{"id":15576,"date":"2002-04-06T00:00:00","date_gmt":"2002-04-06T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/veglia-per-la-pace-ad-assisi.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:37","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:37","slug":"veglia-per-la-pace-ad-assisi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/veglia-per-la-pace-ad-assisi.html","title":{"rendered":"Veglia per la Pace ad Assisi"},"content":{"rendered":"<p><P><BR>&#8220;Giuda \u00e8 in lutto, le sue citt\u00e0 languiscono, sono a terra nello squallore; il gemito di Gerusalemme sale al cielo&#8221; (Gr 14, 2). S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, noi questa notte vegliamo per esprimere al Signore il gemito di Gerusalemme. E\u2019 la notte della guerra e della violenza. E\u2019 l\u2019ora delle armi, quindi l\u2019ora delle tenebre. vorremmo che la nostra preghiera giungesse sino al cielo. Con il profeta Isaia subito ti diciamo: &#8220;Signore\u2026ecco guarda: tutti siamo tuo popolo. Le tue citt\u00e0 sante sono un deserto, un deserto \u00e8 diventata Sion, Gerusalemme una desolazione\u2026Dopo tutto questo, resterai ancora insensibile, o Signore?&#8221; (Is 64, 9-11). <\/P><br \/>\n<P>In questa seconda domenica di Pasqua, festa della Divina Misericordia, prontamente accogliamo l\u2019invito del Papa, uomo buono che non cessa di caricarsi sulle spalle ancora una volta la speranza di pace del mondo, vogliamo unirci a tutte le comunit\u00e0 cristiane sparse in ogni parte della terra per far salire sino al cielo una particolare preghiera &#8220;per quelle popolazioni ora dilaniate da forme di violenza inaudita&#8221;. C\u2019\u00e8 come un grido disperato che Giovanni Paolo II vuole far salire a Dio dall\u2019intero pianeta. Potremmo dire un grido globale, una preghiera universale che unisca tutti i credenti al suo sdegno per la guerra e alla sua preghiera per la pace. S\u00ec, questa non sia solo l\u2019ora delle armi! Sia piuttosto l\u2019ora della preghiera! E lo scrive convinto: &#8220;Di fronte alla caparbia determinazione con cui, da una parte e dall\u2019altra, si continua ad avanzare sulla strada della ritorsione e della vendetta, si apre di fronte all\u2019animo angosciato dei credenti la prospettiva del ricorso della preghiera accorata a quel Dio che, solo, pu\u00f2 cambiare i cuori degli uomini, anche dei pi\u00f9 ostinati&#8221;. <\/P><br \/>\n<P>Noi apriamo questo giorno che vedr\u00e0 credenti di ogni cultura e di ogni razza in una grande mobilitazione orante. Lingue diverse, modi vari di esprimersi, a Nord come a Sud, in Occidente come in Oriente, questo giorno ci vede tutti come una sola voce che s\u2019innalza sino al cielo per invocare la pace nella terra di Ges\u00f9. Pi\u00f9 volte Assisi \u00e8 stato luogo singolare di preghiera per la pace. E\u2019 ancora davanti ai nostri occhi l\u2019avvenimento del 24 gennaio scorso: il Papa Giovanni Paolo II con i responsabili delle grandi religioni mondiali e di tutte le confessioni cristiane in preghiera, ancora una volta, per la pace. In quel giorno abbiamo sentito il legame stretto che c\u2019\u00e8 tra Assisi e la pace. Ma vorrei aggiungere che il cuore di questo legame \u00e8 il vincolo inscindibile tra la citt\u00e0 di Francesco e la Terra Santa. Per pi\u00f9 ragioni la pace di quella terra \u00e8 la nostra pace. Cos\u00ec come la guerra nella Terra Santa riverbera il suo dramma nel mondo intero. <\/P><br \/>\n<P>Le drammatiche