{"id":15624,"date":"2003-09-27T00:00:00","date_gmt":"2003-09-27T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/introduzione-allassemblea-ecclesiale.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:36","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:36","slug":"introduzione-allassemblea-ecclesiale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/introduzione-allassemblea-ecclesiale.html","title":{"rendered":"Introduzione all&#8217;Assemblea Ecclesiale"},"content":{"rendered":"<p><P>Un momento di grazia<\/P><br \/>\n<P>Saluto con riconoscenza e con affetto il cardinale Camillo Ruini per aver accettato di venire tra noi a tenere la relazione di apertura alla nostra Assemblea Diocesana sull&#8217;ultima enciclica di Giovanni Paolo II Ecclesia de Eucharistia.<BR><BR>Il mio benvenuto va poi al metropolita della Moldavia, Daniel Ciobotea, della Chiesa Ortodossa Romena che torna nuovamente a visitarci. Dopo la sua ultima visita ha inviato a Terni un sacerdote romeno, p. Basilio, suo segretario, perch\u00e9 prendesse la cura pastorale degli ortodossi romeni presenti nella nostra Diocesi. E&#8217; un segno bello di comunione tra le Chiese. Con lui saluto il ministro dei culti di Romania, il Signor Consantin Tanase, che \u00e8 anche un noto teologo. <BR>Un caro abbraccio va inoltre a Mons. Gualdrini che per tanti anni ha guidato questa nostra Chiesa diocesana. Prendo occasione per fargli gli auguri per il suo ottantesimo genetliaco. Ad multos annos! caro Mons. Gualdrini. <BR><BR>Saluto, inoltre, tutti voi, care sorelle e cari fratelli, che partecipate a questa importante Assemblea Diocesana d&#8217;inizio d&#8217;anno. <BR>E&#8217; un momento particolare di grazia perch\u00e9, raccogliendoci, si realizza quel che Ges\u00f9 ha detto: &#8220;Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro&#8221;. S\u00ec, il Signore sta in mezzo a noi. Questo sta a dire che c&#8217;\u00e8 una grazia speciale nel ritrovarsi fisicamente assieme, nel sentirsi gli uni accanto agli altri. Chi non c&#8217;\u00e8, poveretto, si priva di questa grazia. Beati noi invece che siamo venuti, perch\u00e9 se ci lasciamo guidare dallo Spirito del Signore cresceremo nell&#8217;amore e nella comunione. C&#8217;\u00e8, insomma, una grazia in pi\u00f9 nell&#8217;assemblea ecclesiale riunita. Sant&#8217;Agostino e Sant&#8217;Ambrogio sottolineavano, a tale proposito, la grandezza del mistero della comunit\u00e0: mentre i cristiani, presi singolarmente, sono figli, quando si radunano nell&#8217;assemblea litugica diventano &#8220;Ecclesia-Mater&#8221;, hanno cio\u00e8 una forza e una funzione nuova. <BR><BR>Sentiamo particolarmente attuali le parole di Paolo ai Corinzi: &#8220;Vi esorto ad essere unanimi nel parlare, perch\u00e9 non vi siano divisioni tra voi, ma siate in perfetta unione di pensieri e di intenti&#8221; (1Cor 1,10). <BR><BR>S\u00ec, dobbiamo crescere verso quella &#8220;perfetta unione di pensieri e di intenti&#8221; che l&#8217;apostolo auspica e per la quale il Signore ha dato tutto il suo sangue. Certo, l&#8217;unione perfetta \u00e8 un punto di arrivo del nostro cammino. Ma tale convinzione non solo non rallenta il nostro passo, al contrario deve spingerci a proseguire con pazienza e con grande determinazione il nostro cammino diocesano. L&#8217;assemblea ecclesiale \u00e8 tra i momenti pi\u00f9 significativi della vita di una comunit\u00e0 cristiana. E&#8217; un momento di grazia e di benedizione per l&#8217;intera Chiesa e per ciascuno di noi. <\/P><br \/>\n<P>L&#8217;Eucarestia<\/P><br \/>\n<P>Nel novembre del 2000 &#8211; era la mia prima assemblea con voi &#8211; ponemmo la nostra attenzione sulla centralit\u00e0 della Domenica nella vita della nostra Chiesa. Molti si domandarono il perch\u00e9 questa scelta. Vari furono i motivi. Certamente eravamo preoccupati della scarsa frequenza alla Messa domenicale nella nostra Diocesi, tra le pi\u00f9 basse d&#8217;Italia. Nello stesso tempo per\u00f2 eravamo anche desiderosi che la partecipazione alla Santa Messa, da