiare con lui nel paradiso terrestre\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">In quest\u2019anno vorrei che riprendessimo con maggior coscienza la lettura della Bibbia, di tutta la Bibbia.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Vi dico con le parole che il beato Giovanni XXIII, quando era Patriarca di Venezia, scrisse ai suoi fedeli: \u201cVoi comprendete, miei diletti fratelli e figli, come tutti i richiami alla Sacra Scrittura\u2026 rispondano non ad uno scrupolo, ma al sentimento di un dovere e di un impegno preciso e grave, impostomi dalla responsabilit\u00e0 del mio ministero pastorale. Insegnare la Sacra Scrittura, particolarmente il Vangelo al popolo, rendere questi figliuoli, commessi alle nostre cure, familiari al libro sacro, \u00e8 come l\u2019alfa delle attivit\u00e0 di un vescovo e dei suoi sacerdoti. L\u2019omega \u2013 vogliate concedermi questa immagine dell\u2019Apocalisse \u2013 \u00e8 rappresentato dal calice benedetto del nostro altare quotidiano. Nel libro, la voce di Cristo sempre risonante nei nostri cuori; nel calice, il sangue di Cristo presente a grazia, a propiziazione, a salute nostra, della santa Chiesa e del mondo. Le due realt\u00e0 vanno assieme: la Parola di Ges\u00f9 e il Sangue di Ges\u00f9. Fra l\u2019una e l\u2019altro seguono tutte le lettere dell\u2019alfabeto: tutti gli affari della vita individuale, domestica, sociale; tutto ci\u00f2 che \u00e8 importante pure, ma \u00e8 secondario in ordine al destino eterno dei figli di Dio, e che non vale se non in quanto \u00e8 sostenuto dalle due lettere terminali: cio\u00e8 la Parola di Ges\u00f9 sempre risonante in tutti i toni nella Santa Chiesa dal libro sacro: ed il sangue di Ges\u00f9 nel divino sacrificio, sorgente perenne di grazie e di benedizioni\u201d. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Riprendendo questa bellissima immagine di Roncalli potremmo dire che noi ci siamo fermati a riflettere sul Calice, sulla Eucarestia. E dobbiamo continuare a fare della Liturgia Eucaristica domenicale il centro delle nostre attenzioni. La scelta di fare la comunione sotto le due specie eucaristiche sta ad indicare tutto ci\u00f2. E spero che l\u00e0 dove ancora si \u00e8 titubanti si giunga presto ad accogliere questa comune indicazione che deriva, per altro, da Ges\u00e0 stesso che continua a dirci: \u201cPrendete e mangiate\u2026Prendete e bevete\u201d. Nutrirsi del Corpo e del Sangue del Signore ogni volta che si celebra la sua Santa Cena, significa gustare con maggiore evidenza la grandezza e la larghezza dell\u2019amore di Ges\u00f9 che si dona a noi nel suo corpo e nel suo sangue. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ebbene, come abbiamo ricevuto in dono di nutrirci anche con il Calice, in modo analogo, vorrei che la Parola venga anch\u2019essa spezzata con pi\u00f9 abbondanza nella nostra vita. C\u2019\u00e8 bisogno che il Signore Ges\u00f9 torni a camminare con noi ogni giorno per parlare al nostro cuore, come fece con i due discepoli di Emmaus. Scrive Luca che Ges\u00f9 \u201ccominciando da Mos\u00e9 e da tutti i profeti spieg\u00f2 loro in tutte le Scritture ci\u00f2 che si riferiva a lui\u201d(24, 27). E, al termine del cammino, i due si dissero l\u2019un l\u2019altro: \u201cNon ci ardeva forse il cuore nel petto mentre conversava con noi lungo il cammino, quando ci spiegava le Scritture?