vicende della terra di Ges\u00f9, della terra di Maria, degli apostoli e, perch\u00e9 no, di Francesco, toccano il cuore stesso del cristianesimo. Lo toccano certamente nei suoi aspetti concreti relativamente ai luoghi santi e alla loro incolumit\u00e0. Ma, credo, ci sia un legame ancor pi\u00f9 profondo che riguarda la comprensione stessa di Ges\u00f9. S\u00ec, Ges\u00f9 \u00e8 assieme ebreo e palestinese, \u00e8 assieme giovane dell\u2019uno e dell\u2019altro popolo. Indivisibilmente. E\u2019 Ges\u00f9, perci\u00f2, che continua ad essere lacerato in quei giovani israeliani uccisi o feriti dagli attentati kamikaze. Ges\u00f9, il vero martire. Lui che \u00e8 morto non per uccidere, ma per salvare la vita di tutti, a cominciare da quella del buon ladrone. Ed \u00e8 ancora lo stesso Ges\u00f9 che continua ad essere ucciso in quei palestinesi che, da anni cercano un giusta patria, e che la violenza dei carri armati schiaccia ed elimina, lasciando insepolti i loro cadaveri. E\u2019 vero purtroppo, e sono ormai settimane ed anni, che ciascuna parte piange i &#8220;suoi&#8221; morti e, mentre piange, medita e mette in atto la vendetta contro l\u2019altra parte, andando cos\u00ec verso una catena infinita di morte. <\/P><br \/>\n<P>Ma, fratelli e sorelle, se alziamo un poco lo sguardo vediamo che pi\u00f9 in alto, c\u2019\u00e8 un Padre, s\u00ec, quello che &#8220;fa sorgere il suo sole sui malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti&#8221;(Mt 5, 47), il quale li piange tutti questi morti, perch\u00e9 tutti, di ambedue le parti, sono &#8220;suoi&#8221; morti; ambedue sono figli &#8220;suoi&#8221;, egli che, come scrive Paolo, &#8220;\u00e8 la nostra pace, colui che ha fatto dei due un popolo solo, abbattendo il muro di separazione che era frammezzo, cio\u00e8 l\u2019inimicizia&#8221; (Ef 2, 14). Quel muro, l\u2019inimicizia, \u00e8 stato rialzato e drammaticamente irrobustito. Penso con nostalgia a quelle parole di Martin Buber: &#8220;In Palestina, noi non abbiamo mai vissuto con gli Arabi, ma accanto a loro. La coabitazione di due popoli sulla stessa terra diviene fatalmente opposizione, se non si sviluppa nella direzione di un essere-assieme. Nessun cammino permette di tornare ad una pura e semplice coabitazione. E\u2019 invece ancora possibile incamminarsi verso lo &#8220;stare assieme&#8221;, anche se numerosi ostacoli si sono accumulati su questa via&#8221;. Queste parole le pronunci\u00f2 nel 1929 davanti a un uditorio di personalit\u00e0 sioniste, a Berlino, pochi giorni dopo che decine di ebrei erano stati barbaramente massacrati da alcuni arabi a H\u00e9bron.<\/P><br \/>\n<P>Queste parole sono lontane. Vicino, c\u2019\u00e8 solo il pianto delle mamme israeliane e di quelle palestinesi che piangono i loro figli innocenti. Quest\u2019urlo, Dio l\u2019ha fatto suo. E\u2019 l\u2019urlo di Ges\u00f9 sulla croce: &#8220;Dando un forte grido, spir\u00f2&#8221;, scrive Marco. Di fronte al calvario, al Venerd\u00ec Santo che ancora continua in quella terra, dove Ges\u00f9, ebreo e palestinese, \u00e8 ancora crocifisso si sente un urlo. E\u2019 l\u2019urlo di Dio, perch\u00e9 si ponga fine allo sterminio dei suoi figli. No, non piange solo per quelli di una parte o per quelli dell\u2019altra parte. Dio urla per tutti: &#8220;un grido \u00e8 stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perch\u00e9 non sono pi\u00f9&#8221; (Mt 2, 17). Questa notte noi che siamo venuti per pregare, e per vegliare, forse