parte di coloro che frequentavano, fosse ancor pi\u00f9 consapevole. Sapevamo poi, e lo sappiamo ancora, che la cultura dominante spinge a considerare la Domenica sempre pi\u00f9 come il fine settimana, il week-end, che il Giorno del Signore, il giorno del riposo, il giorno della preghiera, della carit\u00e0, della famiglia, insomma il giorno da dedicare a Dio. Tuttavia, il motivo determinante della scelta della Domenica come tema centrale della nostra attenzione, risiede nell&#8217;antica convinzione che &#8220;senza Domenica, i cristiani non possono vivere&#8221;. Dicevano cos\u00ec i martiri di Abitene uccisi nel 304 perch\u00e9 colpevoli di partecipare alla Messa della Domenica. Perch\u00e9 affrontare il martirio pur di partecipare alla Messa della Domenica? Perch\u00e9 \u00e8 la Pasqua della settimana. E se al cristianesimo togliamo la Pasqua togliamo tutto. <BR><BR>Fummo confortati tre anni fa, quando scegliemmo di fermare la nostra attenzione sulla Domenica, dall&#8217;enciclica di Giovanni Paolo II, Novo Millennio Ineunte, che ripropose all&#8217;attenzione dell&#8217;intera Chiesa appunto la riscoperta della Domenica come la dimensione centrale della vita cristiana. E noi, obbedendo all&#8217;invito pressante del Papa, che ci ripeteva l&#8217;invito di Ges\u00f9 a Pietro &#8220;Duc in altum!&#8221;, abbiamo &#8220;preso il largo&#8221; proprio dalla riscoperta della centralit\u00e0 della Domenica nella vita della Diocesi. Tutto nella nostra Diocesi abbiamo pensato e vissuto a partire dalla Domenica, decidendo di restare su questo tema per tutto il tempo necessario. Sentiamo ancora una volta le parole del Papa sulla centralit\u00e0 della scelta della Domenica: tra le attivit\u00e0 pastorali &#8220;nessuna \u00e8 tanto vitale o formativa della comunit\u00e0 quanto la celebrazione domenicale del giorno del Signore e della sua Eucaristia&#8221; (35). <BR><BR>E continuava sulla sua attualit\u00e0: &#8220;Stiamo entrando in un millennio che si prefigura caratterizzato da un profondo intreccio di culture e di religioni anche nei paesi di antica cristianizzazione. In molte regioni i cristiani sono, o stanno diventando, un &#8216;piccolo gregge&#8217;. Ci\u00f2 li pone di fronte alla sfida di testimoniare con maggior forza, spesso in condizione di solitudine e di difficolt\u00e0, gli aspetti specifici della propria identit\u00e0. Il dovere della partecipazione eucaristica ogni domenica \u00e8 uno di questi&#8221; (36). E aggiungeva: &#8220;L&#8217;Eucarestia domenicale, raccogliendo settimanalmente i cristiani come famiglia di Dio intorno alla mensa della Parola e del Pane di vita, \u00e8 anche l&#8217;antidoto pi\u00f9 naturale alla dispersione. Essa \u00e8 il luogo privilegiato dove la comunione \u00e8 costantemente annunciate e coltivata. Proprio attraverso la partecipazione eucaristica, il giorno del Signore diventa anche il giorno della Chiesa, che pu\u00f2 svolgere cos\u00ec in modo efficace il suo ruolo di sacramento di unit\u00e0&#8221; (36). Come vedete il Papa&nbsp; presenta l&#8217;Eucarestia domenicale come l&#8217;antidoto pi\u00f9 naturale alla dispersione che la societ\u00e0 contemporanea vive in modo particolarmente drammatico. E per conseguenza \u00e8 anche l&#8217;antidoto alla solitudine. Sarebbe utile esaminare il rapporto stretto, direi quasi diretto, tra l&#8217;Eucarestia e la citt\u00e0, tra Eucaristia e creato.<BR><BR>E noi, nel 2001, abbiamo scelto di fermare la nostra attenzione proprio sulla Celebrazione dell&#8217;Eucarestia, che della Domenica \u00e8 il cuore. Non mi dilungo su questo. Basti ricordare che ne \u00e8 scaturita la Lettera Pastorale: L&#8217;Eucarestia salva il mondo. Ricordate che presentai nell&#8217;Assemblea Diocesana un testo che fu consegnato a tutti i membri dei Consigli Pastorali parrocchiali perch\u00e9 fosse letto, approfondito e discusso. Raccolsi, quindi, le osservazioni e redassi il testo definitivo. La Lettera Pastorale, risultato anche di questo lavoro comune, \u00e8 divenuta una sorta di Direttorio