\u201d(24, 32). Ciascuno di noi e l\u2019intera chiesa diocesana deve porsi in ascolto di Ges\u00f9 come i due di Emmaus. Nei mesi e negli anni che seguiranno le Sante Scritture debbono diventare familiari a ciascuno di noi. Del resto, solo se ci lasciamo scaldare il cuore dalla Parola comprenderemo e gusteremo il Pane della vita e il Calice della salvezza. Se non c\u2019\u00e8 l\u2019alfa della Parola, non arriveremo all\u2019omega del Calice. Insomma come abbiamo allargato il banchetto eucaristico facendo la comunione anche con il Calice, cos\u00ec vorremmo allargare la mensa della Parola perch\u00e9 tutti possano gustare personalmente le parole del Signore. E\u2019 assolutamente vitale il contatto personale e diretto con la Bibbia, cos\u00ec come ci si accosta personalmente alla comunione. Non basta parlare dell\u2019Eucarestia per realizzare l\u2019incontro con Ges\u00f9: c\u2019\u00e8 bisogno di mangiare il pane santo e di bere il sangue della salvezza. Allo stesso modo non basta parlare della Bibbia: c\u2019\u00e8 bisogno della lettura personale e diretta del testo biblico per sentire con le nostre orecchie Ges\u00f9 che ci parla. San Francesco d\u2019Assisi ogni giorno, anche quando non poteva partecipare alla Messa,&nbsp; ascoltava la pagina evangelica e al termine la baciava con devozione&nbsp; (Bibbia e spiritualit\u00e0, p. 280). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ma quanto ci \u00e8 familiare la Bibbia? Il cardinale Martini diceva: \u201cLa nostra vita \u00e8 lontana dal potersi dire nutrita e regolata dalla Parola. Ci regoliamo, anche nel bene, sulla base di buone abitudini, di alcuni principi di buon senso, ci riferiamo ad un contesto tradizionale di credenze religiose e di norme morali ricevute\u2026per\u00f2 di solito ben poco sperimentiamo come la Parola di Dio possa divenire il nostro vero sostegno e conforto, possa illuminarci sul \u2018vero Dio\u2019 la cui manifestazione ci riempirebbe il cuore di gioia\u201d( In prin.la parola&nbsp; p.88). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n&nbsp;La Bibbia, lettera di Dio agli uomini<\/p>\n<p>Ma cos\u2019\u00e8 la Bibbia? E perch\u00e9 dobbiamo leggerla? La Bibbia non \u00e8 un libro scientifico e neanche un testo di morale. La Bibbia \u00e8 la \u201cLettera d\u2019amore di Dio agli uomini\u201d. In essa Dio ci viene rivela, ci mostra, ci spiega il suo mistero d\u2019amore per noi. Attraverso le parole bibliche vediamo l\u2019amore di Dio, il pensiero di Dio, l\u2019agire di Dio, le parole di Dio. Le pagine bibliche ci mostrano come l\u2019amore di Dio si \u00e8 rivelato lungo la storia. L\u2019autore della Lettera agli Ebrei scrive: \u201cDio che aveva gi\u00e0 parlato nei tempi antichi molte volte e in diversi modi ai padri per mezzo dei profeti, ultimamente, in questi giorni, ha parlato a noi per mezzo del Figlio\u201d(Eb 1,1-2). In queste brevi parole \u00e8 come tracciata in due tratti l\u2019intera storia della salvezza, ossia il modo con cui Dio ha rivelato agli uomini il suo amore.<br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Le pagine della Bibbia sono parole d\u2019amore rivolte a noi, a te, a me. Ecco perch\u00e9 va frequentata personalmente, cos\u00ec come avviene con ogni lettera d\u2019amore, o meglio come accade in ogni rapporto umano. Nessuno intrattiene i rapporti con la persona amata per interposta persona. Pu\u00f2 accadere in qualche occasione particolare, non certo ordinariamente. La stessa cosa accade con la Sacra Scrittura. Quante volte sento dire: \u201cPer i libri di preghiere ci pensa mia moglie\u201d; oppure: \u201ci libri di devozione stanno sul suo comodino\u201d; o quando