veniamo sorpresi da questo urlo. E\u2019 lui che per primo si rivolge a noi e supplica. Supplica ogni uomo e ogni donna, supplica soprattutto chi \u00e8 pi\u00f9 direttamente responsabile delle istituzioni politiche, perch\u00e9 ascoltino questo grido. E\u2019 una richiesta piena di sconcertante ragionevolezza. Una cosa, infatti, \u00e8 certa: l\u2019ora smisurata delle armi, dell\u2019una e dell\u2019altra parte, non porter\u00e0 mai all\u2019ora della pace. Le armi non daranno ad Israele la giusta sicurezza, n\u00e9 potranno permettere al popolo palestinese di raggiungere il suo diritto ad uno spazio nazionale. Le armi acuiscono un dissidio che non porter\u00e0 nessuna delle due parti a vincere, semmai ambedue a soccombere, ad essere sconfitte. <\/P><br \/>\n<P>Noi, care sorelle e cari fratelli, siamo qui a vegliare, a vegliare in questo Venerd\u00ec Santo mentre ancora una volta &#8220;si \u00e8 fatto buio su tutta la terra&#8221;, in attesa dell\u2019alba di quel &#8220;primo giorno dopo il sabato&#8221;(Lc 24,1). La nostra preghiera \u00e8 piena di fiducia nel Signore del cielo e della terra. Egli &#8220;pu\u00f2 cambiare i cuori degli uomini&#8221;, soprattutto &#8220;di quanti hanno la responsabilit\u00e0 e il potere di compiere i passi necessari, anche se costosi, per avviare le parti in lotta verso accordi giusti e dignitosi per tutti&#8221;, come qualche giorno fa si \u00e8 espresso Giovanni Paolo II. Noi preghiamo perch\u00e9 la Pasqua di risurrezione arrivi presto nella terra da dove essa \u00e8 iniziata. S\u00ec, possiamo ripeterlo, in quella terra c\u2019\u00e8 tutta la terra. E in quella pace c\u2019\u00e8 come iscritta l\u2019intera pace. Per questo ha ragione il salmista: &#8220;Si attacchi la lingua al mio palato, se mi dimentico di te, Gerusalemme&#8221;. Non dimentichiamo gli ebrei, i musulmani e i cristiani che vivono nella Terra Santa! Non dimentichiamo \u2013 e ad Assisi dobbiamo dirlo \u2013 i figli di San Francesco che da secoli vivono, operano, pregano e custodiscono quei luoghi santi! Questi luoghi non sono semplicemente della mura. Sono soprattutto il segno che la pace \u00e8 pi\u00f9 forte dell\u2019odio, che l\u2019amore \u00e8 pi\u00f9 forte del male. Abbiamo bisogno di spazi come questi che sfuggano alla logica della guerra senza quartiere. Essi in passato hanno dato rifugio ad ebrei ed oggi lo danno a Palestinesi. S\u00ec, vorrei dire che di qui, dall\u2019Occidente, noi ancora una volta attendiamo che dalla Terra Santa torni l\u2019annuncio della risurrezione. Attendiamo che i figli di San Francesco possano venire ad Assisi, in fretta, come quelle donne in quel mattino presto, ad annunciare a noi tutti che l\u2019alba della risurrezione \u00e8 iniziata, che la pietra pesante che pesa su quella terra \u00e8 stata rotolata via. Nell\u2019attesa, noi vegliamo e preghiamo perch\u00e9 il Signore intervenga presto, e con il profeta diciamo: &#8220;Svegliati, rivestiti di forza, o braccio del Signore. Svegliati come nei giorni antichi&#8221;, come nel giorno della Pasqua. <BR><\/P><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Giuda \u00e8 in lutto, le sue citt\u00e0 languiscono, sono a terra nello squallore; il gemito di Gerusalemme sale al cielo&#8221; (Gr 14, 2). S\u00ec, care sorelle e cari fratelli, noi questa notte vegliamo per esprimere al Signore il gemito di Gerusalemme. E\u2019 la notte della guerra e della violenza. 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