per le nostre comunit\u00e0 perch\u00e9 ridessero la centralit\u00e0 alla santa Liturgia nella vita comunitaria e personale. E sono stato lieto nell&#8217;ascoltare le osservazioni sulla missionariet\u00e0 che il cardinale Ruini ha presentato luned\u00ec scorso al Consiglio Permanente della CEI. Ci sentiamo confermati e incoraggiati nel ritenere la Liturgia Eucaristica come &#8220;fonte e culmine&#8221; non solo della vita spirituale ma anche della missionariet\u00e0 della Chiesa. <BR>Nel riflettere su questo tema abbiamo ripercorso il cammino della nostra diocesi a partire dal Concilio Vaticano II sino ad oggi ponendo l&#8217;attenzione particolarmente alla Liturgia. E abbiamo visto il cammino di grazia che \u00e8 stato compiuto! La rilettura dei testi del Magistero ci ha aiutato a cogliere la profondit\u00e0 dei misteri che la Liturgia ci fa celebrare. E&#8217; stato fruttuoso riprendere in mano la Costituzione sulla Liturgia del Vaticano II e la lettera di Giovanni Paolo II &#8220;Dies Domini&#8221;. Cos\u00ec pure abbiamo potuto gustare nuovamente la ricchezza dei testi della Conferenza Episcopale Italiana su Il Giorno del Signore e l&#8217;altro Comunicare il Vangelo in un mondo che cambia. S\u00ec, ci siamo interrogati sulla fedelt\u00e0 alla lettera e allo spirito del Concilio e del Magistero seguente. Sono passate davanti ai nostri occhi le tappe del cammino fatto con Mons. Dal Pr\u00e0 e Mons. Loiali, con Mons. Quadri e Mons. Gualdrini. Abbiamo visto i cambiamenti, constatando anche la grande ricchezza di preghiera portata dall&#8217;applicazione del Concilio! E&#8217; stata per noi una grande lezione, per continuare il cammino tracciato sulle linee segnate dalla tradizione viva della Chiesa. Ed \u00e8 proprio questo radicamento nella tradizione che ci ha fatto intravedere il cammino che ci resta ancora da fare.<BR><BR>Lo scorso anno abbiamo affrontato il secondo capitolo della Lettera Pastorale, quello sui celebranti. Non mi dilungo su questo; ne abbiamo parlato a sufficienza. Ma \u00e8 stato chiaro il principio da sempre presente nella coscienza della Chiesa. La Liturgia Eucaristica \u00e8 la celebrazione di tutta la Chiesa. E anche quando a celebrare \u00e8 il solo sacerdote, \u00e8 il &#8220;Christus totus&#8221;, l&#8217;intero Corpo di Ges\u00f9, l&#8217;intera Chiesa, che offre a Dio il culto spirituale. Ciascuno, secondo il ministero affidatogli, \u00e8 perci\u00f2 un membro attivo della celebrazione di questo grande mistero d&#8217;amore. Del resto &#8211; e lo abbiamo ripetuto pi\u00f9 volte &#8211; la Messa non \u00e8 un rito a cui partecipare, ma un incontro da fare: l&#8217;incontro con il risorto. <BR>S\u00ec, la Santa Messa \u00e8 il nostro incontro con Ges\u00f9 risorto, \u00e8 la nostra Emmaus. E dentro questa icona evangelica abbiamo cercato di pensare il modo di celebrare la Santa Messa. Nella Messa della Domenica deve ardere anche a noi il cuore nel petto, deve sgirgare anche dalle nostre labbra la preghiera dei due: &#8220;Resta con noi Signore&#8221;, e debbono anche a noi aprirsi gli occhi al momento dello spezzare il pane e riconoscere Ges\u00f9, nostro Salvatore. Ecco perch\u00e9 la celebrazione non pu\u00f2 essere fredda e distaccata. E&#8217; l&#8217;incontro con Ges\u00f9 risorto! <BR><BR>Debbo dirvi, e lo faccio con gioia e riconoscenza, che le celebrazioni domenicali sono notevolmente cresciute in intensit\u00e0 e in partecipazione. E in non pochi casi anche nel numero dei partecipanti. Sono anche lieto che la Divina Liturgia sia celebrata a Terni anche dai fedeli della Chiesa Ortodossa Romena e dalle altre Chiese. Vorrei dire che cos\u00ec cresce il Paradiso tra noi. Come non renderne grazie al Signore? Ma con la stessa franchezza con cui gioiamo di questo, dobbiamo per\u00f2 dirci che c&#8217;\u00e8 tanto resta ancora da fare, tanto da comprendere, tanto da vivere. Non possiamo smettere di chiederci: quanti non vengono ancora a Messa? Oppure: noi che frequentiamo, come partecipiamo? E se queste domande le decliniamo