si porta in dono il Vangelo: \u201cne basta uno per famiglia\u201d. No, ciascun cristiano, ciascuna persona, deve avere la \u201csua\u201d Bibbia (il \u201csuo\u201d Vangelo); e deve leggerne un piccolo brano ogni giorno e, nel corso degli anni, lo deve conoscere nella sua interezza. Non accade cos\u00ec quando ci troviamo di fronte alla persona amata? Non vogliamo sentirla tutti i giorni e conoscerla interamente? <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Dobbiamo quindi porci davanti alla Bibbia come di fronte ad una Persona che ci parla del suo amore per noi; ed \u00e8 una Persona che ci conosce, mentre noi la conosciamo poco o la conosciamo solo inizialmente e insufficientemente. La Bibbia, come dicevo poc\u2019anzi, \u00e8 un invito del Signore a riprendere la conversazione dei giorni antichi, una via per riannodare il dialogo interrotto dal peccato. Dio, con la santa Scrittura, ci cerca per dichiararci il suo amore. Tutta la Bibbia \u00e8 una grande Parola d\u2019amore. Ecco, perch\u00e9 una lettura seria delle pagine della sacra Scrittura implica un coinvolgimento personale, e non una semplice adesione intellettiva e teorica a delle verit\u00e0 astratte. Le pagine della Bibbia sono una richiesta esplicita di amore che pretende una risposta altrettanto esplicita. Questo vuol dire che l\u2019ascolto della Parola di Dio \u00e8 sempre \u201cpericoloso\u201d, perch\u00e9 porta a situazioni impreviste che richiedono appunto scelte, tagli, decisioni, impegni. Cos\u00ec come accade in ogni dialogo pieno di amore. Forse \u00e8 proprio di qui che nasce il rifiuto ad ascoltare la sacra Scrittura; un rifiuto che non \u00e8 di carattere intellettivo, ma pi\u00f9 profondo, ossia la paura di lasciarsi amare da Dio. In questo senso si pu\u00f2 dire che l\u2019ascolto della Bibbia \u00e8 affascinante e assieme pericoloso, perch\u00e9 non lascia come si \u00e8. Gregorio Magno scrive che chi ascolta \u201ccomincia ad essere ci\u00f2 che non era e smette di essere ci\u00f2 che era\u201d(Ez, I, X, 7).<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Se la Parola di Dio rivela il cuore di Dio, \u00e8 ovvio che solo chi si lascia toccare il cuore ne comprende il senso profondo. La Sacra Scrittura, pertanto, va letta come si fa con una lettera d\u2019amore: chi ama desidera cogliere ogni tratto, ogni sfumatura, ogni tensione, ogni avvertimento, ogni suggestione della persona amata. La Sacra Scrittura va frequentata allo stesso modo in cui i discepoli frequentavano con Ges\u00f9, con la stessa familiarit\u00e0, con la stessa assiduit\u00e0, con la stessa fiducia. Soltanto l\u2019amore ci premette di cogliere il senso profondo della Parola di Dio, appunto perch\u00e9 l\u2019amore ne \u00e8 il principio e la fine. E\u2019 stato l\u2019amore che ha spinto Dio a parlare; e ha parlato per spingerci ad amare. Gregorio Magno, con una efficacissima sintesi, afferma: \u201cE\u2019 a quest\u2019unico scopo che Dio ci parla attraverso tutta la sacra scrittura: per attirarci all\u2019amore verso di lui e verso il prossimo\u201d( Ez, i, 10,14). