{"id":15575,"date":"2002-04-14T00:00:00","date_gmt":"2002-04-14T00:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vincenzopaglia.it\/cms\/index.php\/preghiera-per-gerusalemme.html"},"modified":"2013-05-10T23:48:37","modified_gmt":"2013-05-10T21:48:37","slug":"preghiera-per-gerusalemme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vincenzopaglia.it\/index.php\/preghiera-per-gerusalemme.html","title":{"rendered":"Preghiera per Gerusalemme"},"content":{"rendered":"<p><BR>Due lettere del Papa verso la pace. La prima l\u2019ha spedita a Bush, mostrando, tra l\u2019altro, lucidit\u00e0 politica e determinazione per la pace in Terra Santa. L\u2019altra al suo Segretario di Stato, il cardinale Sodano. Al primo interlocutore \u2013 non conosciamo il contenuto esatto della lettera &#8211; certamente il Papa ha chiesto un intervento deciso per porre fine ad un conflitto che sta assumendo tratti sempre pi\u00f9 terribili. Ed \u00e8 non poco significativa la decisione che il Presidente degli Stati Uniti ha preso subito dopo in merito al cammino verso la pace. Del resto com\u2019era possibile che la comunit\u00e0 internazionale stesse, impotente, a guardare? Ma non \u00e8 di questo che vorrei parlare. Nella lettera al cardinale Sodano il Papa ha chiesto di esortare tutti i vescovi della Chiesa cattolica ad indire per questa domenica, 7 aprile, domenica detta della Misericordia, una particolare preghiera &#8220;per quelle popolazioni ora dilaniate da forme di violenza inaudita&#8221;. E\u2019 come un grido che Giovanni Paolo II vuole far salire a Dio da tutta la terra. Non sia solo l\u2019ora delle armi. Sia anche l\u2019ora della preghiera! Lo scrive convinto nella lettera: &#8220;Di fronte alla caparbia determinazione con cui, da una parte e dall\u2019altra, si continua ad avanzare sulla strada della ritorsione e della vendetta, si apre di fronte all\u2019animo angosciato dei credenti la prospettiva del ricorso della preghiera accorata a quel Dio che, solo, pu\u00f2 cambiare i cuori degli uomini, anche dei pi\u00f9 ostinati&#8221;. L\u2019invito del Papa sar\u00e0 certamente accolto da tutte le comunit\u00e0 cristiane del mondo le quali, oggi, si ritrovano come in una sola voce ad innalzare la preghiera per la terra di Ges\u00f9, certi che la pace \u00e8 possibile: Dio ascolta la preghiera di chi si rivolge a Lui con fede. Questa drammatica vicenda della Terra Santa tocca il cuore stesso del cristianesimo, non solo nei suoi aspetti concreti relativi ai luoghi ma, direi, nella comprensione stessa di Ges\u00f9, assieme, uomo ebreo e palestinese. E\u2019 lui, si potrebbe dire, che continua ad essere lacerato negli uomini israeliani colpiti dagli attentati kamikaze, come \u00e8 anche lui che continua ad essere ucciso nei palestinesi che vengono eliminati. Se in questi giorni ciascuna parte piange i &#8220;suoi&#8221; morti e, mentre piange, medita e mette in atto la vendetta contro l\u2019altra parte, andando cos\u00ec verso una catena infinita di morte, un po\u2019 pi\u00f9 in alto, c\u2019\u00e8 un Padre, quello che &#8220;fa sorgere il sole sia sui buoni che sui cattivi&#8221; il quale piange i &#8220;suoi&#8221; morti, quelli di ambedue le parti, e mal sopporta che si prenda la difesa solo dell\u2019una contro l\u2019altra parte. Oggi c\u2019\u00e8 un urlo da ascoltare, quello di Dio che implora di fermare la morte dei suoi figli, del suo Figlio, assieme ebreo e palestinese. Ed \u00e8 un urlo pieno di sconcertante ragionevolezza, anche perch\u00e9 una cosa \u00e8 certa: l\u2019ora smisurata delle armi, dell\u2019una e dell\u2019altra parte, non porter\u00e0 mai all\u2019ora della pace. Le armi non daranno ad Israele la giusta sicurezza n\u00e9, le armi, potranno permettere al popolo palestinese di raggiungere il suo diritto ad uno spazio nazionale. Le armi acuiscono un dissidio che non porter\u00e0 nessuna delle due parti a vincere, semmai ambedue a soccombere, ad essere sconfitte. Nel febbraio di questo anno a Terni abbiamo consegnato il Premio &#8220;San Valentino&#8221; a David Grossmann (noto scrittore israeliano) e a Sari Nusseibeh (rettore della universit\u00e0 araba di Gerusalemme): l\u2019uno si \u00e8 messo nei panni dell\u2019altro (ed effettivamente l\u2019uno aveva vissuto per qualche settimana in un campo palestinese e l\u2019altro in un kibbutz israeliano). Le loro parole sono state solo parole di pace e di indispensabile dialogo. Non hanno nascosto i loro disaccordi, ma erano certi che solo una nuova logica, compresa quella del perdono, pu\u00f2 aprire uno spiraglio alla via della pace. Ogni altra voce \u00e8 destinata al disastro, alla rovina dei due popoli e, non solo. In quella terra, infatti, c\u2019\u00e8 tutta la terra. E in quella pace c\u2019\u00e8 come iscritta l\u2019intera pace. Per questo ha ragione il salmista: &#8220;Si attacchi la lingua al mio palato, se mi dimentico di te, Gerusalemme&#8221;. Noi europei, non possiamo certo stare a guardare e tanto meno, quasi nuovi Pilato, lavarcene le mani oppure semplicemente riportare i drammi altrui alle nostre misure. C\u2019\u00e8 bisogno di guardare pi\u00f9 in alto. Bene perci\u00f2 ha fatto il Papa a scrivere a Bush e ad invitare i cristiani del mondo alla preghiera. Bene facciamo noi a raccogliere questo invito e a pregare per la pace. E bene facciamo &#8211; ed anche qui il compito \u00e8 delicatissimo \u2013 a non essere complici di quel risorgente antisemitismo in Europa che gi\u00e0 qualcuno da tempo aveva segnalato. Cessino terrorismo e violenza e i popoli riprendano a guardarsi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Due lettere del Papa verso la pace. La prima l\u2019ha spedita a Bush, mostrando, tra l\u2019altro, lucidit\u00e0 politica e determinazione per la pace in Terra Santa. L\u2019altra al suo Segretario di Stato, il cardinale Sodano. 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