nel versante giovanile, un nodo di preoccupazione ci coglie: sono pochi, troppo pochi i giovani che partecipano alla Messa della Domenica. Ecco perch\u00e9 spesso li vediamo tristi e preda della banalit\u00e0 e anche della droga che sta allunga pericolosamente i suoi tentacoli anche nelle nostre citt\u00e0. <BR><BR>Care sorelle e cari fratelli, gi\u00e0 solo questi brevi cenni ci fanno comprendere il perch\u00e9 non possiamo distaccarci dal tema della Domenica. Continueremo a porlo al centro della nostra attenzione. E&#8217; ci\u00f2 che di pi\u00f9 santo e di pi\u00f9 delicato noi abbiamo. Terminavo la Lettera Pastorale dicendo che l&#8217;Eucarestia \u00e8 la &#8220;prima opera&#8221; della Chiesa. In certo senso \u00e8 &#8220;l&#8217;unica&#8221;. Non abbiamo altro, perch\u00e9 dalla Liturgia Eucaristica, tutto scaturisce, sia nella vita spirituale che in quella pastorale. Un santo metropolita ortodosso scriveva che la Liturgia Eucaristica non \u00e8 uno degli atti della Chiesa, \u00e8 la Chiesa nel suo senso pi\u00f9 pieno, \u00e8 gi\u00e0 la Chiesa entrata nel cielo. Ecco perch\u00e9 non mi stanco di ripetere che le nostre Messe domenicali dovrebbero essere un pezzo di paradiso in terra. S\u00ec, almeno una volta a settimana, se siamo attenti, possiamo vivere il Paradiso. <BR><BR>Se questo \u00e8 vero, come possiamo dimenticare l&#8217;urgenza di andare a Messa? Come non spingere tutti i battezzati a prendervi parte? Finch\u00e9 ne rester\u00e0 anche uno solo fuori non potr\u00f2 tacere e non possiamo stare in pace. E noi non dobbiamo considerarci solo gli invitati alla Messa; siamo anche come quei servi della parabola evangelica che il Signore manda a chiamare coloro che stanno fuori perch\u00e9 vengano al banchetto. &#8220;Spingeteli ad entrare&#8221;, continua a dirci il Signore, anche se siamo un po&#8217; sordi a questa parola. E&#8217; necessario porre tra le domande del nostro esame di coscienza anche questa: ho cercato di portare altri alla Messa la domenica? So che di fronte a questa mia insistenza qualcuno ripete che la Messa vale ugualmente anche se ci sono poche persone. Lo so bene! Come sappiamo tutti che in quel Venerd\u00ec Santo, sul calvario, anche se c&#8217;erano solo 5 persone, 4 donne e un giovane, la morte di Ges\u00f9 \u00e8 stata salvifica. Ma questo non toglie la tristezza che Ges\u00f9 fu stato lasciato solo dai suoi discepoli, dai suoi amici pi\u00f9 cari. Vogliamo continuare a lasciare solo Ges\u00f9, perch\u00e9 tanto la Messa vale lo stesso? L&#8217;Eucarestia della Domenica resta l&#8217;orizzonte prioritario di tutta la nostra azione pastorale. Dobbiamo ancora riflettere molto, e soprattutto vivere con cura la Messa della Domenica per accogliere tutta la ricchezza che essa sprigiona.<\/P><br \/>\n<P>La Parola di Dio<\/P><br \/>\n<P>Quest&#8217;anno l&#8217;Assemblea ha come titolo &#8220;L&#8217;Eucarestia e la Parola&#8221;. I due termini, che mettono in risalto le dimensioni della Santa Messa, sono al centro di questi due giorni. Domani, per parte mia, vi presenter\u00f2 il tema della Parola di Dio nella vita del credente e della Chiesa, e vi consegner\u00f2 un testo che discuteremo nei consigli pastorali parrocchiali. E&#8217; un approfondimento del capitolo III della Lettera Pastorale. Sento urgente che ciascun credente della Diocesi, come si ciba del pane della vita e del calice della salvezza, cos\u00ec ogni giorno si nutra del Vangelo. Negli anni scorsi vi ho consegnato ogni anno un Vangelo da me commentato. Quest&#8217;anno, all&#8217;inizio dell&#8217;anno liturgico, vi dar\u00f2 il Vangelo di Matteo, sempre commentato da me, perch\u00e9 sia il nutrimento quotidiano della vostra vita. Ho ricevuto incredibili testimonianze del beneficio che la lettura, personale o in famiglia, del Vangelo ha portato. Quest&#8217;anno ho l&#8217;ambizione di proporre a tutti, alle famiglie anzitutto, di imparare a pregare con il Vangelo. S\u00ec, una sorta di preghiera quotidiana con il Vangelo, una &#8220;lectio divina&#8221; per le famiglie. Aggiungo a questo anche un piccolo commento ai Vangeli della Messa di ogni giorno, perch\u00e9 i sacerdoti che lo desiderano, dopo il vangelo, possano leggerlo. Insomma, non ci sia Messa senza un piccolo commneto che attualizzi il Vangelo nella nostra vita.