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n&nbsp;Parola ed Eucarestia<br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;Nella lettera pastorale L\u2019Eucarestia salva il mondo ho gi\u00e0 accennato al legame che c\u2019\u00e8 tra Scrittura ed Eucaristia: entrambi corpo sacramentale di Cristo, e ad entrambi va la stessa venerazione. E\u2019 una convinzione comune nella tradizione della Chiesa, al punto da poter parlare dell\u2019aspetto eucaristico della Scrittura. Quando Ges\u00f9 risponde a satana: \u201cNon di solo pane vivr\u00e0 l\u2019uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio\u201d(Mt 4, 4), stabilisce questo legame tra il pane e la parola. Del resto, nel noto discorso sul pane alla sinagoga di Cafarnao, Ges\u00f9 si identifica continuamente con il \u201cpane\u201d e la \u201cparola\u201d che scendono dal cielo. La Sacra Scrittura pertanto non \u00e8 semplicemente un testo, \u00e8 piuttosto un pane di cui nutrirsi. Alcuni Padri dicevano: \u201cPer corpo di Cristo si intende anche la Scrittura di Dio\u201d. E San Girolamo, attento studioso delle santa Scritture, scrive: \u201cIo considero il Vangelo come il corpo di Ges\u00f9\u2026E quando dice: \u201cChi mangia la mia carne\u201d\u2026bench\u00e9 questo possa intendersi anche del sacramento, tuttavia corpo e sangue di Cristo, in senso pi\u00f9 vero, \u00e8 la parola della Scrittura\u201d(In Ps CXLVII).&nbsp;<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;\u201cLa Chiesa ha sempre venerato le divine Scritture come ha fatto per il corpo stesso del Signore, non mancando mai, soprattutto nella sacra liturgia, di nutrirsi del pane di vita dalla mensa sia della parola di Dio che del corpo di Cristo e di porgerlo ai fedeli\u201d (DV 21), scrive la Dei Verbum. E la Costituzione sulla santa Liturgia afferma: \u201cLa liturgia della parola e la liturgia eucaristica sono congiunte tra loro cos\u00ec strettamente da formare un solo atto di culto\u201d (Sacr Conc 56).&nbsp; E\u2019 molto bello un testo di Ruperto di Deutz quando sovrappone i gesti dello spezzare del pane eucaristico e dello spezzare la Parola di Dio: \u201cGes\u00f9 prese il libro e lo apr\u00ec, cio\u00e8 ricevette da Dio tutta la Santa Scrittura per adempierla in se stesso\u2026 Il Signore Ges\u00f9 dunque prese il pane delle Scritture nelle sue mani quando, incarnato secondo le Scritture, sub\u00ec la passione e risuscit\u00f2; allora egli prese il pane nelle sue mani e rese grazie quando, adempiendo le Scritture, offr\u00ec se stesso al Padre in sacrificio di grazia e di verit\u00e0\u201d (In Jo VI). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Permane ancora purtroppo quella concezione riduttiva per cui quel che conta \u00e8 l\u2019Eucarestia, nella quale si riceve la grazia, mentre la Parola \u00e8 come un di pi\u00f9: essa offre la dottrina, la verit\u00e0, i principi morali, e cos\u00ec oltre. No, c\u2019\u00e8 una \u201cpresenza reale\u201d di Cristo anche nella Bibbia, come del resto dice il Concilio nella Sacrosanctum Concilium: \u201cil Cristo \u00e8 presente nella sua parola, giacch\u00e9 \u00e8 lui che parla quando nella chiesa si legge la sacra Scrittura\u201d(7) e pi\u00f9 avanti, afferma che attraverso la Bibbia \u201cDio parla al suo popolo, Cristo annunzia ancora il vangelo\u201d (33). La Parola di Dio perci\u00f2 non trasmette solo una dottrina, non \u00e8 un contenitore di regole morali, essa anzitutto e soprattutto rende presente Dio che ci parla. Per questo essa dona un\u2019energia di grazia, una potenza interiore che \u00e8 certamente misteriosa ma realissima: la parola \u00e8 una forza che cambia, che guarisce, che trasforma, che salva. Va ricordato sempre che la Bibbia non \u00e8 una parola su Dio. No, la Bibbia \u00e8 parola di Dio. \u00c8 Lui stesso che parla a noi.