<BR>Del resto, il Papa, nella Esortazione Apostolica &#8220;Ecclesia in Europa&#8221;, esorta cos\u00ec: &#8220;Chiesa in Europa, entra nel nuovo millennio con il libro del Vangelo!&#8221; (65). Questa grido risuona in tutta la sua forza anche a Terni. Il Papa prosegue: &#8220;La Sacra Bibbia continui ad essere un tesoro: nello studio attento della Parola troveremo alimento e forza per svolgere ogni giorno la nostra missione&#8221; (65). Queste parole sono ben pi\u00f9 che una semplice esortazione. Esse definiscono la missione della Chiesa. Il Papa continua: &#8220;Prendiamo nelle nostre mani questo Libro! Accettiamolo dal Signore che continuamente ce lo offre tramite la sua Chiesa (cfr Ap 10,8). Divoriamolo (cfr Ap 10,9), perch\u00e9 diventi vita della nostra vita. Gustiamolo fino in fondo: ci riserver\u00e0 fatiche, ma ci dar\u00e0 gioia perch\u00e9 \u00e8 dolce come il miele (cfr Ap 10. 9-10). Saremo ricolmi di speranza e capaci di comunicarla a ogni uomo e donna che incontriamo sul nostro cammino&#8221;(65). <\/P><br \/>\n<P>Conclusione<\/P><br \/>\n<P>Prima di addentrarci nell&#8217;approfondimento della centralit\u00e0 della Parola di Dio, vorrei per\u00f2 che comprendessimo il dono che Giovanni Paolo II ha fatto alla Chiesa con la nuova enciclica, Ecclesia de Eucharistia. E&#8217; un testo pieno di dottrina spirituale e di sapienza pastorale. Ho chiesto al cardinale Ruini di commentarla per noi. Gli dico ancora una volta il mio grazie per aver accettato di venire, doppo una settimana come quella passato e quella che si sta per aprire. Credo che tutti comprendiamo il dono fattoci. Ed io gli sono particolaremnte grato. Quante cose potrei dire del mio cardinale! Dico &#8220;mio&#8221; per l&#8217;esaltante lavoro che ho avuto la fortuna di svolgere con lui a Roma sia nel Sinodo Diocesano che nella Missione cittadina&#8230; Penso alla consegna del Vangelo di Marco alle famiglie romane e ai Dialoghi in Cattedrale, per citare alcune iniziative che sono anche a voi familiari. Ma quel che mi salda a lui in modo unico \u00e8 la consacrazione episcopale. E&#8217; lui, per me, il legame con il colleggio apostolico. Ed \u00e8 lui la catena ormai indistruttibile che mi rende partecipe della successione apostolica. Non so quanti di voi erano presenti nella cattedrale di san Giovanni in Laterano il 2 aprile del 2000. Per me resta un giorno ovviamente indimenticabile. E&#8217; per questo che con gratitudine grande accolgo il cardinale Ruini in questa Chiesa nella quale lui, in certo modo, mi ha introdotto e gli d\u00f2 la parola.<BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un momento di grazia Saluto con riconoscenza e con affetto il cardinale Camillo Ruini per aver accettato di venire tra noi a tenere la relazione di apertura alla nostra Assemblea Diocesana sull&#8217;ultima enciclica di Giovanni Paolo II Ecclesia de Eucharistia.Il mio benvenuto va poi al metropolita della Moldavia, Daniel Ciobotea, della Chiesa Ortodossa Romena che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":15625,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-15624","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interventi"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/wp-content\/uploads\/2009\/10\/assembleaecclesiale1_11.jpg","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15624","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=15624"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/15624\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/15625"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=15624"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=15624"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=15624"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}