&nbsp; <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\nOstacoli alla lettura della Parola di Dio<br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Dobbiamo dire che non mancano ostacoli e difficolt\u00e0 alla lettura della Parola di Dio. C\u2019\u00e8 certamente un clima culturale dominante che non favorisce n\u00e9 la lettura n\u00e9 la meditazione. E\u2019 facile riscontrare in noi stessi e negli altri la paura di fermarsi, di sostare, di pensare. Siamo tutti come costretti ad una frenesia di attivismo con l\u2019intento di riempire vuoti altrimenti insopportabili. Ed ecco che si legge poco dovunque. Si leggono pochi libri e pochi giornali. Non&nbsp; ci si rende conto che se la mente non viene esercitata si sclerotizza ed \u00e8 assoggettata a quella cultura dominante che comunque tutti subiamo attraverso televisione e pubblicit\u00e0. L\u2019archimandrita Sophrony, un monaco ortodosso che \u00e8 stato per tanti anni al Monte Athos e poi si \u00e8 recato in Francia e in Inghilterra, diceva: \u201cL\u2019ambiente sociale in cui viviamo si oppone alla preghiera, perch\u00e9 organizza la sua vita avendo altri scopi, diametralmente opposti ad essa. Gli spiriti ostili non la sopportano. Ma solo la preghiera permette al mondo creato di rinascere dalla sua caduta\u201d. Questo clima culturale \u00e8 entrato anche nella vita delle comunit\u00e0 cristiane. Siamo tutti figli di questa generazione e di questa cultura affaristica . Anche nelle giornate del credente si riduce sempre pi\u00f9 lo spazio della preghiera e della meditazione. Tutti corriamo senza mai fermarci. Questo avviene ovunque, anche nelle parrocchie. Aumentano gli impegni di ordine pastorale, diminuisce la lettura della scrittura. E cosa accade? L\u2019aridit\u00e0 interiore, per cui diveniamo tutti causa ed effetto della burocratizzazione della vita ecclesiale. Le nostre parrocchie sono diventate spesso un cumulo di attivit\u00e0 di ogni genere, senza alcuna vera priorit\u00e0: tutto \u00e8 importante e quindi nulla davvero necessario, salvo la propria tranquillit\u00e0 o comunque le proprie ragioni. E\u2019 persino ovvio dire che tra le tante attivit\u00e0 pu\u00f2 esserci anche il momento della preghiera. Ma quel che manca \u00e8 la fonte, l\u2019origine da cui tutto dovrebbe scaturire, che \u00e8 appunto l\u2019ascolto della Parola di Dio. Siamo pieni di pratiche e di devozioni, e il Vangelo rischia di essere secondario, di non far parte delle nostre reali preoccupazioni. Potremmo dire che ciascuno di noi (e le nostre parrocchie) rischiamo di cadere nella tentazione di Marta. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Conosciamo bene la scena evangelica. Mentre Maria sta ai piedi di Ges\u00f9 per ascoltare la sua voce, Marta \u00e8 travolta dalle faccende. Si \u00e8 giustamente riempita la vita, potremmo dire. E pensa anche di far bene. In verit\u00e0 fugge da ci\u00f2 che pi\u00f9 conta. E la prova ne \u00e8 l\u2019irritazione che prova verso lo stesso Ges\u00f9. E si badi bene non si tratta in questo caso della vecchia tensione tra vita attiva e vita contemplativa, per cui Marta ha scelto la precariet\u00e0 della vita attiva. No, il problema \u00e8 il primato assoluto della Parola di Dio nella vita del credente. Non importa se uno ha scelto la vita attiva o la vita contemplativa: in ambedue i casi deve essere evidente il primato dell\u2019ascolto della Parola di Dio. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n&nbsp;La preghiera cristiana<br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">E\u2019 necessario riscoprire la preghiera con la Bibbia. Prendo spunto da&nbsp; alcune affermazioni dei Padri. San Cipriano diceva: \u201cPrega assiduamente e leggi; ora parla con Dio, ora ascoltalo\u201d. San Gerolamo riprese questa indicazione: \u201cPreghi? Sei tu che parli allo Sposo. Leggi? E\u2019 lui che parla a te\u201d. E sant\u2019Ambrogio esortava: \u201cPerch\u00e9 non visitare ancora una volta Cristo, parlargli, ascoltarlo? Parliamo con lui quando preghiamo; lo ascoltiamo quando leggiamo gli scritti ispirati da Dio\u201d. Questo sta a dire che la Bibbia e la preghiera sono strettamente legate. E\u2019 inimmaginabile una preghiera cristiana che non trovi nella Bibbia la propria fonte e il proprio nutrimento. Pregando con la Bibbia entriamo a nel cuore stesso di Dio. Sono da continuare e da arricchire i gruppi o i singoli che praticano la Lectio Divina. Li incoraggio e li benedico.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;Vorrei perci\u00f2 questa sera offrire alla Diocesi, un metodo semplice di preghiera con il Vangelo. La preghiera che vi propongo \u00e8 l\u2019antica pratica della \u201clectio divina\u201d. La chiamo \u201cpreghiera cristiana\u201d. Vi consegner\u00f2, all\u2019inizio dell\u2019Avvento, il Vangelo di Matteo con un mio piccolo commento. Sia&nbsp; il libro della vostra preghiera. Come usarlo? E\u2019 semplice. Si devono trovare anzitutto cinque minuti al giorno (al mattino o alla sera, o in qualunque momento). Si pu\u00f2 essere soli&nbsp; o in famiglia (ho appreso, ad esempio, che una ragazza ha convinto tutta la famiglia a raccogliersi la sera prima di cena e leggere insieme un brano del Vangelo con il mio commento. Che meraviglia! Cos\u00ec si \u00e8 benedetti da Dio con un\u2019abbondanza di grazia inimmaginabile).<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Ecco come si svolge la preghiera. Potete farla gi\u00e0 con il vangelo di Marco.<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">C\u2019\u00e8 anzitutto l\u2019invocazione allo Spirito Santo. Non si pu\u00f2 comprendere la Bibbia senza invocare l\u2019aiuto dell\u2019autore, lo Spirito santo. Cosa c\u2019\u00e8 di meglio di chiedere l\u2019aiuto a chi ha scritto il libro? Viene quindi il primo momento, ossia la lettura del brano evangelico. Deve essere fatta con calma e in modo comprensibile. E questo \u00e8 il momento dell\u2019ascolto. Dobbiamo aprire le orecchie del corpo e soprattutto quelle del cuore. Fatta la lettura del brano evangelico viene il secondo momento: si legge il commento da me scritto. E\u2019 la meditazione. Il commento applica la pagina evangelica alla nostra vita. Viene poi il terzo momento che consiste in alcuni istanti di silenzio ove ciascuno riflette su quel che ha ascoltato. E\u2019 la contemplazione di quel che abbiamo \u201cvisto\u201d in questi pochi minuti. Di qui scaturisce la breve preghiera conclusiva. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Per aiutarvi in questo metodo semplice che ho chiamato \u201cpreghiera cristiana\u201d ho preparato un piccolo segnalibro che vi sar\u00e0 consegnato con il Vangelo, nel quale sono indicati i diversi momenti di questa preghiera. Dopo l\u2019invocazione iniziale, viene la lettura del brano evangelico, quindi la meditazione scritta da me, un momento di riflessione in silenzio che contempla quanto si \u00e8 ascoltato, e infine la preghiera finale. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\nSpunti per la ricerca e la riflessione<br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-ALIGN: justify\">1) La Bibbia e la catechesi. E\u2019 sempre pi\u00f9 urgente che la catechesi sia nutrita della Bibbia, soprattutto dei Vangeli. <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-ALIGN: justify\">2) L\u2019Omelia. Sant\u2019Agostino: \u201cQuel che vi dispenso non \u00e8 mio. Io mangio quel che mangiate voi. Abbiamo una dispensa comune in cielo; di l\u00e0 infatti viene la Parola di Dio\u201d (Sermo 95, 1)<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Chi predica <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">Chi ascolta<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-ALIGN: justify\">3) L\u2019arte.&nbsp; La \u201cBiblia pauperum\u201d nelle nostre chiese<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-ALIGN: justify\">4) I canti.&nbsp; Cesario di Arles: \u201c\u201dLa luce dell\u2019anima e il cibo eterno altro non \u00e8 infatti se non la Parola di Dio, senza la quale l\u2019anima non pu\u00f2 n\u00e9 vedere n\u00e9 vivere: giacch\u00e9, come la nostra carne muore se non assume cibo, cos\u00ec anche la nostra anima si spegne se non riceve la arola di Dio. Ma qualcuno dice: \u2018Io sono un contadino e sono continuamente impegnato nei lavori dei campi: non posso n\u00e9 stare ad ascoltare, n\u00e9 leggere la Scrittura divina\u2019. Quanti uomini e quante donne dei campi ricordano a memoria e cantano canti diabolici lascivi e sconci! Possono ricordare e imparare queste cose che insegna il diavolo, e non possono ricordare ci\u00f2 che rivela Cristo?\u201d(Pred la Par, 106).<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\"><\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-ALIGN: justify\">5) La Bibbia in famiglia. Giovanni Crisostomo, il grande vescovo di Costantinopoli, diceva ai suoi fedeli che talora mal sopportavano le sue indicazioni: \u201cSi dir\u00e0 da parte di qualcuno: Io non sono n\u00e9 monaco, n\u00e9 anacoreta, ho moglie e figli e mi prendo cura della mia famiglia. Ecco la grande piaga dei nostri tempi, credere che la lettura del Vangelo sia riservata soltanto ai religiosi e ai monaci\u2026E\u2019 un grande male non leggere i libri che recano la parola di Dio, ma ve n\u2019\u00e8 uno peggiore, credere che questa lettura sia inutile\u2026Non ascoltare la parola di Dio \u00e8 causa di fame e di morte\u201d (in Mat, Omel 2, 5-6). <\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-ALIGN: justify\">6) La Bibbia, la citt\u00e0 e gli amministratori della cosa pubblica. La Bibbia aiuta ad essere saggi, certamente chi crede ma anche chi non accoglie nel proprio cuore la fede. C\u2019\u00e8 un bel testo di Sant\u2019Ambrogio che dice essere assicurata la prosperit\u00e0 di una citt\u00e0 quando essa ha una moltitudine di giusti: \u201cCome dunque tutta la citt\u00e0 \u00e8 consolidata e resa pi\u00f9 prospera dalla presenza di persone sagge o \u00e8 rovinata dalla loro scomparsa, cos\u00ec un discorso austero e pieno di senile prudenza \u00e8 in grado di tenere salda l\u2019anima e ferma la mente di ciascuno. Se riusciamo inoltre a utilizzare copiosamente la lettura dei testi sacri, vero e proprio senato di numerosi insegnamenti e di buoni consigli, essa rende addirittura perpetua la stabilit\u00e0 di quella citt\u00e0 che \u00e8 nel cuore di ciascuno\u201d (De Cain et Abel, II,3,12).<\/P><br \/>\n<P class=MsoNormal style=\"TEXT-INDENT: 45pt; TEXT-ALIGN: justify\">&nbsp;<\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ripartire dalla Parola di Dio Nell\u2019assemblea dello scorso anno raccolti attorno al nuovo altare, segno di Cristo. 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